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Michele La Sala, l'arte come antidoto al male

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Michele La Sala sta diventando sempre più bravo nell’impastare di colore le sue nature morte e i suoi paesaggi. Attraverso sfavillanti policromie, l'artista racconta la natura e il tempo, così come potrebbero essere e, in fondo, così com’erano. Nelle sue opere sembra di cogliere i tratti di una nostalgia profonda, una volta tanto non soffusa di nebbia e di rimpianto, ma cristallina e coloratissima. Ho avuto la fortuna e il piacere di seguire Michele fin dai primi passi del suo percorso artistico, intrapreso da autodidatta, ma sostenuto da quel sincero stupore che solo gli artisti di razza sentono, e trasmettono, nei loro quadri. Se nelle altre occasioni la crescita costante di La Sala mi aveva colpito ed entusiasmato, l’ultima volta mi ha addirittura commosso. Nei paesaggi, il tratto e il colore sono diventati ancora più decisi nel consegnare al pubblico una immagine inattesa ma del tutto vera del Tavoliere, del Gargano, dei Monti Dauni, sublimando la loro struggente bellezza...

Matteo Pazienza, Ulisse alla rovescia

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L’altra faccia dell’emigrazione è quella di chi torna nel luogo da cui è partito, con il bagaglio professionale ed esperenziale arricchito dall’esperienza vissuta. E non solo. Stare fuori, stare lontano dal proprio luogo è anche un modo per guardarlo da una prospettiva, una distanza diversa. Più obiettiva. Sono questi il punto di vista, e la storia, da cui parte “Ritorno dal Sud” ( Andrea Pacilli editore ) di Matteo Pazienza , architetto di Foggia con una lunga attività professionale all’estero: un diario intimo di una esperienza di vita vissuta tra una città del Nord Europa e la sua città natale, attraverso il quale analizza con spunti spesso severi ma profondamente realistici, e in ogni caso scevri da indulgenze di maniera, le differenze e le diversità non solo strutturali ma anche culturali e comportamentali tra quelle due realtà. Il ritorno è amaro e sorprendente: dove l'autore vorrebbe recuperare l'identità, trova un cambiamento che ha stravolto tutto, al punto tale...

Per festeggiare San Michele in regalo l'Apparizione sul Gargano custodita nei Musei Vaticani

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In occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono della provincia di Foggia, Lettere Meridiane regala ad amici e lettori la splendida riproduzione digitale dell'opera che ricorda l'apparizione dell'arcangelo sul Gargano, custodita nella la Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani, voluta da pala Gregorio XIII per rappresentare la bellezza e la grandezza dell'Italia, vicino alla Cappella Sistina.  Si tratta di  S.Michael in Monte Gargano apparet , dipinta verso la fine del XVI secolo da  Cesare Nebbia , pittore umbro della scuola manierista, noto soprattutto per aver preso parte, durante il papato di Sisto V, alla dipintura ad affresco della Cappella Sistina e ai lavori di restauro della Scala Santa e della Cappella di San Lorenzo. La Galleria ospita, dipinte sulle pareti, carte geografiche, affreschi che riproducono episodi storici, e icino alle relative città o regioni, affreschi dei Santi Patroni: Sant’Ambrogio per Milano, la Madonna d...

A Parcocittà il film su Egon Schiele, genio dell'espressionismo

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D'Estate D'Autore , la rassegna cinematografica in memoria del compianto don Paolo Cicolella , decano degli esercenti cinematografici pugliesi, giunge alla settimana conclusiva e, dopo Van Gogh,  offre stasera al suo affezionato pubblico un'altra intensa pellicola sull'arte.  Il talentuoso attore Noah Saavedra , indossa i panni di Egon Schiele , nell'omonimo film diretto da Dieter Berner , in una storia tratta dal romanzo di Hilde Berger. Giovane, seduttore affascinante, artista provocatorio e brillante, Egon Schiele è considerato il genio dell’Espressionismo austriaco. Agli inizi del XX secolo, era tra gli artisti più provocatori e controversi di Vienna. La sua arte era ispirata da donne affascinanti e disinibite, in un’epoca che stava volgendo al termine. Due donne in particolare condizioneranno davvero la sua vita e la sua espressione artistica: sua sorella e sua prima musa, Gerti e la diciassettenne Wally, probabilmente l’unico vero amore di Schiele, ...

