venerdì 24 marzo 2017

Quando il rock ti sta nell'anima: che bravi, i Keplero

Viene fatto di chiedersi dove sarebbero arrivati questi tre ragazzi di Keplero se fossero finiti sotto i riflettori di un talent show. Perché bravi, son bravi, e tanto. Ma (grazie ai cielo...) non sono tipi pronti a sbattersi e vendersi per un posto al sole, in quel tripudio di trasciosità che è divenuta la televisione italiana (vedi Sanremo).
I Keplero sono duri e puri, come il loro rock, senza effetti speciali, che ti va dritto nel cuore. Suonato bene e con coraggio, onesto e possente, come gli sguardi e le sonorità ineffabili e dense di questi ragazzi che raccontano i sogni e le speranze e il tempo difficile della loro generazione.
L’ultimo brano, estratto dall’Ep live “Maluma live sessione” è intitolato La (radicale) trasformazione del cuore umano.
Un pezzo tosto. Un testo impegnato. Una interpretazione convincente e avvolgente, con musica e parole che sgorgano dal cuore e ti prendono. Sono solo un trio, ma paiono un'orchestra, tanto è denso e coinvolgente il loro sound, tanto è perfetta l'alchimia che si stabilisce tra la voce e la chitarra di Sergio Valerio, il giro di basso di Luca d'Altilia, le ipnotiche percussioni di Costantino "Mcmartin" e le parole profonde, che scuotono e interrogano sul senso del tempo e quello della vita: "Sopravvive un uomo, se cambia idee o cambia il cuore? Sopravvive soltanto se cresce la sua essenza. È l’unica cosa di cui puoi godere nel tempo distratto... Aver tra le mani la vita che aspetti, o esserne al centro?" Che bello...
Qui sotto il video, prodotto presso Studio Maluma di San Giovanni Rotondo. Guardatelo, amatelo, fatelo girare condividendolo.

Ridere alla foggiana: le vignette vintage di Madetu

Continuiamo il nostro viaggio retrospettivo nella produzione satirica di Maurizio De Tullio, alias Madetu, aprendo il "rotolo" di oggi con una divertente vignetta dedicata ad un personaggio tanto amato  quanto indimenticabile della politica italiana: il mai troppo compianto presidente Sandro Pertini.
La seconda, micidiale pur nella sua grevità, si riferisce ad un evento che qualche anno fa colpì molto l’opinione pubblica: la morte prematura del produttore di film porno Riccardo Schicchi e i... problemi per la sua giovane e avvenente vedova ungherese Eva Henger.
La terza riguarda la crisi nella maggioranza di sinistra che a quei tempi governava la Provincia. Il personaggio ritratto era Carmine Gissi, fine intellettuale, preside, e bravo politico e assessore (fu il primo a occuparsi di Borgo Mezzanone ai tempi della prima ondata di profughi ed emigrati albanesi).
La quarta ed ultima è un classico - ma alquanto complicato - gioco di parole ed è dedicata al penultimo Pontefice, il tedesco Papa Ratzinger, più noto come Papa Benedetto XVI (sedicesimo) che preannunciò le sue storiche dimissioni. E siccome i tedeschi, come gli svizzeri, sono precisini....
Vi ricordo che potrete ammirare una parte cospicua della produzione satirica di Maurizio nella mostra “Riso alla foggiana” che verrà inaugurata domani, sabato 25 marzo, alle ore 19.00, nel nuovo spazio espositivo di Parcocittà, a Parco San Felice, e che ospiterà 130 vignette disegnate dal nostro disegnatore satirico, dsl 1983 a oggi.

