sabato 26 maggio 2018

Arriva a Foggia la banda superlarga. E c'è chi trema.

Come avevamo preannunciato, la striscia di Madetù diventa settimanale, con battute, freddure e calembour più selezionati. È fatale che si perda un po' di attualità, ma il risultato mi sembra positivo. Per i più giovani, Tata Giacobetti era un componente del leggendario Quartetto Cetra, che furoreggiò negli anni '60, e che vedete nella copertina di questa striscia,
Vi piace il nuovo format della striscia del nostro disegnatore satirico in versione solo testo? A voi la parola. Buona lettura, e buona domenica.
* * *
SPIE
A Bolzano si cercano spie che segnalino chi non paga il biglietto in autobus.
A Foggia cerchiamo spie che segnalino quelli che il biglietto lo pagano.
BANDA LARGA
A Foggia la 'banda larga' di ultimissima generazione.
Panico tra i clan della malavita locale: "Chi cazz so' mò quiste?!".
TRENI E TIR
Torino. Treno investe Tir sui binari.
I soliti investimenti sbagliati delle Ferrovie italiane.
QUARTETTI
Un "quartetto" di nomi per chi andrà al Tesoro. Salvini non transige su Savona.
A molti, però, faceva ridere di più Tata Giacobetti!
EDUCAZIONE
Secondo una recente ricerca fatta nei cinque continenti, la Gran Bretagna è al primo posto nell'uso del "Grazie". Al secondo posto l'Italia.
Noi italiani, però, da alcuni anni siamo al primissimo posto nell'uso del "Vaffanculo".
DIFENSORE DEGLI ITALIANI
Giuseppe Conte, premier incaricato. Nel suo breve, primo discorso ha detto che sarà l'avvocato difensore degli italiani.
"Che parcella ci arriverà, purtroppo lo sappiamo già!"
ROTH
Morto il grande scrittore Philip Roth. Aveva scritto 62 romanzi. Anni fa aveva detto: "Ho smesso di scrivere".
E ci credo. Con quel cognome che volevi scrivere più!
MEDICI COL FISCHIETTO
In Veneto parte la sperimentazione dei medici col fischietto.
Potranno utilizzarlo in ospedale in caso di aggressioni.
Una misura di rigore.
FESTA DEL PRONTO SOCCORSO
San Severo. Ennesimo incidente alla "Festa del Soccorso". Un petardo ha ferito in modo grave una donna, che rischia di perdere un braccio.
Ormai è diventata la Festa del "Pronto Soccorso".
RAGGI X
- A Bari un radiologo timbrava il cartellino e poi andava al supermercato.
- Però era scrupoloso: passava tutti i prodotti ai 'raggi X'.

venerdì 25 maggio 2018

Se i tratturi della transumanza diventano piste ciclabili...

