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Visualizzazione dei post con l'etichetta bombardamenti

La memoria diventa museo. Per iniziativa della società civile.

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In punta di piedi, sommessamente, con la discrezione che lo contraddistingue, Alberto Mangano affida alla bacheca del suo profilo facebook una notizia radiosa, uno dei più importanti avvenimenti culturali degli ultimi decenni: l’imminente apertura del Museo della Memoria che ospiterà cimeli e reperti dell’estate del 1943 e dell’occupazione americana, impedendo così che cada l'oblio su una delle pagine più tragiche (e decisive) della storia foggiana degli ultimi secoli. Pazientemente raccolti dal Comitato per il Monumento alle Vittime dei bombardamenti , guidato dallo stesso Mangano, i cimeli sono già stati oggetto di diverse mostra temporanee che hanno suscitato un enorme interesse nella cittadinanza. Ma adesso saranno esposti in modo permanente, grazie al contratto di affidamento sottoscritto dal Comitato con l’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione gli ampi locali del pronao della Villa Comunale in cui trovava posto una volta la biglietteria dell’Ataf. Proprio...

La strana malattia che angustia Foggia e la Capitanata (di Geppe Inserra)

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Non si può ragionare consapevolmente del futuro di un territorio, se non si riflette anche sul suo passato, sulla sua storia. A questa idea si è ispirata la relazione svolta da Geppe Inserra, intervenuto ai lavori quale direttore di Lettere Meridiane, al qualificato dibattito che si è svolto negli scorsi giorni a Parcocittà sul futuro di Foggia e della Capitanata, con particolare riferimento al Pug di cui il capoluogo si sta dotando (potete leggerne qui il resoconto ). Di seguito il testo della relazione di Inserra.  * * * Il destino delle terre di frontiera come Foggia, il Tavoliere, la Capitanata è di far incontrare storia e geografia con esiti spesso sorprendenti. A volte è una delizia, nel senso che propizia opportunità di crescita economica e civile, altre volte è una croce, perché porta distruzione e morte. È quanto ci è successo durante la storia millenaria di questa plaga del Sud, la cui   favorevole posizione geografica l’ha fatta diventare talvolta croc...

L'inizio del terrore: 28 maggio 1943

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Prima di quel 28 maggio del 1943, i foggiani erano convinti che l'orrore della guerra li avrebbe risparmiati. La vita della città e dei suoi cittadini, in quella fatidica giornata, cambiò improvvisamente. Da allora, niente sarebbe stato più come prima. Quel giorno, i foggiani si resero conto di un'amara realtà che fino ad allora avevano esorcizzato: non sarebbero rimasti immuni dai raid aerei degli alleati, così come qualcuno aveva ritenuto, sperando nella intercessione del sindaco di New York, Fiorello La Guardia, di origine foggiane.C'era un obiettivo più sinistro: quello di terrorizzare la popolazione civile. Quel giorno, a Foggia faceva caldo. La sera al Teatro Flagella avrebbe dovuto avere inizio la stagione lirica con la rappresentazione del Rigoletto . L’allarme suonò alle 11.20 e non ci fu molto tempo per mettersi al riparo nei rifugi. L’attacco, praticamente incontrastato dai reparti della contraerea italo-tedesca, provocò seri danni all’aeroporto e allo stad...

28 maggio: vite spezzate dall'ottuso fragore delle bombe

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Il dolore di una città disegna certe volte geometrie strane, che attraversano gli imperscrutabili sentieri della storia e del tempo. Il 28 maggio è una data scolpita due volte nella memoria e nella carne di Foggia: due ricorrenze accomunate dalla violenza dell'uomo sull'uomo e dal fragore ottuso delle bombe. Due date da non dimenticare. I raid dei bombardieri alleati del 28 maggio 1943 inaugurarono la più tragica delle estati che Foggia abbia mai vissuto, e che si concluse con la morte di migliaia di cittadini. Trentuno anni dopo, il 28 maggio del 1974 , in piazza della Loggia, a Brescia un'altra bomba ottusa mieteva le sue vittime. Furono in otto a cadere nella strage fascista. Tra i morti, un foggiano, il prof. Luigi Pinto che aveva lasciato la sua città per una cattedra al Nord. Il suo cuore generoso cessò di battere qualche giorno dopo, e dopo una dolorosa agonia. C'è qualcosa che collega le due date. Ed è appunto il sordo rumore delle bombe che uccidono p...

