L'exploit dei Monti Dauni al Festival del Cinema Indipendente di Foggia
Se i Monti Dauni hanno sbancato al XII Festival del Cinema Indipendente di Foggia, praticamente monopolizzando la sezione riservata al Cinema di Capitanata, una ragione c'è, e non ci vuole la zingara per indovinarla. I piccoli paesi dell'Appennino Dauno, con le loro bandiere arancioni ed i loro borghi più belli d'Italia, offrono location ideale per raccontare storie. Tanto più quando si tratta di storie sospese tra il surreale ( La stagione dell'amore di Antonio Silvestre) e la favola (È nato scemo di Guido De Paolo) come quelle che abbiamo visto al Festival. O quando si tratta di evocare la memoria come ne L'ultima fermata di Giambattista Assanti, le cui riprese sono in corso tra Rocchetta Sant'Antonio, l'Irpinia e Foggia, ed il cui progetto è stato presentato nella Sala Farina dall'autore e dal produttore, Tonino Zangardi. Nel cinema, la individuazione di una location non è casuale, ma il frutto di scelte ponderate: la qualità del pa...