Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta no triv

Arrivano gli air gun. E le trivelle a stretto giro.

Immagine
Per il momento arrivano gli air gun . Le trivelle potrebbero seguire a stretto giro, se le prospezioni alla ricerca di petrolio e gas avranno successo. Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine alla lunga vicenda dei permessi di ricerca rilasciati dal Ministero dell’Ambiente alla compagnia petrolifera inglese Spectrum Geo e contestati dalle regioni Puglia, Abruzzo e da diversi Enti Locali. Le autonomie avevano contestato la legittimità della Valutazione d’Impatto Ambientale su cui il Ministero si era espresso positivamente, sostenendo di non essere stati sufficientemente coinvolti nella procedura, e che sarebbe stata violata da legge 625 del 1996 che limita la zona interessata a non più di 750 chilometri quadrati, mentre i permessi rilasciati alla Spectrum Geo riguardano una zona di ben 30.000 (avete letto bene, trentamila) km quadrati. I giudici amministrativi hanno ragionato di fino, sostenendo che la norma si applica alle attività di ricerca “connotate da ricadute sul ter...

Il Pd che ragiona e si confronta

Immagine
Il Pd è la forza politica che sta vivendo nel modo più tormentato la vigilia referendaria, diviso com’è tra quelli che voteranno sì, quelli che voteranno no e quelli che a votare non ci andranno affatto, affinché il quesito referendario non ottenga il quorum. La tavola rotonda promossa da Capitanata Futura ha consentito alle diverse anime del Pd di confrontarsi e a tutti di farsi un’opinione più approfondita su un referendum che, pur partendo da una questione piccola piccola (riguarda soltanto le concessioni per l’estrazione di petrolio e di gas già in atto, e la possibilità che vengano prorogate oltre la scadenza), nell'immaginario collettivo coinvolge scenari assai più ampi. E non a torto, vista l'assenza di una riflessione partecipata sui temi del futuro e dello saviluppo. Bene ha fatto Capitanata Futura ad offrire alla città un’opportunità per saperne di più sull’argomento. Introdotti e moderati da Tiziana Zappatore , gli intervenuti hanno esposto le loro ragioni: per...

Votare sì al referendum, per uno sviluppo migliore

Immagine
Dicono: se vincono i “no” al referendum sulle trivelle si perdono tanti posti di lavoro. Il timore  non è infondato, perché lo stop alle trivellazioni comporterebbe la chiusura di un certo numero di attività produttive. Però è doveroso domandarsi, al di là e al di qua del referendum: che razza di sviluppo stiamo perseguendo? Prendiamo il Gargano, per esempio. È una delle zone protette più grandi d’Europa, il suo Parco è una risorse non solo pugliese, ma italiana. Però il suo lembo più pregiato, quel prodigio di natura e cultura che sono le Isole Tremiti, viene minacciato dalle trivelle. Si baratta qualche barile di petrolio e qualche posto di lavoro con l’equilibrio dell’ecosistema e del paesaggio, rinunciando ad un pezzo di identità e a prospettive di sviluppo turistico che andrebbero invece consolidate, proprio a partire dalla valorizzazione delle risorse culturali e naturali. Il governo dice a gran voce di voler affidare il riscatto del Mezzogiorno alla cultura, ma nei fatti ...

Nel Pd c'è anche chi pensa: Venittelli chiede revoca concessione Petrolceltic

Immagine
Laura Venittelli Qualche anno fa le istituzioni ed i cittadini tremitesi furono protagonisti di una clamorosa iniziativa. Minacciarono un referendum in cui avrebbero chiesto l'annessione dell'arcipelago al Molise, ritenendosi trascurati dalla provincia di Foggia e dalla Regione Puglia. L'impressione è che sulla vicenda delle ricerche petrolifere alle Tremiti, la classe dirigente dauna stia perdendo un'altra buona occasione per manifestare attenzione ed attaccamento alle Tremiti, e più in generale al territorio e ai suoi interessi. Mentre il sottosegretario foggiano alle riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto , non ha perso tempo a difendere il rilascio delle autorizzazioni alla Petroceltic Italia da parte del Ministro allo Sviluppo Economico, ben altra presa di posizione è giunta dall'on. Laura Venittelli , termolese, che ieri ha presentato una interrogazione urgente rivolta al Ministro, Federica Guidi, sul permesso di rice...

Trivelle vicine al Gargano: si scaverà a Pelagosa

Immagine
Esorcizzato almeno temporaneamente il pericolo delle trivellazioni petrolifere al largo delle Tremiti, presto le attività di ricerca potrebbero interessare un pezzo di Adriatico assai vicino all’arcipelago diomedeo, quello che circonda l’isola di Pelagosa, in territorio croato. Come dà notizia il sempre attento Domenico Sergio Antonacci nel suo blog Amara Terra Mia ( qui il post ), il governo croato ha inserito anche l’isola tra i blocchi messi all’asta per l’esplorazione e  lo sfruttamento di idrocarburi nel territorio croato. Le concessioni verranno aggiudicate entro il prossimo mese di novembre: l’ipotesi delle trivellazioni petrolifere vicino alle nostre coste adriatiche diventa a questo punto sempre meno remota. Anzi quasi certa. Pelagosa, o più precisamente l’arcipelago di Pelagosa, sorge ad appena sessanta chilometri dalla costa garganica, ed è un autentico paradiso naturalistico. Faceva parte una volta della provincia di Foggia. Ho raccontato in questo post l’incredibil...

Il presidente di Nomisma si scusa: mai attivo il pozzo alle Tremiti

Immagine
Lettere Meridiane aveva ragione, e adesso lo afferma anche Tabarelli, che si scusa e ammette di aver preso un granchio sulla faccenda del pozzo alle Tremiti. Il presidente di Nomisma informa di avere inviato una richiesta di rettifica alla Stampa (quotidiano dal quale era stato intervistato) per correggere l'errore. Tabarelli aveva parlato di un pozzo alle Tremiti attivo dal 1962, ma Lettere Meridiane aveva prontamente smentito la circostanza, ricostruendo puntualmente la vicenda.  Il petrolio fu effettivamente ricercato nell'Isola di San Domino, ma le trivellazioni non portarono al rinvenimento degli idrocarburi, così il pozzo fu chiuso, senza essere mai entrato in funzione. Tabarelli afferma comunque di non aver mai detto che il pozzo fosse attivo: l'errore sarebbe, a questo punto, del giornale che lo intervistava. In realtà, a prescindere da chi abbia commesso l'errore, sarebbe stato sufficiente verificare cosa fosse successo effettivamente a Tremiti ...

Tremiti / Per un pugno di royalties

Immagine
Archiviata la grandiosa manifestazione popolare di Manfredonia, per i futuro delle Tremiti e dell'Adriatico si apre l'ore della riflessione. Lo abbiamo detto più volte: è impensabile vincere questa battaglia di civiltà da soli: sia le indagini alla ricerca di idrocarburi, sia l'eventuale coltivazione dei pozzi sono un affare che riguarda tutte le comunità, e tutti gli Stati che si affacciano sull'Adriatico. La vicenda delle Tremiti è un capitolo importante di una storia più ampia e complessa: la storia dell'assedio che le società petrolifere stanno stringendo nei confronti dell'Adriatico. Se si vuol compiere un salto di qualità nelle iniziative che si stanno promuovendo per scongiurare che le trivelle petrolifere vadano a scavare troppo vicino a Tremiti, bisogna partire da questo dato.