Quei profondi, nascosti legami tra Foggia e Lucera

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Dopo aver letto, su Lettere Meridiane , il racconto della sommossa che infiammò Foggia il 28 aprile 1898, l’amico Mario La Vecchia , dirigente sindacale di Lucera, mi riferisce un detto che in passato circolava tra gli anziani della cittadina sveva, e che faceva memoria dei fatti di Foggia. “A Lucera - scrive La Vecchia - c’è un detto tramandato dai nonni che ricordavano quegli eventi: i femmene ustunate, u munucipije anne sfasciate….  Le donne ostinate, il municipio hanno sfasciato." Come abbiamo pubblicando riportando l’ampio servizio che ai moti di Foggia dedicò il Corriere della Sera , ad avviare la rivolta, provocata dalla miseria e dal rincaro del prezzo del pane, furono proprio le donne foggiane, che a centinaia si concentrarono davanti al Palazzo del Governo (allora coincidente con Palazzo Dogana). Non è il solo caso in cui memorabili eventi che si svolgono nel capoluogo si riflettono in detti ed espressioni della cultura popolare. Lettere Meridiane ha raccolto e d...

L'omaggio di Giuseppe Galasso a Foggia bombardata: "Contributo inestimabile per la coesione nazionale"

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Con Giuseppe Galasso scompare uno dei più lucidi protagonisti del pensiero meridionale e meridionalista. È stato un insigne storico, un uomo di cultura, ma anche un illuminato politico: si deve a lui la prima organica legislazione in materia di beni culturali e paesaggistici che il Bel Paese abbia avuto. Bastava ascoltarlo anche una volta sola, per restarne arricchiti. È quanto ho avuto il piacere di sperimentare direttamente e personalmente in occasione di una sua conferenza foggiana, cinque anni fa, quando fu ospite della Provincia per la presentazione de  Le Terre della Dogana , opera omnia o quasi del grande storico e saggista di San Marco in Lamis,  Tommaso Nardella . Galasso tenne una intensa  lectio magistralis  su un tema decisamente originale, Le molti voci del meridionalismo . Mi colpì molto il modo con cui Galasso interpretò la tragica estate vissuta da Foggia nel 1943 e la successiva ricostruzione della città, inserendole nel più ampio contesto del c...

Caravella e Anziania Creativa: che gol!

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Foggia, 1943. Ragazzi scalzi giocano per strada a pallone, sotto il palazzo della Banca d’Italia, occupato dalle forze militari alleate che sono entrate da qualche settimane in città. Si divertono scambiandosi imprecazioni dialettali e espressioni anglicizzate ad indicare i momenti del gioco. Il fallo di mano ( hands ) diventa “enzo!” E se il portiere tocca la palla con le mani, è “frichigno”. I soldati americani osservano divertiti. Tirano i mozziconi ancora accesi delle loro sigarette sul selciato, incuranti del fatto che i ragazzi potrebbero scottarsi. Altri lanciano caramelle, per la gioia di quegli improvvisati calciatori. Comincia così lo spettacolo Il meraviglioso filo del ricordo. La fine di una guerra è sempre il più bel goal , messo in scena da Anziania Creativa e da Bruno Caravella . Sorprendente, struggente, un autentico prodigio di creatività. Musicoterapeuta e animatore culturale, ma anche cantastorie e poeta, Caravella è riuscito a comporre, partendo dai ricordi e ...

Foggia, la bellezza perduta: le fontane della Villa Comunale

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Diversi amici e lettori di Lettere Meridiane  mi hanno chiesto dove si trovasse la fontana che illustrava il post di ieri, dedicato, appunto, alle fontane cittadine . Soddisfiamo la loro curiosità: era all'interno della Villa Comunale, che ospitava diverse fontane pubbliche, purtroppo non sopravvissute alla furia devastatrice dei bombardamenti e dei mitragliamenti che nella estate del 1943, ebbero come bersaglio proprio la Villa. La fontana mostrata ieri si trovava all'ingresso del giardino pubblico foggiano, subito dopo il pronao progettato da Oberty, ed era denominata Fontana delle Palme , per le piante che la circondavano. La più bella era però la Fontana di Mercurio , che potete vedere, qui sotto, in una incisione d'epoca, risalente alla fine dell'Ottocento, e successivamente riprodotta dal giornalista e disegnatore Mario Menduni . Della Fontana del Mercurio offriamo ad amici e lettori anche una versione colorizzata ed acquerellata (è quella che illustra il post...

