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Visualizzazione dei post con l'etichetta energia

Quando il popolo scese in piazza per il metano, e vinse (di Geppe Inserra)

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Certe volte il social suscita coincidenze bizzarre, che somigliano a vere e proprie congiunzioni astrali. Mentre mi accingevo a pubblicare il video che potete guardare al termine dell’articolo, facebook mi ha notificato che Gianfilippo Mignogna mi aveva “taggato”. Leggo sempre con molta attenzione quanto scrive il sindaco di Biccari sul suo bel blog Melascrivo.it : è un’oasi di pensiero nel deserto mediatico che ci circonda e ci assedia, tra tweet e selfie , infarciti di paranza , ma poveri di contenuti. Con la passione civile e la tensione culturale che lo contraddistinguono, Gianfilippo lancia un accorato grido di dolore, denunciando lo spopolamento progressivo dei piccoli comuni, ed informa di aver aderito all’appello promosso da Borghi Autentici, Legambiente e Uncem per attuare la legge salva-borghi, approvata dal Parlamento nel 2017, ma finora rimasta nel cassetto. La questione riguarda direttamente (e drammaticamente) la Capitanata e non è un caso che nella foto che illust...

I pugliesi e l'energia: cornuti e mazziati

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I pregiudizi anti meridionali e anti meridionalistici sono duri a morire. Sono la tossina che avvelena ogni seria riflessione sulla questione meridionale e sulla mancata unificazione economica del Paese. Questo sottile veleno non risparmia neppure un giornalista serio e illuminato come Aldo Grasso , che sul Corriere della Sera di qualche giorno fa bacchetta duramente la ministra pugliese per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi , che intervenendo al Forum Ambrosetti , ha annunciato l’intenzione del suo Ministero di “bloccare le trivelle e rivedere il piano energetico nazionale”. “Sì - commenta Aldo Grasso - ma se chiudessero le centrali a carbone dell’Enel nella sua Puglia per affidarsi alle rinnovabili, resteremmo al buio.” Tesi opinabile, anzi del tutto infondata e sbagliata. La Puglia molta produce più energia di quanto non ne abbia bisogno, e pertanto risulta tra le regioni che maggiormente contribuiscono ad attenuare il deficit energetico nazionale. Dati alla mano, nel tacco dello...

Perché il Subappennino è stato sconfitto

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Ho partecipato qualche giorno fa ad un interessante incontro sulle royalties per il metano che la Regione non ha riconosciuto ai comuni dei Monti Dauni nei cui territori insistono i pozzi, per destinarli ad altri scopi e ad altri comuni. L’iniziativa era stata organizzata da Rino Lamarucciola , già sindaco di Pietramontecorvino, nel cui teatro si sono svolti i lavori, davanti a un pubblico non numerosissimo, ma attento e partecipe. È toccato a me introdurre l’argomento, e non ho potuto fare a meno di ricordare come la questione del metano, sia la madre di tutte le questioni che riguardano lo sviluppo non soltanto dell'area collinare interna, ma dell'intera Capitanata. Ormai quasi cinquant’anni fa, il rinvenimento di enormi quantità di gas e la percezione del rischio che potesse venire utilizzato altrove, produssero uno dei movimenti di massa più intensi della storia civile della Capitanata, culminato con l'occupazione dei pozzi e con la storica marcia  del metano  d...

I Monti Dauni si spengono. Nel silenzio e nella rassegnazione.

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Il vero dramma che si sta consumando nei Monti Dauni non sta soltanto nell’efferato scippo delle royalties del metano incassate dalle Regione, elargite a comuni in cui non insistono i pozzi, ma nell’imbarazzante silenzio istituzionale e politico che si consuma attorno a questa vicenda, e che vede lasciati completamente a se stessi i sindaci dei sette comuni dauni beffati dall’ingiusto provvedimento regionale . La rabbia e l’indignazione degli amministratori e dei cittadini monta sul social , ma resta confinata dagli algoritmi che regolano la distribuzione e la diffusione delle notizie a pochi addetti ai lavori.  Non è poca cosa. È anche questo il prezzo che le aree interne pagano alla distruzione degli enti intermedi. Prima i Monti Dauni potevano contare, se non altro, su due Comunità Montane e su una cospicua rappresentanza in Consiglio Provinciale. Le Comunità Montane sono state cancellate dalla Regione Puglia, mentre la riforma delle Province e del suo sistema elettorale, ...

