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Visualizzazione dei post con l'etichetta sinistra

Luigi Allegato, costruttore di democrazia

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Luigi Allegato è stato tra i politici di maggior spicco espressi nel secolo scorso dalla Capitanata e dalla Puglia. Consultore e deputato costituente, senatore, presidente della Provincia di Foggia e sindaco di San Severo, dirigente del Partito Comunista, ha scritto pagine importanti della storia del movimento contadino e bracciantile, che l’Anpi, il Comune di San Severo e l’Auser, sua cittadina natale, hanno ricordato in un convegno e in una mostra documentaria di notevole spessore storico e scientifico, in occasione del sessantesimo anniversario della sua morte. Moderati e coordinati dall’assessore alla cultura del Comune dell’Alto Tavoliere, avv. Celeste Iacovino , i diversi intervenuti hanno discusso sul tema “Luigi Allegato, un costruttore della democrazia” , tratteggiando i diversi aspetti della sua poliedrica e intensa personalità. Dell’Allegato giovane, convinto pacifista e suo malgrado quasi eroe di guerra nel primo conflitto mondiale, ha parlato Francesco Barbaro , docen...

Perché Michele Serra ha ragione

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Ha detto cose classiste, o di destra, Michele Serra , nella sua Amaca sul bullismo di qualche giorno fa, che tante polemiche sta suscitando? Mi pare proprio di no. Nella stagione della post-politica e delle post-ideologie, in cui “non ci sono più destra e sinistra” (o non sarà, più semplicemente che la destra si è travestita da sinistra?), il ragionamento di Michele Serra è tra le cose più schiettamente di sinistra  che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi. Perché è stato allora tanto largamente frainteso, travisato, incompreso? Non lo so. Provo ad indovinare. Forse perché era molto più lungo di un tweet e ormai, ahimè, la soglia d’attenzione dei lettori scende vertiginosamente dopo 280 caratteri? Forse perché, in un certo senso, il buon Michele è stato tradito dal suo stesso incipit che preannunciava cose sgradevoli, che non sono state appunto gradite dai primi lettori di quell’ Amaca , i cui commenti hanno influenzato nella solita reazione a catena tipicamente ...

Dov'è andata la sinistra? A votare Cinquestelle (di Geppe Inserra)

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Dov'è finita la sinistra? Alla debacle del Partito Democratico si accompagna il mancato decollo di Liberi e Uguali , che a stento raggiunge il quorum. È evidente che i voti di operai, insegnanti, lavoratori e degli altri ceti che una volta si ritenevano rappresentati dalla sinistra, e la votavano, hanno preso altre direzioni. Quali? Per saperlo, e per cercare di scongiurare una emorragia in fondo annunciata, sarebbe forse bastato leggere un libro uscito cinque anni fa. Importante allora, per le scomode verità che rivelava, ma addirittura profetico oggi. Un libro che racconta di malesseri, delusioni, disillusioni che sono state largamente sottovalutate. E che hanno innescato la disfatta. Lettere Meridiane ne parlò cinque anni fa. Ed è strano rendersi conto di come la sofferta analisi di Domenico De Santis, che ne è l'autore, sia straordinariamente attuale ancora oggi. Rileggetelo, qui sotto. * * * La sinistra che vota Grillo  è la storia di una campagna elettorale. Quel...

Il Sud è alla frutta. Ma si parla solo della "questione settentrionale"

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Il divario tra il Nord e il Sud aumenta, segnale inquietante di un’Italia che ancora non è effettivamente "una". Della questione meridionale non parla ormai più nessuno. In compenso, esplode la questione settentrionale : due regioni, il Veneto e la Lombardia, chiedono maggiore autonomia, dopo aver convocato referendum consultivi che si sono conclusi con la schiacciante vittoria dei sì, una terza, l’Emilia Romagna, avvia una trattativa col Governo nella stessa direzione. Che ne sarà del Mezzogiorno? A questo interrogativo ha cercato di rispondere l’incontro dibattito promosso dal Movimento Democratico e Progressista della provincia di Foggia, e una volta tanto non si è trattato della solita passerella politica, condita da slogan che lasciano il tempo che trovano, ma di una riflessione seria, profonda. A fare la storia della questione meridionale ci ha pensato il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno , Giuseppe De Tomaso , che è partito da lontano: “L’unità d’Italia è s...

