giovedì 31 maggio 2018

L'economista Viesti: "Foggia e la Capitanata possono farcela, ecco come"

Gianfranco Viesti e Saverio Russo
A Foggia si torna a parlare di sviluppo e di futuro. Dal basso, come si diceva una volta. E in un naturale laboratorio di creatività e responsabilità civile come Parcocittà. La presentazione del numero speciale della rivista "Il Mulino", "Viaggio in Italia", ha fatto registrare una partecipazione ampia e intensa. 
L'obiettivo dell'incontro del resto non era roba da poco: ripensare Foggia e la Capitanata all'interno del più generale contesto della questione meridionale, con gli stimoli del curatore del capitolo che il "Viaggio" dedica a Foggia e al Tavoliere, Saverio Russo, docente universitario di storia moderna a Foggia, e del curatore del numero monografico, Gianfranco Viesti, economista e docente presso l'ateneo barese. 
Aprendo il suo intervento, Saverio Russo ha sottolineato come "la narrazione del Mezzogiorno sia scomparsa dalla riflessione collettiva" e come di Sud si parli oggi solo in termini scandalistici o nella declinazione nostalgica (e anti-storica) dei movimenti neo-borbonici. Citando Guido Piovene, che in occasione di un analogo viaggio parlò dell'Italia come di un "paese oscuro a se stesso, nel quale tutti soffrono malumori e dolori senza capire perché", Russo ha ribadito la necessità che i meridionali riflettano criticamente su se stessi.
Quanto alla Capitanata, lo storico ha indicato nel declino demografico, nella fuga dei cervelli, e nel venire meno delle istituzioni pubbliche e private che esercitavano un ruolo di governo del territorio, le cause che hanno aggravato il quadro già fosco determinato dalla crisi economica generale. L'eclissarsi della Regione, la chiusura delle Province, la crisi dell'Ente Parco del Gargano hanno fatto venire meno il "timone" dello sviluppo, che si è letteralmente inceppato. 
Ma Foggia e la Capitanata non possono, né debbono arrendersi. Saverio Russo ha indicato la strada del rilancio nel recupero e nella valorizzazione della funzione storica che il territorio della Capitanata ha esercitato nei secoli: la sua natura e vocazione quale area di servizio rispetto al resto del Mezzogiorno. Funzione che si è esercitata prima quale "granaio d'Italia", quindi nella transumanza e infine nella logistica.

mercoledì 30 maggio 2018

Addio Carmine, signore del calcio

Carmine Buonpensiero è stato quello che si dice un signore: un uomo buono e grande, che per tutta la sua vita ha incarnato ai massimi livelli i valori di rispetto e di lealtà che insegna lo sport. E allo sport, al calcio, in particolare, ha dedicato buona parte della sua esistenza terrena, sia quando ha indossato la casacca del Foggia Calcio, sia quando, appese le scarpe al chiodo per quanto riguarda il calcio professionistico, ha preso a calcare i campi di periferia, nei tornei parrocchiali e aziendali.
Io l’ho conosciuto così: quando, dopo l’avventura rossonera, sgambettava nel campo di San Ciro, ed era uno spettacolo vedere come, a quarant’anni e passa, con i suoi piedi buoni e la sua innata intelligenza calcistica, dettava i tempi di gioco oppure andava in gol. Un direttore d'orchestra, e non solo un calciatore.
Negli anni Settanta, a San Ciro, si svolgevano tornei di raro calibro tecnico ed agonistico. Tanto per fare un esempio, la squadra di Carmine spesso incrociava quella di Mimì Cosmano, che qualche anno prima era stato compagno di squadra di Carmine in rossonero: grande giocatore, Cosmano, originario di Bari, a Foggia aveva messo su famiglia, restandoci fino alla fine della sua vita.
Storie d’altri tempi, che raccontano un calcio d’altri tempi.

martedì 29 maggio 2018

Foggia si ripensa: Gianfranco Viesti a Parcocittà

Riprendere la riflessione e la discussione su Foggia, la Capitanata, il Mezzogiorno per cercare di mettere a punto una idea nuova del loro futuro. Diverse associazioni e gruppi cittadini fanno rete tra di loro nel tentativo di pensare il territorio in modo diverso, e tutto questo succede in quell’autentico laboratorio di idee che è Parcocittà.
Si parte il 30 maggio con un incontro di particolare significato e di notevole spessore culturale: la presentazione del focus sul Mezzogiorno contenuto nel Viaggio in Italia della rivista “Il Mulino”. L’evento, promosso da Capitanata Futura, Acli, Arci, Legambiente Circolo “Gaia”, Fai, Lettere Meridiane e il CUP (Comitato unitario permanente degli Ordini e dei Collegi professionali) vedrà la partecipazione del coordinatore del Viaggio in Italia, Gianfranco Viesti, professore ordinario di Economia applicata del Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Bari, e sarà presentato da Saverio Russo, docente dell’Università di Foggia nonché redattore del capitolo su Foggia e il Tavoliere della pubblicazione de “Il mulino”.
Introdurranno la serata gli interventi di Luigi Marchitto (Capitanata Futura), Antonio Russo (Acli) e Giovanni Quarato (CUP).

lunedì 28 maggio 2018

L'inizio del terrore: 28 maggio 1943

Prima di quel 28 maggio del 1943, i foggiani erano convinti che l'orrore della guerra li avrebbe risparmiati.
La vita della città e dei suoi cittadini, in quella fatidica giornata, cambiò improvvisamente.
Da allora, niente sarebbe stato più come prima.
Quel giorno, i foggiani si resero conto di un'amara realtà che fino ad allora avevano esorcizzato: non sarebbero rimasti immuni dai raid aerei degli alleati, così come qualcuno aveva ritenuto, sperando nella intercessione del sindaco di New York, Fiorello La Guardia, di origine foggiane.C'era un obiettivo più sinistro: quello di terrorizzare la popolazione civile.
Quel giorno, a Foggia faceva caldo. La sera al Teatro Flagella avrebbe dovuto avere inizio la stagione lirica con la rappresentazione del Rigoletto. L’allarme suonò alle 11.20 e non ci fu molto tempo per mettersi al riparo nei rifugi. L’attacco, praticamente incontrastato dai reparti della contraerea italo-tedesca, provocò seri danni all’aeroporto e allo stadio comunale.
Il bilancio fu pesante: 45 vittime civili, 11 soldati tedeschi uccisi e 61 feriti a Foggia. Morirono anche diversi prigionieri di guerra, che si trovavano in un campo nei pressi di Lucera. Le autorità del IX Corpo d’Armata che si occupavano della conta dei morti, indicarono in 300 il numero delle vittime di quella prima giornata.
Fu l'inizio di un incubo che durò per tutta l'estate.

28 maggio: vite spezzate dall'ottuso fragore delle bombe

Il dolore di una città disegna certe volte geometrie strane, che attraversano gli imperscrutabili sentieri della storia e del tempo.
Il 28 maggio è una data scolpita due volte nella memoria e nella carne di Foggia: due ricorrenze accomunate dalla violenza dell'uomo sull'uomo e dal fragore ottuso delle bombe. Due date da non dimenticare.
I raid dei bombardieri alleati del 28 maggio 1943 inaugurarono la più tragica delle estati che Foggia abbia mai vissuto, e che si concluse con la morte di migliaia di cittadini.
Trentuno anni dopo, il 28 maggio del 1974, in piazza della Loggia, a Brescia un'altra bomba ottusa mieteva le sue vittime. Furono in otto a cadere nella strage fascista. Tra i morti, un foggiano, il prof. Luigi Pinto che aveva lasciato la sua città per una cattedra al Nord. Il suo cuore generoso cessò di battere qualche giorno dopo, e dopo una dolorosa agonia.
C'è qualcosa che collega le due date. Ed è appunto il sordo rumore delle bombe che uccidono persone, che spezzano vite, che avvelenano speranze e sorrisi e cancellano futuri, giorni da vivere.
Lettere Meridiane vuole ricordare, cercando di tener viva la memoria interiore cara a Norberto Bobbio, che scriveva:
Vi sono due forme diverse di memoria: quella interiore e quella esteriore. La memoria esterna, che si manifesta nelle cerimonie ufficiali, nei discorsi commemorativi, nelle lapidi, nei monumenti, nei libri di storia, nelle testimonianze dei protagonisti, nella riproduzione di immagini dell'evento, ha senso soltanto se riesce a mantenere viva la memoria interiore. La può sollecitare, ma non la sostituisce.

Le "Ali sospese" torneranno a spiccare il volo

Le “Ali sospese” di Gianfranco Rizzi torneranno a spiccare il volo. Per decenni, l'opera ha adornato l’ingresso dell’aeroporto Gino Lisa. Venne rimossa durante i lavori di rifacimento del piazzale dello scalo e incredibilmente finì tra i rifiuti: adesso sarà restaurata e riposizionata a cura e spese del Comune di Foggia, che ha stanziato per questo scopo 120.000 euro.
Ad annunciarlo è stato, a margine di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo di Città, il sindaco di Foggia, Franco Landella. L’annuncio non è sfuggito al Mattino di Foggia: trovate qui il video con le dichiarazioni del primo cittadino e del dirigente del settore cultura, Carlo Dicesare.
La giunta comunale ha accolto un emendamento a tal fine approvato dal Consiglio Comunale. Ad individuare il sito in cui l’opera verrà riposizionata sarà l’Ordine degli Architetti.
La vicenda fu al centro di una denuncia presentata da Franco Cuttano e dal Meetup 5 Stelle. Nonostante le svariate prese di posizione, le denunce e gli articoli di stampa, Aeroporti di Puglia non ha mai risposto.
L’iniziativa dell’amministrazione Landella è sicuramente apprezzabile, ma perché non rimettere la scultura  nel suo sito originario, e mandare il conto ad Aeroporti di Puglia? E voi, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, che ne pensate?
Nella immagine che illustra il post, la riproduzione fotografica della serigrafia che lo stesso autore realizzò all’epoca della posa in opera del monumento, che ha un valore particolare non soltanto dal punto di vista artistico ma anche storico, simbolico e sentimentale: la scultura venne realizzata recuperando e riusando i rottami degli aerei caduti all’aeroporto Lisa durante la seconda guerra mondiale.
Potete scaricare la foto ad alta risoluzione, scattata della sala dei Fondi Speciali della Biblioteca Provinciale di Foggia, cliccando qui.