Subappennino tradito e scippato

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Quando la notizia ha cominciato a circolare sui gruppi social e nelle reazione (le prime testate a parlarne sono state Teleradioerre con una nota di Saverio Serlenga e  Il mattino di Foggia diretto da Antonio Blasotta ) sono stati in molti a pensare si trattasse di uno scherzo, di una fake new , di una notizia falsa messa in giro ad arte per gettare discredito sul governo regionale pugliese guidato da Michele Emiliano. Poi, le conferme. Per dirla in breve, con la delibera n.444 adottata il 20 marzo scorso su proposta dell’allora assessore Michele Mazzarano (poi dimessosi per un servizio di Striscia La Notizia che adombrava nei suoi confronti il sospetto di voto di scambio), la giunta regionale pugliese ha distribuito un bel po’ di finanziamenti - 23 milioni di euro - per realizzare opere pubbliche a San Severo, Apricena, Massafra, Nardò e a Grottaglie. E fin qui, nulla di scandaloso: il problema è che i finanziamenti ripartiti tra i diversi comuni provengono dalle royalties...

Assediati dai parchi eolici. La protesta di San Paolo Civitate

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Avete presente i bei boschi che una volta ricoprivano quasi tutto il Tavoliere? Sono destinati ad essere sostituiti da altre selve: quelle artificiali delle pale eoliche che ormai punteggiano tutta la Capitanata, dalla pianura fino alle creste dei Monti Dauni. Sta per arrivarne un'altra, enorme.  A San Paolo Civitate, paese che da qualche anno ha scoperto una positiva ed originale vocazione turistico-archeologica, dando vita ad uno dei Musei pugliesi e dauni più bello e innovativi, che raccoglie ed espone buona parte del grande patrimonio rinvenuto durante le numerose campagne di scavo o recuperato dai solerti Carabinieri. E tanti altri reperti potrebbero essere riportati alla luce nell'area archeologica di Tiati-Teanum, che sorge nei pressi di uno dei luoghi naturalisticamente più interessanti dell'Alto Tavoliere, l'area del fiume Fortore,  caratterizzata da numerosi luoghi di elevato valore faunistico ed ambientale, che potrebbe diventare un'area protetta, con...

Parchi eolici: nuovo assalto al paesaggio. Evviva il liberismo selvaggio.

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Che da anni sia in atto un sistematico scempio del paesaggio dauno, una volta vanto di tutti i pugliesi per i suoi orizzonti infiniti, lo abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Ormai non puoi volgere lo sguardo da nessuna parte, senza imbatterti in una selva di pale eoliche, che hanno sconvolto l’orizzonte. L’assalto al territorio e al paesaggio prosegue senza soste, con la complicità di una legislazione che tutela i produttori di energia e penalizza tanto i “portatori di interessi diffusi” come possono essere i cittadini che risiedono in un certo territorio, e non vogliono vederlo deturpato, quanto i proprietari dei terreni in cui sorgeranno i parchi eolici. Prima della lettera denuncia di cui sto per dirvi non lo sapevo, ma nel Bel (Bel?!) Paese può accadere perfino che qualcuno decida di costruire un parco senza nemmeno avvisare i proprietari delle aree in cui verranno installate le pale. Il fatto è che i parchi eolici vengono ritenuti opere di pubbliche utilità, per cui gli es...

Energas, avrei votato sì, per dire basta ai "noisti" di professione (di Maurizio De Tullio)

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Maurizio De Tullio mi ha inviato, e molto volentieri la pubblico, la nota che segue sull'impianto Energas di Manfredonia e sulle ragioni che lo avrebbero indotto a votare "sì" al referendum (che, com'è noto si è concluso con la schiacciante vittoria dei no) . Non condivido l'ottimismo di De Tullio circa l'impatto ambientale del deposito e sul rischio che comporterebbe per la cittadinanza, ma non c'è dubbio che le sua tesi siano sorrette da una logica, e dunque contribuiscano positivamente  al confronto dialettico sui temi che riguardano l'ambiente e lo sviluppo, confronto sempre auspicabile.  Non apprezzo, tuttavia, lo sfondo ideologico dell'articolo che De Tullio aveva titolato, significativamente, "Basta ai noisti di professione!" . Il riferimento al referendum costituzionale non è per niente casuale, e De Tullio inserisce nel novero dei noisti di professione sia quelli che hanno detto no al deposito Energas, sia quelli che lo di...