Lettl e Manfredonia, un amore che dura

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Gli amori veri non finiscono mai. Travalicano il tempo, soprattutto se a suggellarli c'è la Bellezza. La passione che legò a Manfredonia il grande artista tedesco Wolfgang Lettl a Manfredonia, che vi si ritagliò un'oasi di creatività e serenità, ha avvolto e contagiato suo figlio Florian , che assieme a sua moglie ed ai suoi figli, continua a trascorrere le vacanze estive a Manfredonia, in quell’oasi di Sciale degli Zingari. Figlio d’arte,  Florian: scultore ma anche raffinato critico ed esteta. Si deve a lui la mostra Manfredonia mia amata , che l’anno scorso offrì per la prima volta in Italia una esauriente retrospettiva della produzione artistica di Wolfgang Lettl, con particolare riferimento alle opere realizzate nelle sue vacanze sipontine, che durarono decenni. La mostra - che con oltre tremila presenza registrò un clamoroso successo di critica e di pubblico - ha segnato l’inizio di un nuovo corso nelle relazioni tra la famiglia Lettl e Manfredonia, o se preferite...

Parola di architetto, fermate quello scempio (di Giacinto Binetti)

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La foto del plastico della Chiesa di Sant'Antonio, pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno nel giorno della posa della prima pietra L'architetto Giacinto Binetti , foggiano e profondo conoscitore della valenza architettonica e culturale della Chiesa di Sant'Antonio a Foggia, ha pubblicato un interessante e articolato commento, alla Lettera Meridiana in cui davamo notizia (e aderivamo) alla petizione  promossa da Renato Imbriani e sostenuta da un sempre più folto gruppo di fedeli chiede di lasciare al suo posto il "Crocifisso risorto" di fra Guglielmo Schiavina, che l'attuale parroco vorrebbe far sloggiare dalla parete su cui è rimasto per mezzo secolo, per trasferirlo in un'angusta cappella, nella parte bassa del tempio. Nel suo qualificato e interessante intervento -  che invito amici, lettori di Lettere Meridiane e sottoscrittori della petizione - a leggere con particolare attenzione, Binetti documenta la parentela della chiesa foggiana con l...

Salviamo il "Crocifisso risorto" di fra Guglielmo Schiavina

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Tra i beni architettonici più internazionali, importanti, intensi e significativi di Foggia c’è una Chiesa, non conosciuta e apprezzata come e quanto si dovrebbe, perché sorge nell’estrema periferia, al rione San Lorenzo. È la Chiesa di Sant’Antonio. Progettata dall’architetto polacco Davide Pacanowski , allievo di Le Corbusier ed egli stesso grande firma dell’architettura europea del secolo scorso, la Chiesa è menzionata perfino dall’enciclopedia Treccani on line . Nella voce dedicata all’illustre architetto, Giovanni Duranti annovera la chiesa di San'Antonio tra le opere più significative di Pakanowski, sottolineando come essa sveli importanti echi della lezione lecorbuseriana. "Nel 1966 - vi si legge -  progettò per la città di Foggia la chiesa di S. Antonio da Padova (aperta al culto nel 1979), coniugando la complessità geometrica con l’attenzione per il genius loci : il recupero della spazialità barocca con l’adozione del carparo. Nella grande calotta di copertura, m...

Quando i muri parlano: la Foggia bella e creativa di Teresa d'Agnessa

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Un invito a guardare la città con occhi diversi. Anzi, per dirla con Henry David Thoreau , a vedere, più che guardare, perché “non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.” È una Foggia insolita, colorata, piena di luce e perfino di poesia quella spulciata, raccontata e sublimata dall’obiettivo di Teresa d’Agnessa , in mostra a Foggia, in quel di  Parcocittà fino al 19 giugno. Fotografa di viaggi, di mondi e culture esotiche, questa volta d’Agnessa racconta Foggia e i suoi muri che parlano, catturando la creatività che prorompe sommessa e copre di bellezza ciò che per definizione è brutto: non solo muri ma anche manufatti tecnologici, gli orrendi cabinet della fibra ottica spuntati come funghi, le paline pubblicitarie. L’occhio di Teresa è attento e si posa sicuro su queste recondite bellezze: dai delicati disegni disseminati da Blub per le strade del centro qualche anno fa, alle liriche anonime “postate” dal Movimento per l’emancipazione della poes...

Il grido di Foggia: la questione meridionale non è chiusa. E va rilanciata.