domenica 27 maggio 2018

Aeroporto e seconda stazione: la vittoria della società civile

Schiarite all'orizzonte per l'aeroporto Lisa e per l'alta velocità Bari - Foggia - Roma. Il via libera della Unione europea al finanziamento interamente pubblico dell'allungamento della pista e l'accelerazione impressa da RFI alla seconda stazione di Foggia aprono nuove prospettive ed opportunità al trasporto in Capitanata, che bisognerà adesso riempire di contenuti. Tanto per ricordare, la riqualificazione della pista aeroportuale risolve il problema più serio della infrastruttura ma non quello dei voli.
Si troveranno compagnie disposte ad avviare voli di linea e tour operator che investiranno in voli charter? Bisogna darsi da fare. Lo studio di fattibilità a suo tempo commissionato dalla Camera di Commercio, dal Parco del Gargano e dai cinque gruppi di azione locale della provincia di Foggia al gruppo Clas, indicava una serie di cose da fare per accompagnare il rilancio dell'aeroporto Lisa con iniziative rivolte ad una maggiore competitività del comparto turistico del Gargano. Quelle idee sono rimaste lettera morta, o quasi.
Tanto premesso va sottolineato che questi passi in avanti sono una oggettiva, bella vittoria di quella società civile organizzata che si è battuta senza riserve per raggiungere questi traguardi e, in particolare, del Comitato Vola Gino Lisa e del Comitato Un baffo per Foggia.
La politica dovrà fare il resto per scongiurare il rischio che alla fine si rivelino le classiche vittorie di Pirro.
Va detto che negli ultimi mesi la Regione Puglia, dopo anni di tentennamenti sull'aeroporto Lisa, sembra avere imboccato la strada giusta e il passo giusto, grazie anche al sincero impegno che sulla questione sta profondendo l'assessore regionale al bilancio, Raffaele Piemontese.
Sulla seconda stazione invece, come ha rilevato in una recente nota il coordinatore del Comitato Un baffo per Foggia, Luigi Augelli, la politica marca un ritardo impressionante. Il consigliere comunale e provinciale Pasquale Cataneo ha dovuto aspettare mesi prima che l'assise di Palazzo Dogana prendesse in esame e approvasse la sua mozione con cui la seconda stazione viene collocata, come è giusto e necessario che sia, in uno scenario più ampio che ne individua nitidamente le relazioni con il resto del territorio.
Ma è sconcertante - nonostante la scelta localizzativa già annunciata da RFI con tanto di road map a corredo - che il consiglio comunale non abbia ancora avviato una seria e approfondita riflessione sull'argomento.
I termini della questione sono noti: RFI ha individuato l'area in cui sorgerà la nuova stazione (destinata ai passeggeri che utilizzeranno la linea ad alta capacità ferroviaria Bari - Foggia - Roma nell'area della chiesetta di San Lorenzo, al Salice Nuovo). Ma sulla questione deve pronunciarsi in via definitiva il consiglio comunale. I tempi sono piuttosto stringenti perché RFI intenderebbe cantierizzare i lavori nella primavera del 2019, per concluderli entro il 2022.
È vero che sull'intero progetto dell'alta capacità ferroviaria Bari - Foggia - Roma potrebbero registrarsi novità considerevoli con il nuovo Governo, con l'annunciato ripensamento sulle grandi opere e sull'alta velocità. Ma una nuova stazione ha un impatto urbanistico rilevante. Va pensata, se si vuole che non resti una cattedrale nel deserto, in una visione più ampia, che presuppone il diffuso coinvolgimento della città e la sua partecipazione alle scelte. Una nuova stazione non è un supermercato o un distributore di benzina. La sua collocazione, la sua capacità di relazionarsi a infrastrutture già esistenti o di produrne nuove, possono influenzare positivamente il futuro urbanistico cittadino o, al contrario, ostacolarlo.
Sarebbe necessario un confronto di alto profilo, che al momento latita.
Geppe Inserra

Il grido di Foggia: la questione meridionale non è chiusa. E va rilanciata.

Contadini e braccianti nel Gargano dei briganti di Michele Eugenio Di Carlo è un libro importante, perché svela - con il supporto ineccepibile di manoscritti e documenti d’archivio - una realtà poco nota, se non addirittura rimossa e dimenticata.
Dopo l’unificazione dell’Italia, il Mezzogiorno precipitò in una situazione di miseria nera, di disoccupazione e di “nuovi doveri” (come la leva obbligatoria) che innescò la rabbia e il risentimento popolare, e costituì un fertile humus per fenomeni come il brigantaggio o il banditismo. Più che di unificazione, si trattò di una occupazione militare, che dette vita a moltissimi episodi di sommosse relegate ai margini della storia ufficiale (quella scritta dai vincitori) e rimaste, pertanto, pressoché sconosciute.
Il prezioso libro trae origine proprio da uno di questi episodi poco noti, che Di Carlo ha il merito di avere riscoperto, raccontato e collocato nella sua dimensione esatta di simbolo di un’Italia sofferente e dimenticata: la guerriglia che insanguinò Vieste il 27 e il 28 luglio del 1861, provocando la morte di nove persone e che contrappose, quasi in una guerra civile, “i Briganti, i Galantuomini clericali, il sacerdozio, la plebe” da un lato e i “galantuomini liberali”, forza pubblica e truppe regolari dall’altro.
Del libro hanno ragionato, in una serata intensa e partecipata, l’autore, il giornalista Geppe Inserra, direttore di Lettere Meridiane, lo scrittore Raffaele Vescera e Michele Lauriola, fondatore e promotore della rete Spac.
Insolito ma quanto mai stimolante il contesto: la bella mostra d’arte collettiva Pane, amore e… promossa da quell’artista intelligente, sensibile e polivalente (è anche un’apprezzata poeta dialettale) che è Anna Piano. (La mostra può essere visitata fino al 31 maggio nella Sala Multimediale di Palazzo Dogana).
Se le opere in esposizione sono legate dal comune denominatore del "pane che c'è e che unisce" (i campi di grano che svettano nei tipici paesaggi del Tavoliere, il pane nutrimento del corpo, ma anche dell’anima, le mani che lo spezzano e lo condividono, le spighe), nell’interessante tavola rotonda si è piuttosto discusso del "pane che non c'è": del cibo che mancava, della fame, delle carestie, della miseria endemica che costringeva ed emigrare (come viene ricordato nella mostra dalla bella istallazione che proponiamo nella foto che illustra il post) sono i mai rimossi e più profondi nodi della “questione meridionale”.
Qual è lo stato dell’arte a più di centocinquant’anni dall’Unità d’Italia? sono cambiate le cose?
No, anzi sono peggiorate, hanno risposto concordemente i partecipanti alla tavola rotonda. Raffaele Vescera ha ricordato come, prima dell’Unità d’Italia, la provincia di Foggia fosse indicata come la Daunia Felix, e Foggia fosse la seconda città del Regno, dopo Napoli. Una terra fertile, produttiva, che l’affrancamento del Tavoliere proiettava verso una nuova possibile dimensione dello sviluppo. Inserra ha ricordato come i Borbone fossero particolarmente attenti alla innovazione, al punto tale da affidare nel 1838 ad un luminare dell’epoca, Vincenzo Antonio Rossi, esperto di trasporti fluviali ma anche di bonifica, la progettazione di un canale navigabile tra Foggia e Manfredonia, potenziando i corsi d’acqua esistenti, anche con finalità irrigue. La California del Sud evocata da tante metafore nel secolo scorso, nell' '800 era a portata di mano. Poi le cose sono cambiate, anzi precipitate.
E adesso? I Borbone sono passati, e così pure i Savoia. Ma con la Repubblica, la sorte del Mezzogiorno e della Capitanata non sembra essere mutata. Il divario tra Nord e Sud non soltanto non si è attenuato, ma si è addirittura aggravato. La questione meridionale è più acuta e grave che mai, ma è stata completamente rimossa dalle politiche nazionali. Non se ne parla più, come se non esistesse. Fa comodo così.

sabato 26 maggio 2018

Arriva a Foggia la banda superlarga. E c'è chi trema.

Come avevamo preannunciato, la striscia di Madetù diventa settimanale, con battute, freddure e calembour più selezionati. È fatale che si perda un po' di attualità, ma il risultato mi sembra positivo. Per i più giovani, Tata Giacobetti era un componente del leggendario Quartetto Cetra, che furoreggiò negli anni '60, e che vedete nella copertina di questa striscia,
Vi piace il nuovo format della striscia del nostro disegnatore satirico in versione solo testo? A voi la parola. Buona lettura, e buona domenica.
* * *
SPIE
A Bolzano si cercano spie che segnalino chi non paga il biglietto in autobus.
A Foggia cerchiamo spie che segnalino quelli che il biglietto lo pagano.
BANDA LARGA
A Foggia la 'banda larga' di ultimissima generazione.
Panico tra i clan della malavita locale: "Chi cazz so' mò quiste?!".
TRENI E TIR
Torino. Treno investe Tir sui binari.
I soliti investimenti sbagliati delle Ferrovie italiane.
QUARTETTI
Un "quartetto" di nomi per chi andrà al Tesoro. Salvini non transige su Savona.
A molti, però, faceva ridere di più Tata Giacobetti!
EDUCAZIONE
Secondo una recente ricerca fatta nei cinque continenti, la Gran Bretagna è al primo posto nell'uso del "Grazie". Al secondo posto l'Italia.
Noi italiani, però, da alcuni anni siamo al primissimo posto nell'uso del "Vaffanculo".
DIFENSORE DEGLI ITALIANI
Giuseppe Conte, premier incaricato. Nel suo breve, primo discorso ha detto che sarà l'avvocato difensore degli italiani.
"Che parcella ci arriverà, purtroppo lo sappiamo già!"
ROTH
Morto il grande scrittore Philip Roth. Aveva scritto 62 romanzi. Anni fa aveva detto: "Ho smesso di scrivere".
E ci credo. Con quel cognome che volevi scrivere più!
MEDICI COL FISCHIETTO
In Veneto parte la sperimentazione dei medici col fischietto.
Potranno utilizzarlo in ospedale in caso di aggressioni.
Una misura di rigore.
FESTA DEL PRONTO SOCCORSO
San Severo. Ennesimo incidente alla "Festa del Soccorso". Un petardo ha ferito in modo grave una donna, che rischia di perdere un braccio.
Ormai è diventata la Festa del "Pronto Soccorso".
RAGGI X
- A Bari un radiologo timbrava il cartellino e poi andava al supermercato.
- Però era scrupoloso: passava tutti i prodotti ai 'raggi X'.

venerdì 25 maggio 2018

Se i tratturi della transumanza diventano piste ciclabili...

