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Visualizzazione dei post con l'etichetta vandalismo

Quei bombardamenti che non finiscono mai: Foggia, fuggi da Foggia

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Così Foggia ha saluto la nascita del Salvatore I bombardamenti non finiscono mai, a Foggia. Quel che non fecero le Fortezze Volanti alleate che nell’estate del 1943 rasero al suolo la città, ma non uccisero la speranza, stanno riuscendo a farlo i teppisti, i vandali, i balordi che fanno a pezzi i beni comuni, la memoria, l’identità, e quella città indifferente che ha altrettante responsabilità nello sfascio di Foggia, nel suo degrado. Non è affatto un caso che le ultime epiche gesta di questi nuovi barbari abbiano avuto come teatro e come bersaglio, la notte di San Silvestro luoghi simbolici di Foggia civile, come il Municipio, la casa di tutti, e di Foggia storica, come le stele che tempo fa erano state poste nella villa comunale proprio a ricordo dei bombardamenti e dei foggiani che si prodigarono per lenire le sofferenze della popolazione. Uccidendo migliaia di inermi cittadini, gli alleati fecero a pezzi la memoria viva e reale della città. Oltraggiando i suoi simboli, i vand...

Vandalismo senza limiti né confini

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Nuova postazione o postazione alternativa? Se lo domanda, tra il divertito e l’incazzato, Michele Sepalone , fotografo e artista foggiano, il cui obiettivo ha prontamente immortalato una delle mille brutture che punteggiano il capoluogo dauno. Siamo in pieno centro, a via Diomede, angolo piazza Giordano. I soliti ignoti hanno divelto la palina che segnalava la stazione di bike sharing per collocarla in posizione orizzontale. Chissà quanto tempo, adesso, resterà lì, a dare pessima immagine di sè, e della città. Il bike sharing è stato un’altra occasione perduta per i foggiani. Voluto dalla Provincia, che aveva fatto installare una serie di stazioni nei punti nevralgici del centro cittadino, per dare modo agli utenti del servizio di potersi spostare comodamente in città, è finito alla mercé dei vandali, che ci sono presi tutto: biciclette, rastrelliere, pezzi di ricambio. È l’ennesima riprova che il vandalismo brucia ingenti risorse pubbliche, abbassa la qualità della vita, abbrut...

Piazza Mercato, l'evaporazione degli "intellettuali"

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 Il post di Lettere Meridiane sulla situazione di degrado che angustia piazza Mercato ha suscitato numerose e interessanti reazioni negli amici e lettori del blog. Nonostante siano trascorsi appena tre anni dalla cosiddetta riqualificazione di piazza Mercato, il sito soffre i problemi di sempre: vandalismo, incuria, abbandono, degrado. Un pessimo biglietto da visita per la città, e forse la conferma che la riqualificazione è stata un'operazione velleitaria. Si demolì a furor di popolo o quasi il cosiddetto "treno" realizzato nell'ambito del progetto Urban, pensando che il problema i piazza Mercato fosse la presunta bruttezza di quel contenitore e non la mancanza di una vera progettualità sulla gestione della piazza. Le associazioni culturali e i gruppi Facebook così solerti nel chiedere la demolizione della struttura si sono eclissati. La verità è la storia di piazza Mercato andrebbe insegnata nelle scuole come esempio di come NON si fanno le cose, e di come la v...

Foggia città guasta

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Foggia ha mille problemi. Ma il più grave di tutti è la sciatteria con cui la città viene governata e viene vissuta. Prendete la foto che illustra il post. Amaramente emblematica. Siamo a piazza Mercato, che soltanto un paio di anni fa è stata parzialmente bonificata e, come si disse pomposamente, "riqualificata". Come ricorderete, venne demolita (forse troppo frettolosamente: non si tentò neanche di restaurarla, sulla base di un discutibile pregiudizio estetico) la struttura, il cosiddetto treno, adibita a mostre e sala convegni, e fatta oggetto di ripetuti atti di vandalismo. Venne anche sistemata la pavimentazione, e la piazza tornò ad essere com'era all'inizio, sgombra da manufatti, come quando ospitava le bancarelle dei venditori al mercato. Sono sopravvissute alla "riqualificazione" soltanto la costruzione in muratura in prossimità di piazza dell'Addolorata, che era una volta adibita alla vendita di carne da basso macello e il chiosco dell...