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Contadini e braccianti nel Gargano dei briganti di Michele Eugenio Di Carlo è un libro importante, perché svela - con il supporto ineccepibile di manoscritti e documenti d’archivio - una realtà poco nota, se non addirittura rimossa e dimenticata. Dopo l’unificazione dell’Italia, il Mezzogiorno precipitò in una situazione di miseria nera, di disoccupazione e di “nuovi doveri” (come la leva obbligatoria) che innescò la rabbia e il risentimento popolare, e costituì un fertile humus per fenomeni come il brigantaggio o il banditismo. Più che di unificazione, si trattò di una occupazione militare, che dette vita a moltissimi episodi di sommosse relegate ai margini della storia ufficiale (quella scritta dai vincitori) e rimaste, pertanto, pressoché sconosciute. Il prezioso libro trae origine proprio da uno di questi episodi poco noti, che Di Carlo ha il merito di avere riscoperto, raccontato e collocato nella sua dimensione esatta di simbolo di un’Italia sofferente e dimenticata: la gue...

I Grifoni di Ascoli Satriano approdano su Google Arts & Culture

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La fortunata missione milanese dei Grifoni Policromi di Ascoli Satriano, esposti con straordinario successo all’ Expo 2015 , ha procurato allo splendido gruppo marmoreo custodito nel Polo Museale di Ascoli Satriano un record, bello e significativo. I Grifoni sono il primo reperto archeologico della provincia di Foggia a finire nella straordinaria bacheca   Arts & Culture del Google Cultural Institute , dov’è possibile ammirarli in altissima definizione, fino ai più piccoli dettagli. È come se si avesse modo di guardare lo straordinario trapezophoros con una lente di ingrandimento, cogliendo ogni sfumatura, ogni venatura, ogni colore del marmo (il reperto, risalente al terzo secolo prima di Cristo,  è straordinario perché sono pochissimi i  marmi policromi giunti fino a noi). Nella collezione Arts & Culture di Google figurano due distinte schede e due distinte immagini della scultura, che è in realtà un sostegno di mensa che raffigura due grifi che sbr...

La poesia delle foglie e della Fiber Art di Daniela Tzvetkova a Parcocittà

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La Fiber Art è una delle correnti dell’arte contemporanea più sorprendenti e creative. Si fonda sull’uso di materiali eterogenei e non convenzionali, come fibre, tessuti, carte e foglie, ed approda in questi giorni nello spazio espositivo di Parcocittà (Parco San Felice, a Foggia) dove fino al 13 gennaio è possibile ammirare l’originalissima mostra “Scritto sulle foglie” di Daniela Tzvetkova . L’artista bulgara e foggiana ha esposto precedentemente opere in carta nell’ importante rassegna internazionale TRACARTE , organizzata dalla Banca del Monte e nel 2017 ha presentato le sue ricerche artistiche nel campo della serigrafia con pigmenti naturali (estratti da lei) presso la Galleria dell’Aps CREO (Foggia). Nella mostra “Scritto sulle foglie”, Daniela Tzvetkova ci guida nel mondo delle piante con le sue foglie dipinte e manipolate. Usando prevalentemente il colore blu e quello giallo racconta la magia della sua “lingua scritta” composta da forme, nervature, colori, textures ecc....

Manlio Guberti, il magico artista che amò il Gargano e visse a Torre Montepucci

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Soffro della sindrome di Stendhal. La prima volta me ne sono accorto davanti alla Venere di Botticelli. Poi è successo al cospetto del David di Donatello. Più recentemente i sintomi si sono ripetuti davanti ai quadri di Wolfgang Lettl. Fino a qualche giorno fa, era sempre accaduto davanti ad un'opera d'arte reale, tangibile. Poi, per la prima volta, la sindrome mi ha sorpreso mentre mi perdevo davanti ad una riproduzione digitale di una opera d'arte. Quella che apre e illustra questa lettera meridiana. Allora non conoscevo né avevo letto nulla di Manlio. Sono rimasto semplicemente abbacinato. Più che vertigine o spaesamento è stato come essere risucchiato da quella visione. Diventarne parte. Starci dentro e attraverso. Poi Teresa Maria Rauzino mi ha “presentato” Manlio Guberti, inviandomi l’articolo che potete leggere qui sotto, in occasione della retrospettiva che la Galleria Medina ArteRoma gli ha dedicato per celebrare il centenario della nascita dell’artista(...

