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La stele federiciana che anche Foggia potrebbe avere (di Pasquale Episcopo)

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La Stele eretta a Göppingen, città gemellata con Foggia. Da notare lo stemma civico di Foggia, con le tre fiammelle sull'acqua. Imparare ad amare la propria città, la sua identità, le sue eccellenze, standone lontano. È quanto è successo a Pasquale Episcopo . Foggiano, ingegnere, ufficiale dell'Aeronautica in pensione, vive da qualche anno in Germania. Ha lasciato la sua città natale giovanissimo, quando si è trasferito a Pozzuoli per frequentare l'accademia militare. Poi i casi della vita lo hanno portato addirittura lontano dall'Italia. In Germania, dove si è ambientato molto bene e dove ha scoperto i profondi legami che uniscono Foggia a quella terra. Nel nome e nel segno di Federico II, l'imperatore svevo che elesse Foggia a sua dimora preferita e a città imperiale. Giornalista e insegnante, da qualche anno, Episcopo sta studiando ed approfondendo la vita e le opere del grande Imperatore e il suo rapporto con Foggia e la Capitanata. Su questo argomento, lo...

Arco del palazzo imperiale: anziché la stele, i fichi d'india

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L'arco del Palazzo Imperiale di Federico II a Foggia, assediato da catene, fioriere e fichi d'india Il comitato degli amici tedeschi degli Staufer, la dinastia che dette i natali a Federico II ha un sogno: collocare una Stauferstele in tutti i posti legati alla storia e alla vita dello Stupor Mundi e della sua famiglia. Progettate e realizzate dall’artista tedesco Markus Wolf , le stele intendono onorare tutti i luoghi fridericiani più rappresentativi. Dopo la prima stele, eretta a Castel Fiorentino, luogo ove l’imperatore svevo esalò l’ultimo respiro, il comitato ne ha poste altre 34. L’iniziativa ha dato vita a una rete di monumenti storici unica al mondo. Ventinove Stauferstelen si trovano in Germania, di cui ventitré nel Baden-Württemberg. Una stele si trova in Alsazia (Francia), due in Italia, una a Klosterneuburg vicino a Vienna (Austria) e una a Cheb (Repubblica Ceca). Sembra che il Comitato intenda collocarne una anche a Gerusalemme. Le due stele italiane so...

Quando Foggia divenne città imperiale (e culla di arte)

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Diversamente da quanto si pensa comunemente, la più importante testimonianza della presenza di Federico II a Foggia non è l’arco del palazzo eretto dall’imperatore, ma l’epigrafe che ne attesta la costruzione. Questi straordinari resti del Palazzo Imperiale si trovano oggi conservati sul muro laterale del Museo Comunale, in piazza Nigri. Se l’arco è stato studiato doviziosamente, non si può dire altrettanto dell’epigrafe, che recentemente è stata oggetto di un’approfondita indagine da parte dello studioso Francesco Gangemi , che ne ha riferito i risultati nel saggio Il palazzo di Federico II a Foggia: la testimonianza epigrafica , comparso ne Il potere dell’arte nel Medioevo, Studi in onore di Mario D’Onofrio . Lo studio è stato svolto nell’ambito di una ricerca in corso presso la Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma, realizzata con il sostegno della Fritz Thyssen Stiftung. L’approccio dello studioso è quello dello storico dell’arte, ma i risul...

Ricostruire il palazzo di Federico II? Anche la storia dell'arte dice che si può tentare...

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Ricostruire il palazzo imperiale di Federico II? Si può, almeno da un punto di vista ipotetico. E senza rinunciare al rigore scientifico. Per la prima volta, l’idea lanciata dallo scrittore giornalista, Giovanni Cataleta , ed oggetto di un appassionato dibattito, culminato in un’ affollatissima tavola rotonda al Museo Civico di Foggia) trova una sponda scientifica autorevole. Se ne parla in un interessante saggio di Francesco Gangemi , ricercatore e storico dell’arte, intitolato Il palazzo di Federico II a Foggia: la testimonianza epigrafica e pubblicato nel ponderoso volume Il potere dell’arte nel Medioevo, Studi in onore di Mario D’Onofrio , da Campisano Editore per iniziativa del Rettorato dell’Università Sapienza di Roma. Lo studio anticipa i risultati di una più ampia ricerca in corso presso la Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma e realizzata con il sostegno della Fritz Thyssen Stiftung, una fondazione culturale tedesca. Il curriculum sci...