Foggia, benvenuti nella giungla

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Michele Sepalone , fotografo ed artista, si è sempre sforzato attraverso le sue fotografie ed i suoi video di raccontare la bellezza nascosta di Foggia, spesso colta in momenti e situazioni particolari, come la nebbia o la notte . Nel suo ultimo video ha cambiato nettamente registro, mettendo a nudo un’altra dimensione della città: la bruttezza provocata dall’incuria, dall'inciviltà, dal vandalismo, dall’incultura. Una bruttezza con la quale ci stiamo abituando convivere, così che giorno dopo giorno non ce ne accorgiamo più. Welcome to the jungle, Benvenuti nella giungla s’intitola il video, onesto, duro, per alcuni versi inquietante, che potete guardare alle fine del post. Immagini perentorie, che non hanno bisogno di commenti, sapientemente montate. Si comincia da quelli che dovrebbero essere due luoghi simbolici della città, come il nuovissimo terminal intermodale Vincenzo Russo e piazza Mercato. Posti che dovrebbero rappresentare ed esaltare le due vocazioni della città,...

Lo scempio di Foggia in miniatura

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Tra i tanti scempi che si consumano quotidianamente sotto il nostro sguardo ce n’è uno particolarmente doloroso, ed amaramente esemplare. La Foggia in miniatura , realizzata decenni fa dall’artigiano Luigi Scopece versa in pessime condizioni, come documentano le foto scattate da Umberto Sergio La Gatta , che le ha gentilmente messe a disposizione degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane . Umberto non conosceva l’esistenza di questa bella opera, che l’autore, un muratore che amava la sua città, realizzò negli anni Ottanta, sull’esempio della più celebre  Italia in miniatura di Rimini. Ha visto per la prima volta le artistiche riproduzioni dei palazzi, degli edifici e dei monumenti più rappresentativi del capoluogo dauno realizzate da Scopece, accompagnando i suoi bambini al Parco Giochi del Cep dove sono “custodite”. “Non sapevo dell'esistenza di una sorta di Foggia in miniatura. Molto mal ridotta, che pena al cuore - commenta amareggiato -. Nessuna targa, nessuna cura, ...

Il rifiuto della bellezza, nel reportage amaro di Giovanni Rinaldi

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Una delle foto della mostra di Giovanni Rinaldi Il Tavoliere, con le sue luci e i suoi colori che cambiano a seconda delle stagioni, è uno dei paesaggi più belli della Puglia: un paesaggio scandito dall’erba e dalla terra. Ma, come avverte Giovanni Rinaldi, fotografo, ricercatore, storico, "l’erba, spesso, sembra accogliere e nascondere, la terra sembra seppellire. Come quando osserviamo il paesaggio da lontano, può sembrare tutto in ordine e consueto, ma è avvicinandosi, osservando più da vicino, che scopriamo quello che la nostra terra sta diventando." Nel suo reportage fotografico #WeAreInPuglia? Il rifiuto della bellezza,  Rinaldi opera un’azione di disvelamento, guardando da vicino e facendoci guardare da vicino, documentando come questa bellezza venga quotidianamente oltraggiata dalla mano dell’uomo che vi deposita rifiuti e immondizie di tutti i generi. La sua macchina fotografica, da sempre attenta a cogliere le radici e la memoria della gente dauna e pugliese, ...

Telecom, promesse di marinaio? La bruttura di piazza XX settembre sta sempre lì

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Sono passati ormai più di cinque mesi dalla promessa di spostare la centralina che deturpa il mascherone e la facciata di palazzo Barone-Perrone nella centralissima piazza XX settembre, ma ancora nulla si è mosso. La sola differenza rispetto a cinque mesi fa, quando, sommersa dalle polemiche e davanti ad una formale istanza avanzata dalla sezione foggiana del Fai (Fondo Ambiente Italia), Telecom si era impegnata a sanare lo sfregio, è che la società telefonica ha “firmato” il misfatto. Adesso, sull’orrenda centralina è stata apposta un’etichetta adesiva che rende noto che il marchingegno contiene i terminali della fibra ottica che si usa per le connessioni digitali di telefonia e di dati. La bruttura resta tutta intera. Il mascherone deturpato Dopo la denuncia di Lettere Meridiane , il responsabile provinciale del Fai , Nico Palatella , aveva chiesto formalmente all’azienda telefonica di spostare la centralina in un altro sito. Anche la Gazzetta del Mezzogiorno aveva pubblicat...