Non è vero che le discussioni sul social producano sempre aria fritta. Succede anche che inneschino discussioni serie, approfondite, qualificate. Soprattutto se ad intervenire sono persone competenti, che conoscono bene l'argomento di cui si sta ragionando.
È successo a Lettere Meridiane, in occasione del recente articolo [Piste ciclabili e tratturi della transumanza, un'opportunità per Foggia, per leggerlo cliccare sul link) di Franco Antonucci sulla possibilità che i tratturi della transumanza diventino altrettante piste ciclabili, innescando nuove relazioni tra le città che vengono da questi attraversate, a cominciare da Foggia, che fino all'Ottocento era al centro di questa fitta rete di strade ante litteram.
Un dibattito intenso, di rara qualità, aperto dall'intervento di Carlo Frutti, storica figura del movimento culturale e sportivo che si batte per valorizzazione della civiltà della transumanza. Aquilano di Rojo, Carlo è stato tra i promotori della Staffetta della Transumanza che per anni si svolse tra L'Aquila e Foggia, nonché un animatore del gemellaggio tra le due province. Così dà corpo e spazio all'ipotesi vagheggiata da Antonucci, tratteggiando "l’idea di un sistema ciclabile particolarmente adatto per mountain bike tra Abruzzo Molise e Capitanata (e Tavoliere) che parta dall’Epitaffio e si irraggi verso i 4 punti cardinali sulla costa adriatica, verso il Gargano e le aree montane abruzzesi e molisane."
Sul post interveien anche un'altra figura storica della cultura della transumanza, questa volta foggiana, Michele Pesante, che come responsabile dell'Ufficio Regionale Tratturi tanto ha fatto per  custodire le non molte tracce lasciate dalla vera e proprio epopea che circondò questa pratica zootecnica:
Apprezzo molto il contributo di idee e di proposte riguardanti la valorizzazione e la fruizione dei Tratturi anche come piste ciclabili. Al riguardo devo evidenziare che vi è già un consolidato patrimonio di culturale, di studi, di proposte, di deliberazioni e di esperienze concrete nel campo della fruizione dei tratturi.
Il Documento Programmatico Preliminare del nuovo PUG di Foggia, elaborato, nel 2005, dall'Arch. Karrer prevedeva, (scheda II) l'utilizzo dei tratturi e tratturelli e le piste ciclabili, come elementi di connessione con le borgate, con i siti archeologici, culturali e naturalistici.

Landella fa arrabbiare le donne

Quarant’anni di legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Quarant’anni di polemiche, discussioni, lacerazioni, e perfino un referendum. Ma ogni volta, punto e a capo: l'argomento divide e contrappone.
Una incauta presa di posizione del sindaco di Foggia, Franco Landella, ha suscitato un vespaio di polemiche. Il primo cittadino si era fatto fotografare davanti al Municipio, con tanto di fascia tricolore, vicino al tabellone che pubblicizza la campagna antiabortista dell’associazione ProVita. A spargere ulteriore benzina sul fuoco, il secco post con cui Landella aveva pubblicato l’immagine sul suo profilo social: “dalla parte della vita”.
Il sindaco ha poi cancellato sia il post che la fotografia, ma ormai la miccia era stata accesa, e la polemica era puntualmente esplosa.
Tante le associazioni femminili e femministe che hanno levato gli scudi nei confronti del sindaco.
A protestare anche le donne pensionate della Cgil, con una nota di Tina Pizzolo, responsabile del Coordinamento Donne Spi-Cgil: “Ci sentiamo profondamente offese dal grave gesto del sindaco. Sull’aborto, ognuno è libero di pensarla come crede e secondo la propria coscienza, ma in quanto primo cittadino, e autorità sanitaria locale, Landella non può ignorare che l’interruzione volontaria della gravidanza è un diritto riconosciuto alle donne dalla Legge 194, ed una conquista che ha posto fine a decenni di aborti clandestini.”
“Anziché prestare la sua immagine, la sua funzione e perfino la sua fascia tricolore a sostenere campagne di parte - prosegue l’esponente sindacale -, Landella farebbe bene ad adoperarsi affinché le donne foggiane possano usufruire di un diritto che viene loro negato dalla cattiva organizzazione ospedaliera e dalla mancanza di medici non obiettori presso le strutture sanitarie pubbliche del capoluogo.”
“Landella - conclude Pizzolo - ricordi di essere il Sindaco di tutte le cittadine e i cittadini foggiani, e non soltanto di quelli che sostengono posizioni antiabortiste, ignorando diritti riconosciuti dalle leggi dello Stato.”

giovedì 24 maggio 2018

Ricordi rossoneri | Alberto Mangano, barbiere di serie A

Un paio di settimane fa mi ha chiamato l'amico Alberto Mangano, giornalista sportivo, presidente dell'Archeoclub, ma anche uomo di cultura e cultore del passato e della storia di Foggia.
- Riordinando le carte di mio padre, ho trovato un tuo articolo, comparso su Daunia Sport, nel 1980. Mio padre lo ha conservato perché parla di mio nonno, e mio omonimo, che faceva il barbiere ed aveva un rapporto speciale con il presidente del Foggia, Antonio Fesce. Te lo fotografo e te lo mando...
Lì per lì, sono stato colto di sorpresa. Il "figaro" Alberto Mangano lo ricordo bene, primo perché era un'autentica istituzione a Foggia, e poi perché, amico di mio padre, era il barbiere di famiglia.
Alberto ha mantenuto la parola, e quando ho riletto l'articolo, ho ricordato. Daunia Sport fu un coraggioso tentativo, inventato da quel grande editore e giornalista che è Matteo Tatarella, di dotare il panorama dell'informazione locale di un settimanale sportivo del martedì.
L'idea era quella di occuparci non soltanto del Foggia, ma anche del calcio minore e delle discipline che non trovavano grande spazio sui quotidiani, raccontando nello stesso tempo storie e personaggi come Alberto Mangano, tifosi del Foggia ma anche sinceramente tifosi di Foggia.
Prima della telefonata di suo nipote non sapevo che questo figaro d'altri tempi, abile conversatore ma soprattutto persona elegante ed equilibrata, fosse il nonno di Alberto Mangano. Adesso che lo, non me ne stupisco. Uomini di stile, affezionati alla loro terra, entrambi hanno dato molto alla identità di questa città, contribuendo a renderla un po' più gentile.
Ed eccovi l'articolo comparso su Daunia Sport. Era il 1980, il Foggia era appena risalito dalla serie C, in cui era precipitata dopo una doppia retrocessione, accompagnata da una pesante crisi finanziaria. Fesce era tornato alla guida della società, richiamato a furor di popolo, dopo un periodo in cui si era defilato.
Era davvero una Foggia d'altri tempi...
* * *
Quante generazioni calcistiche sono passate sotto il rasoio o il pettine di Alberto Mangano?
Beh, almeno due ci stanno tutte.
Dagli eroici tempi di Pugliese e Rosa Rosa a quelli attuali di Fesce: nel salone dei fratelli Mangano (ormai chiuso da qualche anno) è scorsa tutta un’epopea calcistica: gli anni migliori della squadra rossonera, la serie A, il declino, la delicata ricostruzione. E di tutti i protagonisti di questa storia affascinante, il cavaliere Alberto Mangano, figaro d’arte, nobile pettinature di due generazioni di foggiani, ha raccolto gioie, amarezze, speranze. Al punto tale che, quando l'età e gli eventi hanno costretto i due fratelli a chiudere il salone, Alberto ha voluto continuare, anche se solo per pochi eletti. Quelli con cui la consuetudine aveva instaurato un rapporto che va oltre e al di sopra di forbici e rasoi. Amicizia? Forse anche qualcosa di più. Davanti allo specchio del “figaro“ ci si sente riflettere la propria anima. E questo ancora di più, se l’artista in parola e Alberto Mangano: discreto raccoglitore di segrete confessioni, avrebbe potuto far mancare il suo conforto spirituale, lui, supertifoso dei colori rossoneri, al presidente Fesce?

Foggia una giungla? Ma no...

