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Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazione

Nuovo sito e nuovo look per Lettere Meridiane

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Dopo undici anni di onorato servizio sulla piattaforma Blogger di Google, scanditi dalla pubblicazione di circa 3.700 articoli , con oltre 4 milioni di viste , Lettere Meridiane cambia veste grafica, tecnologia e organizzazione. Da blog diventa un sito vero e proprio. La scelta si è resa necessaria proprio per valorizzare il grande patrimonio di conoscenza e di comunicazione che in questi anni Lettere Meridiane ha costruito, con l'obiettivo di rendere l’immenso archivio più accessibile ai lettori, cosa impossibile o quasi sulla pagina facebook e sul blog. La migrazione dei contenuti è iniziata da qualche settimana. Non è ancora del tutto completa, perché gli ultimi passi li faremo in compagnia di amici e lettori, pubblicando giornalmente una guida che li aiuti nella utilizzazione dei tanti nuovi servizi offerti dal nuovo sito. Cambia l’indirizzo web, che diventa dominio di primo livello: https://letteremeridiane.org . Cambia anche la piattaforma, che non sarà più Blogger ...

Che le parole tornino ad essere di pietra (di Marcello Colopi)

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Mai come in questo articolo, Marcello Colopi - sociologo, regista, attore teatrale - tiene fede alla mission per cui è nato il suo periodico appuntamento con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane : liberare il pensiero, tornare a riflettere, anche se questo costa difficoltà. Il brano che state per leggere è soltanto in apparenza una (comunque lucidissima) riflessione sul sempre più frequente uso magico delle parole, sull'attuale comunicazione politica e sull'incidenza che essa ha sulle scelte dell'elettorato. In realtà è una profonda e nobile riflessione sull'etica delle parole, che si indeboliscono quando perdono i loro significati. Accordarsi "sulla parola" era una volta gesto di reciproco rispetto e lealtà. Oggi non è più possibile, perché le parole sono svuotate di senso, e rendono più arduo l'esercizio delle lealtà, della coerenza, della fedeltà. Agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane non soltanto l'invito a leggere con attenzion...

All'Auser di Foggia si fa storytelling: da venerdì il corso

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Ridare luce e visibilità al passato, raccontando la memoria. È questo l’obiettivo de “L’immagine militante” , laboratorio di linguaggio e produzione multimediale dell’ Auser di Foggia, sotto l’egida dell’Università della Libera Età “Silvestro Fiore” e del sindacato pensionati Spi Cgil di Capitanata. Coordinato da Geppe Inserra , già direttore artistico del Festival del Cinema Indipendente , il laboratorio si articola in momenti di formazione all’uso delle tecniche e degli strumenti multimediali ed attività di produzione vera e propria orientata alla narrazione, allo storytelling , per usare un termine molto alla moda oggi. “In fondo - osserva Geppe Inserra - lo storytelling non è altro che il racconto della memoria, di ciò che ci portiamo dentro, attraverso la fusione di diversi strumenti di comunicazione: la parola, l’immagine fotografica, il filmato, la musica. Nel laboratorio cerchiamo di fare in modo che, raccontando se stessi, i partecipanti raccontino l’identità, la memori...

Porcili mediatici e libertà di opinione (di Geppe Inserra)

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Commentando i commenti (alcuni dei quali effettivamente al di sopra delle righe) al recente post di Lettere Meridiane sull'ennesimo intoppo a danno del Gino Lisa , Maurizio De Tullio accusa il blog di star diventando un "porcile mediatico" e il sottoscritto di non moderare la discussione come si converrebbe. L'argomento è serio e merita una risposta ponderata. Premetto che diversamente dalle policy di Google e della piattaforma Blogger (che è quella utilizzata da Lettere Meridiane ) sulla pagina Facebook - così come nei gruppi di cui non si è amministratori -  non è possibile un filtro preventivo dei contenuti che vengono postati, e di cui restano responsabili in ogni caso gli autori. La sola possibilità concessa agli amministratori delle pagine e dei gruppi è quella di cancellarli o di limitarne la visione all'autore e ai suoi amici. Non nascondo che assai spesso non condivido neanche un po' la forma e la sostanza dei commenti e non di rado succede ...

L'idea di De Tullio: e se Lettere Meridiane diventasse una rivista?