Quando Carmeno fece vedere i sorci verdi a De Michelis e Forattini gli dedicò una vignetta

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Commentando ieri mattina ad Agorà , i disordini scoppiati al Senato nella discussione sullo Ius Soli , Marcello Sorgi ha rievocato un clamoroso episodio che vide protagonista un parlamentare foggiano, Pietro Carmeno . Dopo aver detto che l’aula di Palazzo Madama è stata spesso teatro di bagarre del genere, L’editorialista de La Stampa , ha ricordarono gli incidenti che - cito quasi testualmente - costarono al senatore Carmeno la frattura di un piede. Se si pensa che da quel giorno sono passati ben 33 anni, si ha l’idea precisa di quanto clamore suscitò il clamoroso gesto di Pietro "Pierino" Carmeno, indimenticabile e straordinario personaggio della sinistra pugliese e meridionale. I fatti conquistarono la prima pagina di tutti i quotidiani e l’apertura di tutti i telegiornali anche perché, al di là dell’importanza dell’argomento in discussione, fu prima volta che comunisti e socialisti, i cui rapporti si erano progressivamente incrinati con l’avvento al potere di Bettino...

Stasera a Foggia Massimo D'Alema: si parla di lavoro e democrazia

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Quanta acqua è passata da sotto i ponti da quando la Puglia e la Capitanata erano una incrollabile roccaforte dalemiana. Un giusto premio per il leder maximo , che in Puglia aveva svolto la parte più importante del suo noviziato politico. Di fatto, quel laboratorio pugliese inventato da D’Alema per costruire un nuovo centrosinistra, è stato il trampolino di lancio per una carriera politica che nessun altro esponente della sinistra italiana può vantare. Massimo D’Alema torna oggi a Foggia, dove mancava da poco più di un anno. Venne a maggio dell'anno scorso, per presentare la monografia dedicata dalla sua fondazione ItalianiEuropei ai Settant'anni della Repubblica. L’ultima volta squisitamente politica accadde invece nel dicembre del 2014 , nell’auditorium di Santa Chiara, affollato come s’addiceva all’occasione importante. Assieme a Peppino Caldarola , l’ex premier commemorò Enrico Berlinguer , inaugurando una mostra che ricordava tutte le volte di Berlinguer in Capitana...

Quando Foggia ebbe l'Università grazie al Senato

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Orsara di Puglia è lontana mille miglia dai talk show avvelenati dell’aspra campagna referendaria. Nella sala consiliare si raduna la sinistra che al referendum voterà no, ma non manca la sinistra che voterà sì. Il dibattito è intenso, ma pacato. La lacerazione è evidente, e dolorosa. Ma qui nel cuore dei Monti Dauni, la passione politica è prima di tutto esercizio civile, e il confronto è serio, approfondito. Introdotti da Ilaria Acquaviva e Rocco Stranieri , tocca a Orazio Montinaro  (Comitato provinciale per il No) e al presidente provinciale dell’Arci, Domenico Rizzi , illustrare le ragioni del no. E subito si capisce che non sarà una serata come le altre che hanno caratterizzato la campagna elettorale. Montinaro a Palazzo Madama ha rappresentato la Capitanata, quale senatore eletto in provincia di Foggia e difende con passione la necessità che i territori vengano compiutamente rappresentati in quel di Roma, svelando un particolare poco noto della storia politica della pro...

La politica deve tornare a pensare al futuro

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E chi l’avrebbe mai detto? Dopo una campagna referendaria sommessa, all’indomani del mancato raggiungimento del quorum, esplode il confronto sulla necessità, anzi l’urgenza, di tornare a ragionare di futuro, e di apprestare un modello di sviluppo in grado di sostenerlo. Sia Franco Antonucci che Michele Lauriola hanno rilanciato la necessità di un confronto che metta d’accordo le ragioni di chi sostiene la tutela dell’ambiente e del paesaggio, con quelle di chi sostiene la produzione e il lavoro (aspetti tutt’altro che antitetici… dal mio punto di vista). E non si fanno attendere i commenti, interessanti, degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane . Riferendosi al titolo, volutamente provocatorio, della lettera meridiana "Lo sviluppo? Non interessa più l'opinione pubblica” , Girolamo Arciuolo scrive quanto segue: Questo, Geppe, a mio avviso è uno dei problemi in assoluto più centrali. la Sinistra attuale ha smesso di pensare al futuro e al progresso e ha smesso ne...