Ricostruzione del palazzo regale di Federico II, la disponibilità di Tresoldi

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Prende corpo e mette le ali il sogno di ridare vita al palazzo regale che Federico II fece costruire a Foggia, affidando il progetto artistico ad Edoardo Tresoldi , autore della spettacolare ricostruzione della basilica paleocristiana di Siponto. Interpellato dalla Gazzetta del Mezzogiorno , l’artista ha manifestato la sua disponibilità a studiare l’idea, dichiarandosi onorato “dell’interesse spontaneo nato tra i foggiani…” “Ho bisogno di studiare e pensare a lungo se il mio linguaggio possa integrarsi con il genius loci ” puntualizza Tresoldi, dicendosi “molto legato a Manfredonia ed a tutta la Puglia.” L’artista è molto rispettoso dell’identità dei luoghi e dei beni su cui opera: “La forza del lavoro della Basilica di Siponto - dice ancora nella mail inviata alla redazione foggiana del quotidiano regionale - era data dalla sua specificità, dal racconto che abbiamo potuto creare e sviluppare sulla storia del sito. Ultimamente sto ricevendo diverse proposte per ricostruire e re-in...

La bella Foggia nascosta: il portale di San Martino

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Sapendo di far cosa gradita agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane , ed in generale a tutti gli internauti appassionati di Foggia, della sua storia e delle sue bellezze, comincio a pubblicare, da oggi, una serie di articoli che scrissi nel 1981 per La Gazzetta del Mezzogiorno nella rubrica  Foggia da salvare , che svelava e raccontava i piccoli e grandi tesori, più o meno nascosti, della città, che avevano bisogno di essere valorizzati e di una maggiore attenzione. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta: molte cose sono cambiate, altre no. Alcuni dei beni che segnalavo ai lettori della Gazzetta sono stati in qualche modo tutelati e portati a nuovo splendore, altri non esistono più, perché l’appello a salvarli è caduto nel vuoto, altri ancora restano poco conosciuti o non fruibili, come quello di cui vi parlo oggi. Va detto che da allora ad oggi è (per fortuna) anche sensibilmente cresciuta la sensibilità della cittadinanza e dell’opinione pubblica ...

Foggia bella che si ritrova, sognando Federico II

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La notizia è questa sala strapiena, entusiasta. Questa Foggia bella, questi foggiani che si ritrovano a riflettere sulle sue tante identità, mai vissute fino in fondo, forse proprio perché tante, e diverse, come si addice ad una città di frontiera, troppe volte oltraggiata dalla storia, che di simboli in cui rispecchiarsi e ritrovarsi ne ha lasciati ben pochi. Ieri pomeriggio, nella Sala Mazza del Museo Civico, la città ha vissuto un momento di rara intensità culturale e di consapevole partecipazione. Si ragionava dei resti del palazzo di Federico II e della possibilità - se non di ricostruire la reggia, d’incerta collocazione ed aspetto, e i cui lavori probabilmente non vennero mai portati a compimento -, almeno di valorizzare meglio quel che ne resta: non solo l’arco d’ingresso e l’iscrizione, ma anche le tante tracce sparse sui muri del centro storico e soprattutto negli ipogei, che si stanno rivelando uno scrigno inesauribile di informazioni sul passato medievale di Foggia e sul...

Palazzo imperiale di Federico II: come valorizzarlo e farne un attrattore turistico?

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Si torna a parlare del Palazzo di Federico II a Foggia e dell’idea di potenziare e sviluppare la fruibilità di quanto oggi rimane della residenza medievale. Poche cose, in verità: l’Arco d’ingresso, murato in un fianco del Museo Civico, dopo essere miracolosamente sopravvissuto ai bombardamenti della tragica estate del 1943; l’iscrizione che certifica l’amore dell’imperatore svevo per la “sua” Foggia, che proclama “inclita sedes imperialis” e l’avvio dei lavori, diretti dallo scultore Bartolomeo da Foggia, ma anche tanti piccoli segni e testimonianze, sparsi nell’area in cui doveva sorgere il Palazzo, e poco conosciuti. Poche cose, e per giunta scarsamente valorizzate. Qualche mese fa, su iniziativa del giornalista e scrittore Giovanni Cataleta venne lanciata una petizione on line (sostenuta da Lettere Meridiane ) che vagheggiava la possibilità di ripetere a Foggia, per il palazzo fridericiano, quanto Edoardo Tresoldi ha fatto a Manfredonia con la basilica paleocristiana, ricostr...

