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Foggia dall'alto, bella ed austera

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Foggia dall’alto rivela una insospettabile bellezza, e perfino un’austera grandezza. Forte del suo immancabile drone e del brevetto recentemente conseguito, Fabrizio De Lillo e il suo sguardo alato salgono più in alto del solito, per regalare al suo sempre più nutrito ed affezionato pubblico, immagini insolite dei luoghi simbolici della città - piazza Cavour, via Lanza, piazza Giordano - e dei suoi monumenti più significativi: la Cattedrale, il Teatro, la Villa Comunale. È una Foggia che non t’aspetti, che non diresti. Con tanti colori e tanta bellezza. I campi lunghissimi e le panoramiche a trecentosessanta gradi abilmente confezionati da Fabrizio, ci invitano a riscoprire una dimensione della città che spesso ci sfugge: la sua grandezza, croce e delizia, in una realtà urbana che è affetta al tempo stesso dai mali tipici delle aree metropolitane e di quel provincialismo duro ad eradicarsi, nonostante la tradizionale funzione di cerniera e di frontiera della città, avamposto merid...

La napoletanità è anche malinconia

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Solo chi ha o ha avuto la fortuna di vivere a Napoli (perché veramente di fortuna, si tratta) può capire fino in fondo quel velo di delicata, eterea malinconia che avvolge la napoletanità . L'allegria, il sole, il mare e la pizza stanno nella identità profonda di questa città, ma possono essere comprese del tutto solo venendo a contatto e lasciandosi contagiare dall'altra faccia della medaglia. Che è appunto la malinconia. Temo che in questo apparente paradosso debba esserci lo zampino di Partenope, che non ha mai smesso di cantare: è la malinconia rivelata dalla bellezza non riconosciuta, ma che non s'arrende. Da questa tenera e struggente malinconia, tutta partenopea, sono stato pervaso la prima volta che ho letto la poesia "Il cielo, il legno e il mare" di Bruno Caravella . L'autore l'ha dedicata a quel personaggio straordinario che è stato Gianluigi Di Franco , musicista, cantante, medico, pioniere della musicoterapia in Italia, di cui era alliev...

Nel vento l'ultimo respiro, l'inno all'amore maturo di Tony Vakka

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Per raccontare un amore maturo, che si compiace di se stesso guardando indietro nel tempo e negli anni, occorre una grande sensibilità poetica. Tanto più quando quest'amore non si è potuto sperimentarlo ancora, non foss'altro che per ragioni puramente anagrafiche. Tony Vakka (Vacca), giovane architetto foggiano che vive a Londra, ma ha mantenuto sempre saldi i suoi legami con la città natale, riesce nell'impresa nella squisita, tenera poesia "Nel vento l'ultimo respiro" . Versi che ti conquistano alla prima lettura, che ti avvolgono e ti travolgono e ti trascinano, come mi è successo appena li ho letti, grazie alla cortesia e all'amicizia di Tony, che ha voluto condividerli sul mio profilo facebook. "Ci sono amori che durano una stagione o un periodo limitato della nostra esistenza - scrive Tony - , altri, invece, una vita intera e forse anche oltre. Basta voltarsi indietro nel tempo e riflettere su quelle che erano le storie d'Amore ai tempi d...

La più belle immagini d'epoca di Foggia, del Gargano e della Capitanata nella magia del colore

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Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane dovranno pazientare ancora fino a domani, prima di poter guardare e scaricare il calendario 2018, che, come già annunciato, quest'anno ospita un'ampia raccolta di fotografie d'epoca, originariamente in bianco e nero, restaurate digitalmente e colorizzate con tecniche di intelligenza artificiale profonda. Una collezione imperdibile. Sono stato costretto a ritardare la pubblicazione del Calendario a causa dell'ennesimo intoppo sorto con Facebook, che mi ha nuovamente inibito la pubblicazione nei gruppi. Per scongiurare il rischio che quanti seguono Lettere Meridiane dai gruppi in cui vengono distribuiti i collegamenti, non venissero a conoscenza della pubblicazione, ho preferito ritardarla di qualche giorno. Chiedo scusa per l'inconveniente, e spero di farmi perdonare regalandovi un'altra gustosa anticipazione del Calendario che verrà: ho raccolto in una videostoria tutte le immagini che vi accompagneranno per i pr...

