domenica 22 aprile 2018

La media del sette di Silvio Berlusconi

In attesa che il capo dello Stato domani decida il da farsi, Madetù ripercorre da par suo le diverse posizioni in campo. La battuta su Berlusconi primo della classe che ostenta la sua "media set" è davvero divertente. E così anche le altre dedicate al teatri della politica. Per il resto, il nostro disegnatore satirico in versione solo testo, getta il suo sguardo indagatore sui fatti della cronaca,strappando come sempre amari sorrisi che inducono a riflessioni altrettanto amare su questo paese e questa città che sembrano andare inesorabilmente alla deriva. Buona lettura.
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BERLUSCONI BRAVO A SCUOLA
- Berlusconi dice che quelli del M5S non conoscono nemmeno l'abc della democrazia...
- Lui invece è più bravo. Ha la Media-set...
BASTA SCHIAFFI IN FACCIA
- Forza Italia ha detto chiaramente: "Basta schiaffi in faccia dal M5S".
- Gli basta già uno della Lega con la faccia da schiaffi!
LA POLITICA AL SALONE DEL MOBILE
Tutti i leader hanno fatto visita al Salone del Mobile di Milano. Ma mentre gli altri si sono soffermati in tutti i settori, inspiegabilmente Di Maio è rimasto per ore solo in quello delle poltrone.
EARTH DAY
Oggi è l'Earth Day, la Giornata mondiale del pianeta. Tema di questa edizione la lotta alla plastica. Tanti i partecipanti.
Assente la Santanchè.
VIOLENZA? SOLO SUGLI UOMINI
I calciatori sono scesi in campo con un segno rosso sul volto per dire "No alla violenza sulle donne".
Ma gli Ultras non ci stanno: "E che ci frega?! Tanto noi di solito meniamo i maschi!".
GEOGRAFIE MAFIOSE
Uomini e geografia della mafia.
Messina Denaro.
Foggia Denaro Mafia.


La storia foggiana cancellata dai nomi delle strade

L’articolo sull’incredibile (e ripetuto) errore che priva la città di Foggia di una strada intitolata ad uno dei suoi più illustri figli, l’economica settecentesco Ferdinando Galiani, ha suscitato particolare interesse tra i lettori e gli amici di Lettere Meridiane, come sempre particolarmente attenti alle cose che riguardano la storia e l’identità di Foggia.
Proseguendo nella pubblicazione di una serie di articoli che ho scritto nell’ormai lontano 1981 per la Gazzetta del Mezzogiorno, mi piace riproporre un pezzo che riguarda proprio la questione della malferma toponomastica foggiana.
Uscì venerdì 4 Dicembre 1981, nell’ambito di una rubrica intitolata Foggia da salvare.
I nomi delle strade sono un pezzo importante dell’identità di una città. Cambiarli senza serbare memoria della intitolazione precedente, significa perdere importanti tracce del passato.
In coda all’articolo, i collegamenti agli articolo usciti precedente o il link al ritaglio originale della Gazzetta. Buona lettura. (g.i.)
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C'è un po’ di storia nei nomi delle vie
Nella stessa targa si potrebbe indicare il nome vecchio accanto al nuovo
FOGGIA — C’è un frammento di storia anche agli angoli delle strade: i nomi dei vicoli, delle vie, delle piazze sono in se stessi una testimonianza del passato. Spesso, anzi, è proprio la toponomastica a offrire preziose indicazioni agli storici, nelle loro ricerche.
Conservare i nomi delle strade, evitare sostituzioni traumatiche, significa quindi preservare la memoria di fatti, personaggi, costumi di cui talvolta non restano segni se non, appunto, l’intitolazione di una strada. A Foggia, purtroppo, la toponomastica ha subito frequenti e deleteri cambiamenti.

De Zerbi-Iemmello, la vendetta. Asfaltato Gattuso.

