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Visualizzazione dei post con l'etichetta memoria condivisa

Chi si ricorda dell'Ateneo Convitto Daunia?

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Le cartoline sono preziosi pezzi di memoria, soprattutto quando, come dicono i collezionisti, sono “viaggiate” ovvero hanno svolto fino in fondo la loro missione: sono state spedite da un mittente, e ricevute da un destinatario. A volte rivelano la storia minore di un paese, di una città, che altrimenti andrebbero perdute. È il caso della cartolina che immortala l’ Ateneo Convitto Daunia , del quale sinceramente non avevo mai sentito parlare, prima di trovare la cartolina in vendita su Ebay . Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane lo trovano nella versione originale, in bianco e nero, ed in quella colorizzata e elaborata come disegno al tratto, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale che già altre volte abbiamo utilizzato per dare colore ad antiche fotografie (l’intera collezione è disponibile sul sito flickr di Lettere Meridiane , a questo indirizzo web ). Per scaricare l'una o l'altra immagine, cliccare sulla foto e quindi fare clic con il tasto destro del m...

Foggia che non c'è più: la fontana "a triplice getto" del Piano delle Fosse

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Impreziosita dall’algoritmo di colorizzazione automatica (ma anche in semplice bianco e nero restaurato digitalmente), ecco per gli amici e  i lettori di Lettere Meridiane una rara, quanto significativa, immagine di Foggia che non c’è più: la Fontana a triplice getto che sorgeva al Piano delle Fosse, e che - come l’immagine mostra inequivocabilmente - era particolarmente apprezzata dalla popolazione che ruotava attorno al Piano, autentico polmone produttivo e commerciale della Foggia di allora. Tenuto presente che l’immagine deriva da una fotografia scattata dai tecnici dell’Acquedotto Pugliese, con finalità documentarie, possiamo stabilire con sufficiente approssimazione la data in cui venne realizzata: dopo il 21 marzo del 1924, giorno in cui venne inaugurata la Fontana per eccellenza del capoluogo dauno, la Fontana del Sele di piazza Cavour. Probabilmente tra il 1924 e il 1930. Non si trattò soltanto di una cerimonia e del battesimo di un monumento che sarebbe divenuto il s...

31 maggio 1943, il sacrificio di Diego Foschi

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Mettiamola così: le vittime dei bombardamenti della tragica estate del 1943 sono state di gran lunga inferiori alle 22.000 vittime stimate dal Comune di Foggia. E questo lo si sapeva già. Ma sono senz'altro di più, molte di più della cifra ufficiale che venne certificata dopo la guerra, dall'Istat. La laboriosa, certosina ricerca che Maurizio De Tullio , bibliotecario, giornalista e scrittore sta conducendo con la Biblioteca Provinciale di Foggia sta dando risultati importanti. Le vittime finora accertate, con nome e cognome, sono 1780 (cifra che andrà epurata da soldati tedeschi, morti per altre ragioni, ecc.): che sono quasi il triplo delle 607 stimate dall'Istat. Istituto Nazionale di Statistica che - possiamo dunque dirlo con certezza - prese una solenne cantonata. L'aspetto più interessante della ricerca di De Tullio è che non è solo numerica o quantitativa: associa al numero il nome e il cognome della vittima, recuperando pezzi reali di memoria storica. Sare...

De Tullio: "Perché non sono d'accordo con il sogno di ricostruire il palazzo di Federico II"

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Maurizio De Tullio esprime il suo dissenso rispetto all'idea, lanciata da Giovanni Cataleta , e sostenuta da Lettere Meridiane con una petizione on line , di ricostruire il Palazzo di Federico II, sul modello di quanto è già stato fatto da Edoardo Tresoldi a Siponto, dove l'artista milanese ha fatto rivivere la basilica paleocristiana, con una suggestiva installazione metallica. Ecco quanto scrive De Tullio. Al termine alcune mie considerazioni. * * * Come tutti i sogni, anche quello di Gianni Cataleta, cioè di ricostruire a Foggia in fil di metallo il mitico Palatium di Federico II, ha diritto alla divulgazione e ad essere coltivato. Personalmente, però - e gliel'ho anticipato -, non mi trova molto d'accordo e tantomeno entusiasta, per cui non firmerò, per varie ragioni. Intanto non mi piace l'idea "di fare come a Siponto". Lì, all'artista-architetto Tresoldi fu commissionato dal MiBact (se non erro) un progetto, coperto da un finanziam...