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Maurizio De Tullio mi scrive una lunga, e stimolante, lettera aperta, che voglio naturalmente condividere con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane. Al termine la mia risposta. Buona lettura. * * * Caro Geppe, forse non accetterai questo mio sfogo ma, almeno, lo comprenderai e vorrai tenerne conto per una qualche modifica al modo di comunicare attraverso questo bellissimo luogo della memoria condivisa che è ‘ Lettere Meridiane ’. Scrivo per contestare, a voce alta, la schiavitù psicologica prodotta dall’uso di Facebook . Non ce l’ho col suo fondatore ma con chi lo utilizza, rendendosi spesso avulso dal resto del mondo, un mondo supertecnologizzato sì, ma non per questo privo di alternative. Due di queste sono la carta e internet. Su quest’ultimo media (possiamo ormai chiamarlo pacificamente così) potrei sembrare andare controcorrente, visto che FB è una sua diretta emanazione, ma resto dell’avviso che FB sia una cosa (al di là che si tratti, ovviamente, di un Social)...

Informazione ed editoria sono sempre più on line

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di Carlo Inserra Parlando di giornali La trasformazione dell’editoria, che dalla stampa su carta è passata a elaborare contenuti in digitale,  è storia relativamente recente. Per l’editoria digitale,  l’anno della svolta è considerato il 1998. Prima di quella data infatti, le case editrici erano molto restie a pubblicare i materiali di loro produzione on line.  Nel 1998, il caso Clinton-Levinsky, meglio conosciuto come sex-gate , portò le grandi testate americane a pubblicare le news sull’argomento sui propri siti internet, per non essere anticipate o superate in visibilità dai giornali concorrenti.  Il caso editoriale dell’ Huffington Post ,  esempio più importante di giornale che esce unicamente in versione digitale, ci può far comprendere la portata di cosa sia cambiato da allora. La crescita esponenziale delle vendite dei dispositivi mobili (smartphone e tablet), indubbiamente ha aperto un mercato di prodotti editoriali ad essi dedicati che ha fi...

Licinio: "Mai confondere la divulgazione storica con la promozione turistica"

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Non smette di far discutere Splendori di Puglia , ovvero le due puntate di Ulisse , trasmissione televisiva di Alberto Angela , dedicate alla Puglia. La prima, andata in onda sabato scorso, era dedicata in particolare alla Puglia Settentrionale e Centrale. Il post di Lettere Meridiane in cui lamentavo la scarsa attenzione prestata da Alberto Angela a Foggia e alla Capitanata ha suscitato un nugolo di commenti, e cercherò per quanto possibile di darne conto, perché hanno il pregio di rappresentare una riflessione collettiva su un tema - l'immagine e la promozione del territorio foggiano - che rappresenta una sorta di buco nero nell'opinione pubblica provinciale. Tra i commenti che mi hanno più colpito, c'è quello di Raffaele Licinio , grande medievista e docente di storia medievale, che riflette sulla linea di demarcazione tra la divulgazione scientifica e la promozione territoriale. La riflessione di Licinio trae origine proprio dal post di Lettere Meridiane. Ecco c...

Ripulito il Giardino della Memoria: quando l'informazione serve

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Il Giardino della Memoria dopo l'intervento di pulizia e ripristino La comunicazione e l’informazione dovrebbero essere uno strumento di cambiamento. Nel senso che, segnalando e denunciando le cose che non vanno, dovrebbero favorire le iniziative e gli interventi necessari a risolverli. Più spesso, l’informazione viene utilizzata come strumento per accrescere i consensi (verso chi quella informazione fornisce, o verso gli interessi di cui è portatore), ed in questo caso, è funzionale piuttosto alla conservazione. Un efficace esempio di come una buona informazione e una buona comunicazione possano essere un enzima di cambiamento (positivo) giunge in questi giorni da una vicenda che ha visto protagonista il giornalista free lance Nico Baratta, che in un servizio supportato da una ricca documentazione fotografica, ha denunciato la situazione di dissesto in cui versava Piazza Vittime di Viale Giotto “un luogo sacro, di raccoglimento, a prescindere dalla fede o dal culto”, ...