Quella pseudo sinistra che insulta i meridionali

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Le critiche e in qualche caso perfino gli insulti raccolti da Matteo Renzi dopo la direzione nazionale monotematica dedicata dal Pd alla questione meridionale dicono che forse il premier ha colto nel segno, facendo risvegliare tutto intero quel partito del nord che non perde occasioni di stracciarsi le vestiti e di gridare allo scandalo, quando da parte del governo si tenta di far qualcosa di buono per il Sud. Il partito del nord si distingue per essere decisamente trasversale, e lo dimostra anche in questa occasione, mettendo assieme i leghisti di Salvini e quella certa sinistra radical chic con la puzzetta sotto il naso (che di sinistra ha ben poco) interpretata da Eugenio Scalfari, che commentando come ogni domenica l’attualità politica sulle colonne di Repubblica offende i meridionali gratuitamente e per giunta senza motivare - come ogni giornalista dovrebbe fare - le sue pesantissime considerazioni. “Tre ferite aperte e purulente che concorrono alla mancata crescita d...

Matteo Fusilli, una vita per il Gargano

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Con Matteo Fusilli scompare uno degli ultimi protagonisti di   una grande e pensante sinistra di Capitanata, che ha teorizzato e parzialmente realizzato un modello di sviluppo innovativo, correggendo gli squilibri di quello   industriale degli anni Sessanta, ed aprendo nuove prospettive di sviluppo per la nostra terra. E' stata la sinistra di Francesco Kuntze , Maria Schinaia , Teodoro Moretti, Vincenzo Pizzolo, Pasquale Ricciardelli, Leonardo Russo, Antonio Grosso , che assieme a Fusilli composero la giunta provinciale che ha guidato la Capitanata dal 1976 al 1981, scrivendo una delle pagine più luminose ed esaltanti della storia amministrativa della provincia di Foggia. Matteo era l'assessore più giovane di quella compagine, e ricopriva la delega all'ambiente. Erano gli anni in cui l'ecologia muoveva i suoi primi passi, e non era ancora chiaro se e come quella nuova sensibilità verso i temi ambientali potesse produrre una vision del territorio, compatibil...

Colpo di scena: eletto Pino Lonigro

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La pattuglia dauna in consiglio regionale si rafforza. Nonostante il pasticcio delle legge elettorale regionale che aveva privato la provincia di Foggia di due potenziali seggi in consiglio, portando da nove a sette i consiglieri eletti, il ricalcolo dei voti e la rilettura del verbali delle diverse sezioni regalano alla Capitanata un altro rappresentante. Si tratta di Pino Lonigro , candidato nella lista "Noi a Sinistra per la Puglia”, e consigliere regionale uscente. Lonigro ce l'ha fatta, a spese di un suo compagno di partito, il tarantino Nino Borraccino , che era stato dato per eletto eletto in un primo momento dalla Prefettura di Bari. La Corte d'Appello non è stata dello stesso avviso: un esame più approfondito dei voti di preferenza ha dato ragione a Lonigro, che torna dunque tra i banchi del consiglio regionale, in cui era stato eletto nel 2010, ricoprendo durante la legislatura appena conclusa gli incarichi di Presidente della 1° Commissione Consiliare (Progr...

Maurizio De Tullio: quando la sinistra pensava e proponeva

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Come nasce una classe dirigente? Una volta erano i partiti a forgiarla, quando questi erano organizzazioni di massa, oppure i sindacati, quando questi avevano rapporti più o meno organici con i partiti da cui erano ispirati. Oggi non saprei dirvi, e ho esternato le mie perplessità in proposito già in un’ altra lettera meridiana . Commentando la pubblicazione del numero straordinario del Controverso sulla morte di Enrico Berlinguer, Maurizio De Tullio , condirettore di quel periodico, attinge dal suo serbatoio di ricordi, per raccontare la nascita di quello che è stato probabilmente l’ultimo vero e proprio gruppo dirigente foggiano. Con risultati tutt’altro che trascurabili. Ecco il racconto di Maurizio De Tullio. * * * Berlinguer morì nell'estate del 1984, data che non dimenticherò mai non solo perché l'Italia intera (me compreso, ovviamente) pianse sinceramente quella dipartita così anomala, triste, quasi ingiusta, ed anche perché coincidente con l'inizio della...

