mercoledì 30 ottobre 2013

Pd, congresso avvelenato. Ma rinnovamento inevitabile.

Comunque vadano a finire le cose, e nonostante l’abbondante spargimento di veleni, la difficile stagione congressuale del Pd di Capitanata ha già prodotto un risultato incontestabile: ha vinto la necessità, l’urgenza del rinnovamento. Da oggi in poi, niente più potrà essere come prima, a prescindere da chi vincerà alla fine la tenzone, se il “renziano e basta” Michelangelo Lombardi o il “renziano e non solo”, Raffaele Piemontese.
Un arguto e attento osservatore politico come Girolamo Arciuolo l’aveva detto, anzi pronosticato, sabato scorso, ancor prima della  fatale domenica congressuale: “Il PD di Capitanata è cambiato - aveva scritto. - Domani il segretario Provinciale, anche se dovesse prevalere quello più continuista, anzi, soprattutto in tale ultimo caso, dovrà aprire porte e finestre e lasciarle aperte a lungo per favorire un completo, vero ricambio d'aria.”
A dare ragione alla tesi di Arciuolo sono in primis i risultati: mai un congresso provinciale si era risolto sul filo di lana. Mai era stato necessario aspettare i risultati degli ultimi congressi, che si celebrano nei circoli dei piccoli comuni, per sapere chi sarà il nuovo segretario provinciale.
I risultati più clamorosi e inattesi sono quelli che riguardano due città particolarmente simboliche per il Pd provinciale: il capoluogo Foggia e Manfredonia, roccaforte da anni ed anni del gruppo dirigente che ha espresso ai vetrici del partito personaggi del calibro di Franco Mastroluca, Michele Bordo, e Paolo Campo. 

Luce a singhiozzo a Foggia. E noi rassegnati.

Questo pomeriggio, nella zona di Rione Biccari, l’erogazione della corrente elettrica ha subito numerose interruzioni. Non so nel resto della città, ma nel rione dove abito brevi black out hanno imperversato per una buna mezz’oretta mettendo a durissima prova la funzionalità di elettrodomestici, personal computer e relative periferiche, impianti antifurto e hard disk, che come si sa sono particolarmente sensibili ad eventi di questo tipo.
Non è la prima volta che si verificano disfunzioni del genere, che si ripetono anzi con una certa frequenza, senza che il gestore della rete elettrica si sia mai dato la pena di spiegarne le ragioni o di chiedere scusa agli utenti.
Nella società dell’informazione un black out può provocare seri danni: ne sanno qualcosa un paio di miei hard disk danneggiati dalle frequenti interruzioni (in gergo non si chiamano proprio blackout ma drop out e indicano interruzioni di pochi secondi o spesso anche millisecondo: sono più letali dai black out veri e propri). Per non perdere più i dati sono stato costretto a comprare costosi gruppi di continuità.

Mi chiedo cosa succederebbe se tutto ciò avvenisse a Milano. State pur sicuri che il fatto conquisterebbe la copertina dei quotidiani e l’apertura dei telegiornali. Non da noi: siamo rassegnati a servizi pubblici che non funzionano. Rassegnarsi significa rinunciare alla speranza che le cose vadano meglio, che le città e i quartieri funzionino, e così i servizi. Sta anche in questa rassegnazione una delle ragioni dello storico, endemico divario tra Nord e Sud.

lunedì 28 ottobre 2013

Il coraggio di Tommaso, giovane NEET

Tommaso Di Gioia è il giovane laureato NEET di cui Lettere Meridiane ha qualche giorno fa ospitato il lamento. Anonimo, in quella occasione perché si trattava di uno sfogo, di una lettera che Tommaso mi aveva indirizzato privatamente per segnalarmi le difficoltà che sta affrontando per trovare un'impresa disposta ad ospitare un tirocinio (tutto pagato dallo Stato) nell'ambito di una professionalità (laurea in tecnologie alimentari) che pure riguarda una delle vocazioni più antiche del nostro territorio.
Tommaso ha scritto un'altra lettera, particolarmente esemplare dello stato d'animo in cui si trovano migliaia di giovani NEET come lui. Eccone il testo.
* * *
Grazie Geppe per aver reso noto la mia situazione che poi è comune a migliaia di altri miei coetanei. Quello che mi fa rabbia è che molto spesso i giovani appaiono come sfaticati, lavativi e mammoni eppure io e molti miei amici abbiamo sempre lavorato durante l'Università (la sera nei pub, nelle pizzerie, ecc..) e la mattina ci siamo comunque svegliati presto per non perdere le lezioni. 
Una volta conseguita la laurea ci sentiamo rispondere che per lavorare serve l'esperienza e che non sei abbastanza qualificato per ricoprire un posto qualsiasi. 

domenica 27 ottobre 2013

Confronti | Il Mezzogiorno tra policy e politica

[I commenti e le riflessioni sul post di Lettere Meridiane Per il riscatto del Mezzogiorno, più policy e meno politica]

Girolamo Arciuolo
Mi verrebbe da dire più Politica e meno "intermediazione impropria"
Piero Barucci, che appunto per anni ha diretto lo SVIMEZ e che ha sicuramente contribuito a formare molti ricercatori di quell'istituto con questa espressione intende appunto il ruolo distorto di gran parte della politica meridionale.
Il politico "fattivo", secondo l'accezione meridionale, intermedia tra l'impresa o il singolo e l'amministrazione. Tutto il sistema è completamente impostato per selezionare/formare questa categoria di personale politico. L'idea che il politico debba essere un tantino visionario sia pur con giudizio, e che debba saper osare/prefigurare è fuori portata.
Nella migliore ipotesi, soprattutto a livello locale, il politico è una sorta di funzionario aggiunto. Supplisce alle deficienze della macchina amministrativa, introducendo un po' di pragmatismo dove regna la interpretazione formalistica della legge.

