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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alberto Mangano

La memoria diventa museo. Per iniziativa della società civile.

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In punta di piedi, sommessamente, con la discrezione che lo contraddistingue, Alberto Mangano affida alla bacheca del suo profilo facebook una notizia radiosa, uno dei più importanti avvenimenti culturali degli ultimi decenni: l’imminente apertura del Museo della Memoria che ospiterà cimeli e reperti dell’estate del 1943 e dell’occupazione americana, impedendo così che cada l'oblio su una delle pagine più tragiche (e decisive) della storia foggiana degli ultimi secoli. Pazientemente raccolti dal Comitato per il Monumento alle Vittime dei bombardamenti , guidato dallo stesso Mangano, i cimeli sono già stati oggetto di diverse mostra temporanee che hanno suscitato un enorme interesse nella cittadinanza. Ma adesso saranno esposti in modo permanente, grazie al contratto di affidamento sottoscritto dal Comitato con l’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione gli ampi locali del pronao della Villa Comunale in cui trovava posto una volta la biglietteria dell’Ataf. Proprio...

Felice Caperdoni, quell'eroe oscuro e dimenticato, che salvò decine di vite foggiane

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L'ex Banca d'Italia, teatro dell'eroico gesto del generale Felice Caperdoni Grazie alle preziose dritte di Tommaso Palermo , sono riuscito a ricostruire più dettagliatamente la storia umana e militare del generale Felice Caperdoni , protagonista a Foggia dell’eroico gesto di cui ho parlato in una precedente lettera meridiana. Eccola, nella speranza di far cosa gradita agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane . * * * Una vita da soldato, quella vissuta dal generale. E da bravo soldato. Una vita intensa, drammatica, ma esemplare. Una vita da farci un film. Nato nel 1889 a Bergamo,  Felice Caperdoni  si arruolò molto giovane nell’esercito come ufficiale. Non aveva neanche trent’anni quando prese parte alla Grande Guerra, con il grado di capitano. Per lui, tre medaglie al valore ed una ferita, rimediata in un’azione della Brigata “Macerata” sul fronte del Piave, a Castelnuovo. Promosso tenente colonnello, partecipò alla Guerra di Libia, agli ordini del generale R...

Monumento alle vittime del '43, il sindaco precisa: nessun attrito con l'artista e il Comitato

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'Ufficio Stampa del Comune di Foggia, la seguente nota di precisazione sulle dichiarazioni del Sindaco, Franco Landella , comparse nell'articolo di Maurizio De Tullio , Monumento alle vittime del '43, Landella sollecita il Comitato , pubblicato ieri. * * * Gentilissimo Geppe, abbiamo letto l’intervista realizzata da Maurizio De Tullio al Sindaco Franco Landella in relazione allo stato dell’iter per la realizzazione del monumento alle vittime dei bombardamenti, pubblicata sul tuo blog. La tempistica di pubblicazione, rispetto al giorno in cui sono state raccolte le dichiarazioni del primo cittadino (il 30 ottobre, in coincidenza con la cerimonia di concessione della cittadinanza onoraria al dott. Pasquale Di Cicco ), rende l’articolo anacronistico e causa possibili motivi di attrito con l’artista che ha progettato il monumento e con il Presidente dell’ Associazione per un Monumento alle Vittime dei Bombardamenti . Nel frattempo...

Monumento alle vittime del '43, Landella sollecita il Comitato (di Maurizio De Tullio)

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Come avevo annunciato ai lettori di LM , mi ero promesso di approfondire i motivi per cui il progetto del monumento per le vittime civili dei bombardamenti su Foggia del 1943, comprensivo di posa in opera, si sia arenato ormai da quasi un anno. Un anno a distanza del quale sembrava tutto pronto: plastico dell’opera, progetto approvato dal Comune, location individuata, possibili finanziamenti individuati. E allora – si chiederanno da lassù le anime delle migliaia di vittime innocenti cui quel monumento è stato dedicato –, quali ostacoli si sarebbero frapposti? Onestamente faccio fatica a individuarli, soprattutto dopo l’intervista che mi ha concesso qualche giorno fa il Sindaco di Foggia, Franco Landella, perché il livello del confronto dialettico è davvero poco esaltante. La domanda che ho posto è stata semplice: “ Signor Sindaco, a che punto siamo con la realizzazione dell’opera ?”. E il primo cittadino ha evitato di dare numeri o date perché, a suo dire, è il “Comitato” – pre...

Bombardamenti, perché si deve dare un nome alle vittime (di Maurizio De Tullio)

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Maurizio De Tullio mi ha fatto pervenire un prezioso contributo, nel quale riflette su diversi temi trattati nelle ultime settimane da Lettere Meridiane . Tra le altre cose, l'articolo risponde alle considerazioni che avevo svolto su quello che ho definito riduzionismo , atteggiamento che caratterizza alcuni strati della opinione pubblica foggiana a sminuire la portata di eventi epocali, come i bombardamenti. Le riflessioni di Maurizio sono ampie, articolate, e per larghissima parte condivisibili. Meritano una risposta articolata ed approfondita, che mi riservo di fornire  nei prossimi giorni, con una lettera meridiana ad hoc. Solo una battuta sulle considerazioni finali, in cui De Tullio scrive: Credo occorra combattere gli stupidi che a Foggia, e sui Social locali, crescono e si moltiplicano in quantità industriale!  Solo per aver espresso opinione contraria (e motivata) al progetto di ricostruzione del Palazzo di Federico II e per aver contestato la bontà artistica ...