Auguri, Lettere Meridiane: superate le cinquecentomila viste

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Mi sarebbe piaciuto festeggiare le prime cinqucentomila "viste" di Lettere Meridiane simultaneamente al raggiungimento di questo traguardo, assieme ad amici e lettori del blog. Non ho potuto coronare questo desiderio perché, mentre si verificava la ricorrenza, mi trovavo ricoverato in un reparto ospedaliero, per giunta di terapia intensiva (ve ne parlerò, perché è un pezzo della Foggia bella che merita di essere raccontato). Mezzo milione di pagine visitate, dunque. Anzi qualcuna di più. E non sono poche, se teniamo presente che era solo il 28 gennaio del 2014, quando festeggiavamo le prime centomila viste, ottenute in quindici mesi di pubblicazioni regolari. Nei successivi diciannove mesi, il dato è stato quadruplicato, così come sono sostanzialmente cresciuti  i fan della pagina facebook di Lettere Meridiane (ad oggi 1.835), che è stata uno strumento di importanza nevralgica per estendere gli amici ed i lettori (se ancora non siete fan, andate alla pagina , e cliccate...

Grazia Pia ci ripensa: "Grazie a chi, come me, non vuole arrendersi"

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La comunicazione - quando è autentica, sentita, sofferta - produce cambiamento. Provoca coesione, solidarietà. Smuove le montagne. Poco conta se sia affidata all'immateriale leggerezza dei bit dei social network, o ad una stretta di mano che ti fa sentire il calore dell'altro. Ciò che conta è il messaggio, l'emozione, il valore che la comunicazione sincera riesce a trasmettere. Un abbraccio virtuale può essere caloroso, quanto uno concreto. E può innescare bellezza. Ricordate la giovane imprenditrice di Vico del Gargano che nei giorni scorsi aveva scritto a Teresa Maria Rauzino e a Domenico Sergio Antonacci una lettera cruda e toccante manifestando il desiderio di scappare, di fronte all'inciviltà, ai soprusi, con cui ogni giorno chi sceglie di restare nella terra dei propri padri deve fare i conti? Lo sfogo di Grazie Pia Vitillo non è rimasto inascoltato, Tanti, tantissimi le hanno manifestato la loro solidarietà e la loro vicinanza. L'hanno fatta sentire ...

Maurizio De Tullio: "Ma che fine hanno fatto i giornalisti?"

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A forza di assistere all’invasione di innovazioni tecnologiche, all’interno del già assortito campo degli strumenti atti a comunicare, mi domando (e vi domando) dove siano finiti i comunicatori. Ma non quelli col ditino perennemente incollato a uno smartphone o ad un computer. Intendo per comunicatori quelli che un ruolo lo hanno da quando il giornalismo è nato. Evito per decenza di considerare giornalisti quelli che hanno “lavorato” durante i regimi – fascista ieri, democristiano dopo, berlusconiano in tempi più vicini – e quindi, quando parlo di giornalisti, penso a quelli che non aspettano l’amico politico o il confidente di turno che regali una perfida soffiata per intraprendere una seria indagine sul campo, una inchiesta dentro la notizia, una intervista senza bavagli. Me lo chiedo perché l’esplodere dei social network sta portando alla massificazione della cosiddetta “pubblica opinione”, che in Italia, men che meno a Foggia, non esiste più da troppo tempo. Una massificaz...

Le campane della Madonna della Croce hanno ripreso a suonare

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I gruppi  di facebook  sono alle prese con una diffusa crisi, sotto l’incalzare di quella che qualcuno ha definito la sindrome dei selfie e di un edonismo che sta distruggendo le potenzialità del social network come opportunità di comunicazione circolare e piazza civica. Mentre nella maggior parte dei gruppi storici si vanno rarefacendo i post e le discussioni, non mancano lodevoli eccezioni. Il gruppo Quartiere Ferrovia/Viale XXIV Maggio è uno degli ultimi nati, ma si segnala per la sua originalità e soprattutto per la pacatezza con cui riesce ad affrontare temi spinosi. La zona del capoluogo cui fa riferimento è tra le più problematiche. Da un certo punto di vista è ormai la zona internazionale della città: si sprecano i negozi cinesi ed africani che ormai coinvolgono anche Viale XXIV Maggio che era una volta il "corso" per eccellenza. Non mancano problemi di convivenza ed integrazione che talvolta sfociano in vera e propria tensione. Gli obiettivi del gruppo, che s...

Mille post di Lettere Meridiane. Ma adesso tocca a voi. Ci state?