Quando morì Enrico Berlinguer

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Il controverso ha rappresentato negli anni Ottanta del secolo scorso, uno dei più seri tentativi della sinistra di Capitanata di riflettere su se stessa, raccontando criticamente la realtà e soprattutto cercando di interpretarla nel modo più pluralistico possibile. Il giornale era firmato come direttore responsabile da Franco Severo . La direzione “politica” era invece affidata ad un comitato composto  (li elenco nello stesso ordine con cui comparivano nel colophon) da Raffaele Vescera , Franco Mercurio , Mauro Imbimbo e Maurizio De Tullio. Della segreteria di redazione di occupava Nunzio Chiericozzi , il progetto grafico e le fotografie erano, rispettivamente, di Claudio Grenzi e Mimmo Attademo . Foltissimo e qualificato il parterre della redazione, tra redattori veri e propri ( Diego Caiazzo, Rosaria Capozzi, Giacomo Colafelice, Sergio D’Amaro, Michela Quirito e Tonio Sereno ), i titolari di rubriche ( Marcello Cavallo, Sergio Ciccarelli, Mario Crociati, Angelo Corsetti, B...

D'Alema ricorda Berlinguer: "Nel suo nome, dobbiamo tornare alla politica e alla partecipazione"

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Massimo D'Alema, in forma smagliante, indica la via, per uscire dalla bufera che sta sconvolgendo il Pd e i rapporti tra maggioranza e minoranza interna. Indica la via a quanti pensano che il Pd debba restare un partito di sinistra e un patrimnoio della sinistra italiana ed europea. Non un nuovo partito, e nemmeno un nuovo soggetto politico: piuttosto una rete di donne e uomini pensanti, iscritti e non al Pd che tornino a partecipare, ad esercitare la politica come strumento di progresso e di civiltà: "Abbiamo le Fondazioni, abbiamo le associazioni, torniamo alla politica, perché è il solo strumento per ridurre il gap di partecipazione che sta avvelenando la democrazia. Torniamo ad essere comunità." Il nome di Renzi viene pronunciato poche volte, nel corso della bella serata organizzata dalla Fondazione Foa e dalla Fondazione Apulia Felix per ricordare Enrico Berlinguer, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa. Il presidente D'Alema è protagonista della se...

Il Pd che non t'aspetti

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Durante questa ondivaga estate, ho avuto la fortuna e il piacere di attraversare spesso le piazze democratiche. Amici e compagni mi hanno chiamato a moderare incontri e dibattiti alle feste de L'Unità , da Manfredonia a Cerignola, da Pietramontecorvino a Foggia, spesso per ricordare Enrico Berlinguer altre volte per affrontare temi importanti come la questione meridionale e la raccolta differenziata. Ho visto dappertutto un partito vivo, che ci crede e che riflette, assai di più di quanto non raccontino le cronache. In tutti i posti dibattiti affollati. Un desiderio nuovo di politica. Di tornare alla politica. Ho visto il popolo delle primarie ormai stufo di discutere solo quando è raggruppato in quelle interminabili file, prima di esprimere un voto che assomiglia sempre a una delega in bianco. [Ho già scritto in questo post dello svuotamento di senso delle primarie]. A dirvela tutta, ho visto tre Pd. Il primo è quello dell’uomo solo al comando della corsa che, perdonate la taut...

Un po’ di Foggia e di Gargano nella famiglia di Enrico Berlinguer

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di Maurizio De Tullio Credo siano veramente pochi a sapere che nelle vene di Enrico Berlinguer scorreva sangue foggiano. Come si sa, il grande e sfortunato politico comunista – papà della giornalista e attuale direttore del TG3, Bianca Berlinguer (*) – morì prematuramente nel giugno del 1984 mentre teneva un comizio, a Padova, in occasione delle imminenti elezioni europee, poi stravinte dal P.C.I. Era nato a Sassari, in Sardegna, nel 1922, in una famiglia della piccola nobiltà sarda e di lontane origini spagnole. Ma per scovare le “origini daune” di Berlinguer, occorre andare un po’ indietro nel tempo. Giuseppe Falco - garganico di Ischitella (Foggia), ove nacque nel 1841, e la cui famiglia era probabilmente originaria di Rodi Garganico – era il bisnonno di Enrico Berlinguer, mentre sua figlia Caterina (Falco-Segni) era la nonna del futuro leader comunista.