Chissà cosa avranno pensato Pietro Iemmello e Roberto De Zerbi stasera, uscendo dal campo di San Siro.
Sono certo che un pensiero all’infausto 12 giugno di due anni fa l’avranno rivolto. E si saranno sentiti soddisfatti, ripagati. Perché il tempo è signore.
Seicentosessantotto giorni dopo l’amaro pomeriggio di Foggia-Pisa allo Zaccheria, che molto immeritatamente portò in serie B i nerazzurri toscani allenati da Gattuso (immediatamente retrocessi, la stagione successiva) a scapito dei rossoneri allenati da De Zerbi (immediatamente promossi, la stagione successiva), la dea eupalla si è presa la sua rivincita.
Nel tempio di San Siro, il Benevento di Roberto De Zerbi ha asfaltato il Milan di Gennaro Gattuso.
I campani erano a un passo dalla retrocessione. Il Milan doveva vincere a fare un sol boccone degli uomini di De Zerbi, che hanno invece impartito una lezione di calcio ai milanisti.
È successo altre volte che l’ultima della classe vincesse a scapito di squadre blasonate, complicandone la classifica. Però si era sempre trattato di partite bizzarre, determinate dal caso, più che dagli effettivi valori in campo.
Invece il Benevento a San Siro se l’è meritata. Ha vinto giustamente.
E mister De Zerbi ha confermato di essere un grande allenatore, mentre Gattuso ha confermato di essere un allenatore appena bravino.
Come calciatore è stato un grandissimo. Come allenatore è sopravvalutato. Sicuramente è molto meglio come attore (lo ricordate quando, quel pomeriggio allo Zaccheria, colpito di striscio da una bottiglietta d’acqua semivuota, si accasciò come se fosse stato centrato da una bomba atomica?)
Non so voi, ma io stasera ho gioito di cuore.
La vendetta è piatto che si serve freddo, recitava il titolo di un bel film di Pasquale Squittieri. Stasera Roberto De Zerbi ha dimostrato di essere anche un grande chef. Come le cucine lui, le vendette, non ci riuscirebbe neanche Gianfranco Vissani.
P.S.: A testimonianza che la dea eupalla esiste, è viva, e lotta insieme a noi, è il caso di ricordare che De Zerbi si era preso già un altro sfizio nei confronti di Gennarino Ringhio Gattuso, quando il 3 dicembre scorso, il Benevento aveva conquistato il primo punto in serie A della sua storia calcistica pareggiando per 2-2 grazie ad una rete segnata dal portiere Brignoli. Ihihih.

sabato 21 aprile 2018

Se il portiere fa la frittata...

Se Lettere Meridiane fosse un giornale, potremmo dire che eravamo già... andati in stampa. Ed in effetti avevamo già pubblicato il post sulla striscia quotidiana di Madetù, con la vignetta d'apertura dedicata al bullismo che sta imperversando nelle scuole...
Poi il nostro disegnatore satirico in versione solo testo, dopo aver visto il derby tra Foggia e Bari di questo pomeriggio allo Zaccheria, non ha potuto esimersi dal commentarlo, tirando fuori una sfavillante battuta. Così abbiamo fermato le macchine ed eccovi la seconda edizione della striscia... Mai come oggi si tratta, però, di una risata amara... Alla fine trovate la vignetta originaria...
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GUARNA
- Il portiere del Foggia quando ha fatto quel macroscopico errore forse era abbagliato da qualcosa?
- "Guarna che luna..."!
BULLI 
- Tra 10 anni, secondo uno studio della Fondazione Agnelli ci sarà un milione di studenti in meno.
- Ecco una buona notizia: si spera così in un forte calo del bullismo.
(copyright Aiace)
TRATTATIVA TABU'
La trattativa Stato-Mafia ci fu. E le condanne lo confermano.
Ho solo un problema a distinguere chi sono i condannati mafiosi...
GLI AUGURI AD HITLER
Un docente delle scuole superiori di Ascoli Piceno ha fatto gli auguri di compleanno ad Adolf Hitler, su Facebook.
Gli ha prontamente risposto, sempre su FB, l'anima di Hitler: "Testa di cazzo! Insegni in una scuola e non hai ancora imparato la Storia?"
PESCI
- Il Presidente Mattarella non sa più che pesci prendere...
- Stia attento però. Ci sono quelli che Forza Italia ha rifiutato di continuare a prendere dal M5S!
DI PIETRO, ORGOGLIO MOLISANO
Il molisano Antonio Di Pietro si è stancato di assistere a questo indegno gioco delle parti tra Di Maio e Salvini ai danni del suo Molise.
E con orgoglio fa sapere a quei due: "Mo.li.sano io!".
LUMACHE
Nelle campagne di Vieste i Carabinieri hanno scoperto 850 grammi di cocaina sotto un cumulo di pietre.
Le forze dell'Ordine se ne sono accorte perché avevano notato centinaia di lumache entrare e uscire velocemente di casa!

