domenica 11 novembre 2018

Le voci di dentro (di Bruno Caravella)

Diciannove anni fa, alle prime ore del mattino di quell'infausto 11 novembre 1999, si verificò la più immane tragedia vissuta dalla città di Foggia dopo i bombardamenti dell'estate del 1943.
Il palazzo di sei piani situato al civico 120 di viale Giotto crollò improvvisamente, uccidendo 67 persone.
Sessantasette vite spezzate. Sessantasette storie interrotte.
Poeta, cantautore, musicoterapeuta e tante altre cose ancora, Bruno Caravella ha scritto per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane il brano che segue, sospeso tra disperazione e speranza, tra morte e vita che verrà. Bellissimo, struggente.
Così Lettere Meridiane ricorda quelle 67 anime volate in Cielo.

* * *

FOGGIA, 11 NOVEMBRE 1999 ORE 3.32 NOTTE

Mamma! Mamma!
Sono qui, tranquilla piccina!
Ma cos'è, dove siamo?
Calma, calma, vieni qui,
abbracciati a me!
Non senti il silenzio?
Non vedi, è tutto buio.

FOGGIA 11 NOVEMBRE 1999 ORE 3.45 NOTTE

È solo un sogno, amore!
Ah, meno male,
che spavento, mammina!

FOGGIA 11 NOVEMBRE 1999 ORE 4.10 NOTTE

Che sogno strano, però.
I sogni sono tutti strani,
meravigliosi, misteriosi.
È vero, mammina!

Tragedie meteo e tragedie politiche

Punge Madetù, più del solito, con la penna che spazia dai consueti temi politici a quelli d'attualità. Che si intrecciando genialmente nella battuta che conquista l'apertura e la copertina.
La satira corrosiva del nostro disegnatore in versione solo testo fa da contrappasso ad una politica che non trova di meglio che usare le troppe tragedie che stanno sconvolgendo quello che era una volta il Bel Paese, per polemiche di bassa lega, che non affrontano, né risolvono i problemi.
Buona lettura, e buona domenica.
* * *
LA RESA
Si è arreso a Reggio Emilia il ndranghetista che aveva preso diverse persone in ostaggio alle Poste.
- Voleva parlare con Salvini e dovrà scontare 19 anni di carcere...
- Mi sembra un po' esagerato. Per parlare con Salvini bastava condannarlo a 4 o 5 anni!
SICILIANI STRANA GENTE
- Strana gente questi siciliani. Sempre a lamentarsi per quel che non va...
- È una vita che si lamentano perché non hanno l'acqua in casa e adesso che gli arriva in tutte le stanze protestano pure!
LA FINE DI UN AMORE
- Finisce dopo due anni il rapporto sentimentale della Isoardi con Salvini...
- Mi spiace Matteo, ma la pacchia è finita!
LEPRI E LUMACHE
- In Australia un giovane aveva mangiato una lumaca viva ed è morto dopo 8 anni di sofferenze.
- Avesse mangiato una lepre sarebbe morto in mezz'ora!
SCHELETRI
Potrebbe riaprirsi il caso Orlandi.
- Trovati resti umani all'interno della Nunziatura a Roma...
- Sono solo scheletri nell'armadio del Vaticano, finiti chissà come nel giardino.
RIFIUTI
Foggia avrà due Centri per la raccolta del rifiuti.
Uno classico, l'altro per la raccolta dei rifiuti dei 5Stelle.
SCORTE
Il ministro dell'Interno ribadisce la necessità di una 'stretta' sulle scorte.
- Salvini ha detto: "Chi non rischia può prendere il taxi"...
- Così saranno i tassisti a chiedere la scorta!
I GRADI DI LEZZI
- La ministra grillina Barbara Lezzi ha detto che il Governo "farà un monitoraggio della informazione scientifica in TV a 370 gradi"...
- Si vede che la Lezzi è una che lavora 25 ore al giorno!
CORONA-GRAFIA
Asia Argento sempre più nell'occhio del ciclone.
- Prima per essere stata considerata pedofila, poi falsa paladina dei diritti delle donne abusate, quindi l'esclusione da "X Factor".
- Le sarà venuto un batticuore...?
- Perciò ha pensato di farsi una Corona-grafia.
ASSOLUZIONE
Sabato è arrivata per la sindaca di Roma,  Virginia Raggi, "l'assoluzione": il fatto non costituisce reato.
Per Di Maio, Grillo e Di Battista è arrivata invece "la soluzione": distruggere l'informazione.
Per loro il reato è raccontare il fatto.