Per le lagune del Gargano potrebbe cominciare una nuova stagione di sviluppo

Il comprensorio lagunare del Gargano è un luogo d’eccellenza, un posto che ci viene invidiato da tutta l’Europa (lo sapete che la Capitanata è tra i territori con la maggior concentrazione di zone umide del vecchio continente?). È un concentrato di risorse ambientali e paesaggistiche, nonché di potenzialità produttive da straordinaria valenza (non è un caso che qui il CNR ha voluto costituire una sua sede che si occupa di scienze marine e biologia lagunare). In una parola, è una formidabile risorsa da investire nella prospettiva di un nuovo e diverso modello di sviluppo, maggiormente orientato sulla sostenibilità e sulla intelligente utilizzazione delle risorse del territorio.
Qualcosa si sta finalmente muovendo. Accanto a piccole imprese d’eccellenza, che stanno sperimentando modelli produttivi molto avanzati (come la Gargamelle s.r.l. di Cagnano Varano, che ha rilanciato la produzione della moleca, il granchio molle del Gargano, di cui Lettere Meridiane ha parlato in questo post)  anche le istituzioni locali si stanno attrezzando nel tentativo di fare sistema.
Un ruolo importante in questa direzione potrebbe essere svolto dal Gruppo d’Azione Costiera “Lagune del Gargano s.c.ar.l.”, raggruppamento di soggetti pubblici e privati che mette assieme i quattro Comuni territorialmente interessati nella zona di pesca (Cagnano Varano, Ischitella, Lesina e San Nicandro Garganico), la Camera di Commercio, associazioni di categoria e portatori di interessi.

sabato 26 ottobre 2013

Arciuolo: chiunque vinca, il Pd dovrà cambiare

Lombardi e Piemontese durante un'intervista a Foggia
Città Aperta
Questa fase congressuale del Pd non mi ha per niente entusiasmato. Ha riproposto una vecchia idea di partito, comportamenti già visti, veleni ormai così stantii da essere del tutto metabolizzati: non avvelenano nessuno, salvo la buona politica.
Lo sconforto ha poi ceduto il passo alla speranza, grazie a questa lucidissima riflessione di Girolamo Arciuolo.
* * *
Il PD di Capitanata, possiamo già dirlo. è cambiato. 
Ci sono degli sconfitti. I loro nomi sono già noti. La sconfitta sarà inoltre ribadita e resa ancora più netta con gli esiti del congresso nazionale e di quello regionale. 
La moltiplicazione sospetta di tessere potrà determinare poco, rispetto alla prospettiva che già possiamo commentare. 
Domani il segretario Provinciale, anche se dovesse prevalere quello più continuista, anzi, soprattutto in tale ultimo caso, dovrà aprire porte e finestre e lasciarle aperte a lungo per favorire un completo, vero ricambio d'aria. 

Bombardamenti / Il comitato per il monumento alle vittime mette on line la biblioteca

Tra mugugni e polemiche, tra sussurri e grida, le celebrazioni per il settantesimo anniversario dei bombardamenti stanno producendo un risultato importante, importantissimo: un recupero diffuso di memoria, una notevole produzione di testi storici, letterari, poetici e teatrali, una ricerca e una produzione culturale che forse non si era mai verificata in città.
Bisognerebbe partire da questa dato (più precisamente dalla comune presa d’atto di questo dato) per avviare un serio discorso su come evitare che queste iniziative, tutte generose, ma non comprese in una prospettiva unitaria, possano diventare in qualche modo sistema. Basterebbe essere contenti i quel che si è fatto fino ad oggi, e cercare di mettere da parte le polemiche e le divisioni per sedersi attorno un tavolo e cercare di fare rete.
Qualche giorno fa ho commentato la lapide virtuale promossa dagli Amici della Domenica per raccogliere i nomi (superando dunque l’ormai noiosa querelle sui numeri) della vittime della tragica estate del 1943. Un’altra iniziativa di straordinario valore storico e culturale giunge dal gruppo del comitato Un monumento a ricordo delle vittime del 43 a Foggia” presieduto da Alberto Mangano, che sta pubblicando ad iniziativa di Tommaso Palermo e Giuseppe D’Angelo alcuni documenti storici (molti dei quali rarissimi) di grandissimo pregio.

Progetto giovani NEET: un'altra occasione perduta per l'economia dauna?

Non ci sono ancora dati ufficiali, ma la sensazione è che il Progetto AMVA – Giovani Laureati Neet corra il rischio, almeno per quanto riguarda la provincia di Foggia, di aggiungere un'altra pagina all'interminabile capitolo delle occasioni perdute.
L'iniziativa sta suscitando molte speranze nella platea dei giovani interessati: ma latitano le aziende che potrebbero e dovrebbero approfittare della ghiotta opportunità offerta dalla misura, finanziata dal Ministero del Lavoro con i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo. Si tratta di ospitare in azienda, a costo  zero, il tirocinio di un giovane laureato. E latita anche quella fetta del mondo delle professioni e del terzo settore che potrebbe beneficiare del finanziamento europeo: il bando prevede infatti che possano candidarsi ad ospitare un laureato Neet tutti i soggetti che abbiano una forma giuridica disciplinata dal diritto privato, comprese le cooperative. Tantissimi soggetti, come si apprende nella FAQ pubblicate su Cliclavoro, il portale del Ministero che ospita la piattaforma di gestione del progetto NEET: oltre alle imprese in senso stretto, possono ospitare tirocinanti liberi professionisti come  avvocati, amministratori di condominio, commercialisti, e poi associazioni di volontariato, come associazioni di promozione sociale, istituti per anziani, centri diurni per disabili, Onlus iscritte all’Albo regionale delle associazioni di volontariato e perfino Parrocchie, anche senza essere titolari di partita IVA.

giovedì 24 ottobre 2013

Isole ecologiche, lo scandalo infinito

Foggia. Piazza Sgaramella dopo l’operazione di bonifica (sic) dell’isola ecologica che era stata eruttata dal sottosuolo, qualche mese fa. Come rileva Tony Dembech, autore della foto, il buco lasciato dall’isola che non c’è (più) è stato colmato utilizzato materiali di risulta di cantieri edili. Come a dire che quella risorsa che doveva servire a promuovere e gestire con intelligenza la raccolta differenziata non solo non è stata mai utilizzata, ma è stata malinconicamente sostituita  da… rifiuti.
In un certo senso, è il degno epilogo di una vicenda a suo modo simbolica  della crisi che la città sta vivendo, della sua incapacità di progettare il futuro, ma anche della ricaduta pressoché nulla di tanti finanziamenti pubblici. Con i bilanci sempre più asfittici, gli enti locali devono oggi imparare utilizzare con la massima solerzia e la massima intelligenza i cospicui fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.
A Foggia accade invece il contrario  e le isole ecologiche ne sono una prova evidente. Sono costate un sacco di quattrini pubblici. Sono state pomposamente inaugurate per ben due volte, e salutare come l’avvio di una stagione nuova nella politica di gestioni dei rifiuti. Non sono mai entrate concretamente in funzione perché né l’Amica né il Comune di Foggia sono riusciti ad organizzare conveniente la distribuzione della card che avrebbero consentito alle famiglie di utilizzare il servizio.