Foggia non brutta. Ma abbruttita.

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Ma come può una città ridursi così, diventare così sciatta, rinunciare del tutto alla percezione e all'idea di se stessa come bene comune ? Guardate la foto: è stata scattata in questi giorni in pieno centro, in via Saseo, traversa di corso Vittorio Emanuele. Giorni fa, per cause imprecisate, un'auto ha preso fuoco, e le fiamme e il fumo si sono innalzate fino ai piani più alti del palazzo, avvolgendo finestre e balconi, e lasciando una desolata scia di fuliggine sui muri esterni. Ma non è tutto. Quest'angolo di centro è da tempo, come tutto il perimetro dell'ex mercato Ginnetto, una terra di nessuno che viene utilizzata come bagno pubblico. A confermarlo non ci sono soltanto le tracce delle feci umane e canine che spuntano dappertutto, ma anche gli effluvi che aggrediscono l'olfatto dell'incauto passante, già costretto a sfibranti gimcane per evitare di calpestare gli escrementi che ricoprono strade e marciapiedi. Qualcuno, evidentemente non privo di senso...

San Lorenzo: la Chiesa medievale ridotta a stalla

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(Foto di Bruno Caravella) La drammatica situazione della chiesa medievale di San Lorenzo in Carmignano (al centro qualche giorno fa di una lettera meridiana su un reportage fotografico di Bruno Caravella ) è approdata in consiglio comunale (ringrazio molto Francesco Paolo Gentile per aver messo a disposizione il video che documenta la discussione). L'assessore ai lavori pubblici, Antonio Bove , ha risposto infatti verbalmente all'interrogazione che sull'argomento era stata presentata dal consigliere comunale di Alternativa Libera, Vincenzo Rizzi . L'assessore Bove ha detto che il Comune di Foggia sta lavorando d'intesa con la Regione per reperire i fondi necessari al completamento del recupero e del restauro dell'antica chiesa, i cui lavori sono stati bloccati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, che non li ha ritenuti conformi alle norme.

Scritte neonaziste a Foggia

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Incommentabile. Vergognoso. Con l’aggravante che chi l’ha scritto deve aver perfino pensato di essere arguto e spiritoso. A Foggia c’è chi ha ritenuto di celebrare la Giornata della Memoria , nel modo che vedete nella fotografia che illustra il post. La svastica sulla destra lascia pochi dubbi sulla paternità politica e ideologica dell’atroce graffito. Accade in via Federico Spera, nella zona della 167 di Rione Biccari. Come se non bastasse, la scritta imbratta il muro di cinta (purtroppo non nuovo ad ospitare siffatte, becere esternazioni) della sede di un’organizzazione di grande tradizione democratica e pacifista, come le Acli, l’associazione dei lavoratori cristiani. Si spera che quanto prima si ponga riparo a questo sconcio.

Foggia rassegnata alla bruttezza: la vergogna di piazza Padre Pio

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Statue pubbliche che vengono ciclicamente vandalizzate. Piazze che vengono oltraggiate da insane installazioni tecnologiche. Nei giardini pubblici lampioni divelti, panchine distrutte. Il bene pubblico sistematicamente calpestato, e vilipeso. E noi? Cari lettori di Lettere Meridiane e cari amici concittadini, ammettiamolo. Ci siamo ormai rassegnati alla bruttezza. Dilaga. Ci avvolge. Ci sommerge. Non ci facciamo neanche più caso. Certe volte mi domando se Foggia - se noi foggiani - meritiamo la cosa più bella che abbiamo, quella luce impareggiabile che fa dell’ombelico del Tavoliere un posto dove i colori hanno una magia che non trovi altrove. E meno male che la luce, quella almeno, non possono vandalizzarla. Sembra invece che viviamo in un’eterna penombra. Che ci impedisce di vedere, come fosse una cataratta collettiva. Il peggio è che questa bruttezza colpisce i simboli della città. Come se la città non volesse saperne di simboli, e li rigettasse. Non è soltanto la statua...