sabato 10 novembre 2018

Cruz e Bardem grandissimi in "Tutti lo sanno" di Asghar Farhadi

È raro che un film, sospeso tra noir, thriller e dramma psicologico e familiare, tenga gli spettatori incollati alle poltrone fino all’ultimo, con la pulsione insopprimibile di sapere come andrà a finire. Succede con Tutti lo sanno, interpretato dalla premiata coppia Penélope Cruz - Javier Bardem. Scritto e diretto dal regista iraniano Asghar Farhadi, il film ha meritatamente aperto l’ultima edizione del Festival di Cannes. Il pubblico foggiano può vederlo a Laltrocinema Cicolella (via Duomo), proiezioni alle 18.00 e alle 20.30.
Come anticipato, la trama è avvincente, ma lo è ancora di più lo sviluppo della storia, raccontata con maestria da Farhadi e magistralmente interpretata dalla coppia di star statunitensi.
Penelope Cruz indossa i panni di Laura, che dall’Argentina torna nel suo paese d’origine, la Spagna, per prendere parte al matrimonio di sua sorella. La donna porta con sé i figli, cui è legatissima, e lascia in patria il marito Alejandro (Ricardo Darin), con cui il rapporto è ormai logorato. Qui Laura ritrova Paco (interpretato da Bardem, marito di Penelope Cruz nella vita di tutti i giorni), amico d’infanzia ed amante per una breve stagione, cui la donna aveva venduto le sue campagne, dove Paco ha impiantato fiorenti e ricchi vigneti. L’atmosfera è calda, intensa, le cerimonia festosa, quando accade l’imponderabile. La figlia di Laura viene rapita.
Le trattative con i rapitori s’intrecciano con il tipico registro narrativa del cinema di Asghar Farhadi (vincitore di due premi Oscar, con Una separazione e con Il cliente), che svela la complessità dei rapporti familiari e  alcuni aspetti oscuri del passato di Laura, con cui la donna dovrà fare i conti.
Chi nutriva dubbi sull’efficacia dell’incontro tra un autore complesso come l’iraniano e due divi come Penélope Cruz e Javier Bardem ha di che ricredersi. Il risultato è eccellente.
Penelope Cruz non ha mancato di manifestare la sua soddisfazione per il risultato raggiunto: “Mi piacevano molto i film di Asghar, soprattutto Una separazione, che secondo me è un capolavoro. Asghar mi ha chiamato e mi ha detto che aveva voglia di girare un film in Spagna e che pensava a me per un ruolo. La telefonata di quest'uomo è stata una delle sorprese più belle che abbia ricevuto in tutta la mia carriera. Lo ammiro moltissimo, è uno dei più grandi registi viventi. È un uomo buono, brillante, con una sensibilità fuori dal comune.”
La Cruz ritiene quello di Laura il personaggio più difficile che le sia toccato di interpretare nella sua grande carriera: “Laura è una donna che non ha avuto una vita facile. Ha dovuto prendere decisioni difficili, che coinvolgevano altre persone, e questo le pesa. Ognuno di noi si trascina dietro un bagaglio pieno di esperienze e di traumi. Alcuni di noi più di altri. Laura è una donna che vive con un segreto, e che all'improvviso si ritrova ad affrontare un vero e proprio dramma. Questo la costringe a rivelare il suo segreto e quindi a fare riemergere una serie di cose sepolte che dovevano pesarle enormemente. Per lei è un trauma. È stato  senz'altro il personaggio più difficile che io abbia mai dovuto interpretare.”
Un film da vedere. Non perdetelo. A Laltrocinema Cicolella (Foggia), ore 18.00 e ore 20.30.
Qui sotto il trailer.

venerdì 9 novembre 2018

Che le parole tornino ad essere di pietra (di Marcello Colopi)

Mai come in questo articolo, Marcello Colopi - sociologo, regista, attore teatrale - tiene fede alla mission per cui è nato il suo periodico appuntamento con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane: liberare il pensiero, tornare a riflettere, anche se questo costa difficoltà.
Il brano che state per leggere è soltanto in apparenza una (comunque lucidissima) riflessione sul sempre più frequente uso magico delle parole, sull'attuale comunicazione politica e sull'incidenza che essa ha sulle scelte dell'elettorato. In realtà è una profonda e nobile riflessione sull'etica delle parole, che si indeboliscono quando perdono i loro significati. Accordarsi "sulla parola" era una volta gesto di reciproco rispetto e lealtà. Oggi non è più possibile, perché le parole sono svuotate di senso, e rendono più arduo l'esercizio delle lealtà, della coerenza, della fedeltà.
Agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane non soltanto l'invito a leggere con attenzione (mettetevi comodi, prendetevi un quarto d'ora di tempo, leggete dall'inizio alla fine...), ma a dire la loro.
(g.i.)
* * *