mercoledì 23 ottobre 2013

Dare un nome ai numeri delle vittime del 1943 (e scusate se non avevo capito)

Quando i numeri diventano nomi, è tutta un'altra cosa. Andate alla lapide virtuale che gli Amici della Domenica hanno dedicato alle vittime dei bombardamenti del 1943. Leggete i nomi. Le date. E la querelle su quanti siano stati veramente i caduti sotto le bombe alleate nella tragica estate del 1943 prende tutt'altra dimensione.
L'ho fatto, su invito di Cesare Rizzi. E le mie considerazioni di qualche giorno fa sull'argomento mi sembrano adesso distanti, questioni di lana caprina, di fronte all'emozione che provo scorrendo l'elenco di questi nomi e cognomi di persone vere, nostri padri e nostri nonni, strappati alla vita dalla guerra infame.
Non conta niente che siano poco meno di duecento, al momento, e che la strada da percorrere è ancora tanto lunga. Quel che conta è che si tratta di persone. 
Vite vere spezzate. Da non dimenticare, da ricordare. 

Solo adesso capisco l'iniziativa di Tonio Sereno e di ScenAperta, che avevo frainteso (e gli chiedo veramente scusa). Solo adesso capisco che non avevo capito, e percepisco la bellezza profonda del tentativo che Tonio e Cesare ed altri vanno conducendo: dare un nome ai numeri, perché non siano più numeri, ma vengano restituiti loro la dignità, l'onore della memoria.

martedì 22 ottobre 2013

Michele Protano, il Presidente

Sei anni fa - il 21 ottobre del 2007 - si spegneva Michele Protano, l’amministratore provinciale con il più lungo stato di servizio: 27 anni trascorsi tra i banchi di Palazzo Dogana. Questo articolo - pubblicato sulla rivista della Biblioteca Provinciale di Foggia - era stato concepito per festeggiarne l’ottantesimo compleanno. Purtroppo, qualche giorno dopo aver spento l’ottantesima candelina, il cuore generoso di Protano ha cessato di battere. 
Chi scrive è stato legato al Presidente scomparso da profondi vincoli di affetto e di amicizia, oltre che di lavoro comune. Sono stato il responsabile di quell’ufficio stampa che Michele Protano volle istituire come primo atto del suo mandato, convincendomi a lasciare la redazione foggiana de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e l’ufficio stampa dell’Ente Fiere di Foggia, presso cui lavoravo.
L’istituzione dell’ufficio stampa una scelta di alto valore politico e sociale, sostenuta da motivazioni molto diverse dalla ricerca della visibilità o della immagine a tutti i costi che pervade la politica in questi anni, e che sovente vede scadere la comunicazione istituzionale a propaganda da carosello.
Protano era assolutamente convinto che la sua idea, il suo progetto di Provincia potevano affermarsi soltanto se fossero diventati patrimonio comune delle comunità provinciali. Si trattava (e per molti versi ancora si tratta, perché la questione è del tutto aperta) di costruire una identità per la Capitanata, che ne era priva. Un Ente Provincia forte, efficiente, in grado di sorreggere i complessi processi di sviluppo del territorio può essere tale soltanto se c’è una

Il lavoro è anche questione di cultura

Caro Geppe,
penso che uno dei problemi per ciò che attiene le possibilità che vengono promosse per l'occupazione e quindi per le aziende chiamate a "creare" lavoro sia da sempre la burocrazia e i tanti troppi vincoli che si pongono alle stesse, con effettivamente pochi vantaggi.
Volevo dare un dato che è' allo stesso tempo entusiasmante e preoccupante. Quattro aziende del gruppo che rappresento hanno promosso solo giovedì scorso alcuni percorsi formativi. Hanno ad oggi manifestato la propria candidatura oltre 200 giovani. "Entusiasmante" perché evidentemente abbiamo promosso qualcosa di accattivante e che comunque i siti del ministero o di Italia lavoro vengono seguiti. Preoccupante perché stiamo parlando di giovani laureati ma anche trentenni che sono disponibili ad accontentarsi di 500€ al mese.
Ps considerando che oramai inviare mail non costa nulla, perché i centri per l'impiego non creano una "banca" dati delle imprese locali alle quali segnalare le varie agevolazioni che si presentano?
[Commento depositato in risposta al post In Capitanata il lavoro c'è ma non si vede ]
* * *
Concordo con quanto scrive l’amico, autore del commento.  Più che invocare un’altra deregulation del lavoro, mi sembra però  che la via da seguire sia rappresentata dalla semplificazione delle procedura, e da un incontro più facile e più virtuoso tra domanda ed offerta, nonché – ed è un argomento di grandissima attualità – da una sostanziosa riduzione di quel cuneo fiscale che gravando sulle tasche di imprese e lavoratori rende oggi scarsamente con veniente , da parte delle imprese “investire in lavoro”.

lunedì 21 ottobre 2013

Capitanata o Daunia? Google li boccia entrambe

Intervenendo nel dibattito su Daunia o Capitanata, Enrico Ciccarelli ha citato i dati di una ricerca che egli stesso ha condotto, analizzando le occorrenze dei due termini in Google e in YouTube. "Se cercate "provincia di Foggia" - scrive Ciccarelli - otterrete poco meno di novecentomila occorrenze (se cercate "foggia" soltanto sono quasi venticinque milioni, ma lì c'è la concorrenza del sostantivo), altrettanti se cercate Capitanata, circa seicentomila se cercate Daunia (che però si corrobora con gli aggettivi derivati, che mancano a Capitanata). Se cercate Gargano ottenete oltre cinque milioni e mezzo di di riscontri (certo, va fatta la tara del calciatore e -mi pare- di un giurista). La sola Vieste ha più risultati di provincia di Foggia, Capitanata e Daunia messi insieme. Le cose non migliorano molto su YouTube: la ricerca per "provincia di Foggia", Capitanata e Daunia mette insieme circa trentamila risultati contro gli oltre centotrentamila del Gargano ("Foggia" ne riporta centoquarantamila, ma moltissimi si devono alla squadra di calcio, et pour cause)."
La conclusione di Ciccarelli, che mi trova del tutto d'accordo, è che "si registra una "debolezza di brand" abbastanza marcata ed uniforme."
La questione non è soltanto geografica, né tantomeno accademica. È nevralgica se si pone mente alle strategie di marketing territoriale, che a loro volta rappresentano elementi centrali per il futuro di territorio che affida larga parte della sue chanches di sviluppo al turismo e all'agroalimentare, l'uno e l'altro settori dell'economia molto sensibili al brand.


