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Puglia spendacciona in farmaci? È una bufala

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Il dott. Filippo Anelli Ma è proprio vero che i pugliesi fanno spendere troppi soldi in medicine al Servizio Sanitario Nazionale e che i medici di base eccedono in prescrizioni, cadendo in quella che in gergo tecnico viene definita “inappropriatezza prescrittiva”? Le disinvolte e tendenziose interpretazioni dei dati diffusi in questi giorni dall’AIFA (l’agenzia per i farmaci) circa l’overdose di consumi di antinfiammatori ed antibiotici che mettono a dura prova la sanità pugliese sono state decisamente contestate e respinte da Filippo Anelli , presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Bari e dall’inizio dell’anno anche presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Da quando c’è lui al vertice della Fnomceo, la federazione che concentra gli ordini dei medici delle diverse province italiane, ha posto al centro dei suoi impegni la rivendicazione di una sanità più giusta, e di un Servizio Sanitario nazionale più attento ai problemi ...

Gianni Forte (Spi Cgil) contro l'autonomia differenziata: "le Regioni del Sud destinate a diventare la ruota di scorta di quelle settentrionali"

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Da sinistra a destra: Gianni Forte, segr. reg. Spi Cgil; Franco Persiano segr. Spi Cgil Foggia; Maurizio Carmeno, segr. Cgil Foggia Il mondo sindacale è fortemente preoccupato per la brutta china imboccata dalla cosiddetta autonomia differenziata propugnato dal Veneto e da altre regioni del centro nord, che aspirano ad ampliare il ventaglio di competenze e funzioni a danno dei cittadini del Sud. Se il progetto andrà in porto, i nuovi compiti verranno finanziati non soltanto trasferendo la spesa storica alle regioni destinatario delle nuove funzioni, ma anche parte del residuo fiscale (le tasse versate dai cittadini di quella regione) che verrà quindi sottratto alla fiscalità generale. Il grido d’allarme del sindacato è stato levato da Gianni Forte , segretario generale dello Spi Cgil di Puglia (la Cgil pugliese ha sottoscritto la petizione elaborata dall’economista Gianfranco Viesti e dallo scrittore Pino Aprile per dire “no” a quella che è stata definita “secessione dei ricch...

Aeroporto e seconda stazione: la vittoria della società civile

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Schiarite all'orizzonte per l'aeroporto Lisa e per l'alta velocità Bari - Foggia - Roma. Il via libera della Unione europea al finanziamento interamente pubblico dell'allungamento della pista e l'accelerazione impressa da RFI alla seconda stazione di Foggia aprono nuove prospettive ed opportunità al trasporto in Capitanata, che bisognerà adesso riempire di contenuti. Tanto per ricordare, la riqualificazione della pista aeroportuale risolve il problema più serio della infrastruttura ma non quello dei voli. Si troveranno compagnie disposte ad avviare voli di linea e tour operator che investiranno in voli charter? Bisogna darsi da fare. Lo studio di fattibilità a suo tempo commissionato dalla Camera di Commercio, dal Parco del Gargano e dai cinque gruppi di azione locale della provincia di Foggia al gruppo Clas, indicava una serie di cose da fare per accompagnare il rilancio dell'aeroporto Lisa con iniziative rivolte ad una maggiore competitività del comparto t...

Perché il Subappennino è stato sconfitto

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Ho partecipato qualche giorno fa ad un interessante incontro sulle royalties per il metano che la Regione non ha riconosciuto ai comuni dei Monti Dauni nei cui territori insistono i pozzi, per destinarli ad altri scopi e ad altri comuni. L’iniziativa era stata organizzata da Rino Lamarucciola , già sindaco di Pietramontecorvino, nel cui teatro si sono svolti i lavori, davanti a un pubblico non numerosissimo, ma attento e partecipe. È toccato a me introdurre l’argomento, e non ho potuto fare a meno di ricordare come la questione del metano, sia la madre di tutte le questioni che riguardano lo sviluppo non soltanto dell'area collinare interna, ma dell'intera Capitanata. Ormai quasi cinquant’anni fa, il rinvenimento di enormi quantità di gas e la percezione del rischio che potesse venire utilizzato altrove, produssero uno dei movimenti di massa più intensi della storia civile della Capitanata, culminato con l'occupazione dei pozzi e con la storica marcia  del metano  d...

