La morte di Steve Jobs / Un geniale sognatore, che ci ha fatto sognare
Appartengo a quella vasta fetta di umanità che, come ha detto Obama, ha appreso della morte di Steve Jobs da un computer pensato da lui. Qualche minuto prima che Safari (geniale e superveloce browser della casa di Cupertino guidata da Jobs) si aprisse sulla home page di Google che recava la ferale notizia, caso più unico che raro, avevo dovuto riavviare il Mac che non voleva saperne di uscire dallo stato di stop. Era diventato lentissimo. Era come se piangesse. Esagero? Forse sì. Si sa che i computer non hanno un’anima. Ma è un dato di fatto che grazie a Steve Jobs, per la prima volta, hanno avuto una interfaccia umana. E che grazie a questa interfaccia e ad Internet, da freddi calcolatori si sono trasformati in un mezzo di comunicazione che non ha precedenti nella storia degli essere umani. Steve Jobs è stato un campione – anzi “il” campione – di una globalizzazione dal volto umano che ha veramente fatto del mondo un villaggio. Questo giornale è fatto largamente con e grazie alle...