domenica 20 ottobre 2013

Daunia o Capitanata? In testa la Daunia

Il post su Daunia o Capitanata? Sta suscitando una discussione ampia e per molti versi generosa. A una prima impressione, la denominazione più "votata" è quella più antica, e cioè Daunia. Ma non manca chi si schiera invece a favore di Capitanata. La discussione è interessante anche perché molti degli intervenuti riflettono sulla implicazioni dei due toponimi, anche per quanto riguarda la ricaduta sotto il profilo del marketing territoriale.
Il gruppo che si è maggiormente distinto per l'intensità del dibattito è Riaccendiamo le idee. Alcuni amici sono tuttavia intervenuti nelle bacheche di diversi gruppi. Di seguito tutti gli interventi, con l'avvertenza che non essendo stati pubblicati sulla stessa bacheca, non c'è una discussione unica. 
Il primo commento, di Franco Cuttano, è stato postato direttamente sul blog.
* * *
Franco Cuttano 
Ma come si fa a voler prevalere con una motivazione geografica. Stiamo parlando di POPOLO!!! Qui ogni tanto si sveglia qualcuno, legge in biblioteca che in tale data il Bonaparte scrisse "capitanata" e VAIII!!!! con la "Magna capitanata" e altre denominazioni che ci portano ai tributi inflitti dal "Catapano" che obbligava i nostri avi a pagare le TASSE (giuste, esose? Comunque i Dauni vittime di 'sto Catapano). Poi un altro giorno, sempre in biblioteca, si ritrova a leggere la storia dei Dauni

Antonacci riscopre le immagini del Gargano "militare"

Impareggiabile cercatore di tracce e cose utili sul web, Domenico Sergio Antonacci regala ai lettori del suo blog Amara Terra Mia due splendide raccolte fotografiche che riguardano la presenza militare sul Gargano, che ha rappresentato nella storia del promontorio un fenomeno consistente fin dal medioevo, data la sua posizione strategica.
La prima raccolta mostra alcune insolite fotografie del Gargano scattate dai piloti dei caccia G91 di stanza nell'aeroporto militare di Amendola. Alcune sono veramente di grande bellezza, come quella che illustra questo post.
La seconda si riferisce al periodo dell'occupazione militare durante la seconda guerra mondiale. Sono fotografie scattate nella base di Amendola, ma anche scene di vita quotidiana, riprese in villaggi del Gargano, che offrono un interessante spaccato  dei rapporti tra gli occupatori e la popolazione indigena.
Veramente da non perdere.

Per poter leggere i due post e guardare le immagini, cliccare sui relativi collegamenti. 

sabato 19 ottobre 2013

Bombardamenti, la memoria che divide

Raffaele  De Seneen ha postato sul mio profilo fb quest'accorata riflessione sulle celebrazioni del Settantesimo anniversario dei bombardamenti. Alla fine la mia risposta
* * *
Caro Geppe, come non riconoscere le tue capacità, la tua dedizione a questa terra, le tue doti di equilibrio, di voglia di fare e di far fare per il comune interesse. Io sicuramente sarò tutt’altro, certo il contrario, perché ho forte l’impressione che questa commemorazione del 70° lascerà sulla strada più morti virtuali di quelli veri del ’43. Si, un altro tipo di guerra.
Il primo “cadavere” è proprio quel super-coordinamento creato dal Comune di Foggia, che lo stesso volle quando si accorse di un certo fervore in città circa una serie di iniziative, di varia provenienza, che si volevano mettere in campo.
Il logo del 70° che il Comune ideò si è visto solo sui manifesti prodotti in occasione della prima parte delle manifestazioni, quelle messe in campo dalla rete di associazioni LeRadicieLeAli (15 associazioni) in collaborazione con l’Università di Foggia, e non credo di sbagliare se dico che a nessuna di queste manifestazioni si ebbe la presenza del nostro Sindaco.

venerdì 18 ottobre 2013

La memoria dei bombardamenti, per costruire una public history foggiana

Raramente mi era successo di leggere sul social network un confronto così pacato e approfondito, ma nello stesso tempo ricco e costruttivo, come quello suscitato dal post di Lettere Meridiane sull'annosa querelle del numero delle vittime dei bombardamenti del 1943 a Foggia, e sull'opportunità di iniziative rivolte ad accertare l'esatto numero delle vittime.
Vale la pena sottolineare che nel dibattito intervengono esponenti di diversi gruppi o comitato che hanno animato le celebrazioni del settantesimo anniversario della tragica estate del 1943, le cui posizioni si sono anche in qualche caso divaricate. È dunque particolarmente significativo che, davanti ad un tema così sentito quale quello delle vittime, e della memoria, le divergenze siano state messe da parte. È il primo confortante indizio della praticabilità di una ipotesi che Lettere Meridiane va da tempo avanzando: la costituzione di una public history dei bombardamenti e della successiva ricostruzione.
Di seguito gli interventi che i rispettivi autori hanno svolto nell'ambito di una conversazione su fb, proposta da Lettere Meridiane. Quello di Tommaso Palermo è stato invece postato dall'autore quale commento direttamente su Lettere Meridiane

Per il riscatto del Mezzogiorno, più policy e meno politica

Come lo si volti e come lo si giri, il Rapporto Svimez 2013 certifica l'incapacità della politica nazionale (ovvero dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni - Berlusconi, Monti, Letta- , ma anche dei partiti che li hanno sostenuti, con l'aggravante che due dei tre governi sono stati sorretti da grandi intese) di affrontare in modo organico il problema del divario tra il Sud e il resto del Paese.
La forbice non si chiude, ma anzi s'allarga più vistosamente. Il quadro disegnato dal Rapporto è da tregenda: "nel 2012 - vi si legge - il Pil è calato nel Mezzogiorno del 3,2%, oltre un punto percentuale in più del Centro-Nord, pure negativo (-2,1%). Per il quinto anno consecutivo, dal 2007, il tasso di crescita del PIL meridionale risulta negativo. Dal 2007 al 2012, il Pil del Mezzogiorno è crollato del 10%, quasi il doppio del Centro-Nord (-5,8%)."
E non è tutto: "In termini di Pil pro capite, il gap del Mezzogiorno nel 2012 ha ripreso a crescere, arrivando al livello del 57,4% del valore del Centro Nord. In valori assoluti, a livello nazionale, il Pil è stato di 25.713 euro, risultante dalla media tra i 30.073 euro del Centro-Nord e i 17.263 del Mezzogiorno."