I Monti Dauni si spengono. Nel silenzio e nella rassegnazione.

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Il vero dramma che si sta consumando nei Monti Dauni non sta soltanto nell’efferato scippo delle royalties del metano incassate dalle Regione, elargite a comuni in cui non insistono i pozzi, ma nell’imbarazzante silenzio istituzionale e politico che si consuma attorno a questa vicenda, e che vede lasciati completamente a se stessi i sindaci dei sette comuni dauni beffati dall’ingiusto provvedimento regionale . La rabbia e l’indignazione degli amministratori e dei cittadini monta sul social , ma resta confinata dagli algoritmi che regolano la distribuzione e la diffusione delle notizie a pochi addetti ai lavori.  Non è poca cosa. È anche questo il prezzo che le aree interne pagano alla distruzione degli enti intermedi. Prima i Monti Dauni potevano contare, se non altro, su due Comunità Montane e su una cospicua rappresentanza in Consiglio Provinciale. Le Comunità Montane sono state cancellate dalla Regione Puglia, mentre la riforma delle Province e del suo sistema elettorale, ...

Subappennino tradito e scippato

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Quando la notizia ha cominciato a circolare sui gruppi social e nelle reazione (le prime testate a parlarne sono state Teleradioerre con una nota di Saverio Serlenga e  Il mattino di Foggia diretto da Antonio Blasotta ) sono stati in molti a pensare si trattasse di uno scherzo, di una fake new , di una notizia falsa messa in giro ad arte per gettare discredito sul governo regionale pugliese guidato da Michele Emiliano. Poi, le conferme. Per dirla in breve, con la delibera n.444 adottata il 20 marzo scorso su proposta dell’allora assessore Michele Mazzarano (poi dimessosi per un servizio di Striscia La Notizia che adombrava nei suoi confronti il sospetto di voto di scambio), la giunta regionale pugliese ha distribuito un bel po’ di finanziamenti - 23 milioni di euro - per realizzare opere pubbliche a San Severo, Apricena, Massafra, Nardò e a Grottaglie. E fin qui, nulla di scandaloso: il problema è che i finanziamenti ripartiti tra i diversi comuni provengono dalle royalties...

Concilio, presidente "Daunia chiama Molise": "L'unica soluzione è lasciare la Puglia"

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Qual è la causa dello "sviluppo diseguale" della Puglia? Con la lettera meridiana, Foggianesimo e baricentrismo: la crisi non si supera con le contrapposizioni , che abbiamo pubblicato ieri, Franco Antonucci ha gettato il classico sasso nell'acqua stagnante, sollevando, tra l'altro, il problema dell'assenza di una visione unitaria nell'opinione pubblica dauna. Nel confronto che si è aperto interviene Vincenzo Concilio , presidente del Comitato referendario "Daunia chiama Molise" che, com'è noto, sogna la cosiddetta Moldaunia, ovvero il distacco della Capitanata dalla Regione Puglia e la sua annessione al Molise, attraverso un referendum che sta tuttavia incontrando non poche difficoltà politiche e burocratiche. Ecco il testo dell'interessante intervento di Concilio. * * * IL BARICENTRSIMO, FORZA COLONIZZATRICE TERRITORIALE DA RIDURRE AI MINIMI TERMINI ESTROMETTENDOLO, NON E' UNA QUESTIONE CHE SI ESAURISCE NELLA LOTTA AVVERSA TRA DU...

Foggianesimo e baricentrismo: la crisi non si supera con le contrapposizioni (di Franco Antonucci)

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Leggo sempre con molto interesse i contributi e le lucide riflessioni di Franco Antonucci sulla Capitanata. Non vivendo più stabilmente a Foggia, ma in una città comunque vicina, come Pescara, ha la giusta distanza di sguardo per capire e commentare, senza lasciarsi coinvolgere più di tanto dalle passioni locali. L'articolo che segue è espressione di questo sguardo partecipe e al tempo stesso distaccato. Un eccellente contributo al dibattito sul futuro della Capitanata che Lettere Meridiane si sforza di portare avanti, ma che si trova a dover fare i conti con le due correnti di pensiero, nitidamente individuate ed analizzate da Antonucci, in uno al ruolo, tuttora critico, della Regione Puglia verso la Capitanata. Bisognerebbe ragionarne con serenità, oltre le passioni e le posizioni politiche ed ideologiche. Come si sforza di fare Antonucci. Ai cari amici e lettori di Lettere Meridiane la raccomandazione di un'approfondita lettura, e l'invito ad esprimersi sulle tesi e...

