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C'era una volta Foggia, con le strade belle e senza buche

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C’era una volta che le strade di Foggia non erano piene di buche e non erano occupate dal traffico caotico come avviene oggi. Guardare vecchie foto e vecchie cartoline è sempre istruttivo, perché ci fa capire da un lato come eravamo, e dall’altro come avremmo potuto essere. La prima cosa che colpisce, della immagini di via della Repubblica e di via Bari che illustrano il post è l’ordine e la pulizia: poche auto, strade ampie, e marciapiedi larghi e confortevoli. Sul manto stradale non ci sono rappezzi, segno che le strade dovevano essere state asfaltate da poco e che il modesto volume di traffico che le attraversava non doveva porre grossi problemi di manutenzione. Colpisce poi l’imponenza degli edifici che occupano il “focus” delle due immagini: i palazzi Incis nella cartolina di via della Repubblica e il cosiddetto grattacielo Tonani (dal nome della concessionaria di automobili Fiat che ne occupava tutto il piano terra) in via Bari. Sono il segno evidente di una città che volev...

Chi si ricorda dell'Ateneo Convitto Daunia?

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Le cartoline sono preziosi pezzi di memoria, soprattutto quando, come dicono i collezionisti, sono “viaggiate” ovvero hanno svolto fino in fondo la loro missione: sono state spedite da un mittente, e ricevute da un destinatario. A volte rivelano la storia minore di un paese, di una città, che altrimenti andrebbero perdute. È il caso della cartolina che immortala l’ Ateneo Convitto Daunia , del quale sinceramente non avevo mai sentito parlare, prima di trovare la cartolina in vendita su Ebay . Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane lo trovano nella versione originale, in bianco e nero, ed in quella colorizzata e elaborata come disegno al tratto, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale che già altre volte abbiamo utilizzato per dare colore ad antiche fotografie (l’intera collezione è disponibile sul sito flickr di Lettere Meridiane , a questo indirizzo web ). Per scaricare l'una o l'altra immagine, cliccare sulla foto e quindi fare clic con il tasto destro del m...

Com'era una volta piazza Lanza, nella magia della colorizzazione

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Via Lanza ha quasi ultimato il maquillage disposto dall'amministrazione comunale, e la cittadinanza non ha mancato di affollarla, in questi primi giorni di caldo. Voglia di passeggiare per il centro, ma anche di visitare la nuova via Lanza, per esprimere un giudizio sui lavori in generale e sulle panchine (installate sia su via Lanza che in piazza Giordano) che stanno suscitando qualche discussione sia per i materiali utilizzati (la seduta è di legno e qualcuno ironizzando ha detto che ricordano i sedili dei treni pendolari di seconda classe di una volta) sia per l'orientamento, perpendicolare e non parallelo come il resto delle panchine che adornano la piazza. Quel che è certo (ed apprezzabile) è che i lavori di riqualificazione hanno restituito a via Lanza e a piazza Giordano la prospettiva e la profondità che avevano perduto, come dimostra l'antica foto che illustra questo post, scattata nel 1937. Certo, non è possibile ridare alla piazza tutto lo splendore che aveva...

Quando Foggia era bella

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Quando ho trovato sul web l’immagine che illustra questo post, la cui didascalia recita testualmente Foggia - Stabilimenti Industriali , vi confesso di aver pensato, sulle prime, che si trattasse di un errore, non infrequente quando si tratta di antiche cartoline. Il fatto è che non riuscivo a riconoscere Foggia, nella fotografia, scattata nel 1916. È bastata però una indagine più approfondita per appurare subito che non si tratta di errore. La fotografia mostra effettivamente Foggia com’era all’inizio del secolo scorso, essendo stata realizzata da un editore foggiano, Urbano Savino, che certamente non poteva sbagliarsi nella didascalia. L’immagine svela i tratti di una città in crescita, operosa. Ma dove venne scattata? Non è facilissimo rispondere, ma avanzo sommessamente una ipotesi. Se guardate bene, sulla destra si nota il profilo del Gargano. Appena più in basso, sotto la campagna, si intravedono alcune costruzioni che lasciano pensare alla vecchia stazione di Foggia, ripr...