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Cari amici e lettori di Lettere Meridiane , era un po’ che desideravo scrivervi per parlarvi di noi. Cioè di me che scrivo il blog, e di voi che lo leggete, che contribuite con i vostri post o i vostri commenti, e che lo avete reso diverso da com'era all'inizio. Non è un caso che questa lettera meridiana coincida con il millesimo post pubblicato nel blog.  Mille articoli sono tanti. Testimoniano un percorso. O comunque qualcosa di non effimero. All'inizio Lettere Meridiane era un blog gioiosamente e consapevolmente di nicchia, che nasceva dalla voglia di raccontare e dire qualcosa, senza doversi preoccupare degli indici di ascolto che sono il veleno della comunicazione di massa o di linee editoriali. I post erano più che altro messaggi affidati a bottiglie lanciate in quell'oceano che è la rete. Senonché, il risultato di quel processo affascinante e sempre un po’ a rischio che è la comunicazione prescinde dalle intenzioni di chi affida il messaggio alla bottigli...

Per amare Foggia bisogna saperla guardare ad altezza d'occhi

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Tra i moltissimi commenti alla lettera meridiana Perché Foggia è bella (ma non ce ne accorgiamo) ce n’è uno che mi ha colpito in modo particolare. È quello di Gino Di Pietro , che mette il contenuto dell’articolo direttamente in relazione con la citazione che campeggia sotto la testata del blog. È una frase tratta dal film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders: "Guardare non è guardare dall'alto, ma ad altezza d'occhi”. Secondo Gino, i foggiani dovrebbero cominciare a pensare ed agire come Damiel, l’angelo del film, che per amore di Marion decide di farsi uomo, diventando mortale e rinunciando dunque all’eternità.  Per fare questo è necessario un ribaltamento della sguardo, della prospettiva. L'angelo si è reso conto che per guardare le cose bisogna prenderne parte. Guardare ad altezza d’occhi. Nella straordinaria sequenza, la frase citata è inserita in un monologo che si apre con una riflessione sul fiume e sul guado, metafore della decisione del passaggio dallo...

La chiusura dell'Unità, la crisi de Il Gargano Nuovo

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Teresa Maria Rauzino e Il Gargano Nuovo Mi arriva un link di Teresa Maria Rauzino che riguarda Il Gargano Nuovo . Apro subito l’ alert pensando di trovarmi davanti al nuovo numero in edizione digitale del glorioso periodico, che sfoglio sempre con piacere (e soddisfazione). Invece no. Questa volta non c’è il giornale, e l’alert è un allarme vero e proprio. Il Gargano Nuovo potrebbe chiudere i battenti. Per difficoltà finanziarie, e Teresa si domanda che fare. Il post innesca un dibattito vivace sul social network . Lo leggo non senza amarezza, proprio nel giorno che potrebbe essere l’ultimo delle pubblicazioni di un altro giornale che ho sempre letto con piacere e soddisfazione, l’Unità . Le due vicende hanno tanti punti in comune. Sullo sfondo c’è la crisi generale della carta stampata, assediata dalla digitalizzazione, dalle nuove tecnologie, dalla rete e da costi sempre più alti e proibitivi, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione. C’è un contesto negativo diffus...

La pubblicità sta abbruttendo il web.

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In principio c'era la rete, che trasformò i personal computer da calcolatori in strumenti di comunicazione. Il mondo - prima d'allora frantumato - tornava ad essere connesso, almeno potenzialmente. La metafora del villaggio globale preconizzata da Mc Luhan sembrava a portata di mano. Ci si domandava se tanti computer in rete tra di loro alla fine avrebbero riscritto le regole dell'informazione, favorendo la comunicazione vera, quella circolare, in cui emittente e destinatario si scambiano  i ruoli, si confondono e si intrecciano. Il dominio della televisione e della comunicazione unidirezionale sembrava a rischio. Ma era solo un'illusione. Quasi subito arrivò il moloch. La pubblicità, con i suoi soldi, i suoi affari e le sue regole. La pubblicità sulla Rete è assai più invadente e pervasiva di quella televisiva. Per giunta senza regole. L'assalto della pubblicità al web ha schiantato l'informazione, l'ha annichilita. Il web si sta degradando paurosamen...