Su Flickr l'album delle foto di "Foggia Imperiale" di Benedetto Biagi

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La videostoria “Tutta la bellezza che abbiamo smarrito” , in cui abbiamo presentato con un suggestivo accompagnamento musicale le immagini del libro “Foggia Imperiale” di Benedetto Biagi, ha riscontrato particolare attenzione negli amici e nei lettori di Lettere Meridiane . [Se l'avete persa, potete guardarla qui ]. Spero dunque di fare cosa gradita pubblicando le singole foto, che nella videostoria scorrono nel filmato, sia nella versione colorizzata, sia in quella originale, in bianco e nero, digitalmente restaurata. Nell’occasione, prende anche il via una nuova iniziativa di Lettere Meridiane : un sito su Flickr , la più popolare piattaforma di pubblicazione e di condivisone delle fotografie, che ospiterà i materiali fotografici più importanti pubblicati dal blog. Trovate l’album con le 42 immagini a questo collegamento: https://www.flickr.com/photos/155615368@N03/albums/72157661142784998 Per scaricarle alla definizione che preferite, seguite questa procedura: cliccate s...

Riccardo Bacchelli racconta Lucera, Federico II, l'eccidio dei saraceni

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Nella primavera del 1929 Riccardo Bacchelli visitò Lucera, verosimilmente nell’ambito del tour dauno organizzatogli dal suo giornale, La Stampa di Torino, soprattutto allo scopo di far conoscere ai suoi lettori il Gargano, allora molto poco noto, e Padre Pio da Pietrelcina, la cui fama cominciava a spargersi in tutta Italia. Del suo viaggio nella Montagna del Sole, l’autore de Il mulino del Po lasciò incantevoli reportage, pubblicati dal quotidiano torinese nel mese di marzo di quell’anno. L’articolo su Lucera uscì più tardi, il 18 giugno, e possiede un taglio molto diverso da quelli garganici. Se in questi prevale l’approccio dell’inviato speciale, il pezzo sulla cittadina aveva è ricco di divagazioni in cui l’autore, partendo dal passato riflette sul presente, ed esprime la sua opinione su diversi aspetti del costume dell’epoca: dal “buonismo”, alle guerre di religione, al modo di interpretare la storia. Un pezzo da manuale di giornalismo, che offre una lettura inedita, ...

De Tullio: "Perché non sono d'accordo con il sogno di ricostruire il palazzo di Federico II"

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Maurizio De Tullio esprime il suo dissenso rispetto all'idea, lanciata da Giovanni Cataleta , e sostenuta da Lettere Meridiane con una petizione on line , di ricostruire il Palazzo di Federico II, sul modello di quanto è già stato fatto da Edoardo Tresoldi a Siponto, dove l'artista milanese ha fatto rivivere la basilica paleocristiana, con una suggestiva installazione metallica. Ecco quanto scrive De Tullio. Al termine alcune mie considerazioni. * * * Come tutti i sogni, anche quello di Gianni Cataleta, cioè di ricostruire a Foggia in fil di metallo il mitico Palatium di Federico II, ha diritto alla divulgazione e ad essere coltivato. Personalmente, però - e gliel'ho anticipato -, non mi trova molto d'accordo e tantomeno entusiasta, per cui non firmerò, per varie ragioni. Intanto non mi piace l'idea "di fare come a Siponto". Lì, all'artista-architetto Tresoldi fu commissionato dal MiBact (se non erro) un progetto, coperto da un finanziam...

San Lorenzo in Carmignano, quanta storia e quanta fede

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Devo a Raffaele De Seneen (che assieme a Romeo Brescia ha dedicato alla festa di San Lorenzo un bel post sul FoggiaRacconta ) la scoperta di questo interessante articolo di Mario Menduni , comparso sul Corriere di Foggia del 27 gennaio 1949. Non sono in grado di stabilire la veridicità di tutte le notizie che vi si riportano, ma lo scritto di Menduni rappresenta una preziosa conferma della importanza storica che il sito di San Lorenzo in Carmignano ha avuto nel corso dei secoli. Mario Menduni è stato un avvocato, giornalista e scrittore di un certo prestigio che ha operato a Foggia nella prima metà del secolo scorso. Autore di alcuni libri importanti sulla storia di Foggia (la cui amministrazione gli ha anche dedicato una strada) racconta a proposito di San Lorenzo di quando vi si svolgeva una festa particolarmente sentita dai bettolai foggiani, rilevando che già dal 1948 si trattava di una tradizione ormai scomparsa. Menduni conferma anche che proprio presso San Lorenzo sorge...