Foggia, la bellezza perduta: le fontane della Villa Comunale

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Diversi amici e lettori di Lettere Meridiane  mi hanno chiesto dove si trovasse la fontana che illustrava il post di ieri, dedicato, appunto, alle fontane cittadine . Soddisfiamo la loro curiosità: era all'interno della Villa Comunale, che ospitava diverse fontane pubbliche, purtroppo non sopravvissute alla furia devastatrice dei bombardamenti e dei mitragliamenti che nella estate del 1943, ebbero come bersaglio proprio la Villa. La fontana mostrata ieri si trovava all'ingresso del giardino pubblico foggiano, subito dopo il pronao progettato da Oberty, ed era denominata Fontana delle Palme , per le piante che la circondavano. La più bella era però la Fontana di Mercurio , che potete vedere, qui sotto, in una incisione d'epoca, risalente alla fine dell'Ottocento, e successivamente riprodotta dal giornalista e disegnatore Mario Menduni . Della Fontana del Mercurio offriamo ad amici e lettori anche una versione colorizzata ed acquerellata (è quella che illustra il post...

In regalo "I colori del tempo", il calendario 2018 di Lettere Meridiane

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Ecco, per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane , l’atteso Calendario 2018 , quest’anno intitolato I colori del tempo , perché offre, articolate su tredici mesi (dal corrente mese di gennaio fino a gennaio 2019) oltre quaranta immagini d’epoca, originariamente in bianco  nero, restaurate digitalmente e quindi colorizzate, con l’algoritmo di intelligenza artificiale profonda messo a punto dai ricercatori  Satoshi Iizuka , Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa . Il nome della sorprendente tecnica è chilometrico ( Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification ) ma il risultato, come vedrete sfogliando il calendario, è spettacolare.

La più belle immagini d'epoca di Foggia, del Gargano e della Capitanata nella magia del colore

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Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane dovranno pazientare ancora fino a domani, prima di poter guardare e scaricare il calendario 2018, che, come già annunciato, quest'anno ospita un'ampia raccolta di fotografie d'epoca, originariamente in bianco e nero, restaurate digitalmente e colorizzate con tecniche di intelligenza artificiale profonda. Una collezione imperdibile. Sono stato costretto a ritardare la pubblicazione del Calendario a causa dell'ennesimo intoppo sorto con Facebook, che mi ha nuovamente inibito la pubblicazione nei gruppi. Per scongiurare il rischio che quanti seguono Lettere Meridiane dai gruppi in cui vengono distribuiti i collegamenti, non venissero a conoscenza della pubblicazione, ho preferito ritardarla di qualche giorno. Chiedo scusa per l'inconveniente, e spero di farmi perdonare regalandovi un'altra gustosa anticipazione del Calendario che verrà: ho raccolto in una videostoria tutte le immagini che vi accompagneranno per i pr...

Il passato si tinge di colore: il calendario 2018 di Lettere Meridiane

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Saluti da Foggia e dalla Capitanata. Si intitola così il calendario 2018 che a partire da domani Lettere Meridiane offrirà in dono ad amici e lettori: più di quaranta immagini d'epoca di Foggia e della Capitanata, all'origine in bianco e nero, restaurate e colorizzate grazie ad un algoritmo di intelligenza artificiale profonda. Alcune sono già note, per essere state oggetto di apposite lettere meridiane nei mesi scorsi. Dieci sono del tutto inedite. Tingere il passato di colori, farlo rivivere nella memoria collettiva per una identità ed un'appartenenza più consapevole alle terra che ci ha dato i natali. L'idea di fondo del calendario è speculare a quella per cui è nato questo blog. Non vi sembri insolito, dunque, se Lettere Meridiane vi fa gli auguri per il nuovo anno, offrendovi un pezzo di passato e di memoria. Il futuro sta scritto nel passato: sapere da dove veniamo, ci aiuta a capire dove andiamo. Come sempre, accanto alle immagini, il calendario contiene...