Pellegrini a colori, sulla strada (per l'Incoronata?)

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Tra le cose che amo di più del social network c’è la sua potenzialità quale strumento privilegiato per raccogliere e sprigionare memoria. Non è un caso che tra i gruppi più frequentati e attivi di Facebook figurino quelli che si occupano di fotografie antiche, che vengono condivise dagli utenti e diventano così elementi fondamentali di quella nuova disciplina che è la public history , ovvero memoria condivisa, che si avvale di strumenti non convenzionali, come appunto le fotografie d’epoca. Tra i gruppi che svolgono al meglio questo ruolo, spicca senz’altro "Troia (FG) - La mia città e la mia gente nelle foto antiche" fondato ed animato da Francesco Sciarrillo , cultore di storia troiana e appassionato ricercatore di tracce e testimonianze del passato, come ne ho incontrati pochi nella mia vita. È autore di un pregevolissimo studio sui due quadranti della porta bronzea del castello Maschio Angioino di Napoli che raccontano due episodi nevralgici della storia del Mezzogio...

Licinio: il mio rapporto con Troia (quando la storia locale diventa memoria collettiva)

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Raffaele Licinio e gli amici di Aria di Troia mi hanno fatto una bella sorpresa: i primi riprendendo il post di Lettere Meridiane, Chapeau, caro professor Licinio , ed arricchendolo con un video "d'epoca" del quale ignoravo l'esistenza e in cui mi sono rivisto com'ero vent'anni fa, il prof. gratificandomi di stimolanti ricordi e riflessioni sulla esperienza troiana della  Scuola Laboratorio di Medievistica,  che ci vide compagni di  strada. Bella storia, bei ricordi. Ringrazio molto Raffaele Licinio e la redazione del periodico. Qui sotto le riflessioni del professore, al termine il video. Guardatelo, è un salutare tuffo nel passato (g.i.) * * * A questo articolo di Geppe Inserra uscito nel periodico "Aria di Troia e del Preappennino", articolo che richiama alla memoria l'esperienza della Scuola Laboratorio di Medievistica che a Troia Geppe, all'epoca assessore, e l'allora sindaco Mimmo La Bella vollero realizzare, tengo d...

28 aprile 1898: Foggia in rivolta per il pane

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Il 28 aprile del 1898, Foggia fu teatro di una rivolta popolare che provocò l’incendio degli archivi del municipio, l’assalto al municipio, agli uffici del dazio, e ad un mulino. La reazione fu dura e provocò numerosi arresti. La molla che fece scattare la rabbia popolare fu la miseria endemica che travagliava la popolazione. L’episodio foggiano fu tra i più gravi dei numerosi moti che punteggiarono tutta l’Italia e la stessa provincia di Foggia. I fatti e gli antefatti vengono così ricostruiti da Franco Mercurio , nell’articolo Gli anni del passaggio dal ribellismo popolare alla lotta di classe in Capitanata (1873 - 1898) comparso sul numero 1980-82 di Capitanata , rivista della Biblioteca Provinciale di Foggia:

Gramsci a Foggia

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Antonio Gramsci è stato a Foggia per cinque giorni, dal 13 al 18 luglio 1928. Sarebbe bello poter dire che si trattenne nel capoluogo dauno. Invece vi venne trattenuto, essendo quella foggiana la penultima tappa del lungo e doloroso viaggio di traduzione da Roma al carcere di Turi. Gramsci era stato processato dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato del regime fascista, con l’accusa di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato ed incitamento all’odio di classe, accuse inconsistenti che gli derivavano dalla sua condizione di dirigente del Partito Comunista. L’allora segretario del Pcdi venne condannato a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione. “Già il viaggio di traduzione si presenta come un’anticipazione dell’inferno carcerario” racconta Angelo Rossi , autore di diversi saggi sul pensiero gramsciano e promotore dell’epigrafe che ricorda la permanenza gramsciana a Foggia, in via Malvadi, in un documentato articolo sulla detenzione foggiana d...

