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Gargano, terra sperduta. Giuliani riscopre Beltramelli.

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Puntuale e rigoroso filologo, Francesco Giuliani è tra i più geniali scrittori pugliesi, e sicuramente il più  borgesiano . L'ho amato in modo particolare per certe pubblicazioni, edite da "Il Rosone" in cui racconta e parla di francobolli così come lo scrittore e poeta argentino ha saputo fare in modo supremo in Finzioni e ne La Biblioteca di Babele . Di Borges ha il gusto del dettaglio che custodisce in se stesso un universo. E nella sua certosina opera di filologo, s'industria meritoriamente a recuperare la memoria e le parole di scrittori dimenticati. Come il grande Antonio Beltramelli , che fu tra i primi a raccontare il Gargano. Giuliani ha ritrovato un articolo di Beltramelli, scritto qualche anno prima che venisse pubblicato il suo reportage garganico, che uscì nell'ambito della collana  Italia Artistica (Lettere Meridiane ne ha parlato in diversi post, che potete trovare qui ). L'articolo, intitolato Terre Sperdute e comparso sulla rivista mila...

La leggenda della campana di Re Manfredi

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Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane conoscono già Antonio Beltramelli e il suo libro sul Gargano, che costituisce uno dei primissimi esperimenti di letteratura turistica, nonché di scoperta del BelPaese, che soltanto da poco aveva ritrovato la sua unità. Ho già dedicato a questa opera alcune lettere meridiane (chi le avesse perse, o volesse rileggerle, trova i titoli più avanti, con i relativi collegamenti). L'aspetto più prezioso del volume, che fu il primo riguardante un'area della Puglia nella collana I talia Artistica , edita da Corrado Ricci , e che lo rende ancora oggi attualissimo, sta nell'inesauribile curiosità intellettuale di Beltramelli, giornalista e scrittore di razza: "Lo scrittore romagnolo - ha scritto il critico e docente di San Severo Francesco Giuliani , che ha ri recente curato una nuova edizione dell'opera, per i tipi di Edizioni Il Rosone - percorre in lungo e in largo lo sperone della penisola, che non aveva mai conosciuto prim...

Una piccola bella grande notizia| Il Rosone al Salone del Libro di Torino

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Ci sono piccole notizie, ma così belle che diventano grandi grandi. Come la partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino (la più grande manifestazione culturale che si svolge in Italia) della casa editrice foggiana Edizioni del Rosone . Fondata da Franco Marasca (di cui ho parlato in questa lettera meridiana qualche tempo fa), dopo la prematura scomparsa del giornalista editore troiano, la casa editrice viene portata avanti da sua moglie Falina e da sua figlia Marida, con una tenacia e una passione che non possono non suscitare una profonda e sincera ammirazione. Chiunque si occupi di cultura sa bene quanto sia difficile pubblicare e vendere libri in provincia di Foggia. Occorrono dedizione, sacrificio e soprattutto coraggio. Falina ne ha da vendere, e risce a coniugarlo con un’ostinazione tutta troiana. La sede della casa editrice, in via Zingarelli a Foggia, è diventata nel corso degli anni punto di riferimento e di ritrovo di un gruppo di intellettuali che è...

La poesia è più forte della guerra: il poeta John Gawsworth a Foggia, dopo i bombardamenti

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John Gawsworth L’occupazione militare alleata durante la seconda guerra mondiale non contribuì soltanto ad avviare la ricostruzione della città, sventrata dai bombardamenti. In qualche modo, consentì a Foggia di venire a contatto con culture diverse, favorì incontri, scambi e contaminazioni culturali. Vi siete mai chiesti, per esempio, da cosa nasce la particolare predilezione dei foggiani per la nobile arte della boxe e per la musica jazz? Sono convinto che il germe vada fatto risalire proprio ai mesi in cui le truppe alleate fecero stanza a Foggia. Durante l’occupazione, i militari americani erano soliti organizzare serate di pugilato (che si tenevano nella sala consiliare del municipio) e concerti della loro musica preferita, e tanto bastò a seminare una passione che negli anni successivi avrebbe dato frutti rigogliosi: una scuola pugilistica che ha saputo ben figurare perfino alle Olimpiadi, uomini di spettacolo come Renzo Arbore. L’occupazione non fu un positivo enzima solta...