L'antica stazione di Foggia nella magia della colorizzazione

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Come da tradizione, anche quest'anno Lettere Meridiane regalerà ai suoi affezionati amici e lettori il calendario 2018, con le date che hanno contrassegnato la storia di Foggia e della Capitanata. Il corredo fotografico sarà quest'anno particolare: un'antologia delle foto colorizzate, sia edite, che inedite, elaborate dal nostro blog grazie all'applicazione dell'algoritmo messo a punto da  Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa ( Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification ) che prevede il ricorso a tecniche di intelligenza artificiale “profonda” per la colorizzazione di antiche foto in bianco e nero. Amici e lettori già conoscono le fotografie così trattate, perché Lettere Meridiane gliene ha fatto dono nel corso del mesi estivi. Abbiamo pensato così di riunire le più belle (ma anche di offrirne delle nuove) in un calendario, che possa accompagn...

La bella Foggia che non c'è più: la Caserma di Cavalleria

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Proseguo la pubblicazione del ciclo di vecchi articoli usciti sulla Gazzetta del Mezzogiorno , nell'ambito della rubrica Foggia da salvare . Diversamente dall'oggetto del primo articolo di qualche giorno fa, il portale di San Martino della Cattedrale , questa volta il bene di cui parlo non si è salvato. Nemmeno un po'. Quando scrissi nel 1981, della Caserma di Cavalleria che qualche studioso ha attribuito a Federico II, sopravvivevano alcuni archi, residue testimonianze dell'antico splendore. Oggi non restano neanche quelli: sono stati divorati dalle consuete attività di sostituzione edilizia. Più o meno stessa fine aveva fatto un altro gioiello di cui parlo nell'articolo: il Palazzo della Pianara , che secondo qualcuno era collegato alla Caserma di Cavalleria da una galleria, nel sottosuolo. Alcuni storici negano la possibilità di camminamenti sotterranei (mancherebbe l'aria), però durante i lavori di sistemazione dell'omonimo piazzale Matteo Pazienz...

L'antica Capitanata che non c'è più: l'isola di Pelagosa

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Un pezzo dell’antica Capitanata emerge dalle carte custodite dalla Biblioteca Nazionale Francese, che l’ha messa on line grazie al suo straordinario archivio digitale, Gallica . È l’Isola di Pelagosa, un piccolo arcipelago oggi croato, ma che per svariati secoli ha fatto parte della provincia di Foggia. Lettere Meridiane se n’è occupata in passato perché, nonostante un accordo internazionale preveda che i pescatori italiani (sono soprattutto quelli di Manfredonia che vi si recano) possano gettare le reti nelle acque dell’arcipelago, sovente chi si è avventurato a Pelagosa è stato fermato e pesantemente multato dalle autorità croate. Straordinario patrimonio ambientale, paesaggistico e naturalistico, la carta custodita dalla Biblioteca Nazionale Francese è verosimilmente tra le poche e più antiche che siano state realizzate su Pellagrosa. L’ha disegnata, “a volo d’uccello” il cartografo italiano Vincenzo Maria Coronelli, nel 1689. Fa parte di una pubblicazione più ampia, che comp...

Quando Foggia era una piccola, grande città

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Dimmi che corso hai, ti dirò che città sei. Ecco come si presentava il corso per eccellenza di Foggia, corso Vittorio Emanuele, in una delle prime cartoline che lo immortalavano. Siamo all'altezza dell'incrocio con via Oberdan e corso Garibaldi. Sullo sfondo si intravede la sagoma della chiesa di Gesù e Maria. All'epoca dovevano circolare ancora pochissime automobili sicché la sede stradale è preda di carrozze e biciclette. L'aspetto è quello di una città operosa, che vive intensamente la giornata: il corso è effettivamente pieno di gente che passeggia o cammina per sbrigare i propri affari. Tantissimi i negozi, svelati dalle tende parasole che proteggevano le vetrine. Addirittura più di quanti non ne siano oggi, a testimonianza di una città che viveva il centro. Il versante sinistro è rimasto quasi identico a come si presenta oggi. Diversa invece la situazione per quello destro, non essendo ancora stato costruito il palazzo del Credito Italiano né quello che avreb...

