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Visualizzazione dei post con l'etichetta pace

Cinedessai | Quando la cronaca (nera) strappa un sorriso

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OGGI IN TV “Da un piccolo bar di provincia, incastonato sotto le montagne, un operaio delle acciaierie e un autista di furgoni decidono di rubare la bara di Enrico Cuccia, uno degli uomini più importanti e potenti nella storia dell’alta finanza italiana. L’autista di furgoni si improvvisa "la mente" e l’operaio si trasforma nel "braccio", in perfetta sintonia con gli schemi più classici di una certa commedia all’italiana. E come da copione ne combinano di tutti i colori perché i due amici per delinquere non ci sono proprio nati. La loro ingenuità e la loro goffaggine nel gestire questo folle rapimento è assolutamente unica e irresistibile tanto da sembrare, in certi momenti, una sceneggiatura già scritta, pronta per essere girata." Così  Umberto Spinazzola  racconta la genesi della sua opera prima  “L’ultimo crodino”  che Rai Movie manda in onda stasera, alle 19.20. Il film (che si avvale di un cast prestigioso con  Ricky Tognazzi ,  Enzo Iacchetti , ...

Il ritorno dell'Ambasciata di Pace, che bella notizia

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Che bella notizia, il ritorno dell'Ambasciata di Pace, voluta dal compianto presidente della Provincia, Antonio Pellegrino, a suggello del ruolo di fare di cultura, civiltà e legalità che Palazzo Dogana aveva ritrovato in quegli anni. Oggi la Provincia non c'è quasi più, amministratori e dipendenti sono imnpegnati nella tance difesa di presidi di fondamentale importanza come la Biblioteca Provinciale, ma è per questo che fa ancora più notizia e produce ancora più gioia il ritorno all'attività dell'Ambasciata di Pace, che si ripresenta all'opinione pubblica con una iniziativa di rilevante valore simbolito e morale. All'insegna dello logan mettete una palma nei vostri droni , l'Ambasciata di Pace ha indetto per domani, domenica delle Palme, una marcia della pace, che è anche un modo per rompere la cappa di silenzio che grava su un tema così importante, com'è quello della pace. I fiori nei cannoni non bastano più: la guerra per noi europei è diventata s...

Da Peschici, una struggente storia di solidarietà, integrazione e tolleranza

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Raramente mi è capitato di leggere una storia così bella, struggente ed attuale quanto quella che Giuseppe Libetta racconta, in versi, a proposito dell'origine del Santuario della Madonna di Loreto, che sorge ad un paio di chilometri dall’abitato di Peschici, in una posizione strategica, a moì di sintenella del promontorio sull'Adriatico. Il peschierano Libetta è un personaggio singolare. A Roma gli hanno dedicato una strada centralissima, ma è praticamente sconosciuto in terra di Capitanata. La sua fama è legata al fatto che, primo alfiere di vascello della Real Marina borbonica, ebbe il comando del primo battello a vapore mai costruito, il Ferdinando I , guidandolo nel suo viaggio inaugurale, da Napoli a Marsiglia. Libetta non fu soltanto un valente marinaio, ma anche un apprezzato scrittore e poeta, oltre che un politico di spessore: antiborbonico e liberale, fece parte del primo Parlamento Sabaudo. Quella che Libetta racconta a proposito del Santuario della Madonna di...

Natale, 2014 anni dopo: non più la stella cometa, ma la stazione spaziale

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Duemilaquattordici anni fa, un astro luminoso solcando il Cielo indicava a donne e uomini di buona volontà, a umili pastori e potenti re, l'inizio di un nuovo capitolo e di una nuova speranza nella storia dell'umanità. Ieri sera - vigilia del Natale di duemilaquattordici anni dopo - il cielo della sera è stato rischiarato da un altro corpo luminoso. Non un astro ma una macchina costruita dall'uomo: la stazione spaziale internazionale ISS, la cui rotta è passata alle 18.20 precise sulla provincia di Foggia, sorvolando proprio il capoluogo. Grazie al cielo terso e alle ottime condizioni di visibilità sono stati in molti ad ammirare l'inedito spettacolo: la stazione era simile ad un aereo, senza luci intermittenti, ed ha attraversato il cielo piuttosto rapidamente. A suo modo anche questo miracolo di tecnologia annuncia una speranza: che lo straordinario progresso scientifico raggiunto dall'umanità venga speso per migliorarne la vita, e non più per guerre com'è ...

Da domani a Lucera L'uomo della pace di Franco Scepi

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Da domani, e per l'intero periodo natalizio, Lucera ospiterà un eccezione evento artistico: verrà esposta la scultura L'uomo della pace di Franco Scepi, grandissimo artista e design, originario di Lucera, fondatore della corrente da lui stesso definita Over Ad’ Art , un intreccio tra immagini create per la pubblicità e l'espressione artistica in quanto tale. Una sorta di evoluzione della Pop Art di Andy Warhol, di cui Scepi è stato frequentatore ed amico. L'uomo della pace è una delle opere d'arte più famose del mondo. Dipinto nel 1977 e successivamente adottato da tutti i premi Nobel la Pace, ha concettualmente anticipato il crollo del muro di Berlino, la fine della guerra fredda e i nuovi scenari internazionali aperti dalla fine del comunismo. Quella intuizione ha ispirato buona parte del successivo percorso artistico di Scepi che sul tema ha realizzato una scultura, che sarà appunto esposta da domani in piazza Matteotti, a Lucera. L'inaugurazione doman...