Il romantico Tavoliere, tra Bovino e il Vulture, come non l'avete visto mai

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In  diversi anni di frequentazione di registi e direttori della fotografia, ho imparato che il paesaggio più amato dagli uomini di cinema, tra i tanti offerti da quell'autentica "antologia del mondo" che è la Capitanata, è il Tavoliere: per la sua luce, innanzitutto, per i suoi colori cangianti a seconda delle stagioni, per le sue atmosfere. Il Gargano ed i Monti Dauni hanno una loro bellezza conclamata ed evidente. La bellezza del Tavoliere è quella che non t'aspetti: devi scoprirla e percepirla da una prospettiva e con uno sguardo che non sono mai banali, né scontati. Questa precisa sensazione ho avuto la prima volta che ho visto la splendida rappresentazione del Tavoliere di Puglia che si trova ne L'Italie di  Jules Gourdault , un viaggiatore francese dell'Ottocento. Il disegno è una toccante manifestazione di quel gusto e di quella sensibilità romantica che in quel secolo trovò nel Mezzogiorno italiano uno dei suoi palcoscenici più spettacolari e nat...

Il Parco si fa bello: opera d'arte a Parcocittà

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Ogni opera d’arte che viene esposta pubblicamente e concorre a migliorare l’arredo urbano della città fa notizia. Ma è ancora più meritevole di attenzione se succede in un angolo della periferia foggiana, come Parco San Felice, che fino a poco più di un anno fa era diventato il simbolo del degrado urbano e civile. Prigionieri del mondo è il titolo dell’artistica scultura donata da Pasquale Pepe a Parcocittà, in occasione della festa che ha celebrato il primo anniversario della rinascita di Parco San Felice, grazie alla rete di associazioni che hanno promosso e che gestiscono Parcocittà. Si tratta di una scultura particolarmente significativa, che rappresenta bene la cifra stilistica di Pepe, protagonista nelle scorse settimana di un’apprezzata mostra, proprio nella galleria di Parcocittà (ne ho parlato in questa lettera meridiana ). Realizzata interamente in metallo, raffigura un globo terrestre stilizzato che racchiude i “Prigionieri del Mondo” : efflorescenze e piccole sfere c...

Monumento alle vittime del '43, il sindaco precisa: nessun attrito con l'artista e il Comitato

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'Ufficio Stampa del Comune di Foggia, la seguente nota di precisazione sulle dichiarazioni del Sindaco, Franco Landella , comparse nell'articolo di Maurizio De Tullio , Monumento alle vittime del '43, Landella sollecita il Comitato , pubblicato ieri. * * * Gentilissimo Geppe, abbiamo letto l’intervista realizzata da Maurizio De Tullio al Sindaco Franco Landella in relazione allo stato dell’iter per la realizzazione del monumento alle vittime dei bombardamenti, pubblicata sul tuo blog. La tempistica di pubblicazione, rispetto al giorno in cui sono state raccolte le dichiarazioni del primo cittadino (il 30 ottobre, in coincidenza con la cerimonia di concessione della cittadinanza onoraria al dott. Pasquale Di Cicco ), rende l’articolo anacronistico e causa possibili motivi di attrito con l’artista che ha progettato il monumento e con il Presidente dell’ Associazione per un Monumento alle Vittime dei Bombardamenti . Nel frattempo...

L'eterno conflitto tra bene e male nelle sculture metalliche di Pasquale Pepe

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Una delle opere di Pepe in mostra a Parcocittà Se pensate che l’arte sia tanto una opportunità di godimento estetico quanto un’occasione di riflessione culturale e morale, fate un salto a Parcocittà e visitate la mostra di Pasquale Pepe , giovane e talentuoso scultore foggiano, che con le sue opere di metallo affronta e declina un tema da millenni caro alla filosofia: il bene e il male. Molte delle sue opere - potenti, suggestive, emozionanti - riguardano quel fenomeno della storia dell’umanità che più di ogni altri scandisce l’eterno conflitto tra i bene e il male: la guerra che produce morte, distruzione, oscurità ed è in se stessa antitesi all'amore, alla luce e alla vita. Tra le mani di Pasquale Pepe - che nella vita di tutti i giorni fa il fabbro, e conosce dunque bene la materia - il metallo, a volte forgiato, altre volte inciso ed intagliato, diventa racconto. Al simbolismo bellico (elmetti, armi, bombe, tagli, cesure) che occupa molta arte delle sue opere  si contrappo...