Da un po di tempo  mi si chiede: “sei preoccupato del clima politico?” Rispondo di sì. Ma più che preoccupato sono affascinato. Sì, proprio affascinato dall’uso magico delle parole. 
Mi spiego. C’è stato un periodo della nostra storia politica e culturale in cui  si  credeva che  le parole fossero pietre,  quindi pesanti, forti. Oggi prevale, invece, un uso magico della parola. Un condono diventa “pace fiscale” con buona “pace” di tutti coloro che fino al giorno prima erano contrari al condono, che non è più un condono ma un atto bonario e magnanimo che compie lo Stato: appunto un atto di pace. Un’alleanza di governo che,  per antonomasia, è  il massimo dell’alleanza politica, diviene un contratto. La sostanza è la stessa ma cambia, per magia, il significato intrinseco della parola. 
Sono affascinato da questa evoluzione continua della parola che oggettivamente mantiene il suo significato (che si chiami pace fiscale o condono il risultato è lo stesso: premia chi ha evaso i tributi ) ma soggettivamente il suo significato cambia, anzi si modifica, in positivo. 

martedì 6 novembre 2018

La storia dimenticata: Maria De Nittis

Maria De Nittis
La provincia di Foggia pagò un altissimo tributo di vite umane alla Grande Guerra. In uno studio del 1925 condotto sui dati ufficiali del Governo, il demografo Giorgio Mortara calcolò in 5.287 il numero delle vittime del conflitto provenienti dal Distretto Militare del capoluogo dauno. Una enormità, superiore, per quanto riguarda la Puglia, perfino a Bari (4.752 vittime) e a Taranto (4.989).
Il dato è frutto di una stima, probabilmente per difetto, perché successivi accertamenti hanno concluso che non tutti i caduti erano stati effettivamente conteggiati nei dati ufficiali governativi.
Le recenti celebrazioni del centenario della “Vittoria” hanno riconosciuto le dimensioni e la portata di questa immane tragedia, voluta proprio da un dauno, il presidente del Consiglio Antonio Salandra, originario di Troia.
È dunque il caso di ricordare e di esaltare anche quanti si sono adoperati per alleviare la sofferenza, il dolore, la miseria che fecero da pendant a tutte le guerre, a cominciare dal ruolo svolto dalle donne.
Le donne foggiane e pugliesi ebbero una funzione importante, come viene ricordato ne L’almanacco italiano del 1917. La pubblicazione (che potete scaricare integralmente qui) era un supplemento del giornale Il popolo romano, e veniva offerta in omaggio agli abbonati.
Secondo quanto vi si legge, il movimento femminista sarebbe nato proprio in questa drammatica stagione.
In un ampio capitolo intitolato Un anno di femminismo (il sommario: l’Italia ha dato alla guerra un forte e generoso contributo di energie femminili) si trovano riferimenti precisi all’impegno delle donne meridionali, tra le quali le pugliesi furono protagoniste: “l’opera di assistenza femminile per la guerra si affermò in modo veramente insperato nel mezzogiorno, ove si crede la donna schiava di falsi e ipocriti preconcetti antiquati. Bari, Lecce, Trani, Foggia, Catania, Siracusa, istituirono corsi d'infermiere e comitati di soccorso che tutti funzionarono con regolarità perfetta. La guerra distrusse quel torpore un po' scettico nel quale si era cullata fin qui la donna meridionale e ne rivelò le straordinarie attitudini di ordine e di energia.”
Il redattore conclude la sua analisi domandandosi se, dopo essersi comportate in modo così benemerito, le donne non intendessero rivendicare il proprio diritto di voto, che venne loro riconosciuto, ma soltanto decenni dopo.
A Foggia operò una giovane donna, Maria De Nittis, che si distinse per le sue azioni a favore di quanti la guerra aveva ferito, o reso orfano e ridotto in condizioni di estrema povertà. Fervente cattolica, fondò l’Albergo dei Piccoli, istituzione caritatevole, che accoglieva gli orfanelli di guerra.
I bambini erano al centro del suo impegno, Maria era solita organizzare festicciole a favore dei minori poveri, in occasione delle feste. Diresse inoltre l’Ufficio Notizie, che era un’istituzione civile preposta a dare informazioni ai congiunti dei soldati che si trovavano al fronte. Per questa sua attività, venne insignita di una medaglia d’argento di benemerenza, dalla presidente dell’Ufficio Centrale, che si trovava a Bologna.
Morì giovane, colta dall’epidemia di febbre spagnola che colpì con particolare virulenza la Capitanata. Come ricorda Francesco Barbato in un articolo comparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, “in provincia di Foggia furono migliaia le persone contagiate dal morbo (che in tutta Italia fece 600.000 vittime) e che morirono.”

domenica 4 novembre 2018

Sensi, controsensi e perdita di sensi (di Maurizio De Tullio)