Lo sparuto presidio per la pace | Reduci o protagonisti del futuro?

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Ho partecipato qualche giorno fa al presidio organizzato dai sindacati e da diverse associazioni cittadine per la pace. Un bel momento per ritrovare amici e compagni e per capire che - per fortuna - esistono ancora valori fondanti che ti permettono di ritrovarti, al di sopra delle tessere di partito. Non eravamo tantissimi, ma c’eravamo. E bisognerebbe forse ripartire da qui, da valori forti e condivisi come la pace per cercare di ritessere la tela di un pensiero forte che non c’è più. E sulla cui persistente urgenza e necessità dovrebbero interrogarsi la chiesa, la sinistra, a prezzo del loro futuro. Quando da pochi giorni chi scrive ha spento sessanta candeline sulla torta del compleanno è fatale indulgere alla nostalgia. Lo sparuto presidio dell’isola pedonale di qualche giorno fa richiama alla memoria altri tempi ed altre mobilitazioni. Copio e incollo dal sito Foggiacomunicazione : 13/4/2002  DON RIBOLDI INVITA AD ESSERE OPERATORI DI PACE Don Riboldi ha chiuso la sett...

Pd, il paravento della primarie

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Non ho particolare nostalgia verso il centralismo democratico (per i lettori più giovani: era il concetto organizzativo fondamentale degli antichi partiti comunisti), ma l’intensa stagione congressuale vissuta dal Pd pone più di un interrogativo sulla qualità della partecipazione e della democrazia all’interno del maggior partito della sinistra italiana. E paradossalmente fa rimpiangere quell'antico metodo di formazione delle classi dirigenti del Pci. I congressi celebrati nell'era del centralismo democratico si svolgevano secondo un rituale preciso: appena terminata la relazione del segretario (di sezione, di federazione, del partito) si riuniva, in separata sede, il comitato elettorale che provvedeva a stilare la lista di quanti avrebbero dovuto fare parte dell’organismo da eleggere (direttivo di sezione, comitato federale, direzione nazionale e via dicendo). Il comitato elettorale era composto in modo da risultare più o meno rappresentativo delle diverse anime del parti...

La sinistra che vota Grillo

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La sinistra che vota Grillo è la storia di una campagna elettorale. Quella conclusasi il 22 febbraio 2013, alla vigilia di un voto che ha consegnato alla storia il fenomenale exploit elettorale del M5S. L'autore, Domenico De Santis, l'ha scritta di getto, appena concluso lo scrutinio che ha segnato uno dei più amari risultati per il Pd. Ha scritto per capire, e per far capire. Edito da Caratterimobili di Bari, il libro - che presenta una molto stimolante e intelligente prefazione di Peppino Caldarola - si è rivelato un insospettabile successo editoriale: decine di migliaia di copie vendute, e fino ad oggi la bellezza di 83 presentazioni su e giù, per tutta l’Italia. Segno che a voler capire quel che è successo non è soltanto De Santis, ma un po' tutta la sinistra: quella che non ha votato per Grillo e che è rimasta annichilita dal risultato elettorale, ma anche quella che l'ha votato, e che forse oggi si chiede perché, e soprattutto dove si va. Molte delle risposte...

Le primarie: paravento alla crisi irreversibile dei partiti

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Le primarie (più precisamente, le parlamentarie ), sono state veramente quello strumento di democrazia che si sperava fossero, anche per contrastare gli effetti perversi del porcellum , che ha sottratto agli elettori la possibilità di votare direttamente per un candidato, attraverso il voto di preferenza? Considerando le polemiche ed i veleni che hanno accompagnato il voto e la predisposizione delle liste, sembrerebbe di no. Il post di Lettere Meridiane sul caso della senatrice foggiana Colomba Mongiello , retrocessa dal tredicesimo al quindicesimo posto della lista per fare posto a due "personalità" indicate dalla direzione nazionale, ha suscitato una interessante discussione (su Facebook) tra due intellettuali particolarmente attenti alle cose della politica, come Marco Barbieri e Salvatore Speranza. È stato Barbieri ad aprire la discussione: "gli apparati, come si sa, non esistono più da un pezzo. E il quindicesimo posto della Mongiello è sicuramente ...