Figli sconosciuti: il contributo dei foggiani alla Resistenza

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I fratelli Biondi, nel bel fotomontaggio di Romeo Brescia Sinceramente, non mi aspettavo che incontrassero tanta attenzione in amici e lettori, i post di Lettere Meridiane, pubblicati ieri, sugli eccidi compiuti dai nazisti nella tarda estate del 1943 in Capitanata e sulla bella ma sconosciuta  figura di Walter Zironi , l'attaccante del Foggia che finì a lottare con i partigiani nella Resistenza emiliana, e venne trucidato  dai nazisti. È il segno di un ritrovato desiderio d'identità e di comprensione che va sostenuto, nella speranza che siano soprattutto i più giovani ad interessarsi del passato, che non è una cosa morta e sepolta, perché da quella storia veniamo. Proseguiamo quindi con la pubblicazione di documenti utili per sfatare un luogo comune purtroppo diffuso, e che vuole che il contributo della terra dauna alle vicende che portarono il Paese a liberarsi dalla dittatura fascista e a conquistare la democrazia e la libertà sia marginale. Non è vero. Il contribu...

Quali date hanno fatto la storia di Foggia?

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Sta per arrivare, in regalo per gli amici e i lettori, il calendario 2017 di Lettere Meridiane , che sarà firmato, quest'anno, da Bruno Caravella , musicista, poeta, fotografo, docente ma soprattutto operatore culturale tenacemente impegnato nella valorizzazione delle radici. Come già lo scorso anno, il calendario intende offrire un contributo alla sedimentazione della memoria collettiva della città, e pertanto contiene  l'indicazione delle date e delle ricorrenze più significative della sua storia. Va detto che l'impresa è tutt’altro che semplice, quando si parla di Foggia, che soffre in maniera lancinante la crescente rarefazione della memoria condivisa, semmai ne sia esistita una. Nelle settimane che hanno preceduto la pubblicazione della edizione 2016, avevo rivolto ad amici e lettori un appello a identificare e discutere insieme le date riferentesi alla storia della città rappresentative della memoria collettiva. Ad accogliere l'invito sono stati (e li ringraz...

Marcinelle, Gargano

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Giulio Di Carlo, papà di Michele Eugenio Sono convinto che i social network possano essere una fonte inesauribile di public history , ovvero memoria collettiva, che viene recuperata e raccontata attraverso canali e documenti non convenzionali, come fotografie o anche semplicemente ricordi. Un esempio da manuale arriva da un’interessante discussione che si è aperta sulla bacheca facebook di Michele Eugenio Di Carlo , a seguito di un post di Michele Lauriola . Oggetto, la tragedia di Marcinelle, nella quale morirono tanti minatori italiani. Il Gargano fu particolarmente colpito dall’emigrazione, e molti furono i garganici che abbandonarono la loro terra per trasferirsi in Belgio, sicché il ricordo della tragedia di Marcinelle è ancora particolarmente vivo. Raffinati intellettuali, Di Carlo e Lauriola, così come Teresa Maria Rauzino che interviene con una bella testimonianza, sono di quelle persone che ti fanno capire che il Gargano è straordinaria non solo per la natura, il mare...

22 luglio 1943-2016 / L'orgoglio di essere foggiani (di Geppe Inserra)

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Foggia ricorda le ore della sua tragedia. Settantatré anni fa, la città cadde vittima di una delle più atroci e violente incursioni aeree ad opera degli Alleati. I foggiani scoprirono sulla loro pelle che gli Alleati avevano imboccato ormai senza riserve la strada dei bombardamenti strategici, locuzione che sta ad indicare atti di terrore veri e propri, con bombe e raffiche di mitra che venivano dirette, senza distinzioni, sia contro gli obiettivi militari che contro l’inerme popolazione civile. Mi pare che quest’anno Foggia viva questa ricorrenza in modo diverso dal passato, più consapevole, e questa è sicuramente una bella notizia, nonché il giusto  premio per quanti - con il testa il Comitato per il monumento alle vittime dei bombardamenti , ma anche l’ Auser , Foggia in guerra , ScenAperta, la Fondazione Banca del Monte  - si sono tenacemente impegnati per impedire che scendesse il velo dell’oblio definitivo, su eventi che tanta parte hanno avuto nello scolpire l’ide...