mercoledì 16 ottobre 2013

Accertare le vittime del 1943: meglio la commissione della petizione

È pienamente legittimo e condivisibile il desiderio di dare un nome alle vittime dei bombardamenti anglo-americani dell'estate del '43 su Foggia "perché a 70 anni dal tragico evento bellico si possa fare piena luce sul numero delle vittime per onorarle e ricordarle degnamente."
Data la delicatezza dell'argomento e l'irresolutezza della questione, è tuttavia il caso di procedere con i piedi di piombo. A volte, il "fare per fare" può essere un rimedio peggiore del male.
Il virgolettato dell'incipit è tratto dal testo di una petizione on line che circola in questi giorni nei social network. E già lo strumento che si vorrebbe utilizzare - la solita petizione on line su cui qualche settimana fa Cesare Rizzi ha giustamente manifestato fondate perplessità - non pare del tutto adeguato: petizione a chi? e per fare che? Sarebbe stato il caso di finalizzare meglio la raccolta di firme.
Ribadisco, a scanso di equivoci. L'iniziativa è in se stessa apprezzabile, perché stimola la coscienza collettiva, perché intende colmare una cesura, un vuoto della memoria cittadina, la cui percezione (ed anche questo è un elemento positivo) è stata ravvivata dalle celebrazioni del settantesimo anniversario della tragica estate del 1943.

martedì 15 ottobre 2013

La vera sfida, una Rete per il lavoro

Quella di giovedì è una sfida importante per l'economia provinciale, chiamata a cimentarsi con il Progetto AMVA, destinato ai giovani NEET laureati. Alle 10.00, nell'aula consiliare di via Telesforo, si parlerà infatti dell'iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali curata da Italia Lavoro, con l'intervento di un pezzo da novanta dell'agenzia ministeriale, Cosimo Prisciano, Responsabile Macroarea Sud Adriatica di Italia Lavoro.
L'acronimo NEET sta per Not in Education, Employment or Training (giovani dunque che non studiano, né lavorano né svolgono attività formative). La definizione è stata coniata dalla Comunità Europea per mettere in evidenza una condizione che, se prolungata nel tempo, compromette seriamente le possibilità di questi giovani di inserirsi sul mercato del lavoro, anche quando l’economia sarà in fase di ripresa.
L'intervento è cospicuo: curato da Italia Lavoro e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Progetto è parte del più vasto programma AMVA (altro acronimo che sta per Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale), e mira ad offrire a 3.000 di questi giovani un percorso di tirocinio di durata semestrale. L’obiettivo è quello di riavvicinarli al mercato del lavoro e supportarli nella ricerca attiva di un’occupazione, attraverso una concreta esperienza in azienda.

domenica 13 ottobre 2013

Via Arpi, strada delle contraddizioni foggiane / 1

Fa discutere il post su Via Arpi, in cui sottolineavo la stridente contraddizione tra il sogno vagheggiato (e parzialmente avverato) dalla preside emerita della Facoltà di Lettere dell'Università di Foggia, Franca Pinto Minerva di via Arpi quale strada dell'arte, della cultura e della conoscenza, e un'attualità fatta di atti teppistici e discutibili progetti di arredo urbano. Una contraddizione - sostenevo - da cui emerge tutta la difficoltà che Foggia incontra nel darsi dei simboli d'identità, nel riconoscersi nei suoi posti, nella strade e nelle piazze.
Mi scrive Mario Cobuzzi, esperto di storia dell'arte ed autore dell'interessante blog Kunst: "quello che scrivi sulla difficoltà di riconoscersi in simboli mi sembra tristemente vero, per foggia non per niente quelli che dovrebbero essere i suoi simboli culturali e storici (i palazzi storici o la regia masseria del pantano) sono in uno stato di abbandono miserrimo... sulla questione delle periferie, il problema è della speculazione (legale o meno) che sta deturpando questa città."

132 posti da volontario nel Servizio Civile: uno per uno, tutti i progetti

Sono 132 in provincia di Foggia (quattro dei quali all'estero) i posti da volontari disponibili nei 41 progetti approvati nell'ambito del Bando 2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome.
Nella prima puntata della nostra guida, abbiamo visto come preparare e presentare la domanda. Oggi passiamo in rassegna, uno per uno, i progetti approvati, con indicazioni utili sia per quanto riguarda il link alla pagina che offre informazioni più specifiche, sia sul numero dei volontari previsto da ciascun progetto.

FAMIGLIA: SI RIPARTE DA QUI
Settore: Educazione e Promozione culturale - Animazione culturale verso minori
Localizzazione: Puglia - Foggia - FOGGIA
Ente: CONSORZIO ICARO
Sito web: http://www.consorzioicaro.net (è possibile scaricare dal sito il modulo di domanda)
Numero volontari: 4 

Daunia o Capitanata? Il dibattito è aperto

Dalla bacheca del gruppo fb Riaccendiamo le idee, Franco Cuttano rilancia laconicamente un'antica querelle: Daunia o Capitanata? L'effervescente Franco si schiera, senza riserve, a favore del primo toponimo: "Capitanata? Ma che dici !!! A me dauno vuoi cancellare millenni di Storia? NO grazie, preferisco D A U N I A !!!"
La provocazione di Cuttano accende una interessante e purtroppo poco partecipata discussione cui partecipano due intellettuali di calibro, come Massimo Mazza e Davide Leccese.
Mazza puntualizza: "Sono due appellativi geografici diversi: la Capitanata rappresenta l'intero comprensorio geografico attuale; la Daunia invece è l'antica terra dei dauni!"
Davide Leccese rivela un pezzo importante (che non conoscevo) della storia di una querelle che va avanti da decenni: "Feci ampia discussione con Maurizio Mazza: la denominazione geografica; secondo me Dauna è nata da una "malformazione" del termine rigoroso, di origine greca (Δαυνία)."
Per quanti non lo sapessero, Maurizio Mazza è stato il fondatore del museo civico di Foggia, nonché il decano dei giornalisti foggiani (è quello che mi ha avviato alla professione, un giorno vi racconterò meglio di questo grande personaggio).

