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Visualizzazione dei post con l'etichetta degrado

Quei bombardamenti che non finiscono mai: Foggia, fuggi da Foggia

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Così Foggia ha saluto la nascita del Salvatore I bombardamenti non finiscono mai, a Foggia. Quel che non fecero le Fortezze Volanti alleate che nell’estate del 1943 rasero al suolo la città, ma non uccisero la speranza, stanno riuscendo a farlo i teppisti, i vandali, i balordi che fanno a pezzi i beni comuni, la memoria, l’identità, e quella città indifferente che ha altrettante responsabilità nello sfascio di Foggia, nel suo degrado. Non è affatto un caso che le ultime epiche gesta di questi nuovi barbari abbiano avuto come teatro e come bersaglio, la notte di San Silvestro luoghi simbolici di Foggia civile, come il Municipio, la casa di tutti, e di Foggia storica, come le stele che tempo fa erano state poste nella villa comunale proprio a ricordo dei bombardamenti e dei foggiani che si prodigarono per lenire le sofferenze della popolazione. Uccidendo migliaia di inermi cittadini, gli alleati fecero a pezzi la memoria viva e reale della città. Oltraggiando i suoi simboli, i vand...

Storia di ordinaria periferia foggiana: la devastazione del parco giochi di Rione Biccari

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Un altro pezzo della periferia di Foggia che giorno dopo giorno perde pezzi e perde bellezza, che si abbrutisce malinconicamente. Siamo nella zona 167 di Rione Biccari: la pista ciclabile con il contiguo parco giochi è stata la prima opera pubblica portata a compimento nella zona: un autentico gioiello, un fiore all’occhiello per una periferia, come quella del capoluogo dauno, che non brilla per qualità degli arredi urbani. Era dotata, tra l’altro, di attrezzature moderne e all’avanguardia, tra cui un hot spot wifi per la fruizione gratuita della rete internet. Sorgendo proprio nel cuore della zona, a ridosso delle villette, si sperava che sarebbe stata protetta dalle gesta dei vandali che quotidianamente fanno a pezzi la città, infierendo con particolare accanimento nelle zone periferiche. E per i primi anni, le cose sono andate più o meno così. L’utilizzazione costante dei giochi e degli spazi da parte dei residenti ha permesso di presidiare il parco. Poi è cominciato, inesorab...

Piazza Mercato, l'evaporazione degli "intellettuali"

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 Il post di Lettere Meridiane sulla situazione di degrado che angustia piazza Mercato ha suscitato numerose e interessanti reazioni negli amici e lettori del blog. Nonostante siano trascorsi appena tre anni dalla cosiddetta riqualificazione di piazza Mercato, il sito soffre i problemi di sempre: vandalismo, incuria, abbandono, degrado. Un pessimo biglietto da visita per la città, e forse la conferma che la riqualificazione è stata un'operazione velleitaria. Si demolì a furor di popolo o quasi il cosiddetto "treno" realizzato nell'ambito del progetto Urban, pensando che il problema i piazza Mercato fosse la presunta bruttezza di quel contenitore e non la mancanza di una vera progettualità sulla gestione della piazza. Le associazioni culturali e i gruppi Facebook così solerti nel chiedere la demolizione della struttura si sono eclissati. La verità è la storia di piazza Mercato andrebbe insegnata nelle scuole come esempio di come NON si fanno le cose, e di come la v...

Foggia città guasta

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Foggia ha mille problemi. Ma il più grave di tutti è la sciatteria con cui la città viene governata e viene vissuta. Prendete la foto che illustra il post. Amaramente emblematica. Siamo a piazza Mercato, che soltanto un paio di anni fa è stata parzialmente bonificata e, come si disse pomposamente, "riqualificata". Come ricorderete, venne demolita (forse troppo frettolosamente: non si tentò neanche di restaurarla, sulla base di un discutibile pregiudizio estetico) la struttura, il cosiddetto treno, adibita a mostre e sala convegni, e fatta oggetto di ripetuti atti di vandalismo. Venne anche sistemata la pavimentazione, e la piazza tornò ad essere com'era all'inizio, sgombra da manufatti, come quando ospitava le bancarelle dei venditori al mercato. Sono sopravvissute alla "riqualificazione" soltanto la costruzione in muratura in prossimità di piazza dell'Addolorata, che era una volta adibita alla vendita di carne da basso macello e il chiosco dell...