"Bellò, me fa trasì", una poesia di Giovanni Cataleta interpetata da Giovanni Mancini

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Giovanni Mancini Giovanni Cataleta riesce come pochi a raccontare e a rappresentare l’anima del Foggia, ovvero quello spirito impalpabile che aleggia attorno alla squadra rossonera, e che la fa diventare per molti autentica Weltanschauung , una concezione del mondo, della vita, una ragion d’essere. Di questo spirito è intessuto il suo ultimo libro, Il distintivo dalla parte del cuore . Gratificandomi profondamente, Giovanni ha voluto che fossi io a scrivere la prefazione. Vi prometto che ve la farò leggere nei prossimi giorni. Adesso voglio però mostrarvi una deliziosa chicca, che basta da sola a dare conto di quel che ho detto finora. Un evento nell’evento che si è consumato nel corso della serata in cui è stato presentato pubblicamente il volume,  nella sala Rosa del Vento della Fondazione Banca del Monte. Impareggiabile storyteller , Cataleta riesce a cogliere in modi di dire, piccoli gesti, abitudini e riti il rapporto speciale che lega il Foggia a Foggia, rivelando...

In Google Arts & Culture un pezzo della nostra storia politica

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Google Arts & Culture non smette di stupire. Il più grande museo virtuale del mondo cresce di giorno in giorno, arricchendosi di collezioni e di storie, che regalano spesso entusiasmanti sorprese, come le bellissime foto di una campagna elettorale a San Severo, scattate da Walter Sanders e da  Dmitri Kessel, grandi fotografi ed inviati di  Life . Il magazine americano dedicò molti servizi illustrati all’Italia del dopoguerra. Abbiamo visto in diverse Lettere Meridiane gli scatti realizzati a Rignano Garganico, San Marco in Lamis e Cerignola da un altro grande fotografo del Life, come Alfred Eisenstaedt. Sanders e Eisenstaedt sono uniti da una singolare affinità biografica. Entrambi sono nati in Germania, ed entrambi emigrarono negli Usa quando salì al potere Hitler. Sanders era già piuttosto noto quando si trasferì oltre Oceano. Tornò dopo qualche nano in Europa come fotografo di guerra, per conto di Life, ci cui è stato uno degli autori più importanti. È morto...

Quando sui certificati comunali c'era lo stemma del Foggia

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Maurizio De Tullio ha scritto  questo  interessante contributo, che  intende stimolare una maggiore conoscenza della storia della squadra di calcio di Foggia, un paio di giorni prima che allo stadio “Zaccheria” i satanelli affrontassera il Pisa. D'intesa con l'autore, abbiamo pensato di rinviare la pubblicazione dell'articolo a partita avvenuta, un po' per scaramanzia, un po' per favorirne la lettura in un clima più disteso. Sapete tutti com'è andata a finire la sfida, carattaeirzzata anche da episodi di scarsa cultura e civiltà sportiva. Lo pubblichiamo adesso, sempre più convinti della necessità che a Foggia si consolidi un'autentica cultura dello sport, del calcio, e della sua storia, invitando gli amici e i lettori di Lettere Meridiane che sapessero qualcosa di più sull'enigma proposto da Maurizio a dire la loro. (g.i.) * * * Solitamente gli stemmi delle società calcistiche, e sportive più in generale, quando nella denominazione rec...

Memoria condivisa: un mosaico da comporre insieme

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Il plastico del monumento alle vittime dei bombardamenti di Cristian Biasci La necessità, l'importanza, l'urgenza di una memoria collettiva condivisa, soprattutto in riferimento ad uno snodo nevralgico della storia foggiana, quale la tragica estate del 1943, è stato sempre  uno dei dichiarati obiettivi di Lettere Meridiane. Obiettivo non facile perché, nonostante gli oltre settant'anni trascorsi da quella tragedia, le ferite restano aperte. Amo pensare alla memoria condivisa come ad un puzzle, da comporre con pazienza e con tenacia. Alberto Mangano e Maurizio De Tullio rappresentano, anche se da posizioni diverse, delle tessere fondamentali di questo mosaico. Mangano è il promotore del Comitato per il Monumento ai Caduti di quella tragica estate. Maurizio De Tullio, per conto della Biblioteca Provinciale, sta tentando, con la certosina tenacia del ricercatore che tutti gli riconoscono di dare un nome alla vittime, anche per tentare di capire un po' di più risp...