Domenico Prencipe, quando le parole sgorgano dall'anima

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Non amo Facebook . Non mi piace la comunicazione che diventa esibizione, ostentazione del sè. La comunicazione, come insegna Danilo Dolci, serve se ti cambia e se cambia il tuo interlocutore. Non è mai esercizio di narcisismo. Per questo vado poco nelle Notizie , che sono quasi sempre un rullo di vanità. Certe volte, però, basta uno stato nella bacheca di un amico a farti ricredere. Leggi parole profonde, dette col cuore più che con la testa. Neanche calcolate, ma buttate là perché chi le dice se sente dentro. Parole che sgorgano dall’anima. Che ti regalano buonumore e infondono speranza. Come quelle postate stamattina da Domenico Prencipe. Gli chiedo scusa se mi concedo l’abuso di sottrarre il suo post alla cerchia degli amici che lo hanno visto, letto e commentato. "Dimentica di andare fuori per lavoro: le aziende fioriranno nel nostro territorio - ha scritto Domenico . Questo posto non deve morire. La mia gente non deve partire". Il posto cui Prencipe si riferi...

Al diavolo i selfie: facebook sta uccidendo la comunicazione

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Posto tre righe bislacche sulla ministra della salute e piovono commenti e “mi piace”. Sollecito opinioni e giudizi su possibili evoluzioni del Festival del Cinema, esortando ad esprimersi e a non limitarsi al “mi piace” e basta, e la risposta è zero totale. Tra significanti e significati dovrebbe esservi sempre una qualche coerenza, di quantità e di qualità. Mi pare che il social network abbia fatto saltare questa speculare armonia, che da sempre governa la legge della comunicazione. Su Twitter si cinguetta. Su Facebook è peggio ancora: le parole hanno ceduto il posto ai selfie . Parole sempre più brevi per pensieri sempre più brevi da un lato, dall'altro la rinuncia totale alla parola in omaggio all’immagine ostentata di se stessi.  Siamo ormai prevaricati (il ragionamento vale anche e soprattutto per la politica) da una concezione narcistica della comunicazione. Il mostrarsi e l’apparire hanno la meglio sul parlarsi e lo scambiare. Forse è la fine stessa della comuni...

Stasera l'omaggio a Fellini del Festival del Cinema Indipendente: per continuare a resistere

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La locandina realizzata da Remo Fuiano per l'evento del Festival di Foggia Ginger e Fred , che apre il XIII Festival del Cinema Indipendente rendendo omaggio a Federico Fellini, è stato il terzultimo film dello straordinario autore romagnolo. Se il cinema felliniano degli anni Settanta era stato dedicato prevalentemente al tema della memoria ( I clown, Roma, Amarcord ), quello del successivo decennio si occupa della contemporaneità: la società post-industriale e la civiltà della comunicazione di massa. È proprio il film che racconta dei due ballerini di tip-tap magistralmente interpretati da Marcello Mastroianni e Giulietta Masina che avviò il ciclo di Fellini sui guasti prodotti dalla civiltà della televisione. Nel film trova posto un’aspra critica alla pervasività della pubblicità, anima ormai non più soltanto del commercio, come si diceva una volta, ma della stessa comunicazione. Fellini non odiava la pubblicità come tale: le sue ultime opere furono anzi dei preziosi spot...

Lettere Meridiane supera le centomila "viste"

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Non è mai bello parlare di se stessi, ma questa volta fatemi fare uno strappo. Lettere Meridiane ha superato le centomila viste: ovvero gli articoli sono stati letti più di centomila volte. Una cifra significativa, per un blog gioiosamente di nicchia , che si rivolge non già al pubblico astratto della comunicazione di massa (perché il pubblico, appunto, non è mai massa) ma ad un po’ di amici, con l’ambizioso obiettivo di comunicare e non di trasmettere. Non sono un esperto di metrica del web e non so pertanto dirvi se centomila letture e passa siano poche o tante, nei quindici mesi di pubblicazioni più o meno regolari. Una cosa però posso e devo dirla: questo traguardo è stato raggiunto grazie anche ai tanti colleghi ed amici che hanno animato il blog con i loro commenti, le loro osservazioni, le loro riflessioni e le loro critiche. Il fine precipuo di Lettere Meridiane è quello di annodare opinioni , nella speranza che possano produrre quella opinione pubblica così necessaria pe...