Nasce la rete degli aeroporti pugliesi: uno spiraglio per il rilancio dell'aeroporto Lisa

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È sicuramente una buona notizia per il Gino Lisa il decreto con cui il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze hanno riconosciuto la Rete aeroportuale pugliese costituita dagli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto, “designandola” (termine tecnico che sta a indicare il formale riconoscimento della rete e della sua articolazione) con Decreto Interministeriale. Si tratta del primo provvedimento del genere in Italia. La rete interaeroportuale pugliese risponde a quanto previsto dal Piano nazionale degli aeroporti che sostiene “la costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano costituire la chiave di volta per superare situazioni di inefficienza, ridurre i costi e consentire una crescita integrata degli aeroporti, con possibili specializzazioni degli stessi…” Insomma una chance di una certa importanza per l’aeroporto Lisa, come ha messo in evidenza lo stesso governatore pugliese, Michele Emiliano . Il decre...

Gino Lisa vergogna infinita

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La querelle istituzionale che oppone il Comune di Foggia alla Regione Puglia sull’aeroporto Lisa certifica il pressappochismo, la sciatteria e l'irritante supponenza con cui la tecnostruttura regionale e Adp hanno gestito gli appalti e le procedure che riguardano lo scalo foggiano determinando ritardi che potrebbero rivelarsi fatali per il rilancio di una struttura essenziale per lo sviluppo della Puglia settentrionale. E certifica la secca sconfitta della politica, che non è riuscita a trovare soluzioni, costringendo istituzioni locali e società civile ad intraprendere la strada del tribunale. A beneficio di quanti avessero perso le ultime puntate di questa interminabile telenovela, ricapitoliamo. Qualche settimana fa si è appreso che il Provveditorato regionale delle opere pubbliche ha archiviato il procedimento di verifica della compatibilità urbanistica del progetto per l’allungamento della pista. Regione e Adp hanno reagito alla bocciatura decretata dal Provveditorato rib...

Nuova tegola sul Lisa: no del Provveditorato alle opere pubbliche alla conformità urbanistica

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Sembra destino. Un atroce scherzo del destino. Ogni volta che sull’aeroporto Gino Lisa sembra aprirsi uno spiraglio, ecco che arriva puntuale il dietro front. L’ottimismo che si era diffuso dopo le dichiarazione del governatore regionale Michele Emiliano alla presentazione dei candidati del suo partito e il rassicurante incontro tra l’assessore regionale ai trasporti e i vertici regionali e provinciali della Confesercenti viene raffreddato da una brutta notizia, che prelude purtroppo a nuovi ritardi e rallentamenti nell’iter. Il Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche, in sede di accertamento della conformità urbanistica del progetto di prolungamento della pista, ha archiviato il procedimento stesso. Insomma non l’ha approvato.

Perché la Capitanata muore

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Le reazioni alla denuncia di Lettere Meridiane sulla Puglia monca , che emergeva dal servizio sulla BIT di Milano mandato in onda da Unomattina,  che ha totalmente escluso il Gargano e la Capitanata, possono suddividersi grossomodo in due diverse, e opposte, correnti di pensiero. Per utilizzare una metafora cara a Umberto Eco, agli apocalittici , che levano il loro grido di dolore e puntano il dito contro la Regione Puglia matrigna, si contrappongono gli integrati , quelli per cui la colpa è sempre e comunque nostra, e nella fattispecie degli imprenditori turistici garganici,  la cui presenza a importanti vetrice come la Bit è marginale. Hanno ragione gli uni e gli altri. E qui sta il bello, anzi il brutto: più che litigare e contrapporsi, sarebbe forse il caso di cercare una sintesi, di tentare di capire, semmai facendosi guidare dalla memoria e dalla storia, che sono sempre maestre di vita. Che le politiche di marketing territoriale messe in campo dalla Regione Puglia ...