Foggia condannata a un eterno zero a zero (di Maurizio De Tullio)

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Maurizio De Tullio replica ad Alberto Mangano, che aveva a sua volta risposto alle perplessità di De Tullio sul monumento ai caduti della tragica estate del 1943 che dovrebbe sorgere sul piazzale della stazione. L'amico Maurizio ribatte anche alle mie osservazioni circa il "riduzionismo" che affligge taluni strani dell'opinione pubblica foggiana. Al termine dell'intervento la mia risposta. Chi volesse rileggere le "puntate precedenti", le trova qui: De Tullio: "Perché non sono d'accordo con il sogno di ricostruire il palazzo di Federico II"   Mangano replica a De Tullio: "Foggia non vuole ricordare" * * * Senza voler tediare i lettori, mi vedo coinvolto in un imprevisto dibattito a tre voci che, spero, farà chiarezza su molte cose, il più delle volte male interpretate. Sulle osservazioni fatte alcuni giorni fa da Geppe Inserra, circa la libertà di espressione e opinione sul web, risponderò in un separato intervento...

Mangano replica a De Tullio: "Foggia non vuole ricordare"

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Il plastico del monumento di Biasci, che dovrebbe sorgere nel piazzale Vincenzo Russo, all'uscita della Stazione Alberto Mangano , promotore e responsabile del Comitato "Un monumento a ricordo delle vittime del 43 a Foggia" , replica ad alcune considerazioni svolte da Maurizio De Tullio , a margine dell'articolo in cui esprime il suo dissenso rispetto alla proposta di ricostruire il Palazzo Imperiale di Federico II. L'idea era stata lanciata da Giovanni Cataleta , e sostenuta da Lettere Meridiane con una petizione on line . Ecco quanto scrive Mangano. * * * Ho letto attentamente quello che ha scritto Maurizio De Tullio circa il monumento alle vittime del 43 e mi sento di dover precisare alcune cose: 1. Il monumento definito di pessimo gusto (bastava dire a me non piace) è stato pensato e progettato da un artista internazionale che abbiamo il piacere di ospitare a Foggia nell'Accademia delle Belle Arti 2. Lo stesso artista Biasci è stato scelto dall...

Memoria condivisa: un mosaico da comporre insieme

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Il plastico del monumento alle vittime dei bombardamenti di Cristian Biasci La necessità, l'importanza, l'urgenza di una memoria collettiva condivisa, soprattutto in riferimento ad uno snodo nevralgico della storia foggiana, quale la tragica estate del 1943, è stato sempre  uno dei dichiarati obiettivi di Lettere Meridiane. Obiettivo non facile perché, nonostante gli oltre settant'anni trascorsi da quella tragedia, le ferite restano aperte. Amo pensare alla memoria condivisa come ad un puzzle, da comporre con pazienza e con tenacia. Alberto Mangano e Maurizio De Tullio rappresentano, anche se da posizioni diverse, delle tessere fondamentali di questo mosaico. Mangano è il promotore del Comitato per il Monumento ai Caduti di quella tragica estate. Maurizio De Tullio, per conto della Biblioteca Provinciale, sta tentando, con la certosina tenacia del ricercatore che tutti gli riconoscono di dare un nome alla vittime, anche per tentare di capire un po' di più risp...

Foggia ricorda il primo bombardamento

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Domani saranno settantatré anni dall’inizio di quella tragica estate foggiana, che nel 1943 costò la vita a migliaia di cittadini e provocò la distruzione di buona parte della città. Il 28 maggio del 1943, per la prima volta i foggiani capirono che non sarebbero rimasti immuni dai raid aerei degli alleati, così come qualcuno aveva ritenuto, sperando nella intercessione del sindaco di New York, Fiorello La Guardia, di origine foggiane. Quell'assolato venerdì cominciò un incubo: per la prima volta, vennero sganciate bombe vere, assieme a volantini propagandistici che preannunciarono in modo sinistro anche la valenza strategica dei bombardamenti. “Avviso! Caduta Tunisi, ecco quello che i tedeschi faranno dell’Italia: il campo di battaglia del fronte meridionale della Germania… Ora tocca all’Italia, perché morire per Hitler?” , così recitavano i volantini propagandistici che gli equipaggi dei Liberator del 367° Bomb Group lanciarono sulla città, assieme al micidiale carico di bombe....