sabato 12 ottobre 2013

Lo scandalo infinito. Fortarezza intervista padre Arcangelo Maira

Antonio Fortarezza è un filmaker foggiano che vive da tempo a Milano, ma che non ha reciso i legami con la sua terra d'origine. Anzi, ne rappresenta e ne racconta gli aspetti nascosti. Sta preparando un film bellissimo e struggente (ho avuto la fortuna di vederne alcune sequenze) sul ghetto di Rignano Garganico, una vergogna ma anche un appello alla coscienza di tutti.
Il docu-film mi ha preso e commosso non solo per quel che racconta, ma perché a suo modo è anche un manifesto del cinema indipendente: un inno a quel cinema che permette di vedere quel che resterebbe altrimenti invisibile, fuori dalla percezione singola e collettiva. Un cinema che produce coscienza.
In attesa che finisca il suo montaggio e che si trovi il modo di presentarlo, in un un suo recente ritorno a casa, Fortarezza ha intervistato padre Arcangelo Maira, il missionario scalabriniano direttore di Migrantes, da sempre in prima fila nella battaglia per l'accoglienza e per l'integrazione degli immigrati.
È sotto molti aspetti un documento scioccante.
Il video è stato pubblicato sul sito dell'Unità. L'intervista è intitolata "19.142 vittime dal 1988". Ed è appena il caso di rilevare che è già inattuale, perché, dopo l'altra, ennesima tragedia di Lampedusa, quel numero è cresciuto ancora.
L'intervista diAntonio Fortarezza a padre Arcangelo può essere vista cliccando qui.

132 opportunità nel Servizio Civile in Capitanata. Una guida per sapere tutto.

Quarantuno progetti (quaranta in Italia e uno all'estero, in Polonia), che impegneranno 132 giovani per dodici mesi. Sono queste le cifre che riguardano la provincia di Foggia del Bando 2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome.
Un'opportunità formativa interessante, ma anche un'occasione per assicurarsi un reddito, seppur minimo. 
Ai volontari selezionati verrà erogato infatti un assegno mensile di 433,80 euro per i progetti che si svolgono in Italia. Per quelli che si svolgono all'estero, all'assegno mensile viene aggiunta un'identità di 15 euro al giorno, per i giorni effettivi di impiego all'Estero del volontario, al quale vengono garantiti vitto e alloggio (l'Ente attuatore riceve, per questo, un contributo di 20 euro al giorno). Sono anche previste le spese di viaggio.

CHI PUÒ PARTECIPARE
Possono presentare la domanda i giovani tra i 18 e 28 anni di età, che non abbiano già prestato servizio civile in precedenza, e che non abbiano in corso con l'ente attuatore del progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita.

venerdì 11 ottobre 2013

In Capitanata il lavoro c'è. Ma non si vede.

Sono ormai quarant’anni che faccio il comunicatore. Ma l'esperienza come quella di Òccupati, la pagina facebook dei Centri per l’Impiego della Provincia di Foggia, ha rappresentato un fatto nuovo, per alcuni versi entusiasmante. Mi occupo della pagina in quanto dirigente del Settore Politiche del Lavoro dell’amministrazione di Palazzo Dogana, assieme ad una squadra determinata e coinvolta (Umberto Romaniello, autore del logo e della grafica, Palmiro Fragassi, Giuseppe Del Mauro, Vincenzo Mele e Domenico Tozzi).
È un progetto giovane, avviato soltanto da un mese. A stupirmi e ad intrigarmi è come l’iniziativa sia riuscita a produrre comunicazione autentica, in un settore, come quello del lavoro, in cui l’informazione, lo scambio, la relazione sono decisivi per far incontrare domanda e offerta.
Non è solo una questione di cifre, anche se 1.475 “mi piace”, 1.303 persone coinvolte, 4.536 clic, una portata totale pari a 26.672 (si tratta del numero di persone che ha visualizzato le attività della pagina, inclusi post, post di altre persone, menzioni e registrazioni) sono numeri sorprendenti. Ho sempre ritenuto che l’efficacia della comunicazione non possa essere stabilita dagli indici di ascolto, trattandosi di processi profondi che mettono in gioco la qualità.
Ma è proprio la qualità del processo azionato da Òccupati a stupirmi. In un mese, ho capito del mercato del lavoro in Capitanata assai più di quanto non sarei riuscito ad ottenere partecipando a convegni, seminari o leggendo studi statistici approfonditi.
È questa la vera potenza della rete: riuscire a cogliere i processi non solo in termini di quantità ma pure in termini di qualità, sempre che ci si immerga, si riesca a leggere i contesti...

giovedì 10 ottobre 2013

Il commiato di don Tonino Intiso

Don Tonino Intiso non è più il parroco di San Filippo Neri. Il passaggio delle consegne ha avuto luogo da qualche giorno, l’ultima domenica di settembre. Il sacerdote era assente, al momento di quello che il codice canonico definisce ingresso del nuovo parroco, don Antonio Sacco. Non già per una scelta polemica, ma per dare maggior peso e sostanza a quella pagina di storia della città e della chiesa foggiana rappresentata dalla più periferica e più giovane delle parrocchie del capoluogo. Don Tonino era a Vallo della Lucania, per celebrare e festeggiare il novantesimo compleanno dell’arcivescovo emerito di Foggia, mons. Giuseppe Casale, che volle la parrocchia e la chiesa nella zona 167 di Rione Biccari.
Anche per questo, don Tonino ha preferito affidare il suo commiato ad un testo scritto, di rara intensità e di grande tensione morale. Il sacerdote ripercorre le diverse fasi della sua vita di parroco di periferia, sempre dalla parte degli ultimi e dei più deboli, scorgendo in questo percorso le tracce di quella storia di Dio che opera sempre, nel profondo di una comunità. Anche, e soprattutto, dove sono più acute la povertà, la sofferenza, l’emarginazione.
Di seguito il testo integrale del  suo saluto alla comunità parrocchiale di San Filippo.
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Avrei voluto non parlare perché́ certe in occasioni silenzio esprime molto più̀ tante parole!
Tuttavia, avendo predicato, per 44 anni, che cristiano è colui che sa riconoscere in ogni circostanza ed ogni momento della vita la presenza operante dello Spirito, non posso tacere in un evento che tocca profondamente chi va via, chi rimane, chi arriva, la comunità̀ parrocchiale e quella diocesana.
Nulla come un “passaggio” è segno rivelatore, ed occasione privilegiata, per accogliere e vivere la dimensione cristiana della vita che è quella che nasce dal passaggio per eccellenza che è la Pasqua del Signore.

mercoledì 9 ottobre 2013

Via Arpi, strada di arte e cultura. E di contraddizioni.