Il Piano delle Fosse a colori, raccontato da Giuseppe Ungaretti

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Nel 1934, Giuseppe Ungaretti visitò Foggia ed altre località della Capitanata. Il posto che lo colpì maggiormente fu il Piano delle Fosse , a Foggia, cui dedicò intense pagine di prosa poetica. Potete leggerle nel video, accompagnate da foto d'epoca colorizzate con tecniche di intelligenza artificiale, e da un amaro raffronto con il presente. Quel posto incantato di cui il Poeta diceva "nessun luogo avrebbe più diritto d’esser dichiarato Monumento Nazionale” è oggi circondato dai palazzi, adibito a parcheggio, con tanta sporcizia e degrado.

Foggia, benvenuti nella giungla

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Michele Sepalone , fotografo ed artista, si è sempre sforzato attraverso le sue fotografie ed i suoi video di raccontare la bellezza nascosta di Foggia, spesso colta in momenti e situazioni particolari, come la nebbia o la notte . Nel suo ultimo video ha cambiato nettamente registro, mettendo a nudo un’altra dimensione della città: la bruttezza provocata dall’incuria, dall'inciviltà, dal vandalismo, dall’incultura. Una bruttezza con la quale ci stiamo abituando convivere, così che giorno dopo giorno non ce ne accorgiamo più. Welcome to the jungle, Benvenuti nella giungla s’intitola il video, onesto, duro, per alcuni versi inquietante, che potete guardare alle fine del post. Immagini perentorie, che non hanno bisogno di commenti, sapientemente montate. Si comincia da quelli che dovrebbero essere due luoghi simbolici della città, come il nuovissimo terminal intermodale Vincenzo Russo e piazza Mercato. Posti che dovrebbero rappresentare ed esaltare le due vocazioni della città,...

Lo scempio di Foggia in miniatura

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Tra i tanti scempi che si consumano quotidianamente sotto il nostro sguardo ce n’è uno particolarmente doloroso, ed amaramente esemplare. La Foggia in miniatura , realizzata decenni fa dall’artigiano Luigi Scopece versa in pessime condizioni, come documentano le foto scattate da Umberto Sergio La Gatta , che le ha gentilmente messe a disposizione degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane . Umberto non conosceva l’esistenza di questa bella opera, che l’autore, un muratore che amava la sua città, realizzò negli anni Ottanta, sull’esempio della più celebre  Italia in miniatura di Rimini. Ha visto per la prima volta le artistiche riproduzioni dei palazzi, degli edifici e dei monumenti più rappresentativi del capoluogo dauno realizzate da Scopece, accompagnando i suoi bambini al Parco Giochi del Cep dove sono “custodite”. “Non sapevo dell'esistenza di una sorta di Foggia in miniatura. Molto mal ridotta, che pena al cuore - commenta amareggiato -. Nessuna targa, nessuna cura, ...

Foggia Attiva propone: riportare a Piazza della Croce le statue del seminatore e del mietitore

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L’amico Sergio Cascio - che ringrazio vivamente - mi segnala una bella iniziativa promossa da Foggia Attiva , a proposito delle statue del Mietitore e del Seminatore attualmente ospitate nel Quartiere Fieristico, che vediamo nelle foto di Romeo Brescia . Scrive sulla bacheca della pagina Facebook della comunità , Vincenzo: “Come tutti ben sappiamo, Foggia ha una storia e un legame viscerale con l’agricoltura e soprattutto con il grano, non per questo è universalmente riconosciuto il ruolo di Foggia quale “Granaio d’Italia”. Dopo i tragici bombardamenti del ’43 si è pensato di spostare da una piazza storica e centrale come quella del Piano della Croce le due statue del Mietitore e del Seminatore e abbandonarle in fiera. Perché non si pensa seriamente di preservare queste due belle opere dando loro la giusta collocazione nel centro storico? Una città che vuole conservare la propria identità dovrebbe cercare nei migliori dei modi valorizzare i simboli che le appartengono!!!” Pens...

Foggia non brutta. Ma abbruttita.

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Ma come può una città ridursi così, diventare così sciatta, rinunciare del tutto alla percezione e all'idea di se stessa come bene comune ? Guardate la foto: è stata scattata in questi giorni in pieno centro, in via Saseo, traversa di corso Vittorio Emanuele. Giorni fa, per cause imprecisate, un'auto ha preso fuoco, e le fiamme e il fumo si sono innalzate fino ai piani più alti del palazzo, avvolgendo finestre e balconi, e lasciando una desolata scia di fuliggine sui muri esterni. Ma non è tutto. Quest'angolo di centro è da tempo, come tutto il perimetro dell'ex mercato Ginnetto, una terra di nessuno che viene utilizzata come bagno pubblico. A confermarlo non ci sono soltanto le tracce delle feci umane e canine che spuntano dappertutto, ma anche gli effluvi che aggrediscono l'olfatto dell'incauto passante, già costretto a sfibranti gimcane per evitare di calpestare gli escrementi che ricoprono strade e marciapiedi. Qualcuno, evidentemente non privo di senso...