Foggia una giungla? Ma no. Almeno gli animali riescono a stabilire tra di loro una convivenza serena e pacifica, come dimostra la foto, scattata questa mattina in via Nero Nadi, a fianco alla Chiesa dello Spirito Santo. L’immagine mostra alcuni volatili che razzolano tranquillamente, in un’aiuola che rappresenta una sorta di oasi per gli animali. La mano pietosa degli abitanti del rione vi porta infatti acqua e cibo per gatti.
E i volatili ne approfittano. Nella vulgata comune, gazze e piccioni non si amano particolarmente. Dove ci sono le gazze non ci sono i piccioni, e viceversa, in una sorta di più o meno tacita spartizione del territorio.
Nell’aiuola di via Nadi, però, la gazza condivide volentieri con i colombi, senza recare loro disturbo, l’acqua per dissetarsi e la ricerca di cibo.
Una bella scena, a pochi metri da piazza della legalità, e dalla stele che ricorda il sacrificio di Francesco Marcone.
Sarebbe bello se anche gli “umani” condividessero questo spirito di tolleranza e di pacifica convivenza.

mercoledì 23 maggio 2018

Ricordi rossoneri | Quel giorno che il Foggia perse il derby con l'Incedit

Con l’Italia fuori dal Mondiale e il Foggia che ha bellamente completato il campionato, si preannuncia una stagione estiva avara di impegni e di notizie per i tifosi foggiani. Ma niente paura. Ci penserà Lettere Meridiane a riempire il vuoto, con la rubrica Ricordi Rossoneri che esordisce oggi. Racconteremo le storie piccole e grandi che hanno segnato il calcio foggiano e con esse la storia della città. Non solo i fatti agonistici in senso stretto, ma anche le vicende e i personaggi che hanno punteggiato il pianeta calcio. Perché, come sapete Foggia e il Foggia sono unite tra di loro da un legame speciale.
Cominciamo da una storia poco nota: il primo derby stracittadino giocato in serie C, che risale alla stagione 1947-48.
Il Foggia veniva dallo sfortunato torneo di serie B della stagione precedente, dov’era stato ammesso per meriti sportivi, e che aveva concluso all’ultimo posto del girone meridionale (26 punti, con dieci vittorie, 6 pareggi e 16 sconfitte), venendo retrocesso assieme a Taranto, Catanzaro, e Albatrastevere.
L’Incedit era la squadra di calcio del gruppo sportivo della Cartiera (Incedit è, infatti, un acronimo che sta per Industria Cellulosa d'Italia, e che è poi il nome della società che realizzò lo stabilimento). La compagine l'anno prima si era guadagnata la salvezza nel girone B della Lega Interregionale Meridionale di Serie C, in cui aveva giocato, venendo però retrocesso, anche il Lucera.
Così le due compagini foggiane si trovarono per la prima volta l’una di fronte all’altra nel campo sportivo del Rione Diaz, il 28 dicembre del 1947. Era un bell’impianto, quello fatto costruire dai dirigenti della Cartiera, circondato da un velodromo caduto purtroppo in rovina, assieme al campo di calcio.
I foggiani che il giorno di Pasquetta non potevano permettersi di comprare il biglietto per andare a Siponto in treno, erano soliti andare a piedi nel bel prato del campo di Rione Diaz, per la tradizionale gita fuori porta.

martedì 22 maggio 2018

Umorista umorale, Madetù cambia passo

Ricevo e pubblico molto volentieri a Maurizio De Tullio, in arte Madetù. Il nostro disegnatore satirico in versione "solo testo" decide di cambiare passo. La striscia di battute e calembour cambierà frequenza: non più quotidiana, ma settimanale. Una sola considerazione, circa il "favore del pubblico", che è sempre un po' un'araba fenice nel mondo virtuale del social. Giustamente Maurizio si attende reazioni "verbali" e non like, faccine, o semplicemente numeri. Ma stando alla nuda logica dei numeri e della statistiche, posso dirvi che Madetù il suo pubblico di affezionati lettori ce l'ha, eccome.
Ecco il testo della mail che Maurizio mi ha inviato. (g.i.)
* * *
Caro Geppe,
dopo quasi tre mesi (28 febbraio-21 maggio 2018), corrispondenti in dettaglio a 65 giorni di pubblicazioni effettive della rubrìca e a ben 503 tra battute, freddure, calembour e una barzelletta (quella su Grillo all'Inferno), la striscia quotidiana di Madetù si congeda dai lettori di "Lettere Meridiane".
Nessuno stupore: è fisiologico che accada qualcosa, che faccia riflettere, che induca a un cambio di passo.
Dirò allora innanzitutto "Grazie!" a Geppe Inserra per la consueta ospitalità, pazienza e professionale collaborazione (le copertine della rubrìca 'Riso alla Foggiana Text' sono tutte sue), così come è doveroso dirlo ai lettori, distribuiti tra amici, colleghi, alcuni conoscenti e qualche parente. Un centinaio di destinatari giornalieri del link serale di 'Riso alla Foggiana Text' al Blog "Lettere Meridiane".

lunedì 21 maggio 2018

Galleria chiusa a Monte Saraceno: il tunnel senza fine

Madetù in forma scintillante, all'inizio della settimana. E galvanizzato dalla svolta nelle trattative per la formazione del nuovo governo, che sembrano avere ormai imboccato la dirittura d'arrivo. Battute divertite e divertenti su Di Maio, e sul possibile premier, Giuseppe Conte.
Ma la copertina di oggi spetta alla particolare interpretazione che il nostro disegnatore satirico in formato solo testo dà alla notizia della contestatissima chiusura della galleria di Monte Saraceno, a Mattinata.
Leggete. Sorridete.
* * *
DI MAIO
Di Maio sbatte i piedi con la Francia.
"La TAV non la voio. Preferisco i trenini ciuf-ciuf che piacciono tanto a noi pampini!".
IL CONTE DEL GRILLO
Di Maio, imponendo Giuseppe Conte alla guida del Governo, fa la voce grossa con la Lega:
"Io so io e voi non siete un cazzo!".
Il CONTE del GRILLO.
CANNES
Due film italiani trionfano a Cannes. Francesi entusiasti. Dieci minuti di applausi.
Di Maio apprezza ma ribadisce ai francesi: "La TAV comunque non la vogliamo!"
GALLERIA CHIUSA
- La galleria di Monte Saraceno, vicino Mattinata, chiuderà ad agosto.
- Continueremo a non vedere la luce in fondo al tunnel.
RADIOLOGO FURBETTO
- A Bari un radiologo timbrava il cartellino e poi andava al supermercato.
- Però era scrupoloso: passava tutti i prodotti ai 'raggi X'.
L'ILVA E LANDELLA
- All'ILVA di Taranto si muore e danno dell' "assassino" al Sindaco Melucci.
- E allora a Foggia? Per colpa delle strade e dei marciapiedi, dovrebbero chiamare Landella "serial killer"!
PARCOMETRI
Caso Parcometri. Il Comune di Foggia avanza 650.000 euro dalla società che li  gestisce.
Il Sindaco Landella è stato chiaro su questo punto: "Recupereremo il denaro".
Sfondando i Parcometri, però, non sarà molto facile!
FESTA DEL PRONTO SOCCORSO
San Severo. Ennesimo incidente alla "Festa del Soccorso". Un petardo ha ferito in modo grave una donna, che rischia di perdere un braccio.
Ormai è diventata la Festa del "Pronto Soccorso".


Un dauno verso Palazzo Chigi: chi è Giuseppe Conte

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte
Un dauno verso Palazzo Chigi. Giuseppe Conte è nato 54 anni fa nel cuore dei Monti Dauni, a Volturara Appula.
Il suo curriculum è di tutto rispetto: più tecnico che politico, c’è da dire. Dopo essersi laureato in legge alla Sapienza, si è specializzato studiando in posti di assoluto prestigio come la Sorbona, Yale, Vienna. 
È titolare della cattedra di Diritto Privato all’Università di Firenze, dov’è approdato dopo aver insegnato a Sassari, a Roma Tre e alla Luiss.
La sua indicazione quale possibile premier non stupisce più di tanto, perché Conte era già stato inserito nella possibile squadra di governo pentastellata da Luigi Di Maio, che lo aveva indicato come titolare del Ministero della Pubblica amministrazione, de-burocratizzazione e meritocrazia.
Ha ricoperto incarichi pubblici di notevole importanza: ha fatto parte del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana (ASi), nel 2012 è stato nominato dalla Banca d’Italia componente dell’Arbitro Bancario Finanziario. È stato membro di varie commissioni ministeriali di riforma.
Come vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, ha guidato Commissione disciplinare coordinando in tale veste l'istruttoria che ha portato alla destituzione del consigliere di Stato Bellomo, per i suoi comportamenti inappropriati con le allieve dei corsi di preparazione alla magistratura.

Quando i segnali stradali si contraddicono

Bizzarrie foggiane. L’amico Giorgio Mangione mi segnala questo strampalato caso di segnaletica stradale, in via Sabotino, a due passi dalla stazione ferroviaria.
Qualche giorno fa, è stata realizzata una nuova zona blu, che prevede il parcheggio a pagamento sul lato destro della strada, opportunamente segnalata con le classiche strisce colorate. In blu, appunto.
La novità è anche indicata dal cartello verticale che indica le fasce orarie ed i giorni in cui l’automobilista è tenuto al pagamento del pedaggio.
Fin qui, nulla di strano. Il problema è che nessuno ha pensato di rimuovere il segnale che, fino a qualche giorno fa, non soltanto vietava la sosta, ma indicava anche che si trattava di una "zona rimozione", per cui chi parcheggiava lì correva il rischio di vedersi l’auto portata via dal carro attrezzi.
Come  fa opportunamente notare Mangione, la stridente contraddizione tra i due cartelli pone all’automobilista che volesse parcheggiare là la propria auto un dilemma quasi esistenziale: se ci mette il grattino, viene comunque multato. E se non paga il pedaggio, corre il rischio di essere multato due volte. Un autentico rebus.
Oppure, come fa notare qualcuno intervenuto nella discussione he si è accesa dopo che Giorgio aveva postato immagine e commento sulla mia bacheca… materia da TSO (trattamento sanitario obbligatorio).
C'è da aggiungere che si tratta di un incrocio nevralgico nella viabilità cittadina. L'area rimozione aveva un senso: "è importante che in quella zona - conclude Mangione - non ci sia alcuna macchina parcheggiata: è zona di manovra per tutti i pullman provenienti da via Monte Grappa che devono svoltare per recarsi verso il nodo intermodale."