Gino Caiafa legge la storia di Natale di Alfonso Foschi

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Il bel racconto di Natale di Alfonso Foschi , in cui l’autore racconta la storia di un fortuito incontro che ha illuminato un Natale di tanti anni fa, è stato particolarmente apprezzato dagli amici e i lettori di Lettere Meridiane . Foschi racconta una vicenda esemplare di “come eravamo” alcuni decenni fa, quando erano gli italiani a cercare fortuna all’estero, spesso senza trovarla, e pagando un prezzo molto elevato al lavoro in miniera. Grazie all’attore Gino Caiafa  (che ringrazio molto per la sua squisita sensibilità), il racconto “Pane e carbone” è diventato un’ audiostoria , ben recitata, intensa, coinvolgente. Potete ascoltarla, e guardarla nella sequenza di diapositive che l’accompagna, qui sotto. Con il commento "una bella, umanissima storia  vera  di Natale, piena di incanto e di nostalgia...", Caiafa l’ha pubblicata sul suo bel canale You Tube , dove offre ad amici e fan deliziose interpretazioni, sia di poesie o prose di particolare valore letterario, che ...

Foggia come non l'avete vista mai

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Questa volta si è veramente superato Fabrizio "Jamie" De Lillo , il giovane videoblogger foggiano che ha ripetutamente deliziato internauti ed amici e lettori di Lettere Meridiane , con i suoi video che mostrano Foggia e i centri della Capitanata ripresi dall’alto con ausilio del drone. Nell'ultima opera, il suo sguardo sembra cambiare prospettiva, e avvolge veramente a trecentosessanta gradi gli angoli più belli e suggestivi di una Foggia inedita, bella, avvolta da una luce magica. After movie - This is our city , deriva il titolo da una nuova tecnica di ripresa e montaggio dei video, l' aftermovie , costruito mettendo in sequenza immagini di musica e gente durante uno spettacolo. In questo caso, lo spettacolo è Foggia stessa. Dicendoci che  This is our city (questa è la nostra città), Fabrizio ci guida in un viaggio intenso, facendoci scoprire una Foggia veramente mai vista, inaspettata. Quattro minuti e mezzo di pura emozione, ma anche di riprese e di montag...

Un paesaggio lunare alla periferia foggiana

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Il bello (o il brutto, è questione di punti di vista) della Masseria Pantano è quello di rivelarsi diversa ad ogni stagione. In autunno inoltrato come siamo adesso, quando cadono le erbacce e la vegetazione spontanea che la circondano nelle altre stagioni, è possibile “ammirarla” in tutta la sua mole possente, che oggi fa triste mostra di se stessa, ridotta a rovine, assediata dal cemento dell’onnivora periferia urbana foggiana. Un urlo silenzioso, che annuncia un destino ormai segnato. Fabrizio Jamie De Lillo , il videoblogger foggiano appassionato di droni, che tante emozioni ha regalato ad amici e lettori di Lettere Meridiane , sembra legato a questo luogo, magico e amaro, da un profondo, indissolubile cordone ombelicale. Non riesce a staccarsene. Ritorna ogni volta. Ogni nuovo drone, ogni nuova videocamera, lo spingono a cercare altri e nuovi sguardi su questo pezzo di Foggia sta sta malinconicamente scomparendo, altre e nuove narrazioni. Ed ogni volta è una scoperta. Nell...

La bellezza che non ti aspetti: Foggia nello sguardo del cuore di Fabrizio De Lillo

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Lo sguardo che vola di Fabrizio De Lillo torna sui luoghi delle sue prime esercitazioni con il drone e la videocamera, per regalare al sempre più folto pubblico dei suoi supporter una nuova serie di immagini mozzafiato su Foggia e sulle sue bellezze nascoste, in alta definizione. La Foggia che viene raccontata da Fabrizio è sciccosa, patinata, d’una bellezza insospettata, perché colta al momento giusto e nel contesto giusto: in quell’ora del giorno e in quei giorni pieni di sole da cui prorompe quella luce che solo qui, nelle terra di Capitanata, si può trovare. È proprio la luce il filo che annoda e avvolge di bellezza i diversi luoghi raccontati da De Lillo: dalla Masseria Pantano, sempre più assediata dal cemento e dall’asfalto, ai luoghi più celebrati del centro, come piazza Giordano, la villa Comunale e piazza Cavour. Le immagini che regalano più emozioni sono quelle più insolite, dove più alto s’innalza lo sguardo di Fabrizio e del suo drone: la Cattedrale, splendida e bel...