Quando la Capitanata voleva staccarsi dalla Puglia, ed essere una regione a sè

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In seno alle commissioni dell'Assemblea Costituente, si sviluppò un vivace dibattito sulle Regioni, la cui nascita sarebbe stata formalmente sancita dalla Costituzione, assieme alla delimitazione delle relative circoscrizioni. Questo dibattito interessò particolarmente la Puglia, in quanto non mancarono le voci critiche di quanti, soprattutto da parte salentina e foggiana non gradivano la supremazia barese e avrebbero preferito staccarsi dal territorio regionale che andava profilandosi, facendo regione a sè. Fu un confronto serrato, che si concluse come tutti sappiamo, con la Regione "lunga" che comprende Capitanata, Terra di Bari e Salento ma che è ancora oggi attualissimo: la Puglia decretata dai Costituenti resta ancora, per molti versi, le Puglie ed una concreta unità regionale è ancora tutta di là da venire. Tra i sostenitori dell'autonomia dauna figurava Carlo Ruggiero , avvocato socialista, direttore dell'organo della Federazione socialista di Capitanat...

Baricentrismo e colonialismo regionale hanno impoverito Foggia e la Capitanata (di Vincenzo Concilio)

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In un commento all' articolo sull'ennesimo episodio di disimpegno di Trenitalia da Foggia (la chiusura del cosiddetto Impianti Equipaggi ), scrivevo che questa volta non si possono addossare responsabilità alla geopolitica e al "baricentrismo" che tante volte hanno penalizzato il capoluogo dauno, ma che il movente va piuttosto ricercato nelle filosofie aziendali di Trenitalia. Resto della mia opinione, ma è innegabile che il contributo di Vincenzo Concilio che segue, pur sostenendo un'altra tesi, contenga seri e condivisibili elementi di riflessione. Non credo che il processo di accentramento nel capoluogo regionale di uffici, funzioni, infrastrutture nevralgiche per lo sviluppo possa essere interpretato con gli schemi di quel fenomeno della Storia comunemente identificato come Colonialismo. Ma non c'è dubbio che, dalla istituzione della Regione in poi, abbia avuto luogo in Puglia un processo che ha impoverito le aree più estreme della Regione, favorendo i...

Quando Foggia stava per diventare un hub internazionale di voli cargo

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L’europarlamentare Elena Gentile , “coscienza critica” del tormentato iter dell’allungamento della pista del Lisa (si deve ad una sua interrogazione se è stata accertata l’impraticabilità del finanziamento pubblico al 95%, che la Regione aveva promesso con eccessiva disinvoltura), annuncia che tornerà a pronunciarsi sui dettagli della proposta del presidente della Regione Puglia. (Emiliano ha detto che verrà dislocata a Foggia la sede della protezione civile regionale, ma basterà questa, comunque apprezzabile, decisione, a scongiurare il tetto di spesa pubblica che le norme comunitarie fissano nel 75%?) “Una proposta " gracile" che non ci porterà lontano” sostiene la deputata europea che intanto aggiunge: “In altre Regioni hanno cura degli interessi del sistema d'impresa, della crescita, dello sviluppo,del lavoro”, pubblicando sul suo profilo social, a tal proposito, un articolo dell’Ansa dal quale si apprende che “la compagnia Air France/Klm Cargo ha scelto l'Aero...

Con la regionalizzazione, verso il rilancio il polo bibliotecario-museale

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La Costituzione italiana riconosce e promuove le autonomie locali. Lo si legge nell’articolo 5, e il ricorso alla parola “riconoscere” sta a dire che le autonomie locali sono qualcosa che preesiste alla costituzione stessa, e ci mancherebbe altro, visto che siamo in Italia, la patria dei Comuni. La riforma delle Province - rimasta a metà dopo che gli italiani hanno detto no al referendum costituzionale - ha seguito il cammino inverso a quello previsto dalla Carta. I servizi culturali che gestiva una volta - la Biblioteca Provinciale, i Musei - anziché finire ai comuni così come sarebbe stato logico, sono stati assorbiti dalla Regione. Va detto che nel caso delle Biblioteca si sarebbe trattato di un ritorno, in quanto la prestigiosa istituzione è nata proprio dal patrimonio dell’antica biblioteca comunale di Foggia. Ma cosa fatta capo ha. L’amministrazione di Palazzo Dogana è stata la prima tra quelle pugliesi a sottoscrivere la convenzione con la Regione Puglia che prevede il tras...

