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L'exploit dei Monti Dauni al Festival del Cinema Indipendente di Foggia

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Se i Monti Dauni hanno sbancato al XII Festival del Cinema Indipendente di Foggia, praticamente monopolizzando la sezione riservata al Cinema di Capitanata, una ragione c'è, e non ci vuole la zingara per indovinarla. I piccoli paesi dell'Appennino Dauno, con le loro bandiere arancioni ed i loro borghi più belli d'Italia, offrono location ideale per raccontare storie. Tanto più quando si tratta di storie sospese tra il surreale ( La stagione dell'amore di Antonio Silvestre) e la favola (È nato scemo di Guido De Paolo) come quelle che abbiamo visto al Festival. O quando si tratta di evocare la memoria come ne L'ultima fermata di Giambattista Assanti, le cui riprese sono in corso tra Rocchetta Sant'Antonio, l'Irpinia e Foggia, ed il cui progetto è stato presentato nella Sala Farina dall'autore e dal produttore, Tonino Zangardi. Nel cinema, la individuazione di una location non è casuale, ma il frutto di scelte ponderate: la qualità del pa...

Risorgono i cortometraggi: La stagione dell'amore, caso esemplare

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In un momento di crisi acutissima del cinema italiano, risorgono i cortometraggi, mai come adesso fucina di talenti e laboratorio di idee. Produrre film canonici in piena crisi economica generale è diventato proibitivo, ecco allora aprirsi strade nuove a piccoli film, ma con tante idee e sceneggiature di prim'ordine come accade ne La stagione dell'amore di Antonio Silvestre, fuori concorso nella sezione Cinema di Capitanata al XII Festival del Cinema Indipendente, dopo essere stato visto ed apprezzato al Festival del Cinema di Roma e ad Asti. Il film rappresenta un caso esemplare di quel che potrebbe essere una strada possibile per il cinema italiano: basso budget, ma senza rinunciare alla qualità, consapevole supporto - logistico e finanziario - dal territorio, che ne viene ripagato in termini di ricaduta d'immagine e di crescita dell'attrattività.

Rispettare le regole produce sviluppo

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Il Workshop sulla Responsabilità Sociale delle Imprese promosso dal Gal Meridaunia. Ma quale prezzo ha pagato l'economia provinciale alla mancanza di regole? Il caso dei patti territoriali, dello scippo energetico e dell'aeroporto Gino Lisa Le due facce dello sviluppo locale. Nel Tavoliere, un bracciante extracomunitario percepisce due euro e mezzo per ogni cassone riempito di pomodori. Una miseria, ai limiti dello schiavismo. Ma se un'azienda intende assumere legalmente un immigrato per farlo lavorare nei campi, può aspettare fino a tre mesi, perché si tratta di una procedura complicatissima, incompatibile per i tempi ferrei che regolano il raccolto. Sono due la le tante contraddizioni dell'economia provinciale raccontate nel corso del workshop sulla Responsabilità Sociale delle Imprese (che d'ora in poi indicheremo sinteticamente con l'acronimo RSI) promosso dal Gal Meridaunia, come sempre molto attento alle questioni che riguardano il futuro e lo svilupp...