Il degrado di San Lorenzo: e se scrivessimo al vescovo di Carmignano?

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Foto di Bruno Caravella San Lorenzo in Carmignano, la cui chiesetta è in questi giorni al centro delle polemiche per essere stata ridotta per l’ennesima volta a stalla, era una volta sede vescovile, a conferma del grande valore storico del sito. Quel che non sapevo, e che ho appreso casualmente svolgendo delle ricerche, è che per alcuni versi San Lorenzo è ancora sede vescovile. Se avete la pazienza di leggere vi dico come e perché. La chiesa al centro delle polemiche in questi giorni è chiusa al culto ormai da tempo immemorabile, ed era finita nelle mani di privati, prima che venissero finanziati i discussi lavori di restauro, bocciati e quindi bloccati dalla Soprintendenza, in quanto ritenuti non conformi alle norme (e così 750.000 euro sono finiti in fumo).

Nel centro storico scritte contro il degrado civile

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Stanchi di parlare al muro, alcuni foggiani fanno parlare i muri. Da qualche giorno, sono comparsi in alcuni angoli strategici del centro storico alcuni manifestini, stampati artigianalmente, con una grafica austera,affissi al muro con nastro adesivo. Se la forma è un po' naif, non si può dire lo stesso della sostanza. Le foto che illustrano questa lettera meridiana sono state scattate alla piazzetta e nei pressi del Teatro Giordano. "Nelle città civili e nei centri storici - si legge nel primo -  si produce solo cultura e non degrado! I nostri amministratori tutto questo lo sanno, ma sono sordi alle richieste di noi residenti e di tutte le persone civili." Più laconico, ma non meno efficace, il contenuto del secondo manifestino: "Basta con il degrado notturno; fino alle ore 5 del mattino c'è una legge sul degrado e la quiete pubblica. Spero che le autorità lo tengano presente." Una protesta sommessa e civile, che però dà il segno preciso del malessere ...

Sciatteria e vandalismo avvelenano il futuro

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Tra i molti commenti ricevuti dal post sul ripristino del Giardino della Memoria , che celebra il ricordo delle vittime del crollo di viale Giotto, mi ha colpito in modo particolare quello di Agostino Circella che scrive:" ...fa piacere. Il problema nostro del sud si chiama "manutenzione". Gli interventi si fanno per poi lasciarli morire nell'incuria e, nei casi peggiori, nel vandalismo. La sciatteria la fa da padrone." Impossibile dissentire dalla tesi di Circella. La sensazione di incuria e di abbandono che colpisce girando per le piazze, le strade e i giardini di Foggia deriva proprio dalla mancanza di una manutenzione programmata. Tutto è lasciato a se stesso, e in fondo non potrebbe essere diversamente, visto che le voci di bilancio del Comune destinate alla manutenzione degli immobili, degli impianti, del verde, delle strade sono costantemente calate nel corso degli anni, e sono assolutamente inferiori rispetto al fabbisogno. Ma proprio per questo ...

La maledizione di piazza Mercato

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Cesare Rizzi invita a riflettere su piazza Mercato, quando è trascorso ormai un certo tempo dalla rimozione della struttura mercatale, ripetutamente vandalizzata. Un paio di anni or sono, gli Amici della Domenica si resero protagonisti di una bella iniziativa, tenacamente sostenuto dall'indimenticabile Savino Russo . Photoshop alla mano rifacevano digitalmente strade e piazze cittadine. Rizzi parte proprio dalla immagine che riguarda Piazza Mercato per lanciare la sua provocazione, sulla bacheca del gruppo: “Questo si auspicava due anni fa.... Quando in piazza Mercato c'era il Bubbone di ferro. Molte battaglie di opinione si sono succedute... Il tempo è trascorso, il bubbone non c'è più e molte cose son cambiate. Mi piacerebbe raccogliere le vostre impressioni. Com'è oggi Piazza Mercato? Sono state soddisfatte le aspettative dei cittadini? Se no,   perché?” La domanda posta da Cesare è parecchio stimolante, anche perché praticamente coincide con il brutto e...