Al terminal bus sia il monumento alle vittime dei bombardamenti, sia quello al ferroviere

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Si profila una intesa per l’arredo degli spazi del nuovo terminal per i bus della stazione ferroviaria. La società civile e la politica discutono, ed è senz’altro un bene, in una città dove si discute troppo poco. L’ultima parola spetta, com’è ovvio che sia, al consiglio comunale, ma il confronto tra le diversi ipotesi apertosi sul social è approdato ad una positiva conclusione.  Presso il terminal bus potrebbero trovare posto tanto il Monumento alle Vittime dei bombardamenti del 1943, quanto la locomotiva-monumento al ferroviere, ubicata attualmente in villa comunale, tra i boschetto e il parco giochi. È appena il caso di sottolineare che si tratta di due simboli, entrambi profondamente legati alla storia della città, tratti costitutivi della sua identità più profonda.  L’idea di collocare nella nuova struttura il Monumento era il frutto di una intesa raggiunta tra il sindaco di Foggia, Franco Landella , e il Comitato per il Monumento alle Vittime del 1943 , presiedut...

La risposta di Cataneo a Mangano: "Nessuno vuol offendere la memoria"

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Il consigliere comunale Pasquale Cataneo ha pubblicato sulla bacheca della pagina facebook di Lettere Meridiane una nota nella quale risponde a Alberto Mangano , fondatore ed animatore del Comitato per il monumento alla vittime del bombardamenti del 1943. All'origine della discussione c'è l'arredo del nuovo terminal bus in piazzale Vittorio Veneto, a fianco alla stazione. Cataneo, consigliere comunale della maggioranza che sostiene Landella, ha proposto il trasferimento negli spazi del terminal da "arredare", della locomotiva attualmente ubicata tra il boschetto ed il parco giochi della villa comunale. Un monumento simbolico che nel corso degli anni si è degradato, anche per una infelice collocazione, come dimostra la foto sopra. Mangano ha ricordato a Cataneo ed allo stesso Landella, l'impegno che il primo cittadino aveva assunto nei confronti del comitato, indicando proprio l'area del terminal come lo spazio destinato ad ospitare il Monumento, rea...

Al terminal della stazione il Monumento ai Caduti del 1943. Senza se e senza ma.

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Ogni tanto mi faccio prendere la mano, lo ammetto. Il fatto è che oltre ad amare questa città, ogni giorno sempre di più (e non credo che dovrebbe essere così, quando si raggiunge un'età che consiglierebbe semmai un certo distacco), mi piace far discutere le persone. Per dirla tutta, come ben sanno i lettori e gli amici di Lettere Meridiane , trovo che il maggior problema di Foggia e della Capitanata, il più evidente bug , direbbe l'amico Michele Lauriola , stia nella mancanza, o nella rarefazione, di un'opinione pubblica. Insomma mi lascio prendere la mano, a volte da cose amene: tipo la polemica sulla intitolazione del nuovo terminal bus  o la proposta di adornarlo col murale che sta attualmente a viale Candelaro e che mostra i versi della bella canzone Foggia di Eugenio Bennato. A volte, a furia di contare gli alberi, si perde di vista la foresta. Riavvolgiamo il nastro, allora. Da tempo il sindaco di Foggia, Franco Landella , ha promesso che il nuovo te...

Su Manganofoggia.it si possono sfogliare le Cento Città d'Italia

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Un prezioso regalo ai foggiani e ai dauni amanti della loro storia e della loro identità viene messo a disposizione da Alberto Mangano , cultore di storia locale, sul suo sito Manganofoggia.it . Si tratta delle due edizioni del periodico Cento Città d'Italia , pubblicate tra fine dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento, riguardanti Foggia e le sua provincia. Come ricorda nel post che illustra l'iniziativa Alberto Mangano, "le Cento Città di Italia Illustrate erano dei fascicoli, notissimi , belle copertine figurate, di 20 pagine che uscivano settimanalmente . Ogni fascicolo, con dalle 20 alle 40 illustrazioni , descriveva una città o una regione." Nella pagina offerta sul suo sito da Alberto Mangano è possibile - scrive l'autore - "sfogliare le due edizioni riguardanti la nostra provincia: la prima del 1894 messa a disposizione dell’amico Pino Del Grosso, e la seconda, numero 87, acquistata su una bancarella di vecchie pubblicazioni." Una ...

L'addio a Rossetti di Cataleta e Mangano

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Tra gli accorati e affettuosi addii a Leone Rossetti, non potevano mancare quelli di due grandi storyteller della leggenda rossonera come Giovanni Cataleta e Alberto Mangano . Cataleta, autore del libro "Che si dice du Fogge?”, ha pubblicato sul suo profilo Facebook il capitolo dell’opera dedicato al simpatico e vulcanico personaggio, che ha allietato le domeniche di migliaia di tifosi. “Si tratta di un episodio che molti ricorderanno relativo ai suoi acrobatici salti nel vecchio fossato della gradinata. Ciao Leone!” Eccone il testo. Tra i personaggi che gravitano intorno al Foggia, un particolare spazio spetta a Enrico Rossetti, detto Leone, ma conosciuto nell’ambiente rossonero solo con il cognome: per tutti è Rossetti. Negli ultimi anni staziona stabilmente lungo la balaustra della tribuna centrale, correndo su e giù per seguire le azioni di gioco.  Vestito sempre con la maglietta rossonera, spesso con tre o quattro maglie, una sull’altra, da utilizzare all’occorrenza...