Franca Pinto Minerva sognava che via Arpi diventasse la strada dell'arte, della cultura, della conoscenza. Molti positivi segnali inducono a pensare che il sogno sia diventato ormai una realtà: l’inaugurazione del polo umanistico dell'ateneo, l'apertura della biblioteca del polo stesso, l'acquisizione di importanti patrimoni, come la collezione delle opere su carta di Alfredo Bortoluzzi da parte della Fondazione Banca del Monte che vi ha sede, testimoniano che via Arpi è nata a vita nuova.
Arte, cultura e storia scorrono da un capo all’altro della strada: dai “tre archi” che abbracciano da un lato il museo civico comunale, splendido scrigno dei tesori della civiltà daunia e non solo, e dall’altro il conservatorio musicale Umberto Giordano, fino al polo che ospita le facoltà umanistiche dell’ateneo foggiano, è tutto un susseguirsi di monumenti, istituzioni culturali, contenitori di pregio.
Il sogno avverato della via dell’arte e della cultura evoca altre fascinazioni. E proprio qui, nella strada il cui toponimo richiama la città progenitrice del capoluogo della Daunia. Sembra quasi che Foggia possa riprendersi quel titolo di inclita sedes imperialis attribuitole da  Federico II di Svevia, che campeggia sotto l’arco del portale della reggia dell’imperatore svevo, murato a fianco all’ingresso del museo. Via Arpi racconta gli antichi fasti di Foggia, ne addita nuovi possibili percorsi di riscatto e di sviluppo. 
Da un lato stimola riflessioni su quel che questa città potrebbe diventare, dall'altro però traluce i mali da affrontare, perché via Arpi è anche la strada delle contraddizioni: omphalos della città, in tutti i sensi. Delle sue potenzialità inespresse, dei suoi problemi più radicati. 

lunedì 7 ottobre 2013

L'ineffabile terroir garganico, svelato e raccontato da Gianfranco Pazienza

Terroir è una parola d’impossibile traduzione. Viene dal francese, e letteralmente sta per terra, territorio. Ma è qualcosa di più. Generalmente viene utilizzata per indicare la tipicità di un vino, ma anche in riferimento ad altri prodotti agro-alimentari, e designa il rapporto tra il territorio che produce quella certa cosa, le tecniche che vengono utilizzate per la produzione, la tradizione che quelle tecniche ha sedimentato e stratificato.
Il terroir è irripetibile proprio per questo. È qualcosa che sta qui, e non altrove. Qualcosa che scandisce, rivela e racconta il genius loci. Che non può essere improvvisata, progettata a tavolino oppure artificiosamente calata dall’alto. Qualcosa che appartiene alla terra e alla sua comunità, così come si sono reciprocamente modellate e modificate nel corso dei secoli.
Nei due racconti dell'e-book pubblicato da Lettere Meridiane [è possibile scaricarlo gratuitamente, cliccando qui per il formato pdf, e qui per il formato epub], Gianfranco Pazienza racconta il terroir del Gargano con tanta più efficacia di quanto non potrebbe fare un ponderoso saggio sociologico. Voli Ascetici e Le donne del Gargano non sono solo sole sono in un certo senso racconti di viaggio. Piccoli travel logue che descrivono più che un andar per luoghi, viaggi di tempo, un muoversi nell’anima e dell’anima, alla ricerca dell’identità più profonda del promontorio. Se c’è un posto che, scrutato con gli occhi dell’anima, diventa storia e memoria, questo è il Gargano. E Pazienza è abilissimo nello scrutare e nel narrare con gli occhi e con la voce dell’anima.

A Manfredonia Faimarathon, la maratona che si corre con gli occhi

C'è anche Manfredonia, tra le novanta città italiane che domenica prossima ospiteranno Faimarathon, ovvero l'unica maratona che si corre con gli occhi. L'iniziativa - promossa dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con il gioco del Lotto - propone suggestivi itinerari all'interno dei centri storici di città d'arte. Caratteristica interessante della proposta del Fai è che si tratta di itinerari inediti, che daranno dunque modo ai partecipanti di scoprire aspetti poco noti o addirittura misteriosi della città visitata.
Oltre Manfredonia, sono coinvolti nella Faimarathon altri quattro centri pugliesi: Bari, Lecce, Canosa di Puglia nella Bat e Grottaglie, in provincia di Taranto.
Per quanto riguarda la città sipontina, l'itinerario del Fai propone una passeggiata storico-artistica in 9 tappe alla scoperta del passato di Manfredonia. Si parte da Palazzo Celestini, sede dell'amministrazione comunale, per un percorso di circa due chilometri, e per la durata di circa un'ora. Il primo gruppo di partecipanti prenderà il via alle 10. Le partenze saranno scaglionate fino alle 12.30.
Dopo la partenza dal portico d’ingresso di Palazzo Celestini, il percorso si snoda  in altre otto tappe: 
Chiesa di S. Francesco; Palazzo delli Guanti; Cattedrale; Palazzo S. Domenico (Chiostro e Cappella della Maddalena); Palazzo De Florio; Chiesa di Santa Chiara; Torre dell'astrologo.

sabato 5 ottobre 2013

In regalo, in epub Due racconti garganici di Gianfranco Pazienza

Lettere Meridiane pubblica in e-book, con distribuzione gratuita, Due racconti garganici di Gianfranco Pazienza, con la presentazione di Geppe Inserra.
La miniraccolta racconta di un viaggio, che è nello stesso tempo spaziale e spirituale, nel lembo di Puglia più incantato e misterioso, il Gargano, svelando l'identità più profonda e nascosta della Montagna del Sole.
Come si legge nell'introduzione, Voli Ascetici e Le donne del Gargano non sono solo sole sono in un certo senso racconti di viaggio. Piccoli travel logue che descrivono più che un andar per luoghi, viaggi di tempo, un muoversi nell’anima e dell’anima, alla ricerca dell’identità più profonda del promontorio. Se c’è un posto che, scrutato con gli occhi dell’anima, diventa storia e memoria, questo è il Gargano. E Pazienza è abilissimo nello scrutare e nel narrare con gli occhi e con la voce dell’anima.
I due brani hanno partecipato a due distinte edizioni del concorso letterario Il rovo che annualmente si svolge a Cagnano Varano. Nel 2012, Voli Ascetici si è aggiudicato la piazza d’onore.
Il volume è pubblicato in edizione digitale in due distinti formati: pdf (leggibile da qualsiasi computer) e epub (leggibile da un e-book reader).
Per scaricare il libro di Pazienza