Pale selvagge: quando al danno si aggiunge la beffa

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La l ettera meridiana sui parchi eolici realizzati vicino o addirittura sopra villaggi neolitici del Tavoliere ha suscitato moltissime reazioni da parte degli amici e i lettori di Lettere Meridiane , per lo più indignate. Non sono mancati, tuttavia, commenti improntati allo scetticismo o , come dire, ad un certo riduzionismo , per la serie: la produzione di energia rinnovabile val  bene qualche sacrificio, in termini di paesaggio.  Detto tra noi, questa argomentazione, sostenuta anche da taluni ambientalisti (e chiave di volta per capire come un governo regionale di sinistra a spiccata vocazione ambientalista abbia potuto consentire le pale selvagge in una parte del territorio regionale....) , mi pare il classico gatto che si morde la coda: per tutelare l’ambiente, evitando scelte drastiche come il nucleare, rovino il paesaggio. Naturalmente si può fare, ma sarebbe stato il caso di parlarne prima, a carte scoperte, confrontandosi civilmente e democraticamente.  Tr...

Come le pale eoliche hanno distrutto il paesaggio

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 Non conosco uno sguardo più attento ed appassionato sulla Capitanata di quello di Alex De Muzio , geniale autore delle due più belle ed insolite pagine facebook dedicate alla provincia di Foggia. Alex ha imparato a conoscere ed amare la nostra terra scoprendola letteralmente nei suoi angoli  più remoti e riposti, quasi sempre lontani da strade e vie di comunicazioni, a volte invisibili. Dalla sua lunga esperienza di cercatore e fotografo delle masserie del Tavoliere è nata la prima e più antica delle pagine di cui vi parlo, Masserie Daune .

Referendum, il malessere dei Monti Dauni

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Come leggere lo scarso appeal che il referendum  di domenica scorsa sulle trivelle ha esercitato sull'elettorato dauno? I dati parlano chiaro: con il 36,08 per cento, la Capitanata è stata la provincia pugliese con l'astensionismo più elevato, rimanendo oltre cinque punti al di sotto della media regionale (41,66) e oltre dieci punti sotto la provincia di Lecce (47,55) che è quella che si è recata alle urne più massicciamente, sfiorando il raggiungimento del quorum. C'è una motivazione politica dietro il dato elettorale della Capitanata? Gli elettori dauni sono più affezionati a Renzi, che non ad Emiliano? Sotto sotto, può essere che a spingere i foggiani a disertare le urne ci sia stata una certa disaffezione verso l'istituzione regionale, promotrice del quesito referendario. Ma non credo che il record dell'astensionismo fatto marcare dalla Capitanata possa essere determinato soltanto da questo. Sul risultato possono avere in qualche modo influito umori politic...

No Triv e No Tap, la Puglia a un bivio. Ma il Pd non può fare come gli struzzi...

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Patto solenne tra sei governatori regionali, questa mattina, alla Fiera del Levante. I presidenti dei governi regionali di Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Abruzzo e Marche hanno convenuto che le rispettive istituzioni appoggeranno tutte le iniziative utili ad impugnare le norme del decreto Sviluppo (governo Monti) e del decreto Sblocca Italia (governo Renzi) che consentono le trivellazioni marine per la ricerca di idrocarburi.  In particolare, le sei Regioni (cui dovrebbero aggiungersi anche Veneto, Sardegna e Sicilia) chiederanno l’indizione di un referendum popolare, che a questo punto sembra scontato, visto che per promuovere la consultazione è sufficiente la richiesta di cinque consigli regionali. In Puglia si allarga dunque il fronte della protesta ambientale: oltre al nodo delle trivellazioni, c’è infatti la questione del gasdotto transadriatico (il cosiddetto TAP, acronimo che sta per Transadriatic Pipeline ). La gigantesca infrastruttura destinata a tras...