I ragazzi della Casermette: un pezzo di storia di Foggia sottratto all'oblio

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Le Casermette hanno scritto un pezzo importante della storia di Foggia. All’indomani dei bombardamenti che rasero al suolo la città, nella tragica estate del 1943, ospitarono infatti centinaia di famiglie rimaste senza tetto. Nelle costruzioni militari della Caserma Pedone nacque un vero e proprio villaggio, che rimase in vita fino a quando la ricostruzione e i programmi di edilizia popolare postbellici non assicurarono una dignitosa sistemazione agli sfollati, scrivendo pagine importanti, ma ancora poco note della storia del capoluogo dauno. Le Casermette rappresentarono quasi una enclave nella città che faticosamente andava rialzandosi dalla guerra: vi si formò una intera generazione di ragazzi, un universo di microstorie all’interno della più generale (e nota) storia della città, fortunatamente strappate all’oblio dalla penna di Gino Sciagura . Nato a Foggia nel 1949, Sciagura visse la sua adolescenza alle Casermette. Al suo esordio letterario, ha raccontato quella esperien...

Le foto e le storie struggenti di quel povero natale foggiano del 1948...

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Adoro leggere gli antichi giornali, perché raccontano lo spirito di un’epoca assai meglio di certi saggi che si limitano ad annodare fatti e date. Mi piace metabolizzarli, e raccontarli a mia volta, cercando, appunto, di penetrare l’ esprit del tempo. Il regalo natalizio di oggi, per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane , è appunto uno di questi antichi giornali, particolarmente significativo per  capire com'era difficile la vita a Foggia all'indomani della guerra, in una città messa in ginocchio dai bombardamenti. Si tratta del numero unico che la Croce Rossa di Foggia pubblicò, al prezzo di 25 lire, il 23 dicembre del 1948, per dare conto di una straordinaria iniziativa di solidarietà che vide quell’anno la città protagonista: il Natale dei Bimbi Poveri . Chi vuole scaricarlo può cliccare qui . La guerra si era conclusa da tre anni. La città stava lentamente riprendendosi dal martirio della guerra imboccando la strada di una ricostruzione resa ancora più diffi...

31 maggio 1943, il sacrificio di Diego Foschi

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Mettiamola così: le vittime dei bombardamenti della tragica estate del 1943 sono state di gran lunga inferiori alle 22.000 vittime stimate dal Comune di Foggia. E questo lo si sapeva già. Ma sono senz'altro di più, molte di più della cifra ufficiale che venne certificata dopo la guerra, dall'Istat. La laboriosa, certosina ricerca che Maurizio De Tullio , bibliotecario, giornalista e scrittore sta conducendo con la Biblioteca Provinciale di Foggia sta dando risultati importanti. Le vittime finora accertate, con nome e cognome, sono 1780 (cifra che andrà epurata da soldati tedeschi, morti per altre ragioni, ecc.): che sono quasi il triplo delle 607 stimate dall'Istat. Istituto Nazionale di Statistica che - possiamo dunque dirlo con certezza - prese una solenne cantonata. L'aspetto più interessante della ricerca di De Tullio è che non è solo numerica o quantitativa: associa al numero il nome e il cognome della vittima, recuperando pezzi reali di memoria storica. Sare...

Felice Caperdoni, quell'eroe oscuro e dimenticato, che salvò decine di vite foggiane

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L'ex Banca d'Italia, teatro dell'eroico gesto del generale Felice Caperdoni Grazie alle preziose dritte di Tommaso Palermo , sono riuscito a ricostruire più dettagliatamente la storia umana e militare del generale Felice Caperdoni , protagonista a Foggia dell’eroico gesto di cui ho parlato in una precedente lettera meridiana. Eccola, nella speranza di far cosa gradita agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane . * * * Una vita da soldato, quella vissuta dal generale. E da bravo soldato. Una vita intensa, drammatica, ma esemplare. Una vita da farci un film. Nato nel 1889 a Bergamo,  Felice Caperdoni  si arruolò molto giovane nell’esercito come ufficiale. Non aveva neanche trent’anni quando prese parte alla Grande Guerra, con il grado di capitano. Per lui, tre medaglie al valore ed una ferita, rimediata in un’azione della Brigata “Macerata” sul fronte del Piave, a Castelnuovo. Promosso tenente colonnello, partecipò alla Guerra di Libia, agli ordini del generale R...