domenica 20 maggio 2018

Prove tecniche di memoria condivisa

Erano anni che non mi succedeva di partecipare ad una discussione così intensa, accorata, consapevole. Di quelle che non t’aspetti, tanto più se al centro della serata c’è la proiezione di vecchie immagini e vecchi filmati e insomma pensi che possano sortire un po' di nostalgia, ma non molto di più. È successo ieri sera a Manfredonia, in quell’incredibile concentrato di umanità e di passione che è il Centro Sociale “Rita Levi Montalcini”.
La serata era promossa dal sindacato pensionati della Cgil e dal coordinamento donne dello Spi Cgil. I materiali audiovisivi riguardavano le fotografie su Manfredonia della collezione Ester Loiodice e del Fondo Labbadessa, custodite nella Biblioteca Provinciale di Foggia (se volete, potete vederle qui) e il documentario che nel 1958 Pino Locchi e Arnoldò Foa dedicarono a Manfredonia, aprendo così il loro viaggio del Mezzogiorno (ne ho scritto in questa lettera meridiana).
Erano anni ricchi di aspettative. La bonifica, l’irrigazione e la riforma fondiaria avevano aperto nuovi orizzonti all’agricoltura, la bellezza del paesaggio accendeva fondate speranze di valorizzazione turistica, con il villaggio di Siponto che muoveva i suoi primi passi.
Manfredonia è stata da sempre un grande cantiere di trasformazione e di cambiamento. Il documentario di Locchi e Foa mostra con grande evidenza come il vento del progresso soffiasse impetuoso, archiviando malanni sociali diffusi come l’ignoranza, la miseria, il lavoro minorile (a proposito, c’è stato in sala un momento di profonda emozione in sala, quando un signore del pubblico si è riconosciuto nel bambino spazzino immortalato dal documentario Rai mentre puliva il corso principale).

Piste ciclabili e tratturi della transumanza, un'opportunità per Foggia (di Franco Antonucci)

Monta il dibattito a Foggia sulle piste ciclabili. Fanno discutere i progetti che potrebbero essere attuati in esecuzione del PUMS (il piano urbano per la mobilità sostenibile). Volentieri ospitiamo questo intervento, come sempre lucido e appassionato, di Franco Antonucci, già ingegnere presso l'Ufficio Tecnico Comunale e per molti anni ingegnere capo al Consorzio Asi, autore di numerose lettere meridiane orientate alla trasformazione e allo sviluppo di Foggia e del suo ruolo di capoluogo.
* * *
Avrei una gran voglia di fare una proposta di territorio semplice semplice e forse anche difficile, o almeno, "difficile" solo a parole. Utilizzando l’ipotesi di “piste ciclabili territoriali” extra-urbane, di particolare ordine e qualità per gli eventuali progetti futuri.
La Capitanata è un grande territorio poliurbano, segnato, come si sa bene, da grandi strutture radiali e anulari, rappresentate dei tratturi storici della Transumanza.
In questa idea primigenia gli antichi sistemi tratturali, quasi scomparsi, possono ritornare a vivere ed essere le prime direttrici radiali “portanti” di un nuovo grande sistema di collegamento soft lento, tra più città della Capitanata, sul quale poter successivamente appoggiare e costruire altre relazioni complesse, per definire un sistema poliurbano intelligente, ancora più complesso e di assoluta originalità rispetto alle altre realtà provinciali.
La Pentapoli è solo l'aspetto banale di un'ipotesi una volta romantica. Questo, invece, è un tentativo praticabile, con un significato attuale, di integrazione diversa, in linea con la filosofia contemporanea della sostenibilità a vari livelli.

La domenica di Madetù

L’estenuante trattativa per la formazione del nuovo Governo ha sfiancato perfino Madetù. Che nell’ultima striscia della settimana si concede divagazioni a volo d’angelo sulla cronaca locale e non. Per quanto riguarda la politica una sola stoccata, ma di classe: messi per un giorno da parte Di Maio e Salvini, il nostro disegnatore satirico in versione solo testo regala ad amici e lettori di Lettere Meridiane un folgorante calembour su Renzi e sull’altrettanto estenuante querelle che da dopo le elezioni si trascina in casa del Pd.
Buona lettura, e buona domenica.
* * *
SONDAGGI
Gli ultimi sondaggi danno il PD in netta e progressiva crescita.
- Eppure dal 4 marzo scorso Renzi è rimasto quasi in silenzio...
- È la conferma che la Sinistra cresce quando fa le cose giuste!
SGARBI
Sgarbi s'incazza con un pescatore: "Carpa! Carpa! Carpa!".
IL COSTO DELLA VITA
- Incredibile! A Foggia bastano 5.000 euro per far uccidere il fratello...
- È sempre stata una città dove il "costo della vita" è basso.
PRETI PEDOFILI
Scandalo preti pedofili in Cile. Dopo le parole di Papa Francesco sono stati costretti a togliersi l'abito talare.
Ma erano ancora senza mutande.
GUERRA AI LAVAVETRI
Il Sindaco di Foggia dichiara guerra ai lavavetri. La Polizia Urbana sequestra 11 mazze tergicristallo.
Era ora. Così il Comune potrà colmare i debiti in bilancio...
PADRI E FIGLI
Bimba di un anno muore dopo essere stata lasciata chiusa in auto dal padre.
- I figli so' piezz'e core...
- I padri piezz'e mmerd.
NOSTALGICI
Il Vice Sindaco di San Giovanni Rotondo, Nunzia Canistro, ha postato su FB una foto che la ritrae in cucina con un grembiule inneggiante Mussolini.
Nella foto, il sorridente Vice Sindaco è alle prese con un grosso tegame pieno d'olio.
Per sua fortuna non era di rìcino.
BUFFON
Juventus-Verona. Al 64mo minuto Buffon esce e termina la sua carriera da juventino. Dopo 17 anni.
Ma i critici sostengono siano 15.

sabato 19 maggio 2018

Manfredonia si racconta attraverso foto e filmati d'epoca

Promossa dallo Spi Cgil nell'ambito delle manifestazioni di "Carosello", il festival itinerante del sindacato pensionati della Cgil, si terrà questo pomeriggio a Manfredonia una interessante manifestazione, all'insegna della memoria e della riflessione sul passato.
Manfredonia, c'era una volta è il tema della iniziativa che si svolgerà, con inizio alle ore 18.30, presso il Centro Sociale "Rita Levi Montalcini" (via di Porta Pugliese, 4), con la proiezione di rari materiali audiovisivi d'epoca.
In scaletta la proiezione della puntata del “Viaggio nel Sud”, che la Rai dedicò nel 1958 a Manfredonia, facendo partire proprio dalla città sipontina l'itinerario curato da Pino Locchi e Arnoldo Foà, che raccontava la vita nelle regioni e nei paesi del meridione.
Il pubblico assisterà anche alla proiezione della videostoria, Quando il passato si tinge di colore, con la proiezione di fotografie della Manfredonia degli anni Trenta, colorizzate attraverso tecniche di intelligenza artificiale profonda.
Introdurranno alla serata, che sarà animata da Geppe Inserra, il segretario generale dello Spi Cgil della provincia di Foggia, Franco Persiano, e Tina Pizzolo, responsabile del coordinamento donne dello Spi Cgil di Capitanata. I materiali audiovisivi saranno presentati da Rosa Porcu, docente  sipontina.
Sarà un tuffo nel passato, non nostalgico, ma rivolto a capire ed approfondire i grandi processi di trasformazione che Manfredonia e il suo hinterland hanno vissuto nell'ultimo secolo.
Non mancate, perché ne vale la pena.

venerdì 18 maggio 2018

A Frosinone ha vinto lo sport. Che Foggia!

A Frosinone ha vinto lo sport. Non quello del sindaco della cittadina laziale che ha brigato per evitare che sugli spalti ci fossero anche i tifosi rossoneri. Non quello dei telecronisti sky che hanno tifato dal primo all'ultimo minuto per i padroni di casa (non ci scommetterei, ma mi è sembrato che alla fine il commentatore quasi piangesse). Ha vinto lo sport genuino, interpretato da un campione purissimo, cristallino, e non celebrato quanto meriterebbe.
Si chiama Giovanni Stroppa, allena i satanelli e ancora una volta ha messo a segno la magia, tirando fuori dal cilindro delle sostituzioni il coniglio vincente.
Finisce 2-2, pareggio che per il Foggia ha una valenza puramente statistica, ma che per i laziali vuol dire la fine del sogno della promozione diretta in A e la prospettiva dell'inferno dei play off.
Ad onta degli stucchevoli telecronisti di Sky va detto che i padroni di casa hanno fatto molto poco per meritarsi la seria A. Il Foggia ha messo a segno tre dei quattro gol del match (2.2 il risultato finale): con Mazzeo, indomito, monumentale (a un certo punto ha salvato la porta rossonera su calcio d'angolo con un colpo di testa e tre secondi dopo ha confezionato una ripartenza che poteva essere letale per il Frosinone); con Floriano, letale, ancora una volta l'uomo giusto al momento giusto e con Rubin, sfortunato protagonista di un clamoroso autogol, dopo aver propiziato la rete del vantaggio rossonero nel primo tempo.
Il Frosinone non ha fatto molto per centrare l'obiettivo della promozione diretta. E adesso, nella lotteria dei play off, occorrerà ben altro per dare concretezza ai sogni di promozione che, stando a quanto si è visto stasera, sembrano a dir poco azzardati.