On line, riunite tutte insieme in un album, le foto "colorizzate" di Lettere Meridiane

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Come abbiamo scritto qualche giorno, fa dando notizia della pubblicazione delle singole foto utilizzate per il video sulla Foggia Imperiale , da qualche giorno Lettere Meridiane si è dotata anche di un canale Flickr , com'è logico, visto che si tratta della più grande piattaforma per la condivisione di immagini, dedicato alle fotografie che vengono pubblicate nel blog o vengono utilizzate per le videostorie. Oltre a trovarle raggruppate in appositi album o raccolte, gli amici e i lettori del blog hanno a disposizione un'ampia gamma di risoluzioni se intendono scaricarsi le immagini (per selezionare la risoluzione desiderata è necessario cliccare sull'icona con la freccia, in basso a destra). Pubblicheremo un po' alla volta l'intero archivio fotografico di Lettere Meridiane , per cui seguite il blog, perché daremo notizia della pubblicazione di ciascun nuovo album con un post ad hoc. Dopo le foto tratte dal libro di Benedetto Biagi , tocca adesso alle foto ...

La prima foto aerea di Foggia, colorizzata

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La foto colorizzata di oggi propone una rara immagine aerea di Foggia, ripresa dall’alto di via IV novembre. Vi si vede una Foggia in piena ricostruzione, che risana le ferite e ripara gli ingenti danni della seconda guerra mondiale, quando l’80 degli immobili venne danneggiato dalle bombe alleate, e migliaia di cittadini perirono lacerati dalle esplosioni o sepolti dalle macerie. Deve trattarsi di una delle prime fotografie aeree scattate sulla città a scopi civili e, in questo caso, turistici, visto che si tratta di una cartoline. Prima di allora, l’abitato cittadino era stato oggetto di migliaia di fotografie aeree, ma per bel altre finalità: erano state scattate dagli aviatori alleati a scopo ricognitorio. Pur se ripresa da una prospettiva discutibile (l’obiettivo del fotografo è perpendicolare al pronao della Villa Comunale, e il Palazzo dell’ex Tribunale è ripreso di lato, trascurando così le bellezze architettoniche più significative della piazza), l’immagine descrive verame...

Quando a Foggia la sosta sul corso era vietata. Ma ai pedoni.

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È proprio vero che le antiche foto raccontano un’epoca. Quelle di oggi, colorizzate con l’algoritmo di intelligenza artificiale che gli amici e i lettori di Lettere Meridiane hanno imparato ad apprezzare, riguardano entrambe il cuore pulsante di Foggia: corso Vittorio Emanuele, ripreso da due punti di vista diversi: l’inizio, che coincide con l’attuale isola pedonale, all’incrocio con piazza Giordano e Corso Cairoli, e il tratto centrale, all’incrocio con Corso Garibaldi e piazza Oberdan, dove campeggiano i primi grandi magazzini aperti a Foggia, e cioè la Standa . Le due foto sono state scattate a pochi anni di distanza l’una dall’altra. La più antica è quella che mostra l’inizio del corso, e risale agli anni Quaranta. La seconda fa vedere, invece, com’era Foggia negli anni Cinquanta. Nell’una e nell’altra immagine, il corso sembra particolarmente affollato e vissuto. Si intravedono bar con tavolini, l’atmosfera complessiva è quella di una città non diciamo opulenta, ma non pover...

Bellezze foggiane da riscoprire: Maria Grazia Barone

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Ci sono bellezze che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ma che ci sfuggono, vuoi perché ormai assediate dal traffico rumoroso, vuoi perché alberi ed altri manufatti ne impediscono la visione completa che meriterebbero. È il caso di Maria Grazia Barone , oggetto della foto "colorizzata" di oggi. Al di là della sua bellezza estetica e monumentale, è il caso di ricordare che prima di tutto Maria Grazia Barone è un monumento alla solidarietà ed alla filantropia. La sua costruzione fu voluta infatti dalla nobildonna cui l'istituzione è intitolata che, nel suo testamento, lasciò le sue proprietà terriere alla città che le aveva dato i natali (il padre, Alessio Barone , era stato sindaco di Foggia, perseguitato dal governo borbonico) allo scopo di costruire un ospizio per gli anziani poveri. Retta attualmente da una fondazione, Maria Grazia Barone è una delle più antiche istituzioni della città. La foto dev'essere stata scattata subito dopo l'inaugurazione, c...