Monumento alle vittime del '43, il sindaco precisa: nessun attrito con l'artista e il Comitato

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'Ufficio Stampa del Comune di Foggia, la seguente nota di precisazione sulle dichiarazioni del Sindaco, Franco Landella , comparse nell'articolo di Maurizio De Tullio , Monumento alle vittime del '43, Landella sollecita il Comitato , pubblicato ieri. * * * Gentilissimo Geppe, abbiamo letto l’intervista realizzata da Maurizio De Tullio al Sindaco Franco Landella in relazione allo stato dell’iter per la realizzazione del monumento alle vittime dei bombardamenti, pubblicata sul tuo blog. La tempistica di pubblicazione, rispetto al giorno in cui sono state raccolte le dichiarazioni del primo cittadino (il 30 ottobre, in coincidenza con la cerimonia di concessione della cittadinanza onoraria al dott. Pasquale Di Cicco ), rende l’articolo anacronistico e causa possibili motivi di attrito con l’artista che ha progettato il monumento e con il Presidente dell’ Associazione per un Monumento alle Vittime dei Bombardamenti . Nel frattempo...

Monumento alle vittime del '43, Landella sollecita il Comitato (di Maurizio De Tullio)

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Come avevo annunciato ai lettori di LM , mi ero promesso di approfondire i motivi per cui il progetto del monumento per le vittime civili dei bombardamenti su Foggia del 1943, comprensivo di posa in opera, si sia arenato ormai da quasi un anno. Un anno a distanza del quale sembrava tutto pronto: plastico dell’opera, progetto approvato dal Comune, location individuata, possibili finanziamenti individuati. E allora – si chiederanno da lassù le anime delle migliaia di vittime innocenti cui quel monumento è stato dedicato –, quali ostacoli si sarebbero frapposti? Onestamente faccio fatica a individuarli, soprattutto dopo l’intervista che mi ha concesso qualche giorno fa il Sindaco di Foggia, Franco Landella, perché il livello del confronto dialettico è davvero poco esaltante. La domanda che ho posto è stata semplice: “ Signor Sindaco, a che punto siamo con la realizzazione dell’opera ?”. E il primo cittadino ha evitato di dare numeri o date perché, a suo dire, è il “Comitato” – pre...

Quell'eroe sconosciuto della guerra a Foggia

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Quanti atti di eroismo si sono consumati in silenzio, lontano dal clamore della cronaca e dalla ribalta della storia nella tragica estate del 1943? Mi fa specie pensare che Foggia sia riuscita nella impresa di dividersi per decenni sul numero esatto delle vittime dei bombardamenti, ma non sia stata in grado di inscrivere nella sua memoria collettiva le tante e tante belle storie che hanno punteggiato quei giorni drammatici, e che corrono il rischio dell'oblio. Come quella che potete leggere in questa lettera meridiana, in cui mi sono imbattuto spulciando le annate di Avanti Daunia , l'organo della Federazione socialista di Capitanata. La raccontò sul numero zero del giornale, in edicola il 3 marzo del 1945, firmandosi con lo pseudonimo Cierre , Carlo Ruggiero , che era anche il direttore. L'articolo è prezioso perché dà conto di pagina oscura e mai sufficientemente portata alla luce del 1943 a Foggia: la feroce rappresaglia nazista che si abbatté sulla città all'in...

Bombardamenti, perché si deve dare un nome alle vittime (di Maurizio De Tullio)

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Maurizio De Tullio mi ha fatto pervenire un prezioso contributo, nel quale riflette su diversi temi trattati nelle ultime settimane da Lettere Meridiane . Tra le altre cose, l'articolo risponde alle considerazioni che avevo svolto su quello che ho definito riduzionismo , atteggiamento che caratterizza alcuni strati della opinione pubblica foggiana a sminuire la portata di eventi epocali, come i bombardamenti. Le riflessioni di Maurizio sono ampie, articolate, e per larghissima parte condivisibili. Meritano una risposta articolata ed approfondita, che mi riservo di fornire  nei prossimi giorni, con una lettera meridiana ad hoc. Solo una battuta sulle considerazioni finali, in cui De Tullio scrive: Credo occorra combattere gli stupidi che a Foggia, e sui Social locali, crescono e si moltiplicano in quantità industriale!  Solo per aver espresso opinione contraria (e motivata) al progetto di ricostruzione del Palazzo di Federico II e per aver contestato la bontà artistica ...