La vena poetica di Madetù

La copertina di oggi racchiude interamente uno dei calembour di Madetù, per cui non la troverete nella striscia quotidiana dedicata alle solite cose, amare: la politica, la criminalità.
È dedicato all'impareggiabile Ermanno Olmi. Non una battuta, ma piuttosto un omaggio, la cui pubblicazione abbiamo voluto consapevolmente posticipare, per sottrarla al ritmo dell'attualità e della cronaca.
Un omaggio tenero e delicato, ad un maestro del cinema che nelle sue opere ha spesso investigato e raccontato il rapporto tra l'uomo e la natura: la poesia del cinema di Olmi sta proprio nell'irripetibile ed ineffabile armonia tra l'uomo e quanto lo circonda.
* * *
I PROBLEMI DEGLI ITALIANI
Di Maio e Salvini appaiono ogni giorno in TV e sui Social per dichiarare che non vedono l'ora di occuparsi dei problemi degli italiani.
Per il momento questi italiani sono solo due.
NO AUTO BLU. NO TAV
Governo 2018. Sono ore frenetiche per chiudere il programma. Leader e collaboratori fanno le notti per definire i dettagli.
A un certo punto Salvini ha chiesto a Borghi: "Passami un attimo la ruspa che devo cancellare le auto blu".
E Di Maio: "Se vojo il caffè? No tav".
PROGRAMMI
Di Maio rivendica con orgoglio il fatto che tutti i 20 punti del suo programma siano finiti nel contratto con Salvini.
Per forza: sono gli stessi di quelli della Lega!
PRIMA GLI ITALIANI
- A Siena, genitori contrari al matrimonio della figlia, fanno sfregiare il genero con l'acido.
- Ma queste cose non le facevano solo i musulmani?
- Sì, ma adesso finalmente l'aria è cambiata: prima gli italiani!
PROIETTILE ILLESO
Sempre più feroce la criminalità foggiana.
Al rione Candelaro spari contro l'abitazione di un pregiudicato.
Proiettile entra in camera da letto. Fortunatamente illeso. Il proiettile.
UNO VALE ANO
Elezioni amministrative 2018.
A Siena, Vicenza, Bovino e in decine di altre località il M5S non concede l'uso del simbolo impedendo, così, la presentazione delle proprie liste.
I candidati protestano, sentendosi presi per il culo.
Quando si dice: uno vale... ano.

Il precedente della Biellese fa tremare il Foggia

Non sono soltanto i casi (di cui abbiamo parlato in una lettera meridiana di qualche giorno fa) del Catanzaro e della Nocerina a somigliare a quello del Foggia, e a costituire dunque un precedente rispetto al processo sportivo che la compagine rossonera si appresta a subire. Come mi fa notare l’amico Biagio Porricelli, editore di Mitico Tv Channel, il caso forse più pertinente è quello che coinvolse la Biellese, e che si concluse in maniera devastante per la società piemontese: venti punti di penalizzazione e un milione di euro d’ammenda, che determinarono l’impossibilità di iscrivere la squadra al campionato, e il conseguente fallimento del sodalizio.
Ad essere deferiti dalla Procura Federale furono in 67: in sostanza i dirigenti e tutti i giocatori che indossarono la casacca bianconera nei campionati 2006-2007, 2007-2008 e 2008-2009: il primo di serie C2, gli altri due di serie D.
La vicenda aveva preso le mosse da una indagine della Procura della Repubblica di Biella, da cui era emerso che la Biellese aveva corrisposto “in nero” ai propri calciatori ingenti somme (circa un milione e mezzo di euro, nei tre tornei) dopo aver creato una provvista di fondi neri attraverso la sistematica falsificazione di documenti che attestavano rimborsi spese per trasferte, anche all’estero, mai effettuate da propri dirigenti.
La distrazione di somme così operata dai dirigenti determinò una pesante crisi finanziaria che si risolse con il fallimento della società, che non intese avvalersi del patteggiamento (strada che, secondo alcune voci potrebbe essere invece imboccata dal Foggia) che prevede una cospicua riduzione della pena.

Quando al Giordano si esibì Mario Del Monaco

Nel suo bell'articolo sui 190 anni di vita del teatro comunale Giordano, recentemente pubblicato da Lettere Meridiane, Enzo Ficarelli racconta e ricorda quelli che, a suo giudizio, sono stati gli artisti più significativi - attori, cantanti o musicisti - che hanno calcato il palcoscenico del teatro foggiano, dandogli lustro.
Ficarelli cita gli attori Anna Magnani, Salvo Randone, Nino Taranto, Walter Chiari, Paolo Panelli, Gino Bramieri, Raf Vallone, Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, la compagnia dei fratelli De Filippo, il soprano Virginia Zeani e infine il maestro direttore d'orchestra Riccardo Muti cui è toccata la serata che ha riaperto il teatro dopo diversi anni di chiusura.
L'elenco di Ficarelli è ovviamente incompleto, e del resto l'autore non aveva alcuna pretesa di  esaustività. Lo scopo - raggiunto - era quello testimoniare la grande importanza del Giordano nei circuiti teatrali di qualche anno fa.
Purtroppo questa dimensione si è un po' rarefatta nella memoria collettiva cittadina, e bene fanno a tenere vivi certi ricordi appassionati di radici e di storia locale come Enzo Ficarelli o come Ciro Inicorbaf, che prima di diventare un grandissimo presepista era un funzionario foggiano dell'Eti, l'Ente Teatrale Italiano, la cui sede regionale pugliese era a Foggia.
Inicorbaf sta portando in giro una conferenza-spettacolo sui fasti del Giordano che certifica questa importanza, un po' dimenticata.
Allora, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, che ne dite se assieme cerchiamo di scrivere una public history del teatro foggiano, raccontando i nostri ricordi, le nostre serate memorabili, le piccole e grandi emozioni che abbiamo vissuto, tra palco e loggione?
Comincio io, per aggiungere al bell'elenco compilato da Ficarelli un nome di assoluto prestigio, quello di Mario Del Monaco che personalmente (si sa, la lirica è un po' come il calcio, ogni cantante ha i suoi tifosi, e i critici possono dire quel che gli pare) stimo come il più grande tenore della seconda metà del Novecento.

giovedì 17 maggio 2018

La politica stonata secondo Madetù

La battuta odierna di Madetù sul nascente governo sostenuto da Pentastellati e Leghisti è un bell’esempio di come la satira, con le sue battute e freddure, riesca a dire e a compendiare in due parole quel che un opinionista scriverebbe in un articolo di fondo di mille parole.
Ormai la coalizione sembra in dirittura d’arrivo, e con essa il programma e il Governo. Ma sembra mancare qualcosa… quella “melodia” che è l’alchimia della buona politica, come sostiene il nostro disegnatore satirico in versione solo testo. Buona lettura.
* * *
GOVERNO?
Governo Di Maio-Salvini.
Gli accordi ci sono.
Manca la melodia.
IL SOCIAL IN CLAUSURA
Il Papa acconsente alle suore di clausura l'uso dei Social.
Suor Gertrude appena ha visto il simbolo di Twitter ha esclamato di gioia: "Finalmente un uccello!".
ANNA FRANK
Ricostruite due pagine inedite del famoso "Diario" di Anna Frank.
Su una c'era scritto: "Quando sarò grande scriverò un libro di successo: 'Il Diario di Anna Frank'".
SAN GENNARO
Anche quest'anno si è verificato a Napoli il miracolo di San Gennaro, col sangue liquefatto.
"Ma è l'ultima volta, uagliù - ha reclamato il popolare Santo -. Dall'anno prossimo faccio il testimonial per l'AVIS!".
RACCOLTA INDIFFERENZIATA
AMIU, l'azienda per la raccolta dei rifiuti di Foggia, ha annunciato che il 5 giugno partirà il nuovo piano per la raccolta differenziata.
Molto contenti si sono dichiarati anche gli immancabili 'ladri di cassonetti': "Appena li installerete provvederemo subito a fare la raccolta. Indifferenziata!".
CANI ANTIDROGA
Il cane antidroga della Polizia di San Severo ha scoperto ben 30 kg di hashish e marijuana.
Del formidabile quadrupede si sono però perse subito le tracce.
Lo hanno trovato il giorno dopo mentre spacciava al canile di Foggia.
BIOHACKER
Il biohacker Aaron Traywick sosteneva l'efficacia di una terapia autoprodotta. Si è iniettato il vaccino 'fai-da-te' ed è morto.
Biohacker che bontà.




Mezzogiorno assente dal contratto Lega-Cinquestelle

È decisamente un governo a trazione leghista quello che emerge dal Contratto per il Governo del Cambiamento che Luigi Di Maio e Matteo Salvini si apprestano a firmare.
La questione meridionale è del tutto assente, e così pure ogni riferimento al divario che separa Nord e Sud. C’era da aspettarselo, da parte del leader di una forza che fino a qualche anno fa si chiamava Lega Nord, ma era lecito sperare qualcosa di più da Di Maio, uomo del Sud e capo di un movimento che ha conquistato nel Mezzogiorno il maggior numero di consensi e di seggi.
E invece nulla. Non soltanto alla questione meridionale non è stato riservato neanche uno dei 29 capitoli in cui si articola il contratto, ma la parola Mezzogiorno non compare neanche una volta nel testo e Sud vi ricorre due volte: la prima in riferimento all’Ilva di Taranto, la seconda in riferimento al Sud dell’Europa e al bacino del Mediterraneo.
Si potrà obiettare che il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza sono interventi che potrebbero portare avere un maggiore impatto nel Mezzogiorno, concentrandovi le maggiori risorse. Ragionamento vero, ma fino a un certo punto: per come è stato concepito, il meccanismo del reddito di cittadinanza potrebbe infatti, alla fine, premiare il Nord più del Sud e trasformarsi paradossalmente in un ulteriore fattore di divario.
Secondo quanto si legge nel contratto, “il beneficiario del reddito di cittadinanza dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai centri dell’impiego”. Ma i centri per l’impiego sono in grado di svolgere una intermediazione positiva tra domanda e offerta di lavoro nelle aree in cui il mercato del lavoro è dinamico, non certo nel Mezzogiorno, caratterizzato da paurose sacche di disoccupazione e da un’offerta di lavoro bassa, quando non del tutto inesistente.
La sensazione è che, ancora una volta, il Mezzogiorno sia il grande assente nelle politiche nazionali. Altro che governo del cambiamento.