Il GADD torna in strada per protestare contro lo scempio di Largo Civitella

È un cancro, o se preferite il sintomo più evidente dell'infimo livello in cui è precipitata la qualità della vita a Foggia. I vandali si sono impadroniti della città e imperversano, senza che si riesca non diciamo a fermarli, ma almeno a contenerli. Prendono mira di tutto, dalla periferia al cuore della città.
Il parco giochi di Parco San Felice, finanziato dai cittadini per restituire un minimo di decoro al polmone verde della città, è già ridotto ad un ammasso di rottami. I giochi che avrebbero dovuto offrire svago ai bambini della 167 di Rione Biccari, a fianco alla pista ciclabile, sono stati rovinati ancora prima che l'area venisse inaugurata. Per non parlare delle panchine installate qualche anno fa nei pressi dell'Epitaffio, monumento fondamentale per l'identità cittadina, divelte e fatte a pezzi.
Ma il simbolo del degrado inarrestabile che la città sta vivendo è in questi giorni Largo Civitella, tra via Arpi e il polo umanistico dell'Università, inaugurato qualche giorno fa dopo interventi di restauro dell'ex ospedale, che ne hanno fatto un modello di recupero architettonico e funzionale. 

La tragedia di Lampedusa nei versi di Gelormini, De Seneen e De Palma

Quando il social diventa poesia. L'ondata di emozione suscitata dalla tragedia di Lampedusa ha prodotto anche tanti versi: certe volte la prosa è inadeguata ad esprimere la commozione, il dolore, le lacrime.
Lettere Meridiane ne propone una selezione.

LAMPEDUSA

Soffocata
da lacrime disperate
si ravviva
la fiamma amorevole
dell’accoglienza.

Il silenzio
della preghiera
accarezza
gli sguardi perlacei
spenti dal gelo

venerdì 4 ottobre 2013

Per il Gino Lisa è l'ora dell'ottimismo, ma...

È l’ora dell’ottimismo per il Gino Lisa di Foggia. La società aeroportuale regionale pugliese, Aeroporti di Puglia è stata di parola: il bando per l’allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia è stato varato come da cronoprogramma, scongiurando la revoca del finanziamento comunitario.  Più precisamente, non si tratta di uno ma di due avvisi. Il primo riguarda i lavori come tali (compresi gli oneri per la sicurezza), l’altro l’affidamento delle procedure di esproprio e i relativi indennizzi. Stando alle previsioni, dei 14 milioni stanziati, dieci serviranno per l’esecuzione dei lavori, quattro per il pagamento dell’indennità di esproprio agli aventi diritto.
Se nei gruppi del social si festeggia, il sindaco Mongelli preferisce mantenere una linea di maggior prudenza.  Il primo cittadino ha sottolineato in una dichiarazione, che l’allungamento della pista “si sta progressivamente concretizzando – aggiungendo quindi, non senza una vena polemica - risolvendo positivamente tutti i dubbi che hanno inutilmente appesantito il dibattito in città”.
Buone notizie giungono anche dal fronte di Ali Sospese, il monumento dello scultore e accademico foggiano Gianfranco Rizzi, rimosso dal piazzale dell’aeroporto nel corso dei lavori di realizzazione del parcheggio e gettato tra i rifiuti. Adp e Comune di Foggia avrebbero raggiunto un accordo che prevederebbe il trasferimento del gruppo scultoreo in un’altra sede che l’amministrazione avrebbe già definito e  proposto alla società aeroportuale. Che si vada alla collocazione del monumento in un’altra sede è più di una ipotesi, visto il diretto coinvolgimento della civica amministrazione. Qualora Adp avesse voluto rimettere il monumento al posto dov’era originariamente, non avrebbe avuto bisogno di alcuna concertazione con il Comune.

Uniamoci contro la vergogna

Uniamoci, uniamoci tutti contro la vergogna denunciata da Papa Francesco. L'appello giunge dai Fratelli della Stazione associazione foggiana che da anni opera per l'integrazione degli immigrati. 
I Fratelli della Stazione non ci stanno, non intendono assistere in silenzio all'ennesima tragedia del mare e lanciano un appello a "tutti coloro che pensano - come Papa Francesco - che è una vergogna" a unirsi, "a partire - come l'associazione annuncia sul proprio stato facebook- da una semplice Messa in memoria delle vittime di Lampedusa." L'appuntamento è per domenica 6 ottobre ore 20.00 alla chiesa della Madonna della Croce, sul viale della Stazione, nel pieno del quartiere multietnico di Foggia.
"Singoli, associazioni laiche e cattoliche, gruppi ecclesiali, istituzioni civili e politiche: l'invito è rivolto a tutti, senza distinzioni - aggiunge l'associazione - .  E se qualcuno vuol aiutarci nell'organizzazione, in qualunque modo, ci contatti. Uniamoci. È una vergogna".
Si è mosso anche il GADD (Gruppo Amici della Domenica), che ha presentato una una formale richiesta di petizione al Parlamento europeo.
"Noi sottoscritti cittadini - si legge nel testo - chiediamo al Parlamento e alle Istituzioni europee, a seguito dell'immane tragedia di Lampedusa e delle altre ricorrenti stragi di migranti, che l'Unione intervenga con energia ed immediatezza.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il Volo continua a non volare. Proprio come l'aeroporto.

Marialuisa d'Ippolito rilancia. La presidente della delegazione foggiana del FAI pubblica sul suo stato di facebook una fotografia amaramente esemplare: è il relitto di Ali Sospese, il bel monumento dello scultore foggiano Gianfranco Rizzi, che una volta adornava il giardino antistante l'aeroporto Gino Lisa. 
Rimosso durante i lavori di ristrutturazione del piazzale, il gruppo scultoreo è stato abbandonato a se stesso, in un evidente stato di degrado, impietosamente documentato dalla fotografia pubblicata da  Marialuisa D'Ippolito.
Aeroporti di Puglia, che in quanto gestore dello scalo dovrebbe occuparsi del problema, nicchia, e non ha mai assunto impegni ufficiali per quanto riguarda la risistemazione dell'opera d'arte, nel sito in cui si trovava originariamente.
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