Foggia,1946: tra le macerie della guerra, il sogno (realizzato) della serie B

Piero Andreoli
La promozione del Foggia in B nel 1946 è stata la più sofferta, ma sotto certi aspetti anche la più significativa: perché non maturò sul campo, ma a tavolino, e perché per la prima volta la città - dirigenti, atleti, imprenditori, istituzioni, cittadini - condivisero il medesimo obiettivo di allestire una formazione competitiva per la serie cadetta.
Detta così, sembra una cosa facile e normale, invece non lo fu per niente. Per capire l’importanza non solo sportiva, ma anche civile dello spirito solidale che andò maturando nell’estate del 1946, bisogna tenere conto della tragedia che la città aveva vissuto solo tre anni prima, durante la tragica estate del 1943 che l’aveva vista distrutta dai bombardamenti alleati, e della miseria che ancora pesava come un macigno sulla città.
La passione per il Foggia, l’impegno per costruire una squadra all’altezza della situazione sono la bella espressione di una comunità che piano piano si liberava dai fantasmi della guerra, e intraprendeva un’eroica azione di ricostruzione. A tutti i livelli, compreso quello sportivo.
Ma torniamo al calcio, e al Foggia.
Nonostante la non esaltante conclusione della regular season, che vide la squadra rossonera al quarto posto, a 15 punti di distacco dal Lecce, che conquistò la promozione, e nonostante la pesante squalifica inflitta allo Zaccheria per l’aggressione all’arbitro e ai giocatori dell’Audace Taranto (che abbiamo raccontato in un precedente articolo, che potete leggere qui), i dirigenti rossoneri non si perseroo d’animo.
Negli ambienti federali giravano voci insistenti circa una possibile ristrutturazione del “Campionato nazionale” di serie B che avrebbe potuto estendere il numero di squadre partecipanti, e così i dirigenti presentarono agli organi federali l’istanza per chiedere l’ammissione alla seria cadetta, in considerazione della grandezza della città e dei meriti sportivi del sodalizio.
Il mese di luglio del 1946 comincia per Foggia ed i foggiani con due buone notizie: l’aumento della razione giornaliera di pane, che viene portata a 250 grammi, e l’accoglimento da parte degli organi federali della istanza di ammissione alla serie B. La promozione che era sfuggita qualche settimana prima al Foggia sul campo, viene decretata a tavolino. Ma il bello viene adesso.
Sul Corriere di Foggia, Mario Taronna, impareggiabile giornalista sportivo che di lì a qualche mese fonderà il periodico sportivo Il Satanello, si prende la briga di fare un po’ di conti. L’iscrizione al torneo costa 200.000 lire, una metà delle quali è stata già anticipata a titolo cauzionale, con una colletta tra i dirigenti rossoneri in carica. Altre 200.000 lire sono messe in preventivo per l’acquisto dell’attrezzatura necessaria per disputare il torneo, ovvero maglie, scarpe, palloni. La stessa cifra va messa in bilancio per il pagamento mensile degli stipendi. Infine il mercato: per poter allestire un undici competitivo, Taronna valuta sia necessario spendere almeno un milione e mezzo. Cifre importanti, che non sono nella disponibilità dei dirigenti che guidano la squadra, che sono appassionati e sportivi, non certo ricchi.

Cinemadessai | Grande cinema di notte con "Cane di paglia" e "In grazia di Dio"

OGGI
Cane di Paglia è uno dei film più belli e più discussi di Sam Peckinpah, da molti critici ritenuto il suo capolavoro. Certamente è quello che meglio mette in evidenza la concezione della vita e dei rapporti umani del regista americano, che nel film vengono dominati dal caos e dalla violenza della vita quotidiana. Superbo ed indimenticabile Dustin Hoffman che indossa i panni di un giovane e mite matematico americano, David Summer, che si trasferisce con sua moglie, la bella e giovane Amy (Susan George) in Inghilterra, nella casa natale della donna, per completare i suoi studi in cosmologia.
Le cose si complicano quando il professore assume, per riparare il tetto, l’ex fidanzato di sua moglie, che assieme ad i suoi compari prende ad infastidire la donna ed assume un atteggiamento tracotante nei confronti di David.
Sarà un crescendo di violenza che toccherà il culmine quando il mite studioso, assediato da un branco di abitanti violenti ed ubriachi, supererà definitivamente la sua indole pacifica, e reagirà in modo inatteso e spiazzante.
La tesi di Peckinpah è che l’istinto all’autodifesa fa parte dell’essenza primordiale degli individui e che anche un cane di paglia può trasformarsi un un essere aggressivo e violento. Primo film non western girato dal regista americano, soprannominato Bloody Sam per la frequente rappresentazione della violenza nella sue opere, Cane di paglia fu al centro di aspre polemiche e fu accusato di fascismo e misoginia (a causa di alcuni atteggiamenti di eccessiva civetteria assunti dalla moglie di David), accuse che gravano su quasi tutta l'opera del regista, e che mi permetto di non condividere. Se da un lato non c’è dubbio che la violenza costituisca la cifra stilistica di Peckinpah, essa è coerente con una visione della società e della civiltà, discutibile ed opinabile finché si vuole, ma espressa con rara efficacia stilistica. Alle 00.45 di domani, su RaiMovie.
Da segnalare anche, sempre stanotte, all'1.10 su Rai 2 l'ultimo film di Edoardo WinspeareIn grazia di Dio, ritenuto tra i più interessanti realizzati dal regista salentino, che detiene il record di essere stato il primo autore italiano a prendere parte al Sundance Festival, il più importante festival di cinema indipendente del mondo, con l'indimenticabile Sangue Vivo.