Telecom promette. Trasferirà la centralina che deturpa piazza XX settembre

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Le Telecom sposterà in un luogo più consono la centralina telefonica che deturpa la facciata del settecentesco palazzo Perrore-Barone in piazza XX settembre, occultando parzialmente l’antico mascherone che l’adorna. Lo hanno annunciato i vertici dell’azienda telefonica con una nota inviata alla redazione di Foggia della Gazzetta del Mezzogiorno , che aveva raccolto la denuncia di Lettere Meridiane , segnalando, a sua volta, l’incredibile vicenda, consumatasi in pieno centro della città, nel disinteresse generale. La direzione della Telecom ha anche fatto sapere che ha in corso le necessarie verifiche tecniche per individuare un nuovo sito per la centralina. Una espressa richiesta in tal senso era stata avanzata da Nico Palatella , responsabile provinciale del Fondo Ambiente Italiano . La Gazzetta di Capitanata ha dato notevole risalto alla notizia del ravvedimento di Telecom, con un articolo di Anna Langone che dopo aver ricostruito la vicenda scrive: “Il fregio sul pregevole pala...

Foggia deturpata: un altro scempio in piazza Federico II

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Sono stati veramente tantissimi, i commenti improntati a sdegno e le proteste degli amici e dei lettori, alla lettera meridiana in cui abbiamo denunciato l'incredibile scempio perpetrato dalla Telecom in piazza XX settembre, dov'è stata installata una centralina che deturpa la facciata di palazzo Barone-Perrone, occultando parzialmente il mascherone di pietra che l'adornava. La maggior parte dei commenti è accomunata dal desiderio di trovare i responsabili. Ma siamo sicuri che sia proprio una questione di responsabilità altrui, e che, invece, certe cose non accadano semplicemente perché non ce ne accorgiamo, o ce ne disinteressiamo, o peggio ancora, perché ci siamo così abituati al brutto che ci circonda, che non si facciamo neanche più caso? Tra tutti i commenti ho trovato particolarmente significativo, al di là dell'ironia di cui è soffuso, quello postato sulla bacheca del blog da Mary che scrive testualmente: "Seeee.... La verità è che tutti se ne fregano ...

Lo scempio del mascherone di piazza XX settembre. Interviene il FAI

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Non si sono fatte attendere le reazioni allo scempio del mascherone di piazza XX settembre, occultato da una centralina installata da Telecom e documentato da una lettera meridiana di qualche giorno fa. È sceso ufficialmente in campo il Fondo Ambiente Italiano (FAI) , il cui capo-delegazione provinciale, Nico Palatella , ha inviato alla Telecom di Bari una lettera per sollecitare un intervento che restituisca alla piazza il suo decoro. Palatella ha anche preannunciato l'intervento diretto del Fai, per ripulire l'insegna e il muro, a loro volta imbrattati dai consueti atti di vandalismo che deturpano i muri dei palazzi foggiani. "Dopo anni di disattenzione generale sul valore e patrimonio storico della nostra città da parte veramente di tutti - cittadini ed istituzioni locali in primis - qualcosa si sta muovendo - scrive Palatella - e questo ritrovato spirito di appartenenza genera segnalazioni, sulle quali siamo chiamati ad intervenire, per ruolo e per senso civico....

Deturpato il mascherone di piazza XX settembre a Foggia

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Se non ci fosse l’etichetta Telecom, potresti scambiarla perfino per una scultura moderna. Un inno alla bruttezza. Un simbolo della tecnologia che si contrappone al bello, e lo sommerge, l’oscura. Invece è soltanto l’ennesimo, incredibile episodio di abbrutimento di una città che conserva poche tracce di bellezza, per l’asprezza della sua storia punteggiata da guerre, terremoti, distruzioni, ma anche per l’incuria e il disinteresse dei suoi cittadini. Ci può anche stare che l’operaio della Telecom o dell’impresa appaltatrice che ha installato la centralina in piazza XX settembre non sia un laureato in storia dell’arte. Ma non ci sta che un simile scempio possa avvenire in pieno centro, sotto gli occhi di migliaia di passanti, vigili urbani, ecc.. Possibile che nessuno si sia reso conto, mentre si procedeva nella posa in opera del manufatto, che la centralina andava a sovrapporsi, occultandolo parzialmente, al mascherone che faceva bella mostra di sè, sulla facciata di Palazzo Baron...