Il sottosviluppo del Sud colpa anche del fatalismo meridionale

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Da alcuni giorni a Foggia, l’erogazione della energia elettrica procede a go go, con frequenti interruzioni e blackout. I disservizi durano pochi minuti, ma si ripetono con impressionante frequenza,  mettendo a durissima prova la funzionalità di elettrodomestici, personal computer e relative periferiche, impianti antifurto e hard disk, che, come si sa, sono particolarmente sensibili ad eventi di questo tipo. Non è per niente una novità. Inconvenienti così succedono spesso, e soprattutto nella stagione estiva,  quando l’accensione dei climatizzatori provoca una maggiore domanda di energia che la rete non riesce a soddisfare. Il problema è che nessuno se ne lamenta, né il gestore della rete elettrica si è mai sentito in dovere di spiegare cosa non va agli utenti. Nella società dell’informazione un blackout può provocare seri danni: ne sanno qualcosa un paio di miei hard disk danneggiati dalle frequenti interruzioni (che spesso con consistono in veri e propri blackout ma in que...

Il paesaggio? Ridotto a schifezza

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Commentando la recente lettera meridiana sulla mutazione del paesaggio in Capitanata dovuta al proliferare incontrollato delle pale eoliche (un inutile proliferare, perché buona parte dell'energia che si potrebbe potenzialmente produrre resta nei parchi, a causa dell'inadeguatezza delle rete), Alfre De Martino regala agli amici del blog una toccante descrizione del pesante cambiamento patito dal paesaggio. "Tanto per cominciare - scrive De Martino - non la chiamerei più energia pulita o verde, l'impatto ambientale è quanto di peggio si possa vedere, perché le pale si vedono e come. Un tempo da Foggia era come dare uno sguardo alla natura incontaminata quando volgevamo gli occhi all'orlatura del Subappennino, d'inverno per capire se nevicava il primo luogo da osservare era proprio la meravigliosa corona di monti che ci circonda. Possiamo farlo anche oggi, certo, ma che schifezza: tutti quei pali, anche a 40 km sono perfettamente visibili, per non parlare dei...

Eolico, al danno si aggiunge la beffa

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Parchi eolici ad Accadia Leggo sul sempre attento blog Amara terra mia di Domenico Sergio Antonacci un post interessante, tratto dall'altrettanto attenta Onda Radio : una delle poche emittenti locali che ancora raccontano il territorio, e riflettono sui suoi problemi. Laconico ma quanto mai significativo il titolo del post Rinnovabili, beffa pugliese adesso l’energia è troppa . "Coperto il 55% del fabbisogno: spesso l' elettricità verde si butta via - si legge nel testo -. È come se dalle 8 del mattino fino alle 9 della sera, ogni giorno, l'elettricità dei pugliesi sia fornita dal sole, dal vento e (in misura minore) dalle biomasse. Nel 2012 le rinnovabili hanno in­fatti garantito quasi il 45% del consumo energetico della Puglia, una percentuale che nel 2013 do­vrebbe essere salita almeno al 55%. E crescerà ancora: ma è un dato molto meno positivo di quanto sembri. I numeri del 2012 (la fonte sono le statistiche Tema, che per il 2013 non sono ancora definitive) s...

Manfredonia, Chieuti e Serracapriola vincono: no del Governo all'eolico off-shore

Una decisione importante quella assunta ieri dal governo, in quella che potrebbe essere stata l'ultima riunione dell'esecutivo presieduto da Letta. Il consiglio dei ministri ha preso in esame i progetti di parchi eolici off-shore che avrebbero dovuto sorgere al largo delle coste garganiche bocciando i progetti. "Al fine di consentire una valutazione complessiva degli interessi coinvolti - si legge nel comunicato diffuso al termine dei lavori-, il Consiglio ha esaminato due progetti di impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica da realizzare il primo al largo delle coste di Chieuti e Serracapriola (Foggia), il secondo di fronte alla costa di Zapponeta e Manfredonia (Foggia) e Margherita di Savoia (Barletta-Andria-Trani); esaminate le implicazioni e le posizioni delle diverse amministrazioni il Consiglio ha concluso che, in considerazione del significativo impatto paesaggistico che imporrebbero alla bellezza delle coste, essi non verranno realizzati....