giovedì 23 marzo 2017

Vedere il mondo controcorrente: l'uomo vitruviano secondo Madetu

Ci sono vignette così belle e fulminante, che a commentarle si teme di sciuparle. Ecco come Madetu, qualche anno fa, ha indossato i panni ed interpretato i pensieri del celeberrimo uomo vitruviano disegnato da Leonardo Da Vinci. Una vignetta da cui trasuda la quintessenza più profonda della satira, che è il vedere le cose controcorrente. Come sentirsi un tantino provoloni, dove il resto del mondo vede la perfezione formale.
Questa e le altre vignette che potete ammirare oggi nel “rotolo”  quotidiano di Madetu faranno parte della mostra retrospettiva “Riso alla foggiana” che aprirà i battenti sabato prossimo a Parcocittà, e che ospiterà 130 vignette del nostro disegnatore satirico.
La seconda riguardava (usiamo il passato trattandosi di vignette vintage, che appartengono, appunto al passato) l’allora crisi ecologica cittadina ai tempi dell'emergenza rifiuti, che, per la cronaca, sembra stia per tornare, a dimostrazione che a Foggia certi problemi sono sempre d’attualità.
Come ribadisce la terza vignetta, dedicata al cattivo stato di salute delle due ex Palestre GIL di Foggia...
La quarta è del 2013 e riguarda il grande ciclista statunitense Lance Armstrong (omonimo nel cognome del mitico astronauta connazionale che per primo mise piede sulla Luna nel 1969). Il campione (poi defenestrato in alcuni titoli) ammise di essersi dopato. Con le divertenti conseguenze immaginate da Madetu… Sfogliate il rotolo, gustatevi le vignette, e sorridete.

Cinemadessai | La dichiarazione di amore al cinema di Pedro Almodovar

OGGI
"Ho vissuto prigioniero in una stanza, al buio, per mesi: non potevo accendere la luce, né vedere dvd o scrivere al computer. Un vero paradosso per un regista che ama i colori accesi e vive in mezzo ai riflettori. Potevo solo fantasticare e così ho concepito il mio nuovo film 'Los abrazos rotos': niente di autobiografico, nessun mal di testa né intense terapie neurologiche come è capitato a me, ma un romanzesco film d'amore e dolorosi tradimenti in cui però l'oscurità, il buio, avranno un ruolo determinante per la protagonista Penélope Cruz.
Nel film Penelope vive una doppia vita: in una è la donna del dolore, bruna, con frangetta alla Audrey Hepburn, nell'altra è invece bionda, spiritosa e molto pop... Sento che è la prima volta che faccio una dichiarazione d’amore così esplicita al cinema; non con una sequenza specifica, ma con tutto un film.”
Così, Pedro Almodovar racconta Gli abbracci spezzati (2009), che Iris manda in onda stasera, alle 21.00. Un film intenso, che ha il sapore e il passo dei classici.
Interpretata da Penélope Cruz e da Lluís Homar, la pellicola racconta di un uomo (Lluís Homar) che scrive, vive e ama nell'oscurità. Quattordici anni prima è stato vittima di un terribile incidente di macchina sull'isola di Lanzarote che non solo gli ha portato via la vista ma anche Lena (Penelope Cruz), la donna della sua vita. Quest'uomo ha due nomi: Harry Caine, pseudonimo con il quale firma le sue opere letterarie, i suoi racconti e le sue sceneggiature, e Matteo Blanco, il suo vero nome, con il quale vive e firma la regia dei suoi film. Dopo l'incidente, Matteo Blanco si trasforma definitivamente nel suo pseudonimo Harry Caine. Visto che non può più dirigere i suoi film, preferisce sopravvivere con l'idea che Matteo Blanco è morto con la sua amata Lena in quell'incidente.
Ormai Harry Caine vive grazie alle sceneggiature che scrive con l'aiuto della sua fedele direttrice di produzione, Judit García (Blanca Portillo), e del figlio di quest'ultima, Diego (Tamar Novas). Da quando è diventato cieco Harry ha sviluppato tutti gli altri sensi, non ultimo quello dell'ironia, e si è imposto un'amnesia volontaria che gli permette di continuare a godere della vita. Ha cancellato dalla sua biografia tutto quello che gli è accaduta 14 anni prima. Non ne parla più, e il resto del mondo ha dimenticato in fretta Matteo Blanco e lui è l'ultimo a volerlo resuscitare. Ma una notte Diego ha un incidente e Harry decide di occuparsi di lui. Durante le lunghe notti di veglia , comincia a raccontargli la sua storia per distrarlo, così come un padre racconterebbe una favola al figlio per farlo addormentare...
Un bel film. Da vedere.
DOMANI
Cane di Paglia è uno dei film più belli e più discussi di Sam Peckinpah, da molti critici ritenuto il suo capolavoro. Certamente è quello che meglio mette in evidenza la concezione della vita e dei rapporti umani del regista americano, che nel film vengono dominati dal caos e dalla violenza della vita quotidiana. Superbo ed indimenticabile Dustin Hoffman che indossa i panni di un giovane e mite matematico americano, David Summer, che si trasferisce con sua moglie, la bella e giovane Amy (Susan George) in Inghilterra, nella casa natale della donna, per completare i suoi studi in cosmologia.