Maurizio De Tullio, in arte Madetù, fa uno splendido regalo agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane, offrendo loro, in anteprima, una divertente raccolta di calembour che fanno parte di un libro di vignette, freddure e giochi di parole che sarà presto presto in libreria.
L’autore garantisce che tutte le battute presenti in questo testo – come nelle precedenti e future rubriche ospitate da Lettere Meridiane - sono di sua ideazione. Trattandosi di giochi di parole, può accadere, però, che alcune possano essere state scritte in passato anche da altri autori. Va, dunque, inteso che non si sarà trattato di copiatura ma di fortuita coincidenza. In ogni caso fanno fede, per quanto riguarda l’autore Maurizio De Tullio, le date di archiviazione dei propri testi e delle proprie vignette.
Buona lettura, e leggete con calma e con attenzione. Sono calembour che mettono sorriso e buon sangue. Tutti da gustare.
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MISTERO DELLA FEDE
Anello scomparso in chiesa
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FAHRENHEIT
Sismologi inglesi che tirano tardi
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AGOPUNTURA
Incidente sul lavoro tipico dei sarti
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ORTOGRAFIA
Scrittura di chi ha il pollice verde
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LETTERA CIRCOLARE
O
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CAPRA CAPRA CAPRA
Gregge privato di Vittorio Sgarbi
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SALTIMBOCCA ALLA ROMANA
Consiglieri comunali di Roma che contestano la Raggi
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RAGGI X
Sindaco i cui difetti si vedono (anche) in trasparenza
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FRUTTO DELLA PASSIONE
Spermatozoi
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ALLENAMENTO
Dire bugie in palestra
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SESSUOLOGA
Psicologa del cazzo
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MINESTRA
Cibo alternativo alla finestra
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TRENTINO
Lo disse Dio: “Ho fatto Trento, facciamo Trentino!”
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SCISSIONE
Sport praticato soprattutto a sinistra
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NEO FASCISMO - 1
Punto nero sulla pelle degli italiani
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NEO-FASCISMO - 2
Pericoloso difetto che non si manifesta sulla pelle ma nel cervello
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CUNEO FISCALE
Squadra piemontese che non fa sconti a nessuno
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METEORISMO
Perturbazione di aria calda
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BI-LINGUISMO
Approccio sessuale con straniera
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POLIZIOTTO DI VICINATO
Quel bastardo del terzo piano
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SUPERIORITA’ NUMERICA
90-60-90  e  27
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PORCO CANE
Animale transgender
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SOTTOTENENTE
Gay in caserma
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ORTODOSSI
Religiosi testardi che coltivano la campagna
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LUOGHI DEL CUORE
Reparti di Cardiologia
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PARENTI SERPENTI
Famiglia di rettili
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INPIANTO A GAS
Motore nazista
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SCOPPIO RITARDATO - 1
Petardo balengo
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SCOPPIO RITARDATO - 2
Boom economico del Governo Conte previsto per il 2037
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SERVIZI SEGRETI
Agenti che pisciano di nascosto

Il libro-denuncia di Marco Esposito: Zero al Sud

Il federalismo fiscale è stato l’ennesima fregatura per il Sud: ha acuito il divario economico e sociale con il resto dell’Italia, ha aggravato la questione meridionale e, quel che è peggio, ha determinato la rinuncia dello Stato a garantire, come vuole la Costituzione, servizi e risorse in misura eguale per tutti i cittadini.
Questo è quanto emerge dal saggio “Zero al Sud” di Marco Esposito, caposervizio del quotidiano napoletano Il Mattino, tra i giornalisti più attenti e più rigorosi nell’esame della questione meridionale.
Il libro, che sarà presentato a Manfredonia e a Foggia il 10 e l’11 novembre, ha il pregio di dare voce non solo ad una narrazione approfondita ed autentica del Mezzogiorno, ma anche di spiegare, cifre alla mano, come e perché il federalismo fiscale ha aggiunto al danno la beffa, condannando il Sud ad un contesto di sottosviluppo dal quale sarà sempre più difficile tirarsi fuori.
A presentare il volume, assieme a Marco Esposito, saranno lo scrittore Raffaele Vescera e il giornalista Geppe Inserra, direttore del blog “Lettere Meridiane”. L’incontro di Manfredonia si svolgerà presso le ex Fabbriche San Francesco (via S. Francesco, 74-76) alle ore 18.00 del 10 novembre, quello di Foggia domenica 11, in via La Rosa, 15 (angolo c.so Cairoli) alle ore 11:00. La manifestazione sipontina si avvale del patrocinio del Comune di Manfredonia.
Si tratta di un importante appuntamento di riflessione e di confronto, perché il libro di Marco Esposito, che si avvale della introduzione dell’economista Gianfranco Viesti e reca quale illuminante sottotitolo “La storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale”, è uno strumento indispensabile per capire lo stato dell’arte della questione meridionale alla vigilia del “regionalismo differenziato” che porterà maggiori risorse alle regioni che hanno intrapreso il percorso autonomista come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, e ancora minori risorse per il Mezzogiorno.
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