Ricostruire il Palatium di Federico II, a gonfie vele la petizione

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La petizione lanciata da Lettere Meridiane e da Giovanni Cataleta , a nome di un sempre più folto numero di cittadini, per la ricostruzione del Palazzo Imperiale di Federico II a Foggia procede a gonfie vele. Dopo aver superato di slancio le mille adesioni, veleggia adesso verso le 1.500. Ma si può e si deve fare ancora di più, e perciò in questi giorni Lettere Meridiane dedicherà diversi post al Palazzo, di cui restano oggi poche vestigia: l’arco d’ingresso murato nel fianco del Museo civico che affaccia su piazza Nigri e la lapide che ricorda l’erezione di Foggia a regalis sede inclita imperialis da parte dell’imperatore svevo. La petizione non ha soltanto l’obiettivo di sondare la disponibilità di Edoardo Tresoldi , il magico artista che ha ridato vita alla basilica paleocristiana di Siponto, a curare il progetto, ma anche di sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di recuperare i simboli del passato della città, di conoscerli meglio. Nell’intensa discussione che si è ...

Foggia imperiale: quando Federico II era di casa (di Savino Russo)

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Mette le ali il sogno di un sempre più folto gruppo di cittadini foggiani (il cui portavoce è Giovanni Cataleta ) e di Lettere Meridiane , di far rivivere il Palazzo imperiale di Federico II a Foggia utilizzando il format artistico già sperimentato con successo alla basilica paleocristiana di Siponto. Migliaia le letture, le condivisioni e i like all' articolo in cui abbiamo illustrato l'idea , mentre ha raccolto quasi mille firme in un solo giorno (se non avete ancora sottoscritto, potete farlo cliccando qui ) la petizione on line lanciata dal nostro blog per chiedere ad Edoardo Tresoldi , autore della straordinaria installazione sipontina, di prendere in esame la possibilità di firmare anche la resurrezione della domus fridericiana di Foggia. Ma com'era il Palazzo foggiano dell'imperatore svevo che venne definito stupor mundi ? Dove sorgeva esattamente, visto che oggi non restano che il grandioso arco d'ingresso e la lapide che l'adornava? Tra i docume...

Il sogno: ricostruire con l'arte il Palazzo imperiale di Federico II a Foggia

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Restituire a Foggia un pezzo - forse il più importante - della sua identità smarrita, del suo passato sepolto e stravolto da guerre, saccheggi, distruzioni, terremoti. Ritrovare la sua grande storia perduta, attraverso l’arte e la bellezza, ricostruendo il Palazzo di Federico II, del quale sono rimaste poche, ma significative tracce: lo splendido arco che ne adornava l’ingresso e la lapide con cui l’imperatore svevo professa il suo amore verso Foggia, proclamandola “regalis sedes inclita imperialis” (regale gloriosa sede imperiale) . L’esistenza del Palazzo è certificata da numerosi documenti storici e iconografici, ma da scarse tracce archeologiche. I resti dell’edificio, che dovette rappresentare una meraviglia dell’epoca fridericiana, giacciono ormai sepolti per sempre nelle viscere della città, riaffiorando qua e là nei tanti ipogei che punteggiano il centro antico di Foggia. Ma se il compito degli archeologi è improbo, potrebbe essere l’arte a riportare alla luce questa gemma ...

Gli archi sfondati di Federico II, denti cariati della memoria (di Franco Antonucci)

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Il bel video di Antonio Fortarezza sul degrado di Masseria Pantano, di cui abbiamo parlato in una lettera meridiana di qualche tempo fa , ha ispirato in Franco Antonucci questa appassionata e coinvolgente riflessione. Da leggere tutta d'un fiato. Su cui meditare. Da condividere. Grazie, Franco. * * * Sono disarmato. Senza voglia di. Senza speranze di. Senza più coraggio di. La città che mi ha cresciuto non è mai stata giovane. Soggiogata da transumanze imposte, anche moderne, ancora quotidiane. Non è nemmeno mai invecchiata. È e non è. Ferma lì. Non ci riconosce più. Non riconosce nemmeno i suoi amici e i suoi ricordi. Quando Federico era qui con noi, nei dintorni, dappertutto. Federico che popolava questa fovea calda di passione e di colori esotici sgargianti. Oggi solo imbuto di torrido caldo meteorologico. Ora che i tanti comuni Cittadini foggiani, ammutoliti, guardano ai pochi archi sfondati di Federico, i denti cariati già cadono, ingoiati per lo stomaco. O aspettano...