La tragedia di Manfredonia in rare fotografie su Amaraterra

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Era una tranquilla domenica mattina di fine estate quando, all’incirca alle 10, un tremendo boato terrorizzò Manfredonia. Nello stabilimento dell’Enichem, era esplosa la colonna di lavaggio dell’anidride carbonica dell’impianto preposto alla produzione dell’ammoniaca. Dalla torre sventrata si sprigionò una nube tossica che in breve tempo si riversò nei campi circostanti e nel rione Monticchio, il più vicino alla fabbrica, ubicata a poche centinaia di metri dall’abitato. I danni provocati alla salute degli operai, degli abitanti e dell’ambiente furono molto ingenti, non solo per l’incidente in quanto tale, ma anche per la scellerata decisione dei vertici aziendali di minimizzare quanto era accaduto. Gli operai vennero fatti entrare regolarmente in fabbrica il giorno successivo e vennero adibiti alla pulizia dei micidiali residui lasciati dall’esplosione, a mani nude, senza alcuna protezione. Si verificò la moria di centinaia di capi di bestiame che avevano ingerito il veleno fuor...

Dopo il fracking, ecco il pozzo acidizzato. A due passi da Foggia.

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Non è stato isolato il caso di fracking in provincia di Foggia denunciato la scorsa primavera dalla docente universitaria ambientalista Maria Rita D’Orsogna sul combattivo blog No all’Italia petrolizzata e sul sitoweb de Il Fatto Quotidiano . L’episodio provocò una interrogazione parlamentare dei senatori del M5S (primo firmatario Maurizio Buccarella), presentata in aula il 20 giugno scorso, ma ancora in attesa di risposta da parte del Ministro dello Sviluppo Economico, evidentemente preso da altre incombenze. No all’Italia Petrolizzata denuncia adesso  un caso analogo: un episodio di acidizzazione, che ha interessato il pozzo di Posta Piana, ubicato tra Foggia ed AscoliSatriano. Per i non addetti ai lavori, cerchiamo di capire di che si tratta. Il fracking è una tecnica per estrarre gas contenuti nelle porosità delle rocce, che al fine di liberare il combustibile vengono sottoposte a fratturazione idraulica. Nel caso dell'acidizzazione, invece, si pompano acidi nei...

Pro e contro i parchi off-shore: lo sviluppo non è mai neutrale

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Con un commento come sempre puntuale e fuori dagli schemi, Girolamo Arciuolo invita  ad essere più  cauti sulla questione dei parchi eolici off-shore, che con ogni probabilità faranno  la loro comparsa nello specchio di Adriatico che bagna la provincia di Foggia, da Chieuti a Manfredonia. “Parlavo con un pescatore di questa questione – scrive Girolamo -  e mi diceva che le superfici con le pale eoliche diventano aree di ripopolamento ittico. Se poi consideriamo come si vedono le Tremiti dalla riva del Gargano, possiamo immaginare come si potrebbero vedere (o non vedere) le pale eoliche dipinte di azzurro, ad esempio. Da Monte S. Angelo si vedono le chiatte che riparano nel golfo quando il mare è agitato. ma sono navi gigantesche.” “Insomma, a mio avviso andrebbe approfondita la questione”, conclude l’amico Arciuolo, e la sua tesi mi trova assolutamente d’accordo.  Il problema è proprio questo: che quando si parla di sviluppo dell’economia, le questioni non ...

Manfredonia, Tremiti, Marina di Lesina: un assedio di pale eoliche

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La vista simulata del golfo di Manfredonia con i parchi off-shore In un documentato e interessante post sul blog garganico di Domenico Sergio Antonacci, Amara Terra Mia , viene ricostruito lo stato dell'arte delle diverse richieste di autorizzazione per l'installazione di parchi eolici off-shore (cioè in mare) nelle acque della provincia di Foggia, giungendo ad una inquietante conclusione: sarà un mare di pale, da Manfredonia e Chieuti. Il Ministero va infatti verso il sì definitivo ai parchi eolici off-shore. In particolare, Antonacci dà notizia che il Parco Eolico del Golfo di Manfredonia (al quale la Regione disse no) ha ottenuto il parere positivo del Ministero, seppure con talune prescrizioni, del Ministero dell'Ambiente, che doveva pronunciarsi in materia di impatto ambientale. La stessa sorte dovrebbe toccare al Parco di Termoli, che riguarda pesantemente anche la costa dauna, in quanto l'impianto sorgerà praticamente a Chieuti, con impatto ambientale cons...