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Subappennino tradito e scippato

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Quando la notizia ha cominciato a circolare sui gruppi social e nelle reazione (le prime testate a parlarne sono state Teleradioerre con una nota di Saverio Serlenga e  Il mattino di Foggia diretto da Antonio Blasotta ) sono stati in molti a pensare si trattasse di uno scherzo, di una fake new , di una notizia falsa messa in giro ad arte per gettare discredito sul governo regionale pugliese guidato da Michele Emiliano. Poi, le conferme. Per dirla in breve, con la delibera n.444 adottata il 20 marzo scorso su proposta dell’allora assessore Michele Mazzarano (poi dimessosi per un servizio di Striscia La Notizia che adombrava nei suoi confronti il sospetto di voto di scambio), la giunta regionale pugliese ha distribuito un bel po’ di finanziamenti - 23 milioni di euro - per realizzare opere pubbliche a San Severo, Apricena, Massafra, Nardò e a Grottaglie. E fin qui, nulla di scandaloso: il problema è che i finanziamenti ripartiti tra i diversi comuni provengono dalle royalties...

Renzi vuole il ponte sullo stretto, ma sui Monti Dauni i ponti crollano

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A metà ottobre verrà rinnovato il consiglio provinciale eletto soltanto due anni fa (mentre resterà in carica il Presidente, Francesco Miglio, un’altra bizzarria della riforma delle Province) ed è sintomatico che l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dell’evento sia prossima allo zero. Come si sa, l’elezione dei consigli provinciali non avviene più per suffragio universale. I consiglieri provinciali vengono votati ed eletti dai consiglieri comunali, e devono essere essi stessi consiglieri comunali. Però se c’è un territorio che più di altri sta sperimentando il naufragio della riforma Delrio, questo è senz’altro la Capitanata. Mentre il premier rilancia il Ponte sullo Stretto, in Capitanata i ponti crollano con la conseguente chiusura della strada provinciale (la Candela-Sant’Agata di Puglia-Accadia) e l’isolamento dei paesi serviti. La rete viabile, che è tra le più grandi d’Italia (ed anche la più pericolosa, secondo una recente indagine del Corriere della Sera) non pu...

Uso dei fondi comunitari: in Capitanata i comuni più virtuosi

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Quante volte sentiamo dire che i Comuni non sono solerti quanto dovrebbero nella utilizzazione dei fondi comunitari? Non è vero, almeno per quanto riguarda i piccoli comuni delle Capitanata, che trionfano nelle classifiche regionali che riguardano l’intensità della spesa e il numero dei progetti, in rapporto alla popolazione. I comuni dauni fanno la parte del leone in tutti i diversi indicatori, monopolizzando le classifiche compilate da Opencoesione , il portale sull'attuazione dei progetti finanziati dalle politiche di coesione in Italia. Sono navigabili dati su risorse assegnate e spese, localizzazioni, ambiti tematici, soggetti programmatori e attuatori, tempi di realizzazione e pagamenti dei singoli progetti. Tutti possono così valutare come le risorse vengono utilizzate rispetto ai bisogni dei territori. I dati pubblicati sono aggiornati al 31/08/2015 e riguardano 98.213 soggetti. Per quanto riguarda la Puglia (intesa come territorio, e non come soggetto programmatore ...

Capitanata, la ripresa comincia dai piccoli comuni

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Su Lettere Meridiane abbiamo spesso ragionato, con gli amici e i lettori, del difficile rapporto tra il capoluogo e il resto del territorio provinciale, e di come l'endemica crisi del primo, rappresenti un vincolo anche per il rilancio del secondo. Se le cose stanno così, uno dei nodi mai risolti del modello di sviluppo della Capitanata è proprio quello che riguarda il rapporto tra Foggia e la provincia, le relazioni del capoluogo con le altre città (Manfredonia, San Severo, Cerignola e Lucera) che con esso compongono la cosiddetta Pentapoli, e con gli altri territori (l'Alto e il Basso Tavoliere, il Gargano, i Monti Dauni) che fanno della Capitanata una tra le più grandi province d'Italia. Il punto è che, mentre Foggia s'avviluppa nel tentativo di venire fuori da una crisi che l'ha profondamente e strutturalmente cambiata (purtroppo non in meglio), dal resto della provincia affiorano segnali positivi, che vengono però sottovalutati, buone prassi che, opportuna...

Rispettare le regole produce sviluppo

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Il Workshop sulla Responsabilità Sociale delle Imprese promosso dal Gal Meridaunia. Ma quale prezzo ha pagato l'economia provinciale alla mancanza di regole? Il caso dei patti territoriali, dello scippo energetico e dell'aeroporto Gino Lisa Le due facce dello sviluppo locale. Nel Tavoliere, un bracciante extracomunitario percepisce due euro e mezzo per ogni cassone riempito di pomodori. Una miseria, ai limiti dello schiavismo. Ma se un'azienda intende assumere legalmente un immigrato per farlo lavorare nei campi, può aspettare fino a tre mesi, perché si tratta di una procedura complicatissima, incompatibile per i tempi ferrei che regolano il raccolto. Sono due la le tante contraddizioni dell'economia provinciale raccontate nel corso del workshop sulla Responsabilità Sociale delle Imprese (che d'ora in poi indicheremo sinteticamente con l'acronimo RSI) promosso dal Gal Meridaunia, come sempre molto attento alle questioni che riguardano il futuro e lo svilupp...