Un'Italia da ridere...

Tanta attualità nella striscia quotidiana di Madetù: la scuola (con i fenomeni di bullismo ma anche di filonazismo tra certi docenti), la sentenza che ha riconosciuto (e condannato) la trattativa tra lo Stato e la mafia, la situazione di stallo in cui  è precipitata la trattativa per la formazione del nuovo governo.
Come sempre, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, buona lettura  e buon divertimento.
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BULLI 
- Tra 10 anni, secondo uno studio della Fondazione Agnelli ci sarà un milione di studenti in meno.
- Ecco una buona notizia: si spera così in un forte calo del bullismo.
(copyright Aiace)
TRATTATIVA TABU'
La trattativa Stato-Mafia ci fu. E le condanne lo confermano.
Ho solo un problema a distinguere chi sono i condannati mafiosi...
GLI AUGURI AD HITLER
Un docente delle scuole superiori di Ascoli Piceno ha fatto gli auguri di compleanno ad Adolf Hitler, su Facebook.
Gli ha prontamente risposto, sempre su FB, l'anima di Hitler: "Testa di cazzo! Insegni in una scuola e non hai ancora imparato la Storia?"
PESCI
- Il Presidente Mattarella non sa più che pesci prendere...
- Stia attento però. Ci sono quelli che Forza Italia ha rifiutato di continuare a prendere dal M5S!
DI PIETRO, ORGOGLIO MOLISANO
Il molisano Antonio Di Pietro si è stancato di assistere a questo indegno gioco delle parti tra Di Maio e Salvini ai danni del suo Molise.
E con orgoglio fa sapere a quei due: "Mo.li.sano io!".
LUMACHE
Nelle campagne di Vieste i Carabinieri hanno scoperto 850 grammi di cocaina sotto un cumulo di pietre.
Le forze dell'Ordine se ne sono accorte perché avevano notato centinaia di lumache entrare e uscire velocemente di casa!

