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I vini dauni hanno indossato lo smoking, trionfando a Cannes

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Una volta i vini prodotti nel Tavoliere finivano nelle cantine del Nord per compensare, con il loro robusto tasso alcolico, la diafana leggerezza dei vini prodotti in quelle plaghe. Le cose sono cambiate, e come. La notizia è che due dei vini rosati più buoni del mondo sono targati Foggia, parola di chi di vino se ne intende, come gli enologi francesi che costituiscono la giuria de Le Mondial Du Rosé , che si svolge a Cannes. Delle sei medaglie d’oro attribuite ai rosati italiani, e ben due sono toccate a vini prodotti nel Tavoliere: il Terra Cretosa IGP Puglia Aleatico Rosato 2016 , dell’azienda vitivinicola Borgo Turrito (Borgo Incoronata, Foggia), e il Doc Tavoliere delle Puglie dell’azienda Masseria Duca D’Ascoli (Castelluccio dei Sauri). E non è tutto. I vini della Capitanata, hanno fatto incetta anche di medaglie d’argento, conquistandone ben sei: CalaRosa IGP Puglia Nero di Troia Rosato 2016 (azienda Borgo Turrito , Foggia), Il Melograno IGT Daunia Nero di Troia ( Canti...

È il Nero di Troia Passalacqua il miglior vino rosso pugliese

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Il miglior vino russo di Puglia è prodotto in provincia di Foggia. È il Nero di Troia di Valentina Passalacqua , azienda apricenese specializzata nelle produzioni biologiche. La notizia è doppiamente buona. Perché da un lato, fa ritrovare finalmente al Nero di Troia il suo terroir più naturale, più atavico: quella Capitanata in cui svetta ad Occidente quella Troia che avrebbe  dato il nome al vitigno, e dove ad Oriente Apricena s’adagia ai piedi del Gargano. Dall’altro la buona nuova è la conferma che puntare sulla qualità è una sfida spesso vincente. Chi l'avrebbe mai detto che la città della pietra cantata dall’indimenticabile Matteo Salvatore avrebbe scoperto una grande vocazione per il vino biologico di qualità? A fare il miracolo è stata proprio Valentina Passalacqua, coraggiosa donna imprenditrice, il cui profilo su Facebook è un inno alle radici, all'attaccamento alla terra, ma al tempo stesso alla internazionalizzazione, con tanto di amici  giapponesi che scri...

La Gazzetta dello Sport oscura i vini della Daunia

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Mi è piaciuto lo speciale che La Gazzetta dello Sport ha dedicato qualche giorno fa al Made in Puglia , salvo che per un aspetto, che mi ha invece addirittura indignato, di cui vi dirò appresso. Tutto sommato, il quotidiano rosa è riuscito ad offrire una immagine unitaria della nostra regione, cosa non facile, vista la competizione esasperata che ancora caratterizza i rapporti tra i diversi territori subregionali e che la vedono ancora più Puglie , come si diceva una volta, che non Puglia . Bello l'editoriale in cui Andrea Monti scrive che il Made in Puglia è una storia di successo, che dimostra come il calcolo quantitativo del Pil sia sordo alle ragioni della qualità, ma anche della cultura, dell'estetica e del cuore. Bella l'intervista di Giuseppe Calvi al governatore regionale Nichi Vendola, che dovendo parlare della sua e nostra terra più dal punto di vista sportivo che non politico, si lascia andare ad un racconto sentimentale della Puglia che intriga e coinvolge...

D'Araprì e Cacc'e Mitte rilanciano il terroir

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Le cantine d'Araprì a San Severo Vini e spumanti rappresentano le più sfavillanti eccellenze agro-alimentari della Capitanata, tanto da aver ribaltato, nel volgere di solo pochi decenni, l’immagine di una terra che produceva vini da taglio (e dunque dal basso valore aggiunto) destinati a non godere d’una propria etichetta o imbottigliatura, ma solo ad irrobustire il basso tenore alcolico di rinomati vini settentrionali e perfino stranieri. Tanto è stato fatto, tanto resta da fare. In questo blog, mi sono occupato spesso del mancato decollo del Nero di Troia , che poteva (al di là del fatto che la Troia di cui si parla sia la cittadina del Rosone o quella cantata da Omero) rappresentare un traino per i produttori vinicoli del territorio interessato. Il vino è anche cultura, e come tale non s’improvvisa né si costruisce a tavolino il suo rapporto con il terroir , termine di sfuggente significato spesso usato dagli esperti del vino, che indica non soltanto il territorio, cioé l’...