La vecchia Foggia, simbolo di tutti i Sud del mondo, nella poesia di Bruno Caravella

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Musicista, cantautore, poeta, fotografo, Bruno Caravella è prima di tutto un intellettuale, un artista impegnato sul fronte civile, sociale e culturale. Che componga versi o scriva canzoni o scatti fotografie, il suo obiettivo è raccontare le cose come sono, ma anche indicare come potrebbero essere. Tra le cose più belle che Bruno ha mai scritto c’è la poesia dialettale Na jurnate de sole cui Lettere Meridiane e il Laboratorio di linguaggio multimediale “L’immagine militante” dell’Auser dedicano la video-poesia che potete vedere qui sotto. Caravella è bravissimo nell’esorcizzare il rischio e superare il limite in cui sovente incorre la poesia dialettale, ovvero la rappresentazione oleografica del posto in cui quel dialetto viene parlato. E lo dimostra cimentandosi con un tema della cultura meridionale - il sole, la solarità - tanto classico quanto rischioso. Proprio partendo dal sole, possibile stereotipo, Bruno svela una immagine profondamente vera e profondamente amara del M...

Tutta la bellezza che abbiamo perduto

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Il libro "Foggia Imperiale" di Benedetto Biagi è tra quelli che hanno maggiormente contributo alla cattiva fama del tema della Foggia fridericiana presso gli storici e gli studiosi. Scrittore, intellettuale e promotore dell'Università popolare che vide la luce a Foggia nel primo dopoguerra, Biagi lo scrisse durante il fascismo, mentre volgeva al culmine il progetto della " grande Foggia " voluto dall'amministrazione comunale guidata da Gaetano Postiglione e sostenuto dal regime. È un libro esagerato, a tratti forzato, e fortemente ideologico, come lascia chiaramente intendere la conclusione, in cui Biagi scrive: "Colle sante memorie illustrate, rievocatrici di un passato di gloria, vive il grande Imperatore nell’anima del popolo di Foggia. Le mura, la reggia, il castello, la pescheria, il pozzo rotondo sono scomparsi, ma non è scomparso il ricordo di tanta grandezza. […] Nella piazza intitolata al nome della Cesarea Maestà sente aleggiare lo s...

Faragola siamo noi: parte la campagna di crowdfunding, il video di Antonio Fortarezza

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“Più di mille anni di storia sembrano andati in fumo in una notte”. Giuliano Volpe , archeologo e presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del MiBACT, commenta amaramente il rogo di Villa Faragola ad Ascoli Satriano, che qualche settimana fa ha provocato ingenti danni ad una delle aree archeologiche più belle e suggestive della Puglia. Ma non tutto è perduto. Faragola può e deve risorgere dalle sue ceneri, come l’araba fenice. E mentre il Mibact annuncia un intervento di somma urgenza per 500.000 euro, la Fondazione Apulia Felix , guidata dallo stesso Volpe, mobilita l’opinione pubblica e lancia una raccolta fondi per consentire la rinascita di questo autentico gioiello archeologico. Probabilmente di proprietà di un ricco senatore romano che possedeva grandi quantità di terreni agrari nel Mezzogiorno, la villa conobbe il periodo di massimo fulgore tra il IV e il VI secolo dopo Cristo, quando venne adornata con terme e marmi policromi,  una grande ...

Il primo "Viaggio nel Sud" della Rai partì da Manfredonia

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“Finché non potremo mangiare, vestirci, divertirci, consumando la stessa quantità di beni al Nord e al Sud, il ciclo del Risorgimento non si potrà considerarsi compiuto, né l’Italia potrà considerarsi unificata ed equilibrata di fronte alle esigenze dell’economia e del progresso internazionale”. Parole sante, e purtroppo dimenticate. A pronunciarle era la televisione pubblica, quando faceva ancora il suo mestiere, e non era ancora diventata una fabbrica di intrattenimento di bassa lega. Siamo nel 1958, anno in cui la Rai varò una trasmissione intitolata “Viaggio nel Sud” , che raccontava la vita nelle regioni e nei paesi del meridione. Come viene spiegato nella puntata introduttiva, “una parte dell’Italia meridionale, a causa di infelici vicende storiche è rimasta isolata, ferma in una continuazione del medioevo che si è protratta fino a un secolo fa, e questo triste destino, non ha sminuito né la forza né l’ingegno delle popolazioni ma ne ha invece ritardato di molto la rinascita....