Ecco il Derby d'Apulia: 48 volte la più bella sfida pugliese

Dici Puglia e dici derby: sarà per la forma allungata della regione, sarà per le tante città che affidano il loro blasone e spesso anche la loro identità alla squadra di calcio locale, sarà per il fatto che le squadre pugliese prendono spesso l’ascensore da una serie all’altra, col risultato che molto spesso i loro destini s’incrociano. Non c’è regione che metta in campo tanta rivalità tra le diverse tifoserie.
Ma qual è il derby dei derby in Puglia? Dal punto di vista statistico e agonistico sicuramente quello tra Bari e Lecce, che si è giocato 66 volte, nelle diverse categorie e coppe.
L’enciclopedia on line Wikipedia tuttavia non ha dubbi nel ritenere proprio il derby Bari-Foggia quello maggiormente blasonato, dal punto di vista storico e geografico, denominandolo Derby d’Apulia (e dedicandogli una voce specifica, che potete trovare qui).
La definizione è desunta da ragioni principalmente geografiche: “Il derby è chiamato così - scrivono i redattori dell’enciclopedia digitale - per la locazione delle due città nella cosiddetta Apulia, ovvero la Puglia continentale, chiamata così dalle popolazioni preromane.”
L’incontro di questo pomeriggio allo Zaccheria sarà il 48° che verrà disputato tra i satanelli rossoneri e i galletti baresi.
Il campionato che ha registrato il maggior numero di volte il Derby d’Apulia è naturalmente quello cadetto, che ha visto le due formazioni affrontarsi 25 volte. Il bilancio è in perfetta parità, con 7 vittorie per il Bari, altrettante per il Foggia, e 11 pareggi. Leggermente a vantaggio dei rossoneri invece le reti segnate: 32 contro 29.
L’ultimo derby, nel girone d’andata del campionato in corso, venne disputato all’ora di pranzo di domenica 26 novembre 2017. Partita equilibratissima che sembrava avviata allo 0 a 0 (risultato mai verificatosi, quest’anno, nelle partite che hanno visto impegnato il Foggia). La vittoria barese fu determinata da una rete segnata al 92’ dal solo giocatore foggiano che indossa la maglia biancorossa, l’attaccante Cristian Calano.
Il bilancio dei derby giocati allo Zaccheria vede in vantaggio il Foggia, con 5 vittorie contro una sola dei biancorossi, e 6 pareggi. 21 le reti messe a segno dai satanelli, 12 quelle degli ospiti.
Le altre edizioni del Derby d’Apulia si sono svolte in serie A (4 volte), serie C (2), serie C1 (2), IV serie (4) e Coppa Italia (8).
Il bilancio complessivo delle 47 partite vede leggermente avvantaggiata la formazione del capoluogo regionale, con 18 vittorie, contro le 16 del Foggia, e 13 pareggi. 69 i gol segnati dal Bari, 68 quelli messi a segno dal Foggia.
Il cannoniere per eccellenza dei Derby d’Apulia è il barese Paolo Erba, centravanti di scuola Inter, autore di 5 reti, tre delle quali messe a segno in un Bari-Foggia di Coppa Italia, disputatosi nella stagione 1960-61 e finito 3-1 per i baresi.
Da parte rossonera i marcatori più prolifici sono stati con 4 reti Ciccio Baiano (anche lui autore di una tripletta, in serie A, nella prima volta del Derby d’Apulia in serie A, il 3 novembre 1991, finito 4-1 per il Foggia) e Benedetto Benedetti, centravanti rossonero degli anni Trenta.
Le vittorie casalinghe più larghe sono state quella barese, nella Coppa Italia 1958-59 (finita 5-1 per i biancorossi) e quella foggiana per 4-0 nel campionato di serie B 1968-69 (andarono in gol Paolo Garzelli, quindi doppietta dell’indimenticabile Nello Saltutti e Paolo Nuti a suggellare il trionfo rossonero).
Le vittorie esterne più larghe sono invece state il 5-2 inflitto dal Bari al Foggia allo Zaccheria, nel campionato di IV serie 1953-54 (partita che è stata anche il derby d’Apulia con più reti in assoluto) e i due 3-1 con cui il Foggia ha espugnato lo Stadio della Vittoria e il San Nicola, rispettivamente nel torneo di serie C 1951-52 e in quello di serie A 1991-1992.
Date queste premesse, che derby sarà quello che si giocherà oggi pomeriggio allo Zaccheria? Sicuramente spettacolare.

venerdì 20 aprile 2018

Ferdinando Galiani, la memoria calpestata

Ferdinando Galiani è tra i più celebri ed eminenti figli della terra dauna. Ed è anche, purtroppo, la più eloquente e significativa conferma che nessuno è profeta in patria. Soprattutto se la patria in questione è la città di Foggia.
Illustrissimo economista, citato da Karl Marx ne Il Capitale per il suo trattato Della Moneta, Galiani nacque effettivamente a Chieti, ma si può ritenerlo foggiano a tutti gli effetti. Studiò infatti a Foggia così come suo zio, Celestino, dotto uomo di Chiesa, e dauna era la sua famiglia.
Se Ferdinando Galiani visse poco nel capoluogo dauno lo si deve soprattutto al fatto che suo padre Matteo, regio uditore, era costretto a trasferirsi di volta in volta, assieme alla sua famiglia, nelle diverse città in cui la professione lo spingeva.
La sua fama come economista, come uomo di scienza, ma anche come fine letterato superò di gran lunga quella dello zio e si sparse in tutta Europa, anche perché visse per un certo periodo a Parigi come segretario dell’ambasciata, diventando ben presto un punto di riferimento degli ambienti eruditi ma anche dei salotti buoni della capitale francese.
A Napoli gli sono state intitolate una strada centralissima, una traversa di via Caracciolo, e un istituto medio superiore. Per ricordarlo, la comunità scientifica internazionale ha battezzato a suo nome un asteroide, il 11958 denominato appunto Galiani.
E la sua Foggia? Niente. Non un istituto scolastico ad indirizzo economico e commerciale, come sarebbe stato auspicabile. E nemmeno una strada. O forse sì… ma sbagliandone il nome, per ben due volte.
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