Aeroporto: è l'ora della verità?

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Doverosa premessa: non c’è alcun motivo per dubitare della reale volontà di risolvere i problemi dell’aeroporto del Lisa, da parte degli attori di questa vicenda. Nè mi pare che tra i governatore regionale pugliese, Michele Emiliano , l’eurodeputata Elena Gentile , e gli assessori regionali Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia vi siano sostanziali divergenze sulle strategie da mettere il campo per affrontare l’annosa questione.  Tutti concordano sulla necessità di adottare provvedimenti formalmente ineccepibili, coerenti con la normativa nazionale e comunitaria, che non si incaglino - com’è spesso accaduto nella tragicommedia dell’aeroporto di Foggia - al primo esame da parte di Bruxelles. Però sulla vicenda hanno ingaggiato una baruffa che domani potrebbe rientrare. O accendersi nuovamente. Ricapitoliamo, brevemente, i fatti.

La seconda stazione a Foggia: l'opportunità e i rischi

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La politica torna a ragionare di futuro e di sviluppo, grazie alla prima Festa Provinciale di Sinistra Italiana , che ieri sera in largo Civitella si è cimentata con un tema nevralgico: "La seconda stazione ferroviaria, quali opportunità economiche e rischi per la Capitanata?". Vivace ed appassionato il dibattito che ha in fondo confermato i termini della questione, così come erano stati posti dagli organizzatori: la seconda stazione, utile a scongiurare che Foggia venga bypassata dall'alta capacità ferroviaria Bari-Napoli, può essere un'opportunità per il territorio, ma presenta rischi. La conclusione è che non vi è fino ad oggi convergenza tra i diversi punti di vista, né per quanto riguarda l'opportunità della seconda stazione (comunque ormai espressamente annunciata da Rfi), né sulla sua localizzazione. A ripercorrere la storia del progetto è stato il capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno , Filippo Santigliano , che ha introdotto e ...

Aeroporto Lisa, la Commissione Europea chiarisce e gela gli entusiasmi

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Non è proprio un’altra tegola che si abbatte sul Gino Lisa, ma una correzione di rotta, una puntualizzazione necessaria per evitare equivoci, e per scongiurare che nuovi intoppi sorgano nella corsa ad ostacoli che sta caratterizzando l’iter dell’allungamento della pista. Il contributo pubblico per la realizzazione dell’opera non è del 95% come si sperava (e che la Regione Puglia si era impegnata a coprire), ma del 75%. I privati che vorranno sostenere il progetto dovranno sobbarcarsi il 25% dei costi (14 milioni di euro la spesa complessiva prevista), e non il 5%, come si pensava e come si sperava. Lo chiarisce in modo purtroppo inequivocabile, la risposta all’interrogazione (che potete leggere qui ) presentata sull’argomento dalla deputata europea Elena Gentile , fornita verso la fine di agosto, a nome della Commissione, da Margrethe Vestager , danese, e commissaria europea alla concorrenza. “Ho presentato l’interrogazione - chiarisce l’eurodeputata pugliese - per chiarire la situ...

Contro la Puglia baricentrica torniamo alle Puglie (di Vincenzo Concilio)

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Vincenzo Concilio , animatore di Daunia chiama Molise e del gruppo Populus , replica alle considerazioni di Michele Eugenio Di Carlo sulla grande Capitanata e sul suo (difficile) rapporto con la Puglia. Non sono d'accordo con diverse delle tesi sostenute da Concilio. Ma, come sempre, le sue riflessioni sono lucide, intelligenti e rappresentano un significativo contributo al confronto che, su questi temi, Lettere Meridiane si sforza di portare avanti. Le frasi in corsivo sono tratte dal post di Di Carlo. Buona lettura (g.i.) * * * VOGLIAMO CHE LA PUGLIA BARICENTRICA IMPLODA E CHE DA ESSA RINASCANO FIERE LE PUGLIE! Che le Puglie non siano ancora diventate la Puglia è indiscutibile; che lo debbano diventare non è un obbligo. Certo, lo sono diventate a forza perché così denominate nella Costituzione. E come l'Unità d'Italia imposta con la forza. Mancano soltanto le fucilazioni che ci furono con i Savoia. Con facce come quelle di Vendola ed Emiliano (temporalmente le...