Vivere da cani? Può essere bello, se succede al Trabucco di Mimì

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Uno storytelling garbato, divertente, intelligente quello che Gianpier Clima manda on line con il suo cortometraggio Trabucco vita Tracani (grazie a Teresa Maria Rauzino per la segnalazione). Per la serie: vivere da cani non è il massimo che puoi aspettarti dalla vita, ma se devi farlo al Trabucco da Mimì , leggendaria location peschiciana, non è poi così male, tra belle turiste in minigonna e bocconcini prelibati che ti passano i forestieri perché, come si ricorda nel film, dagli Ottaviano , proprietari del ristorante, “i cani sono e saranno sempre trattati da Signori Cani "... Il cortometraggio racconta, attraversando l'intero arco delle 24 ore, dalla notte alla notte successiva, gli accadimenti di una classica giornata estiva al trabucco; il tutto visto da e con gli occhi di una triade di tipici cani "pumetti" peschiciani, Lola, Scheggia e Scotty : bassi, tarchiati, bruttini, indolenti, pigri e in definitiva simpatici (le voci sono di Katia Sciotti e Faust...

Video clip inedito e postumo di Giuni Russo. Lo firma il foggiano Carlo Fenizi.

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“La vera strada è quella che ci facciamo da noi. Non me ne andrò da dove son venuta. Continuerò per la mia strada. Combatterò senza aver paura. Non voglio andare via, non tornerò come son venuta.”  La voce di Giuni Russo è calda, potente. Sorprende e avvolge come sempre. Stupisce e commuove l’attualità di questo singolo che è un regalo, tanto stupendo quanto inatteso. “Non voglio andare via” , inedito e uscito postumo, disponibile da qualche ora su YouTube è un inno alla vita e alla forza delle donne, al coraggio con cui sanno affrontare le difficoltà, un invito a non arrendersi. Giuni Russo è stata una forza della natura della musica d’autore, e la sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto grande quanto una voragine che però sembra in qualche modo destinato ad attenuare Armstrong , il cd in uscita il prossimo 8 settembre, anticipato dal videoclip di “Non voglio andare via”, ideato e diretto dal regista foggiano Carlo Fenizi (bravo, bravissimo Carlo).

Metti una sera a Foggia

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Una Foggia che non t’aspetti. Quella d'una rigida sera autunnale di un giorno feriale, quando il freddo ti consiglia di restare in casa, e invece ti ritrovi a camminare per strade in cui c’è meno gente, mentre cala il tramonto e dai comignoli salgono i primi fumi. I rumori e i suoni attutiti, il silenzio che circonda di magia strade e vicoli del borgo antico, che ti sembra di vedere per la prima volta. E poi le stelle. Marco Antonio Palmieri racconta una Foggia piena d’incanto e di suggestione. Attore, fine dicitore ma anche fotografo sempre a caccia di angoli suggestivi di Foggia, Gino Caiafa interpreta il bel racconto “ Una sera” di Marco Antonio Palmieri. Un invito a scoprire quelle bellezze che troppo spesso passano sotto il nostro sguardo, senza che le vediamo. Qui sotto il filmato. Bello davvero. Guardatelo, amatelo, condividetelo.

Ma è la Daunia o l'Umbria? Lo sguardo che vola di De Lillo si posa su Accadia...

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Rione Fossi, ad Accadia, è uno dei posti più magici della Puglia e della Capitanata. È un rione d'impianto medievale che coincide con la parte più antica dell'abitato del paese dei Monti Dauni. Ricorda i Sassi di Matera in quanto molte abitazioni sono state costruite sopra cavità naturali. Colpito da diversi terremoti nel secolo scorso si è via via spopolato. Su Google viene definito città fantasma . Ma ha conservato integro l'incanto che regala a quanti camminano nelle sue stradine e nei suoi vicoli, quasi tutti praticabili perché l''amministrazione comunale di Accadia è da anni impegnata nelle attività di recupero e di restauro. Un luogo così intriso di fascino, di passato e di poesia non poteva passare inosservato allo sguardo che vola di Fabrizio Jamie De Lillo , il videoblogger foggiano che con il suo drone cattura e regala ai suoi followers immagini del tutto inedite che svelano gli angoli meno conosciuti e più struggenti del territorio dauno. In collabor...