Ricordando Silvia Brighenti

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È duro apprendere che non vedrai più un'amica da un laconico manifesto funebre affisso all'angolo di strada. Ma è così che ho saputo del passaggio a miglior vita di Silvia Brighenti , quando era troppo tardi anche per porgerle l'estremo saluto, e voglio ricordarla agli amici e lettori di Lettere Meridiane oggi, in occasione del suo onomastico. Silvia è stata un indiscusso punto di riferimento delle arti grafiche a Foggia, intese nel senso più vero del termine: "arti", e non solo tecnica. L'ho conosciuta grazie ad un altro indimenticabile amico che ormai da tempo non è più tra noi: Gino Millepezzi . Erano i tempi in cui la stampa stava conoscendo una profonda innovazione. Dalla stampa piana si stava passando a quella offset, che rendeva necessari processi di riproduzione litografica e fotografica. La maggior parte delle tipografie artigianali foggiane non possedeva i macchinari necessari, e Gino pensò bene di aprire un centro specializzato nell'offrire...

L'omaggio di Luigi Paglia a Mario Luzi, ovvero arte e poesia tra artigianato e social

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I librini d’artista di Luigi Paglia erano una chicca per collezionisti e appassionati di poesia e di arte, fino a quando non è arrivato il social . L’idea di partenza è quanto mai intrigante: una tiratura limitatissima, una selezione di poesie attorno ad un tema, o ad un autore, accompagnate da una o due opere d’arte. Un omaggio più o meno dichiarato a Walter Benjamin e a quanto il filosofo tedesco scrisse nel suo saggio più noto, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica : arte e poesia che si incontrano, al di qua degli strumenti di comunicazione di massa, e in particolare di quella tecnica - la stampa - che Benjamin indicava come spartiacque tra la riproduzione manuale ed artigianale dell’arte e quella meccanica, industriale, e di massa. E questi sono, nella loro forma concreta ed analogica, i librini d’artista editi da Luigi Paglia: un ritorno alla editoria come artigianato, ovvero all’ ars recta ratio factibilium , cara a Tommaso d’Aquino . ...

Lettl e Ceschin: folgorati dalla luce e dalla bellezza del Gargano

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Amare una terra e scoprirne la riposta bellezza è questione di sguardo, di prospettiva, di distanza. Non sempre ci riesci, sei sei troppo vicino. Venire da fuori, guardarla per la prima volta da una certa lontananza, aiuta, perché la bellezza è disvelamento, epifania. E' difficile coglierla nel posto in cui sei nato. C'è bisogno di qualcuno che in un certo senso ti regga lo specchio, e te la mostri. Uno di questi è Wolfgang Lettl , magico artista tedesco (ma non solo, perché è stato anche un grande filosofo ed intellettuale) che venne folgorato dalla luce di Manfredonia, dove trascorse le sue ferie estive per oltre vent'anni. Il pittore fu tra i maggiori esponenti del surrealismo mitteleuropeo, ma l'irripetibile e taumaturgica luce del golfo sipontino gli offrì l'ispirazione per una rappresentazione impressionistica della Puglia e del Gargano. Un melting pot  straordinario. E questa è, la mostra retrospettiva che verrà ospitata fino al 3 settembre prossimo nelle ...

Wolfgang Lettl, cittadino onorario di Manfredonia

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I veri, grandi amori travalicano la finitudine delle cose terrene. Sono più forti della morte. E' il caso la passione profonda che legò il grande pittore tedesco Wolfgang Lettl a Manfredonia (vi trascorse per decenni le sua vacanze estive), una bella storia destinata, a quanto pare, a non finire. Anzi, a rinvigorirsi. Il Sindaco della città sipontina, Angelo Riccardi , proporrà alla sua amministrazione il conferimento della cittadinanza onoraria postuma al grande artista. E non solo: la retrospettiva in corso a Manfredonia, prima mostra italiana di Lettl , potrebbe diventare una esposizione permanente, e sarebbe per Manfredonia, sempre più città dell'arte e della cultura, un altro colpaccio. Ne ragioneranno nelle prossime settimane il Comune e Florian Lettl , figlio dell'artista e curatore della mostra, che resterà aperta fino al 4 settembre, presso le ex Fabbriche di San Francesco, andate a vederla perché ne vale veramente la pena. A comunicarlo ufficialmente nel cor...