Foggia condannata a un eterno zero a zero (di Maurizio De Tullio)

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Maurizio De Tullio replica ad Alberto Mangano, che aveva a sua volta risposto alle perplessità di De Tullio sul monumento ai caduti della tragica estate del 1943 che dovrebbe sorgere sul piazzale della stazione. L'amico Maurizio ribatte anche alle mie osservazioni circa il "riduzionismo" che affligge taluni strani dell'opinione pubblica foggiana. Al termine dell'intervento la mia risposta. Chi volesse rileggere le "puntate precedenti", le trova qui: De Tullio: "Perché non sono d'accordo con il sogno di ricostruire il palazzo di Federico II"   Mangano replica a De Tullio: "Foggia non vuole ricordare" * * * Senza voler tediare i lettori, mi vedo coinvolto in un imprevisto dibattito a tre voci che, spero, farà chiarezza su molte cose, il più delle volte male interpretate. Sulle osservazioni fatte alcuni giorni fa da Geppe Inserra, circa la libertà di espressione e opinione sul web, risponderò in un separato intervento...

Mangano replica a De Tullio: "Foggia non vuole ricordare"

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Il plastico del monumento di Biasci, che dovrebbe sorgere nel piazzale Vincenzo Russo, all'uscita della Stazione Alberto Mangano , promotore e responsabile del Comitato "Un monumento a ricordo delle vittime del 43 a Foggia" , replica ad alcune considerazioni svolte da Maurizio De Tullio , a margine dell'articolo in cui esprime il suo dissenso rispetto alla proposta di ricostruire il Palazzo Imperiale di Federico II. L'idea era stata lanciata da Giovanni Cataleta , e sostenuta da Lettere Meridiane con una petizione on line . Ecco quanto scrive Mangano. * * * Ho letto attentamente quello che ha scritto Maurizio De Tullio circa il monumento alle vittime del 43 e mi sento di dover precisare alcune cose: 1. Il monumento definito di pessimo gusto (bastava dire a me non piace) è stato pensato e progettato da un artista internazionale che abbiamo il piacere di ospitare a Foggia nell'Accademia delle Belle Arti 2. Lo stesso artista Biasci è stato scelto dall...

19 agosto 1943: il racconto di una tragedia (di Giuseppe de Troia)

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Insigne cultore di storia, soprattutto medievale (è tra i massimi esperti della Capitanata fridericiana), Giuseppe de Troia offre agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane questa preziosissima testimonianza personale sulla incursione aerea che colpì Foggia e i foggiani il 19 agosto 1943, la più violenta e la più disastrosa di quella tragica estate. Il racconto di de Troia è importante ai fini di una maggiore conoscenza di quegli eventi perché l’autore, ancora ragazzo, fu testimone oculare dei fatti e delle distruzioni e perché nella sua narrazione riesce a mantenere il rigore e la neutralità dello storico. Il documento, già pubblicato sulle colonne del quotidiano L’Attacco qualche anno fa, svela alcuni particolari poco noti di quelle drammatiche giornate mostrando una Foggia, diversamente da quanto viene in generale ritenuto, tutt'altro che vuota, ed anzi, ancora abitata dai suoi cittadini (che sarebbero stati costretti ad abbandonarla proprio in seguito alle conseguenze ...

Perché Foggia non è diventata grande (di Ugo Iarussi)

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Quella di Ugo Iarussi è stata una delle intelligenze più nitide e prorompenti che la città e la provincia di Foggia abbiano avuto nel secolo scorso. Architetto (fu il primo iscritto all'Ordine professionale in provincia di Foggia), studioso di storia locale (nella incrollabile convinzione che chi progetta il futuro debba conoscere approfonditamente il passato) diresse l'ufficio tecnico della Provincia, e fu uno dei protagonisti del recupero e del restauro di Palazzo Dogana, di cui si paventava addirittura la demolizione, dopo che un terremoto l'aveva reso "pericolante". In questa veste l'ho conosciuto e siamo diventati amici. Ogni incontro è stato per me un'occasione di arricchimento intellettuale, e spesso di sorpresa. Mi stupiva la sua lucidità e l'ironia con cui guardava alle cose del mondo, che ha lasciato troppo presto. Ho ritrovato il mio caro vecchio amico in un articolo che non conoscevo, e che rappresenta un documento eccezionale, una let...