Santino Caravella: l'orgoglio e la bellezza di essere pugliese

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Ricordate Santino Caravella , il precario foggiano che “sta messo male male male”, che ha furoreggiato a Made in Sud ? Immaginate cosa succede se decide di partecipare ad un contest di ballo, però non sa ballare, deve prendere lezioni, e a fargli da maestro è nientemeno che il grande attore comico foggiano  Giovanni Mancini , negli inediti panni del Maestro Miyagi (quello di Karate Kid , che insegna le arti marziali a botte di “metti la cera, togli la cera”). Succede che si ride a crepapelle dal primo all’ultimo secondo di Piglia la Puglia Mi Amor , il nuovo inno alla Puglia del bravissimo comico foggiano-lucerino, che conferma la sua capacità di strappare risate e sorrisi mantenendo sempre un garbo che gli evita di cadere in stereotipi e luoghi comuni. Il risultato è divertentissimo ma anche di assoluta serietà. In un momento in cui la Puglia soffre di un'esasperata competizione tra i diversi territori provinciali ed è attraversata da venti scissionistici, Caravella è tra i ...

San Lorenzo in Carmignano, da culla della memoria, a scempio della memoria

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Questa volta lo “sguardo che vola” di Fabrizio De Lillo si posa su immagini dolorose ed amare. Il drone e la telecamera del giovane videoblogger foggiano documentano lo scempio di uno dei luoghi più simbolici e più trascurati dalla città di Foggia: San Lorenzo in Carmignano . Durante il Medioevo era un centro pulsante di vita e di cultura. Oggi è ridotto a un rudere, dopo essere stato utilizzato negli ultimi decenni come stalla, e perfino come porcilaia. Per una sorta di contrappasso alla rovescia, questo luogo oggi dimenticato e oltraggiato, un giorno ha contribuito alla conservazione della memoria: secondo gli studiosi, qui sorgeva uno scriptorium in cui i monaci amanuensi hanno copiato importanti manoscritti, sottraendoli all’oblio e permettendo di tramandarli ai posteri. Guido Iamele , su Stupor Mundi , ipotizza che proprio a San Lorenzo in Carmignano possano essere stati realizzati gli Exultet custoditi nel Tesoro della Cattedrale di Troia, di inestimabile valore artistico,...

Bovino più bella che mai nello "sguardo che vola" di Fabrizio De Lillo

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Quando lo "sguardo che vola" di Fabrizio "Jamie" De Lillo si posa su un luogo pieno di storia, di bellezza e d'incanto come Bovino, il risultato non può che essere sorprendente e pieno di fascino. De Lillo pilota la telecamera del suo drone sui beni culturali più significativi della città d'arte del Monti Dauni: il Castello Ducale d'origine medievale che sovrasta il Vallo di Bovino, teatro nell'Ottocento delle scorrerie dei briganti, le splendide architetture del centro storico, che si presenta ancora incontaminato, e dulcis in fundo il Duomo Romanico. Sequenze che catturano ed avvincono lo spettatore. Vista dall'alto, Bovino conferma una volta di più quel senso di incanto e di bellezza che avvolge quanti passeggiano tra le sue stradine. Le belle riprese di Fabrizio De Lillo sono la più eloquente conferma delle ragioni che hanno procurato a Bovino (tra le poche cittadine italiane a potersi fregiare del doppio titolo) la Bandiera Arancione ...

Stroppa a Landella: "Attento sindaco, tra un po' comando io"...

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SharingTv (sono molto grato a Domenico Di Conza per la segnalazione) ospita un gustosissimo siparietto tra l'allenatore del Foggia, Giovanni Stroppa , e il sindaco della città, Franco Landella , subito dopo la conclusione della vittoriosa partita casalinga con la Reggina. Decima vittoria di fila per la squadra rossonera, il Lecce che è il più immediato inseguitore ormai ad otto lunghezze, la certezza matematica della promozione è ormai ad un solo punto: finalmente il mister si scioglie, per una volta mette da parte aplomb e prudenza che l'hanno accompagnato per tutta la trionfale galoppata verso la promozione. E al sindaco che gli porge i complimenti, abbracciandolo davanti alle telecamere della televisione diretta da Di Conza il tecnico rossonero ribatte: "Sindaco, attento che tra un po' comando io." Landella mangia la foglia e a sua volta replica, divertito: "A me fa piacere, perché vista la qualità con cui ha governato la squadra, la città sarebbe in...