Un altro tassello di bellezza strappato alla città

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I gesti hanno sempre un loro significato. Quando li compiamo, ma anche quando non li compiamo, per dimenticanza o più semplicemente per disinteresse. Così, ci sono piccoli gesti pieni di grande significato e, per converso, piccole omissioni che tradiscono grandi insensibilità. Prendete, per esempio, Il Volo , la bella scultura di Gianfranco Rizzi che una volta faceva bella mostra di sè sul piazzale dell’aeroporto Lisa. Venne rimossa durante i lavori di rifacimento del piazzale esterno dello scalo foggiano, e mai più ricollocata al suo posto. Anzi, è finita tra i rifiuti. Una vicenda assurda e incredibile, anche perché la realizzazione della scultura, costò un bel po’ di danaro pubblico. Questa storia incresciosa mi è tornata alla mente ieri, quando ho utilizzato nel post sul probabile matrimonio tra Aeroporti di Puglia e la società che gestisce l’aeroporto napoletano di Capodichino, una vecchia foto del monumento scomparso. C’è chi ha espresso apprezzamento per la fotografia e...

Gargano, devastato il parco archeologico ambientale di Devia

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Ma come può il Gargano ridursi così male? Come può offrire uno spettacolo così avvilente, una terra che affida il suo futuro al turismo e di conseguenza alla tutela ed alla valorizzazione delle sue risorse non soltanto ambientali e paesaggistiche, ma anche archeologiche e culturali? Il Parco Archeologico ed Ambientale di Devia è stato devastato dai vandali, a loro volte agevolati dalla scarsa o cattiva vigilanza.  Alle rovine dell'antica città di Devia, fondata dagli Slavi prima dell'XI secolo e abbandonata nel XIV, forse a causa delle frequenti scorrerie dei saraceni, si affiancano adesso quelle del Parco: le staccionate e gli spazi riservati all’accoglienza dei visitatori sono stati distrutti, i reperti archeologici sono esposti alle intemperie, alberi secolari di ulivo sono stati tagliati per utilizzarli come legname da ardere. Bel suo sito sito Amara Terra Mia , Domenico Sergio Antonacci ha pubblicato l’ album fotografico di Nazario Cruciano che documenta lo sc...

No pasaran. Il viaggiatore è tornato...

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Una volta tanto non hanno vinto loro, i vandali, i balordi che fanno a pezzi la città e danno ragione a quanti vorrebbero scappare via. Questa volta ha vinto una città che si è mostrata finalmente civitas . La statua del viaggiatore è tornata al suo posto, in piazzale Vittorio Veneto, dopo il restauro promosso dal Rotary Club di Foggia. che l'anno scorso aveva già curato la posa in opera della bella opera d'arte, davanti alla stazione ferroviaria.. Il presidente Giulio Treggiari è stato di parola. “ No pasaran ”, aveva detto quando il Rotary aveva deciso di farsi carico del restauro della statua, prima presa di mira dai vandali, quindi utilizzata come cestino portarifiuti. “Non vinceranno i vandali, la restauriamo e poi ritornerà al suo posto.” E così è stato. Da un paio di giorni, l’opera è stata ricollocata nel piazzale, e la speranza è che questa volta sarà il fiore all’occhiello di una piazza che si sta rifacendo il look e che sembra destinata a diventare ancora p...

Grazia Pia ci ripensa: "Grazie a chi, come me, non vuole arrendersi"

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La comunicazione - quando è autentica, sentita, sofferta - produce cambiamento. Provoca coesione, solidarietà. Smuove le montagne. Poco conta se sia affidata all'immateriale leggerezza dei bit dei social network, o ad una stretta di mano che ti fa sentire il calore dell'altro. Ciò che conta è il messaggio, l'emozione, il valore che la comunicazione sincera riesce a trasmettere. Un abbraccio virtuale può essere caloroso, quanto uno concreto. E può innescare bellezza. Ricordate la giovane imprenditrice di Vico del Gargano che nei giorni scorsi aveva scritto a Teresa Maria Rauzino e a Domenico Sergio Antonacci una lettera cruda e toccante manifestando il desiderio di scappare, di fronte all'inciviltà, ai soprusi, con cui ogni giorno chi sceglie di restare nella terra dei propri padri deve fare i conti? Lo sfogo di Grazie Pia Vitillo non è rimasto inascoltato, Tanti, tantissimi le hanno manifestato la loro solidarietà e la loro vicinanza. L'hanno fatta sentire ...