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Gargano, terra sperduta. Giuliani riscopre Beltramelli.

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Puntuale e rigoroso filologo, Francesco Giuliani è tra i più geniali scrittori pugliesi, e sicuramente il più  borgesiano . L'ho amato in modo particolare per certe pubblicazioni, edite da "Il Rosone" in cui racconta e parla di francobolli così come lo scrittore e poeta argentino ha saputo fare in modo supremo in Finzioni e ne La Biblioteca di Babele . Di Borges ha il gusto del dettaglio che custodisce in se stesso un universo. E nella sua certosina opera di filologo, s'industria meritoriamente a recuperare la memoria e le parole di scrittori dimenticati. Come il grande Antonio Beltramelli , che fu tra i primi a raccontare il Gargano. Giuliani ha ritrovato un articolo di Beltramelli, scritto qualche anno prima che venisse pubblicato il suo reportage garganico, che uscì nell'ambito della collana  Italia Artistica (Lettere Meridiane ne ha parlato in diversi post, che potete trovare qui ). L'articolo, intitolato Terre Sperdute e comparso sulla rivista mila...

Manfredonia nelle immagini di Beltramelli

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Così come promesso nella lettera meridiana dedicata alle pagine scritte su Manfredonia da Antonio Beltramelli  nel suo "Il Gargano" , pubblico, a beneficio degli amici e dei lettori del blog,  la cospicua serie di fotografie che accompagna il capitolo sipontino dell'ottimo libro del giornalista scrittore romagnolo, che, come ho avuto modo di dire più volte, è una sorta di guida turistica ante litteram del Gargano e delle sue bellezze. Quando non si tratta di carta stampata, ma di documenti digitali veicolati dal social network, la pubblicazione di fotografie non è affare scontato come potrebbe sembrare a prima vista: manca la sequenzialità, lo spessore, la luce della carta stampata. Diciamola tutta: gli album dei gruppi o delle pagine facebook sono tutt'altra cosa rispetto agli album fotografici, come dire, analogici.  E allora? Vista l'attenzione che ha riscosso la pubblicazione come filmato delle immagini del fotografo foggiano Rodolfo Longo su San Mena...

La leggenda della campana di Re Manfredi

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Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane conoscono già Antonio Beltramelli e il suo libro sul Gargano, che costituisce uno dei primissimi esperimenti di letteratura turistica, nonché di scoperta del BelPaese, che soltanto da poco aveva ritrovato la sua unità. Ho già dedicato a questa opera alcune lettere meridiane (chi le avesse perse, o volesse rileggerle, trova i titoli più avanti, con i relativi collegamenti). L'aspetto più prezioso del volume, che fu il primo riguardante un'area della Puglia nella collana I talia Artistica , edita da Corrado Ricci , e che lo rende ancora oggi attualissimo, sta nell'inesauribile curiosità intellettuale di Beltramelli, giornalista e scrittore di razza: "Lo scrittore romagnolo - ha scritto il critico e docente di San Severo Francesco Giuliani , che ha ri recente curato una nuova edizione dell'opera, per i tipi di Edizioni Il Rosone - percorre in lungo e in largo lo sperone della penisola, che non aveva mai conosciuto prim...

San Giovanni Rotondo, quando non c'era ancora Padre Pio

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La lettura de Il Gargano di Antonio Beltramelli (ho parlato di questo libro stupendo in un’altra lettera meridiana , che vi suggerisco di rileggere per meglio inquadrare il brano che sto per offrivi) lascia una suggestione profonda. Non solo per la pregnanza della scrittura del grande giornalista, ma anche perché ci offre un’immagine assolutamente inconsueta della Montagna Sacra. Sono passai poco più di cent’anni da quanto il volume venne scritto, come parte di una collana dedicata all’Italia Artistica. Eppure sembra che l’autore parli e descriva un’altra epoca. La fattura letteraria delle pagine che seguono, dedicate a San Giovanni Rotondo, è altissima. Al di là della ricostruzione del passato della cittadina che sarebbe poi divenuta nota in tutto il mondo grazie a San Pio, ricostruzione doverosa in una pubblicazione che aveva comunque lo scopo di essere una guida turistica, il resto è del tutto sorprendente. Beltramelli scrive pagine memorabili raccontando gli ori indossati...

La Foggia di Beltramelli: una vestale in mezzo al suo fuoco

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Quando giunse in Capitanata per scrivere il suo libro sul Gargano (di cui ho parlato in una lettera meridiana precedente ), Antonio Beltramelli non venne a Foggia. Il suo itinerario non lo prevedeva. La vide da lontano nel suo percorso di avvicinamento al promontorio, a bordo di una corriera che procedeva così lentamente da lasciare ampio spazio ad osservazioni e riflessioni. Il grande scrittore di viaggi racconta così il Tavoliere, lasciandoci pagine molto vivide e suggestive, e profondamente stridenti con lo spirito della scoperta e valorizzazione dell'Italia artistica che era il fine della collana in cui il volume venne pubblicato. Foggia sta sullo sfondo, ma è al tempo stesso una presenza forte. L'intento è più quello del reporter che non del polemista che racconta per denunciare una situazione profonda di disumanità, dove il lavoro non nobilita né emancipa, ma è piuttosto una maledizione. Nondimeno le pagine di Beltramelli riecheggiano o più precisamente anticipa...