Quando la Villa simboleggiava il raggiunto decoro di Foggia

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Lettere Meridiane sta pubblicando, in questi giorni, la serie di reportage su Foggia che comparvero sulle colonne de  La Stampa  nella primavera del 1934. (Se li avete persi, trovate qui il primo articolo , e qui  il secondo ). Il quotidiano torinese ne affidò la redazione al giornalista scrittore specializzato in racconti di viaggio e di terre esotiche, Curio Mortari che con indubbio tocco creativo titolò i suoi pezzi Tropico d'Italia , a sottolineare la somiglianza di Foggia con il paesaggio tropicale. Mortari era rimasto colpito dall'abbondanza delle palme che in quel tempo adornavano rigogliose il centro cittadino. La foto colorizzata di oggi, tratta da una cartolina dell'epoca, e raffigurante la villa comunale, gli dà ragione. Le palme dominavano allora il verde urbano, conferendo alla città una immagine del tutto diversa da quella suggerita dallo stereotipo della terra "arsa e sitibonda". E la villa comunale era veramente il biglietto da visita e il gio...

Quando a Foggia le piazze erano a misura d'uomo (e non di auto)

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La foto colorizzata di oggi è dedicata ad una piazza tra le più amate dai foggiani. Piazza San Francesco vennero realizzata negli anni Sessanta. La pietre che sorreggono la statua dedicata al Poverello di Assisi provengono direttamente dalla cittadina umbra che dette i natali al patrono d'Italia. La cartolina "colorizzata" mostra com'era la piazza quando venne inaugurata: un luogo ameno, che attirava le famiglie. Quando ero bambino mi piaceva molto quando i miei genitori mi ci portavano: dalla cascatella posta sotto la statua sgorgava dell'acqua che alimentava la vasca sottostante, nella quale nuotavano allegramente decine di pesci rossi. Vi era l'usanza di gettare nell'acqua, un po' come a Piazza Navona a Roma, monetine da cinque o dieci lire. Ignoro chi ne traesse beneficio. Oggi, la piazza è notevolmente degradata. Il monumento letteralmente assediati dalle onnipresenti e pervasive strisce blu dei parcheggi. La foto d'epoca ritrae invece una...

Il Tavoliere tutto colorato della Masseria Fontanelle a Lucera

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Nonostante la tradizione, che vuole un Tavoliere riarso ed assolato, emblema della Puglia "piana e sitibonda", il paesaggio agrario del secolo scorso, quando le campagne erano molto più abitate e quindi antropizzate di quanto non succeda oggi, era molto gradevole. La foto colorizzata (attraverso l'applicazione di tecniche di intelligenza artificiale) realizzata dalla ditta napoletana Ragozino, mostra la Masseria Fontanelle che sorgeva nei pressi di Lucera, di proprietà della famiglia de Troia. È una scena tipicamente rurale, addirittura quasi bucolica, che testimonia, anche plasticamente, l'armonia con cui convivevano uomini, bestie e campagna. La procedura di colorizzazione è stata effettuata utilizzando la tecnica di  Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra  e  Hiroshi Ishikawa  ( Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification ). Ricordo che tutti i giorni, o quasi, dur...

Foggia che non c'è più: le fosse granarie (a colori)

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La parte di Foggia compresa tra via Arpi, via Sant'Eligio, via della Repubblica e via San Lazzaro è quella che ha subito i maggiori rimaneggiamenti nel corso dell'ultimo secolo. La privatizzazione delle aree in precedenza occupate dal tratturo, l'innovazione tecnologica che rese obsolete le fosse per conservare il grano, ma anche bombardamenti, moti popolari, crolli, terremoti hanno letteralmente stravolto - e purtroppo non sempre in meglio - quello che era una volta il biglietto da visita della città. Agli inizi del secolo, il paesaggio urbano in quella parte della città era dominato dalle fosse granarie attorno alle quali ruotava una parte importante dell'economia cittadina. Quel paesaggio suggestionò profondamente il poeta Giuseppe Ungaretti , che lo descrisse in pagine molto belle, durante un viaggio in Capitanata. Non a caso, e grazie all'impegno di un raffinato intellettuale come Luigi Paglia , che a quelle prose ungarettiane ha dedicato un approfondito stu...