Le memorie di guerra dell'eroe foggiano Alfonso Nigri. Un inno alla pace.

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 In una nota pubblicata sul suo profilo facebook, Vincenzo Rizzi, consigliere comunale del M5S, e storico esponente dei movimenti ambientalisti e pacifisti del capoluogo dauno, racconta la drammatica esperienza occorsa a suo zio, Alfonso Nigri nel corso della prima guerra mondiale. Alfonso Nigri è stato un eroe di guerra foggiano. Suo nipote Vincenzo pubblica la relazione del periodo di prigionia, scritta dall'Ufficiale. Un bel documento, di eccezionale valore storico, ma anche di indiscutibile valore morale, che offre lo spunto per alcune belle riflessioni sull'Europa e sul ruolo del Vecchio Continente per la pace. Ringrazio Vincenzo Rizzi per averne acconsentito la pubblicazione su Lettere Meridiane. W l'Europa della gente 21 settembre 2014 alle ore 23.20 Rimettendo apposto un vecchio scatolone, ho ritrovato lettere, foto di famiglia che raccontano storie terribili legate alle guerre che hanno caratterizzato il secolo breve. Tra le tante lettere, ho rinvenuto la ...

Lo sparuto presidio per la pace | Reduci o protagonisti del futuro?

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Ho partecipato qualche giorno fa al presidio organizzato dai sindacati e da diverse associazioni cittadine per la pace. Un bel momento per ritrovare amici e compagni e per capire che - per fortuna - esistono ancora valori fondanti che ti permettono di ritrovarti, al di sopra delle tessere di partito. Non eravamo tantissimi, ma c’eravamo. E bisognerebbe forse ripartire da qui, da valori forti e condivisi come la pace per cercare di ritessere la tela di un pensiero forte che non c’è più. E sulla cui persistente urgenza e necessità dovrebbero interrogarsi la chiesa, la sinistra, a prezzo del loro futuro. Quando da pochi giorni chi scrive ha spento sessanta candeline sulla torta del compleanno è fatale indulgere alla nostalgia. Lo sparuto presidio dell’isola pedonale di qualche giorno fa richiama alla memoria altri tempi ed altre mobilitazioni. Copio e incollo dal sito Foggiacomunicazione : 13/4/2002  DON RIBOLDI INVITA AD ESSERE OPERATORI DI PACE Don Riboldi ha chiuso la sett...

Quella volta che Dino Frisullo venne a Foggia a piantare alberi

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La bravissima Mara Mundi , all'epoca collaboratrice dell'Ufficio Stampa della Provincia, mi ricorda un episodio "foggiano" della breve vita di Dino Frisullo , mitico pacifista di cui ho già parlato in questo post , originario del capoluogo dauno. Mara aggiunge confermando quell'attaccamento al lavoro e quella passione per la bellezza che la rendono una persona meravigliosa: "Tra le meraviglie che la Provincia, in questi anni, mi ha regalato, c'è sicuramente l'aver conosciuto persone della forza e dello spessore di Frisullo, di Goldsmith, di padre Alex Zanotelli. Mi ricordo ancora quando scrissi questo comunicato (14 anni fa... sigh!). E poi quella mattina, a piantare alberi, che naturalmente rubarono il giorno dopo." La bellezza del gesto di Frisullo contrapposta alla quotidiana inciviltà che ci circonda. Restano però la forza di quel gesto, la passione civile che lo ispirò, che trasudano tutte dal comunicato che scrisse Mara Mundi. Eccone i...

Ecco la mappa degli edifici distrutti dai bombardamenti

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Da par suo, Tommaso Palermo risolve il mistero dei punti neri tracciati dai genieri del quartiere generale del 904° reparto dell'Air Force sulla mappa della città di Foggia di cui ho parlato  in un precedente articolo su Lettere Meridiane , e che qualche giorno fa ho nuovamente pubblicato, sulle bacheche dei gruppi Foggia sparita, Foggia ricordi del cuore e Foggia com’era, alcuni dei quali non ancora costituiti al momento della prima pubblicazione. Ecco quanto scrive l’amico Palermo, commentando il reprint dell’articolo: “L’interessante mappa venne realizzata da genieri del 904th Engineers Headquartes Command stanziati a Manduria ed è costituita da una copia a stampa della misura di mm 510 x 340, in scala 1:4000. La mappa è custodita all’Archivio Storico della Città di Foggia, collocazione: tit. B, XIV 11 3. Un particolare richiama l’attenzione: la dicitura “via Cappuchini”, evidente storpiatura anglosassone. I punti neri indicherebbero sicuramente le bombe cadute in città: ...