Foggia madre terra

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L'Immagine Militante Laboratorio di linguaggio cinematografico e audiovisivo dell'Università della Libera Età Silvestro Fiore in collaborazione con Auser Volontariato e Spi Cgil di Foggia presenta FOGGIA MADRE TERRA da una poesia di Antonio Basta Voce recitante Tonio Sereno Regia e montaggio Geppe Inserra con il laboratorio L'Immagine Militante Le immagini sono tratte da Foggia, dalle tenebre del ’43  alla rinascita di Tommaso Palermo Edizioni Parnaso Si ringraziano l’autore e l’editore per averle concesse Colonna sonora Undercover Vampire Policeman   di Chris Zabriskie Creative Commons License

Foggia ricorda il primo bombardamento

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Domani saranno settantatré anni dall’inizio di quella tragica estate foggiana, che nel 1943 costò la vita a migliaia di cittadini e provocò la distruzione di buona parte della città. Il 28 maggio del 1943, per la prima volta i foggiani capirono che non sarebbero rimasti immuni dai raid aerei degli alleati, così come qualcuno aveva ritenuto, sperando nella intercessione del sindaco di New York, Fiorello La Guardia, di origine foggiane. Quell'assolato venerdì cominciò un incubo: per la prima volta, vennero sganciate bombe vere, assieme a volantini propagandistici che preannunciarono in modo sinistro anche la valenza strategica dei bombardamenti. “Avviso! Caduta Tunisi, ecco quello che i tedeschi faranno dell’Italia: il campo di battaglia del fronte meridionale della Germania… Ora tocca all’Italia, perché morire per Hitler?” , così recitavano i volantini propagandistici che gli equipaggi dei Liberator del 367° Bomb Group lanciarono sulla città, assieme al micidiale carico di bombe....

Quelle apparizioni dimenticate della Madonna dei Sette Veli

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Il Convento dei Cappuccini dove si verificarono le apparizioni del 1731 e del 1743 nel disegno di Mario Soro Sono ben sedici le apparizioni documentate della Madonna dei Sette Veli ai foggiani. E non può non destare amarezza che si serbi memoria soltanto della prima, che coincise con il tragico terremoto del 1731, e che sarebbe poi diventata la data della festa patronale. Chi si è occupato di raccogliere tutte le testimonianze di questi prodigiosi eventi è stato il canonico don Michele Di Gioia , per molti anni responsabile dell’Archivio diocesano, e dunque a diretto contatto con quella materia prima che dovrebbe rappresentare il substrato della memoria collettiva cittadina. Il documento che segue è pubblicato da don Michele nel suo libro La madonna dei Sette Veli, Patrona Principale di Foggia , un volume veramente imperdibile, per chi voglia approfondire la storia del rapporto tra la città e la sua patrona. È stato sottoscritto il primo Maggio del 1743 da 24 padri Cappuccini...

La memoria che si ridesta: domani il congresso che rilancia l'Anpi

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Diversamente da quanto si pensa comunemente, furono tanti i meridionali che dettero un contributo importante alla Liberazione del Paese dal nazifascismo. E tra di essi, anche numerosi foggiani. Nomi eccellenti come quello del tenore Nicola Ugo Stame , trucidato alle Fosse Ardeatine, e nomi di giovani che hanno immolato la loro vita per la libertà, come quelli di Vincenzo e Luigi Biondi , i due fratelli foggiani che “non ancora ventenni combatterono e caddero da valorosi per la libertà d’Italia” (nella foto, la stele che li ricorda, nella Villa Comunale). Morirono il 3 ottobre 1943 sul Colle San Marco, ad Ascoli Piceno, nello scontro tra la formazione partigiana di cui facevano parte e le truppe tedesche. La loro è una delle diverse storie che segnano a caratteri indelebili il legame di Foggia e della Capitanata con la Resistenza, la lotta di Liberazione dal nazifascismo. Nel corso degli ultimi anni, la storia e le differenti vicende che raccontano quel legame sono state oggetto di s...