Partite truccate, indagini a Messina, anche sul Benevento

Lo stadio San Filippo-Scoglio di Messina
Il Benevento potrebbe finire nell'occhio del ciclone, mentre nuovi, pesanti sospetti aleggiano sulla regolarità dello scorso campionato di Lega Pro, che vide il Foggia concludere al secondo posto, proprio alle spalle della società campana.
La Procura della Repubblica di Messina sta svolgendo una indagine su quattro partite, nelle quali si sarebbero registrati consistenti puntate, per migliaia di euro. Gli incontri finiti sotto la lente della magistratura siciliana sarebbero quattro, e in particolare: Casertana–Messina del 21 dicembre 2015, Messina–Martina Franca del 9 gennaio 2016, Messina–Benevento del 16 gennaio 2016 e Messina-Paganese del 14 febbraio 2016.
Le indagini penali, che sembra siano partite da una segnalazione dei Monopoli di Stati e di Federbet, un ente che si occupa di monitorare i flussi di scommesse, sono state svolte dai Carabinieri e dalle Fiamme Gialle che hanno effettuato numerose perquisizioni negli studi di professionisti di Messina e nelle abitazioni di calciatori.
Gli inquirenti sospettano che il risultato di queste gare sarebbe stato predeterminato e su queste partite sarebbero state scommesse anche grosse somme di denaro, ottenendo profitti illeciti con danni rilevanti per i gestori delle agenzie di scommesse.
Le persone coinvolte sarebbero in tutto una quarantina. Nei loro confronti il sostituto procuratore della Repubblica che sta coordinando l’indagine ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e truffa.
Tra gli iscritti nel registro degli indagati figurerebbe anche l’ex calciatore Arturo Di Napoli, all’epoca dei fatti allenatore della squadra  peloritana, già coinvolto in passato in casi di calcio-scommesse, che lo avevano visto condannato a 3 anni di squalifica.
Gli interrogatori potrebbero cominciare già a partire dai prossimi giorni.
A segnalare il flusso anomalo di scommesse registrato in occasione della partita Messina-Benevento, che sul campo si concluse con la vittoria dei sanniti per 5-0 è stata la stessa Lega Pro, che investì del caso la Procura Federale. Adesso si muove anche la magistratura penale.
C’è comunque da dire che secondo quanto emerse subito dopo il match le puntate non si concentravano sulla vittoria del Benevento, ma sul risultato di parità. I sospetti che qualcosa non quadrasse furono così consistenti che la partita venne esclusa da quasi tutti i palinsesti di bookmaker.
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