La sfida della memoria: così il ricordo dei bombardamenti sta facendo nascere una nuova coscienza civica

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A Foggia è in atto una rivoluzione. Una bella rivoluzione culturale. Con la complicità delle celebrazioni del settantesimo anniversario dei bombardamenti, stanno esponenzialmente crescendo sia le ricerche storiche sul recente passato della città, sia il recupero e la raccolta di frammenti di memoria collettiva.  Autori vecchi e nuovi indagano, riportano alla luce, ricostruiscono quel pezzo fondamentale della storia foggiana rappresentato dalla tragica estate del 1943 e dalla successiva ricostruzione. Appassionati e semplici cittadini che amano la loro terra, contribuiscono a scavare, riportare alla luce, collazionare. Le attività di ricerca e di produzione culturale, peraltro di alto livello, s’incrociano molto positivamente con il   coinvolgimento, la partecipazione della popolazione a questo sforzo collettivo di recupero della memoria e dell’identità. Negli ultimi anni c’è stato tutto un florilegio di gruppi e pagine che sul social network raccolgono la memoria, ...

Quelle (sterili) polemiche sul monumento alle vittime del 1943

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Salvatore Valerio evoca addirittura una questione antropologica a proposito della polemiche puntualmente esplose sulla questione del monumento alle vittime del 1943, e francamente, non mi sento di dargli torto. "Un Comitato di cittadini decide di ricordare degnamente i morti dei bombardamenti del 1943 con un monumento - scrive Valerio -. Per tali ragioni si raccolgono fondi. Paradossi foggiani! Per un Monumento che si dovrebbe erigere contro la guerra , si scatena una "guerra" mediatica. Siamo fatti così. Molto probabilmente nella nostra popolazione  vi è un problema di natura antropologica…" La guerra mediatica cui Valerio si riferisce è quella partita contro il Comitato che si sta adoperando per reperire i fondi necessari per la realizzazione del monumento, presieduto da Alberto Mangano, e che ha scelto il progetto di Salvatore Lovaglio , docente dell'Accademia di Belle Arti di Foggia ed esimio scultore, autore, tra l'altro, della splendida colonna mon...

La tragedia di Foggia è una tragedia dell'umanità

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Luciano Bianciardi è stato un’icona letteraria della mia generazione. Vedevamo in lui – anche se ha assai poco di che spartire con gli americani – una sorta di Kerouac della Maremma toscana. È conosciuto soprattutto per La Vita Agra , romanzo dal quale fu tratto l’omonimo, bel film di Carlo Lizzani, interpretato da Ugo Tognazzi. Il romanzo che amo di più è però Aprire il fuoco . L’una e l’altra opera, come del resto buona parte della letteratura di Bianciardi, sono attraversate dal tema più caro allo scrittore: l’insofferenza e la critica verso lo status quo, il difficile rapporto tra l’intellettuale, la società e il mondo. Bianciardi era a Foggia nel giorno più difficile e   più drammatico che la città abbia mai vissuto: il 22 luglio 1943. Di quella giornata ha lasciato un racconto straordinario non solo per il suo valore di documento (sono pochi i racconti “in diretta” dei bombardamenti) ma perché   lo scrittore anche in questa occasione affronta il tema del rapporto t...

Il grande scrittore Bianciardi racconta i bombardamenti del 22 luglio 1943 su Foggia

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Luciano Bianciardi La guerra è scontro, ferocia, distruzione, morte. Ma visto che a farla sono comunque gli uomini, può succedere che anche in guerra si produca solidarietà, poesia, letteratura. In provincia di Foggia accadde proprio nella tragica estate del 1943, di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario, le cui celebrazioni vedranno domani il loro momento più suggestivo. La data del 22 luglio resterà per sempre impressa nella storia del capoluogo, perché coincise con il più drammatico e devastante bombardamento “strategico” alleato provocando migliaia di vittime. Lettere Meridiane ha già parlato della presenza a Foggia, durante l’occupazione militare che fece seguito ai raid aerei, una volta che Foggia fu conquistata, del poeta pacifista inglese John Gawsworth e profondi rapporti di amicizia che intrattenne con Umberto Fraccracreta, grande intellettuale e letterato di San Severo.

Le ferite della guerra a Foggia: uno scandalo, ma anche un monito

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"Foggia è una città che porta ancora le ferite della guerra. È uno scandalo, ma anche un monito a non voltar pagina, a ricordare, a non rassegnarsi che la guerra sia un destino ineluttabile dell'umanità." Nelle parole di Stefano Picciaredda, docente di storia contemporanea all'Università di Foggia, c'è tutto il senso del settantesimo anniversario dei bombardamenti di Foggia, le cui celebrazioni ufficiali cominciano domani. Il 28 maggio del 1943, si abbatté sul capoluogo dauno il primo dei raid dei bombardieri alleati che avrebbero incendiato la nefasta estate di quell'anno. Il prof. Picciaredda ha lanciato il suo accorato appello nel corso della serata promossa dal cartello di associazioni Le radici Le ali e svoltasi nella Sala Mazza del Museo Civico. Tema dell'incontro le ombre e le luci del Novecento, per riflettere sul contesto storico in cui accadde il dramma di Foggia. Il secolo scorso è stato il più cruento della storia dell'umanità: 44,4 pe...