De Tullio: "Perché a Foggia si vive sempre peggio"

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Com'era facile attendersi, la lettera meridiana sul botta e risposta tra Sara Fumagalli e Antonio Vigilante sul sito Gli stati generali ha suscitato un'ampia ed accalorata discussione tra gli amici e i lettori di Lettere Meridiane . L'argomento è di quelli che ha già diviso ed appassionato quanti seguono questo blog: Foggia è bella o brutta? C'è chi giudica la domanda oziosa, e in qualche modo ha ragione: una città non diventa più bella o più brutta solo parlandone. Occorrono politiche concrete rivolte a migliorarla, e su questi siamo tutti d'accordo: queste politiche hanno fatto difetto, al capoluogo dauno da ormai troppo tempo. Parlarne però è importante. Anzi necessario. Perché una città va vissuta consapevolmente, senza nascondere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, senza criticare per partito preso, come fanno i gufi. È necessario quel guardare ad altezza d'occhi che rappresenta lo sforzo quotidiano di Lettere Meridiane . Occorre quel ...

Grazia Pia ci ripensa: "Grazie a chi, come me, non vuole arrendersi"

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La comunicazione - quando è autentica, sentita, sofferta - produce cambiamento. Provoca coesione, solidarietà. Smuove le montagne. Poco conta se sia affidata all'immateriale leggerezza dei bit dei social network, o ad una stretta di mano che ti fa sentire il calore dell'altro. Ciò che conta è il messaggio, l'emozione, il valore che la comunicazione sincera riesce a trasmettere. Un abbraccio virtuale può essere caloroso, quanto uno concreto. E può innescare bellezza. Ricordate la giovane imprenditrice di Vico del Gargano che nei giorni scorsi aveva scritto a Teresa Maria Rauzino e a Domenico Sergio Antonacci una lettera cruda e toccante manifestando il desiderio di scappare, di fronte all'inciviltà, ai soprusi, con cui ogni giorno chi sceglie di restare nella terra dei propri padri deve fare i conti? Lo sfogo di Grazie Pia Vitillo non è rimasto inascoltato, Tanti, tantissimi le hanno manifestato la loro solidarietà e la loro vicinanza. L'hanno fatta sentire ...

Foggia, quel che fu storia ora è degrado

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La denuncia di Mario Cobuzzi sul blog Kunst e il film di Antonio Fortarezza sul degrado della Regia Masseria Pantano risvegliano la coscienza e l’indignazione dei foggiani. Tanti gli interventi, tanta l’amarezza. Scrive Carmine de Leo , storico e saggista, nonché presidente degli Amici del Museo Civico di Foggia : “La masseria attuale insiste sull'antico luogo del palazzo reale del Pantano, sito archeologico individuato da una campagna di scavo dell'Università di Foggia, ma la costruzione è ottocentesca e andava valorizzata acquisendola per creare un Museo della Civiltà Contadina e Pastorale (transumanza) della Daunia, che a Foggia, nonostante le varie proposte susseguitesi negli anni da varie associazioni culturali, nessuna amministrazione ha pensato di realizzare, si potevano sfruttare anche i fondi della Comunità Europea, ma così non è stato. Ora la masseria sta andando in malora e tra poco l'area sarà cementificata ed un altro angolo della nostra memoria storica, c...

Lo scempio della Tomba della Medusa: uno stupro all'identità

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Ci voleva Striscia La Notizia per far assurgere a vergogna nazionale lo scempio della Tomba della Medusa. Nico Baratta, giornalista free lance che-se-non-ci-fosse-bisognerebbe-inventarlo, si spende da anni per denunciare l’incredibile situazione in cui si dibatte il sito archeologico più rappresentativo dell’antica Arpi. Ha scritto, ha filmato , ha denunciato ed è rimasto inascoltato. Così come ha fatto due anni fa Teleblu, in un bel servizio di FrancescoFredella , che oltre che dell’Ipogeo arpano, si occupava anche degli altri beni culturali a rischio in provincia di Foggia: Grotta Paglicci a Rignano Garganico, l’Abbazia di Kalena a Peschici, il sito di Herdonia ad Ordona. Che a farci scoprire   le nostre vergogne sia Canale 5, è un fatto che meriterebbe di per se stesso una riflessione: sulla capacità e i limiti che l’informazione locale incontra quando si tratta di produrre opinione, e sull’incapacità stessa della pubblica opinione di leggere la realtà che ci circonda,...