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Aeroporto e seconda stazione: la vittoria della società civile

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Schiarite all'orizzonte per l'aeroporto Lisa e per l'alta velocità Bari - Foggia - Roma. Il via libera della Unione europea al finanziamento interamente pubblico dell'allungamento della pista e l'accelerazione impressa da RFI alla seconda stazione di Foggia aprono nuove prospettive ed opportunità al trasporto in Capitanata, che bisognerà adesso riempire di contenuti. Tanto per ricordare, la riqualificazione della pista aeroportuale risolve il problema più serio della infrastruttura ma non quello dei voli. Si troveranno compagnie disposte ad avviare voli di linea e tour operator che investiranno in voli charter? Bisogna darsi da fare. Lo studio di fattibilità a suo tempo commissionato dalla Camera di Commercio, dal Parco del Gargano e dai cinque gruppi di azione locale della provincia di Foggia al gruppo Clas, indicava una serie di cose da fare per accompagnare il rilancio dell'aeroporto Lisa con iniziative rivolte ad una maggiore competitività del comparto t...

Reazioni scettiche al "colpo di teatro" di Emiliano sul Gino Lisa

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Il giorno dopo il "colpo di teatro" messo in scena dal governatore regionale Michele Emiliano sul Gino Lisa, e dopo gli iniziali entusiasmi, le reazioni sono prudenti. Le perplessità riguardano, soprattutto, la concreta praticabilità della strada indicata dal governatore pugliese nella conferenza stampa di qualche giorno fa. Come ricorderete, il presidente della giunta regionale ha detto che la Regione si farà carico dell’intero finanziamento necessario per l’allungamento della pista. Il rischio di possibili infrazioni alle normativa comunitaria sugli aiuti di Stato risulterebbe esorcizzato dalla scelta (comunque politicamente significativa) operata dalla giunta regionale di ubicare a Foggia la Protezione Civile Regionale. Nei giorni precedenti la conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio, l’assessore regionale al bilancio, il foggiano Raffaele Piemontese , aveva parlato di intese raggiunte in tal senso con Bruxelles. Ma basta tutto questo a garantire che la proce...

Aeroporto: è l'ora della verità?

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Doverosa premessa: non c’è alcun motivo per dubitare della reale volontà di risolvere i problemi dell’aeroporto del Lisa, da parte degli attori di questa vicenda. Nè mi pare che tra i governatore regionale pugliese, Michele Emiliano , l’eurodeputata Elena Gentile , e gli assessori regionali Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia vi siano sostanziali divergenze sulle strategie da mettere il campo per affrontare l’annosa questione.  Tutti concordano sulla necessità di adottare provvedimenti formalmente ineccepibili, coerenti con la normativa nazionale e comunitaria, che non si incaglino - com’è spesso accaduto nella tragicommedia dell’aeroporto di Foggia - al primo esame da parte di Bruxelles. Però sulla vicenda hanno ingaggiato una baruffa che domani potrebbe rientrare. O accendersi nuovamente. Ricapitoliamo, brevemente, i fatti.

Aeroporto Lisa, si volta pagina. La Regione dà retta al territorio

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La vicenda dell’aeroporto Gino Lisa è stata costellata di così tante  delusioni e disillusioni che è il caso di prendere con le pinze tutte le notizie. Anche quelle positive. Però la novità che giunge da Bari potrebbe veramente aprire un nuovo capitolo nella storia dell’aeroporto. Se non altro, i giochi si riaprono, e questa volta nel senso sperato dai foggiani. Allora, facciamo gli scongiuri, e vediamo di che si tratta. La giunta regionale ha incaricato (o starebbe per farlo) due professionisti affinché si occupino della “pratica” con l’Unione Europea, che si riferisce all’allungamento della pista e che nelle prossimo settimane giungerà al momento decisivo dell'iter.  Sul finanziamento che la Regione intende erogare per la realizzazione dell’opera, utilizzando dei contributi comunitari, pende infatti la spada di Damocle di una possibile infrazione alla procedura che disciplina gli aiuti di Stato. Messo così, il progetto ed il relativo finanziamento violerebbero le no...

Capitanata destinata al collasso, ed ecco perché

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Il governatore Emiliano, con gli assessori Di Gioia e Piemontese Ieri mattina si è riunito a Foggia l’esecutivo regionale in una seduta di “giunta territoriale”, come è stato battezzato il tour provincia per provincia intrapreso dal governo pugliese. Quella di Foggia era la terza tappa, dopo Taranto e Brindisi ed è giù un fatto importante. Che diventa addirittura storico se si tiene presente che qualche ora prima, domenica sera, il governatore Michele Emiliano era sugli spalti dello Zaccheria per tifare Foggia nella sfida promozione. Non era mai successo. Ed è comunque un bel segnale di attenzione verso i problemi della Capitanata (anzi, della Puglia settentrionale, la differenza non è soltanto nominalistica) che rischia però di rimanere del tutto fine a se stessa. Non basta la buona volontà, pur diffusamente manifestata da Emiliano e i suoi assessori durante i lavori della “giunta territoriale” che si è riunita nel Sala del Tribunale di Palazzo Dogana. Il tono del confronto è ...

Capitanata a bassa tensione

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Il confronto e la riflessione sul futuro della Puglia stanno raggiungendo un livello di profondità e di consapevolezza, che da tempo non si registrava. Il recente insediamento del nuovo governo regionale, la netta presa di distanza di questo dal governo nazionale, su temi di importanza nevralgica per il futuro, come le trivellazioni in Adriatico, l'annuncio del premier Renzi sull'imminente Masterplan per il Mezzogiorno (che, come ho già scritto, rappresenta un indubbio e nuovo segnale di attenzione verso il Sud) hanno reso l'estate che ormai volge al termine assai più calda del previsto. Sta tornando la politica, intesa nel suo significato migliore di strumento di costruzione della polis , della città possibile. Ma non dappertutto, purtroppo. In una recente lettera meridiana ho lanciato l'allarme sul risch i o che la Capitanata rimanga tagliata fuori da una prospettiva e da una congiuntura che si preaannunciano particolarmente ricche di fermenti e di potenzialità....

Capitanata, urgente rilanciare il confronto sullo sviluppo

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Come ha lasciato chiaramente intendere il Ministro alle Infrastrutture, Del Rio, magna pars del Masterplan per il Mezzogiorno annunciato dal premier Renzi sarà rappresentata dalle opere pubbliche, e in fondo non potrebbe essere diversamente. La chiave di volta del divario che contrappone Nord e Sud è proprio il gap infrastrutturale, determinato non solo dall'assenza di autentiche politiche per il Mezzogiorno che ha contraddistinto i governi degli ultimi vent'anni (soprattutto quelli di centrodestra, ma anche quelli tecnici e quelli di centrosinistra hanno avuto le loro responsabilità), ma anche dalla incapacità del Mezzogiorno di spendere presto e bene i finanziamenti che pure gli sono stati assegnati. Pur con tutte le cautele e con tutta la prudenza che il caso richiede, il varo del Masterplan potrebbe coincidere con una nuova stagione dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, ed è perciò necessario lavorare fin da subito nei territori subregionali per individua...