mercoledì 16 maggio 2018

Rosso Foggia per i conti neri

La scure della Procura Federale si abbatte sul Foggia: la società e 37 tesserati rossoneri, tra dirigenti, calciatori e collaboratori sono stati deferiti alla giustizia sportiva con l'accusa di erogato o ricevuto soldi in nero, di dubbia provenienza. Madetù non può fare a meno di scatenarsi, ed ecco che la striscia di oggi si colora di rossonero. Anzi, più di nero che di rosso, visto che il Foggia finisce purtroppo in cronaca nera anche per il furto dell'auto alla fidanzata del difensore Oliver Kragl.
Ridiamoci su, che è meglio. Perché c'è davvero di che farsi venire il sangue amaro, a leggere le notizie che minacciano di spegnere il sorriso dei tifosi, dopo il bel campionato disputato dalla formazione allenata da Stroppa.
* * *
TIFOSI ROSSONERI IN FIBRILLAZIONE
Foggia Calcio. In fibrillazione società e tifosi.
Dopo i 37 de-feriti non possiamo che dirci...morti-ficati.
ROSSONERI PER SEMPRE
Foggia Calcio e 37 deferiti.
Rossoneri per sempre.
Conti in rosso e fondi neri.
POVERO KRAGL
Rubata a Foggia l'auto della fidanzata di Kragl.
Gli Ultras, infiltrati nella malavita locale, hanno fatto sapere che si sono stancati di portare a casa la maglietta di Oliver.
DI MAIO E SALVINI
Non si capisce perché Di Maio e Salvini continuino a chiedere solo "qualche giorno" ancora.
Per fare una TAC al cervello bastano pochi minuti.
LA CITTA' CHE CAMBIA.  E IL SINDACO?
Ha fatto bene Landella a intitolare la sua brillante brochure "La città che cambia".
In vista delle prossime elezioni amministrative, ha però dimenticato di aggiungere alla fine della frase, la parola "Sindaco".
MARTE
C'è acqua su Marte. Sarà così possibile cercare forme di vita.
Essenziale l'esperienza sul campo fatta da tempo dagli scienziati italiani.
Dopo aver trovato acqua nel cervello di Salvini, è possibile utilizzare qualunque liquido...di Governo.
LIGRESTI
Morto l'immobiliarista Ligresti.
La sua bara inumata al 78mo piano della cappella di famiglia.
IL SOCIAL APPRODA IN CLAUSURA
Il Vaticano dice "sì" all'uso dei Social fra le suore di clausura.
YouPorn registra un improvviso picco di visualizzazioni.

Il Foggia e i pagamenti in nero: i precedenti nella giustizia sportiva

Puntuale come un orologio svizzero è arrivato dalla Procura Federale il deferimento del Foggia e dei suoi tesserati ed ex tesserati per le irregolarità contabili e per i pagamenti in nero, che hanno già portato al commissariamento del sodalizio rossonero e all’arresto del patron Fedele Sannella e dell’ex vicepresidente onorario Massimo Curci.
La stangata è di dimensioni considerevoli: ad essere raggiunti dal deferimento il Foggia, per responsabilità diretta e oggettiva, e 37 tra dirigenti, tecnici, atleti e collaboratori del sodalizio.
La società rischia una penalizzazione più o meno consistente di punti. I tesserati una squalifica. L’una e gli altri una pesante ammenda.
È molto difficile prevedere cosa succederà, anche perché mancano precedenti cui ispirarsi. È la prima volta che a carico di una società calcistica sono scattati i provvedimento previsti dalla legge 231 che punisce i reati commessi dalle società in quanto enti.
I pochi precedenti riguardano pene inflitte a singoli tesserati, colpevoli di aver erogato o percepito pagamenti in nero. E per i sodalizi i cui dirigenti sono stati accusati di aver pagato in nero i loro atleti? Vediamo.
Qualche anno fa incappò nei fulmini della giustizia sportiva la Nocerina, anche in questo caso a seguito di una indagine partita dalla magistratura ordinaria, che portò all’arresto del presidente della società campana e al sequestro di parte del capitale sociale, con l’accusa di frode fiscale.
Com’è successo al Foggia per Curci, anche nel caso della Nocerina l’indagine era partita da questioni che non riguardavano strettamente il calcio, ed era stata successivamente estesa agli ambienti sportivi.

martedì 15 maggio 2018

Trattative in salita. Il GPM di M5S e Lega

È un Madetù variegato e variopinto, quello della striscia di oggi. Per una volta tanto, la copertina è meritata e va a sottolineare il bel gesto del nuovo cittì della Nazionale, Roberto Mancini, che pur di coronare il suo sogno azzurro ha rinunciato ad un ben più remunerativo contratto con una squadra di club. Speriamo bene. Come pure speriamo, sul versante politico, che in un modo o nell'altro, finalmente si esca dalla palude in cui sembrano essere precipitate le trattative per la formazione del nuovo governo. Memorabile la battuta che paragona la trattativa in salita ad un gran premio della montagna.
Buona lettura. Buon divertimento.
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PASQUINATA
Pasquinata.
- Ma sto governicchio nascerà Di Maio?
- Secondo me, nun lo vedemo manco de luio!
IL GPM DEL NUOVO GOVERNO
Governo 2018. M5S-Lega, l'accordo è in salita.
Quest'anno il Gran Premio della Montagna è sul Monte Citorio.
MANCINI
Mancini nuovo allenatore della Nazionale italiana di calcio. Accettando, ha rinunciato a 4 milioni di euro che gli erano stati offerti da un club straniero.
È raro che qualcuno ci abbia messo la faccia e rimesso la tasca.
LANDELLA
Nella sua recente brochure "Foggia in forma", il Sindaco Landella ha scritto che via Lanza diventerà 'il salotto' di Foggia.
Per ora abbiamo solo il porticato del piazzale Stazione che è 'il cesso' di Foggia e la sala d'attesa del Pronto Soccorso che è la 'camera da letto' di Foggia.
LADRI IN TRASFERTA BARESE
Due giovani cerignolani arrestati a Bari. Avevano provato a rubare auto.
Esulta il Movimento per la Moldaunia. "Si deve pur cominciare a sottrarre qualcosa a Bari".
BERMUDA
Fa discutere la circolare di un Preside di Bari che vieta i 'bermuda' a scuola.
"Ha ragione - dicono le studentesse - sono ancora troppo lunghi!"
TASSO
Il deputato manfredoniano Antonio Tasso, eletto nel M5S, in attesa di conoscere l'esito del collegio dei probiviri del Movimento, ha aderito al Gruppo Misto.
- In quale Commissione lavorerà, onorevole?
- Turismo, Commercio e Compact Disc.
FAETO
A Faeto (620 abitanti) si vota per eleggere il nuovo Sindaco. L'ultimo rimase in carica fino al 2016. Poi, non essendosi presentato alcun candidato, dal 2017 era stato nominato un Commissario Prefettizio.
A breve si voterà e i candidati a Sindaco sono ben 8, metà dei quali, curiosamente, agenti carcerari.
Morale? A Faeto non cambia mai niente: c'era un Commissario e tra pochi giorni avranno un poliziotto.

La cultura sottomessa: quel teatro sovrastato dal grattacielo

Ha suscitato emozione, interesse, ricordi e rimpianti la bella lettera meridiana di Enzo Ficarelli sui 190 compleanni del Teatro Giordano di Foggia. Sia i ricordi che i rimpianti riguardano la profonda trasformazione della piazza su cui sorge il Teatro, da sempre centro di vita pulsante della città.
Una piazza che ospita il riconosciuto tempio della cultura cittadina dovrebbe avere un certo rispetto da parte della città, ma purtroppo le cose non sono andate del tutto così.
Rino Pensato, operatore culturale foggiano da tempo trasferitosi a Bologna, condividendo il post ricorda: “E per un lustro, dal 1965 al 1970, dentro quella storia, ci siamo stati anche noi, "quelli del Teatro Club Foggia”.” Ha proprio ragione il buon Rino: quelli del Teatro Club sono stati i fondatori della cultura moderna a Foggia. Per le loro file sono passati personaggi del calibro di Fernando Di Leo e Nucci Ladogana: è una storia che merita di essere raccontata e spero che un giorno o l’altro lo faremo.
Riferendosi alla fotografia che illustra l’articolo, Pino Ruscitti la colloca negli anni '30, aggiungendovi un prezioso, struggente ricordo: “All'angolo a sinistra, il banconcino di Francesco Mazzarelli, che preparava acqua, limone e bicarbonato, una bibita frizzante e digestiva, per soli 30 centesimi (6 soldi). Spesso, tenuto per mano da mio padre, lo accompagnavo a bere la sana bevanda.”
Diversi i post che stigmatizzano quanto è accaduto in piazza Battisti con la costruzione del grattacielo, che sovrasta il Giordano, letteralmente incombendo sul povero teatro.
Non è un bel vedere.
A sollevare la questione Carmine Colasante: “A coronamento del peggior periodo della sua storia il teatro, negli anni 50 venne affiancato da un orribile palazzo detto grattacielo. "
Pino Ruscitti mette il dito nella piaga: “Caro Colasante, di quel deturpante scatolone, ne scrissi nella mia breve monografia: "Foggia: il Sipario" edita qualche anno fa. Ma ho continuato a scriverne sovente, unendo il malfatto estetico ad altri, consumati nella nostra città, a vantaggio di una edilizia sfrenata e senza limiti per il rispetto delle poche testimonianze storiche che ci sono rimaste."
Dello stesso parere Franco Antonucci, ingegnere e urbanista: “Bello l’articolo. Nulla si dice, però, della costruzione a fianco del Teatro di un presunto "grattacielo”… “

lunedì 14 maggio 2018

Una volta c'era il governo ombra. Oggi solo il governo fantasma.

