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Tomba della Medusa: il film di Antonio Fortarezza. Per non abbassare la guardia.

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Ho sempre ammirato la capacità di sguardo di Antonio Fortarezza , la sua abilità di raccontare storie attraverso immagini di dettagli, di scomporre dal contesto cose che spesso sfuggono all'occhio frettoloso chi chi vede senza guardare, per ricomporre in un unicum narrativo forte, coerente con quella necessità di dire e testimoniare che caratterizza tutta la sua opera. Dopo il bel video su San Lorenzo in Pantano (di cui ho parlato qui ), Fortarezza ha scelto di raccontare l'identità più remota della nostra terra, con due documentari che riguardano due beni straordinari del patrimonio archeologico provinciale, ma che sono anche emblema della difficoltà di metabolizzarlo e valorizzarlo: la Tomba della Medusa e il sito di Herdonia. Il fotogramma della ragnatela che, tra polvere ed escrementi di piccioni, avvolge il giunto della struttura di tubi innocenti davanti all'ingresso della Tomba della Medusa, ha una carica simbolica e una forza espressiva che riescono da sole a ra...

Antonio Fortarezza. Andare via da Foggia, per imparare a volerle bene.

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Antonio Fortarezza ha uno sguardo tenero, che ti conquista subito. Antonio ha nello stesso tempo uno sguardo profondo, che usa con una straordinaria efficacia quando attraverso video e fotografie racconta di disagi ed alienazioni, cogliendone i tratti di speranza. Ha uno sguardo che non s'arrende, che cerca di vedere l'invisibile. Ho paragonato una volta una sua iniziativa culturale, la mostra Visibili/Invisibili al celeberrimo piano-sequenza finale che Antonioni filma in Professione Reporter per sottolineare la sua capacità di guardare, senza soltanto limitarsi ad osservare. Antonio sa guardare e al tempo stesso sa prendere parte alle cose che guarda. Da molti anni, ormai, Antonio Fortarezza ha lasciato Foggia per stabilirsi a Milano. Negli ultimi tempi vi ritorna, però, un po’ più spesso. Gli ho chiesto di scrivere un capitolo di questa sorta di racconto collettivo che si sta componendo su Lettere Meridiane a proposito dell’emigrazione intellettuale, dei tanti foggiani...