Diciamo la verità, con questo continuo tira e molla sul programma di governo e sulla premiership, con questi tempi che si dilatano, Luigi Di Maio e Matteo Salvini ce la stanno mettendo proprio tutta per offrire fresca materia prima quotidiana al nostro disegnatore satirico in versione solo testo, Madetù.
Che non si lascia pregare a sforna battute e calembour fragranti e saporiti come brioche appena sfornate. Gustatele una per una.
* * *
GOVERNO FANTASMA
Troppi punti oscuri nella formazione del nuovo governo, che sembra nascere da un momento all'altro e poi svanisce.
Prima esisteva il "Governo ombra". Adesso dovremo accontentarci del "Governo fantasma".
DI MAIO CHIEDE PAZIENZA
Governo 2018. Luigi Di Maio ha chiesto agli italiani di avere un po' di pazienza.
"Stiamo scrivendo la Storia", ha detto con tono solenne.
Il problema è quando dovrà scrivere in italiano!
FIORI
La benemerita 'Fondazione Felix' di Foggia propone fiori contro criminali e vandali che continuano a distruggere aree pubbliche della città.
"Mettete dei fiori nei vostri coglioni".
INVALSI
In seguito alle ripetute gaffe presenti nei test Invalsi, il ministero ha stabilito che dal prossimo anno gli alunni seguiranno i quiz direttamente dagli studi de "L'eredità".
KAMIKAZE
In Indonesia i componenti di una intera famiglia fedele all'Isis, fra cui un bambino, si sono fatti esplodere in vari attentati kamikaze.
Morte 13 persone e oltre 40 ferite.
Erano convinti di arrivare in Paradiso con uno 'sconto comitiva'.
MALATI
Napoli. Con una mazza di ferro spacca il vetro di un'ambulanza del 118 che trasportava un paziente in codice rosso.
- Per fortuna il malato che stava dentro non si è fatto niente...
- È il "malato" che sta fuori che preoccupa.

I 190 anni del Teatro Giordano (di Enzo Ficarelli)

Ringrazio molto Enzo Ficarelli, memoria storica della città, e testimone oculare di una Foggia bella e purtroppo andata, per questa preziosa storia del Teatro Comunale Giordano che qualche giorno fa ha festeggiato il suo 190° compleanno.
Ficarelli racconta i quasi due secoli di vita del teatro con passione ed ammirevole capacità di sintesi dimostrando come esso sia stato parte della vita cittadina, e che ne abbia in un certo senso scandito il passaggio da grande paese a città metropolitana. (g.i.)
* * *
Il 10 maggio 1828 fu aperto al pubblico con la rappresentazione del melodramma "La sposa felice", opera del catanese G.Pacini, il Real Teatro Ferdinando, nome che con l'unità d'Italia fu cambiato in "Teatro Dauno" e infine nel 1928, in occasione del centenario dalla sua inaugurazione,  in "Teatro Giordano".
Era il Teatro più antico del Regno delle Due Sicilie dopo il San Carlo di Napoli.
Per la sua realizzazione furono elaboratori due progetti, nel 1818 quello di Giuliano de Fazio che prevedeva la costruzione dove è tuttora,  l'altro di Luigi Oberty che lo voleva in prossimità del palazzo Scillitani. Ed è proprio in questo sito che iniziarono i lavori subito interrotti per essere ripresi nell'attuale piazza.
La struttura era dotata di un porticato sorretto da sei colonne doriche, tre finestroni e un timpano al centro del quale  faceva e fa bella mostra lo stemma cittadino.
Nel mese di aprile  del 1818 si procedette  all'assegnazione dei palchi mediante il " Bussolo ", un'assegnazione "mista": in parte a sorte e in parte al miglior offerente.

domenica 13 maggio 2018

La satira di Madetù, per capire la politica obliqua

Che confusione sotto il cielo della politica. Sindaci fedelissimi di Forza Italia che approdano alla Lega, perfino in Capitanata, ex cavalieri ed ex premier riabilitati proprio quando si chiedeva loro di fare un passo indietro, o di lato, e di concedere un'astensione più o meno benevola.
Chi ci capisce è bravo.
E se proprio non capite, non ci resta che la satira.
Eccovi dunque la striscia quotidiana di Madetù. Ultima spiaggia per dare sale a questa domenica sera politicamente obliqua. Buona lettura.
* * *
TRAVAGLI
Con i 5Stelle al Governo, alleati della Lega, e Berlusconi riabilitato, Travaglio "sente" puzza di inciuci.
L'Olfatto Quotidiano.
GOVERNO?
Governo 2018. Parte il toto-nomi per la scelta del premier.
Di Maio precisa che non sarà giallo-verde. E Salvini puntualizza: "E tantomeno nero!"
POSIZIONI
Prese di "posizione".
Silvio Berlusconi sta alla 'astensione critica' come Maria Goretti stava al 'sesso anale'.
OSCAR
De Laurentis, il patron del Napoli, da buon uomo di cinema, dopo le recenti dichiarazioni fatte sui presunti 8 punti rubati alla sua squadra, coi quali avrebbe vinto il Campionato, si è meritato l'Oscar per la miglior sceneggiatura. Pardon: sceneggiata.
SODOMA E GOMORRA
In Malesia rieletto Presidente un vecchio leader di 92 anni. Tempo fa era finito in carcere accusato di 'sodomia'.
Molte analogie con un vecchio leader italiano che aveva 'preso per culo' addirittura milioni di cittadini.
CARROCCIO
Antonio Potenza, Sindaco di Apricena e da 11 anni in Forza Italia, lascia il partito di Berlusconi per approdare in quello della Lega.
È il primo Sindaco di Capitanata a salire sul... Carroccio dei vincitori.

Passione, competenza, volontariato per il rilancio della Capitanata (di Alfonso Foschi)

Da tempo mi frulla un pensiero: che il male supremo di Foggia e della Capitanata risieda nella difficoltà dell'opinione pubblica, della comunità civile di trovare una sintesi sulle grandi questioni del futuro. È utile l'allungamento della pista del Gino Lisa? C'è chi dice sì, e chi pensa di no. La seconda stazione di Foggia si farà, non si farà? Alcuni la vogliono, altri l'aborrono. E lo stessi dicasi per altre opere nevralgiche, dalla strada Pedesubappenninica alla seconda diga sul Fortore (a proposito... e chi ne parla più?!) oppure su nodi politicamente rilevanti quali il rapporto tra la Capitanata e la Regione Puglia o le tentazioni scissionistiche messe in campo da movimento come quello che si batte per il passaggio al Molise della provincia di Foggia.
Pensarla in modo variegato non è in se stesso un male, anzi denota pluralismo d'opinioni, che è sale di ogni democrazia. Il problema è quando, come nel nostro caso, né si riesce a fare sintesi, né si ascoltano le ragioni di chi non la pensa come noi, sicché il confronto sfocia in contrapposizione, quando non in rissa. E così mentre in Capitanata si discute, altrove le opere si fanno e si portano a compimento.
Su questo tema - poco percepito - solleciterò ad intervenire alcuni, come si dice oggi, stakeholder privilegiati, amici e lettori che conoscono la Capitanata per esservi nati o esservi legati, ma non vi risiedono più, e posseggono di conseguenza un punto di vista meno coinvolto, più neutrale.
Ho cominciato con Alfonso Foschi, che i lettori di Lettere Meridiane conoscono bene per i suoi scritti intensi e interessanti che sovente ci regala. Originario di San Severo, Alfonso risiede da tempo a Genova, e pur esordendo con l'affermazione di "non poter essere utile" alla disamina del problema, offre invece preziosissime indicazioni. Ringraziandolo affettuosamente per il contributo e per la stima, sottopongo le sue riflessioni ai lettori del blog, invitandoli ad intervenire, a loro volta. (geppe inserra)
* * *
Caro Geppe,
intanto grazie per aver  pubblicato le mie memorie sulla mia amica “Fontana di via Basilicata.” Chissà in quale fonderia ha perso la sua forma e la sua anima. Speriamo in un  portafiori, piuttosto che in un kalasnikov.
Quanto al quesito che mi poni, non penso di poterti essere utile perché manco delle dovute competenze. Sono entrato in una scuola materna a sei anni come scolaro e ho lasciato la scuola come insegnante per la pensione a settanta . Solo in questo ambito e solo parlando delle mie esperienze, mi sentirei di dare un mio modesto contributo.
Tu avverti, giustamente, la necessità primaria di una visione unitaria dei problemi e relative soluzioni che riguardano la Daunia. L’ho capito, e apprezzato, nella premessa al tuo articolo “Questione meridionale. Oltre il partito. Oltre la famiglia “, quando scrivi :  “ … premetto di essere d’accordo con tutti gli interventi, le dissonanze le divergenze, sono a mio giudizio esclusivamente apparenti … perché c’è ….. la comune passione genuina  per il Mezzogiorno, il desiderio del riscatto.
Hai indicato, a mio giudizio, l’elemento essenziale per il raggiungimento di un’unità d’intenti per il riscatto della Daunia: un amore ( disinteressato ! ) per la propria Terra e per i propri Conterranei, a cominciare da quelli più umili.
Aggiungerei, come secondo elemento, un vero culto per la competenza : in politica c’è il momento del parlare e quello,  spesso più prezioso e costruttivo, dell’ascoltare.
Infine come terzo elemento, molto importante, è  il volontariato. Lo Stato c’è quando ci sono i cittadini, mentre la sua assenza ad alcuni fa comodo.
Le società più ordinate, civili e sicure sono quelle caratterizzate da un forte e diffuso volontariato, come nel Friuli dove, recentemente, gli Alpini dell’ANA si sono offerti a protezione delle dottoresse in servizio notturno in zone isolate, spesso vittime di balordi.
Naturalmente amore competenza volontariato non nascono per magia, per legge e, tanto meno, con la violenza, ma con un lungo lento processo d’educazione che porta a maturazione il meglio che c’è, penso, in ogni animo umano.
Purtroppo la mia quotidianità di anziano, vedovo e … qualche acciacco mi sottraggono il tempo per attività più stimolanti, come quella, per esempio,  di portare a termine uno scritto sull’influenza dei fattori storico-geografici nel modo di essere (cultura) dei popoli, in ciò stimolato dal tuo su citato articolo. Se mai lo terminerò, te lo spedirò.
Con Lettere Meridiane mi sento in famiglia.
                                         
                                                                                                   Un abbraccio
                                                                                                       Alfonso

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