Non è vero che le discussioni sul social producano sempre aria fritta. Succede anche che inneschino discussioni serie, approfondite, qualificate. Soprattutto se ad intervenire sono persone competenti, che conoscono bene l'argomento di cui si sta ragionando.
È successo a Lettere Meridiane, in occasione del recente articolo [Piste ciclabili e tratturi della transumanza, un'opportunità per Foggia, per leggerlo cliccare sul link) di Franco Antonucci sulla possibilità che i tratturi della transumanza diventino altrettante piste ciclabili, innescando nuove relazioni tra le città che vengono da questi attraversate, a cominciare da Foggia, che fino all'Ottocento era al centro di questa fitta rete di strade ante litteram.
Un dibattito intenso, di rara qualità, aperto dall'intervento di Carlo Frutti, storica figura del movimento culturale e sportivo che si batte per valorizzazione della civiltà della transumanza. Aquilano di Rojo, Carlo è stato tra i promotori della Staffetta della Transumanza che per anni si svolse tra L'Aquila e Foggia, nonché un animatore del gemellaggio tra le due province. Così dà corpo e spazio all'ipotesi vagheggiata da Antonucci, tratteggiando "l’idea di un sistema ciclabile particolarmente adatto per mountain bike tra Abruzzo Molise e Capitanata (e Tavoliere) che parta dall’Epitaffio e si irraggi verso i 4 punti cardinali sulla costa adriatica, verso il Gargano e le aree montane abruzzesi e molisane."
Sul post interveien anche un'altra figura storica della cultura della transumanza, questa volta foggiana, Michele Pesante, che come responsabile dell'Ufficio Regionale Tratturi tanto ha fatto per  custodire le non molte tracce lasciate dalla vera e proprio epopea che circondò questa pratica zootecnica:
Apprezzo molto il contributo di idee e di proposte riguardanti la valorizzazione e la fruizione dei Tratturi anche come piste ciclabili. Al riguardo devo evidenziare che vi è già un consolidato patrimonio di culturale, di studi, di proposte, di deliberazioni e di esperienze concrete nel campo della fruizione dei tratturi.
Il Documento Programmatico Preliminare del nuovo PUG di Foggia, elaborato, nel 2005, dall'Arch. Karrer prevedeva, (scheda II) l'utilizzo dei tratturi e tratturelli e le piste ciclabili, come elementi di connessione con le borgate, con i siti archeologici, culturali e naturalistici.

Landella fa arrabbiare le donne

Quarant’anni di legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Quarant’anni di polemiche, discussioni, lacerazioni, e perfino un referendum. Ma ogni volta, punto e a capo: l'argomento divide e contrappone.
Una incauta presa di posizione del sindaco di Foggia, Franco Landella, ha suscitato un vespaio di polemiche. Il primo cittadino si era fatto fotografare davanti al Municipio, con tanto di fascia tricolore, vicino al tabellone che pubblicizza la campagna antiabortista dell’associazione ProVita. A spargere ulteriore benzina sul fuoco, il secco post con cui Landella aveva pubblicato l’immagine sul suo profilo social: “dalla parte della vita”.
Il sindaco ha poi cancellato sia il post che la fotografia, ma ormai la miccia era stata accesa, e la polemica era puntualmente esplosa.
Tante le associazioni femminili e femministe che hanno levato gli scudi nei confronti del sindaco.
A protestare anche le donne pensionate della Cgil, con una nota di Tina Pizzolo, responsabile del Coordinamento Donne Spi-Cgil: “Ci sentiamo profondamente offese dal grave gesto del sindaco. Sull’aborto, ognuno è libero di pensarla come crede e secondo la propria coscienza, ma in quanto primo cittadino, e autorità sanitaria locale, Landella non può ignorare che l’interruzione volontaria della gravidanza è un diritto riconosciuto alle donne dalla Legge 194, ed una conquista che ha posto fine a decenni di aborti clandestini.”
“Anziché prestare la sua immagine, la sua funzione e perfino la sua fascia tricolore a sostenere campagne di parte - prosegue l’esponente sindacale -, Landella farebbe bene ad adoperarsi affinché le donne foggiane possano usufruire di un diritto che viene loro negato dalla cattiva organizzazione ospedaliera e dalla mancanza di medici non obiettori presso le strutture sanitarie pubbliche del capoluogo.”
“Landella - conclude Pizzolo - ricordi di essere il Sindaco di tutte le cittadine e i cittadini foggiani, e non soltanto di quelli che sostengono posizioni antiabortiste, ignorando diritti riconosciuti dalle leggi dello Stato.”

giovedì 24 maggio 2018

Ricordi rossoneri | Alberto Mangano, barbiere di serie A

Un paio di settimane fa mi ha chiamato l'amico Alberto Mangano, giornalista sportivo, presidente dell'Archeoclub, ma anche uomo di cultura e cultore del passato e della storia di Foggia.
- Riordinando le carte di mio padre, ho trovato un tuo articolo, comparso su Daunia Sport, nel 1980. Mio padre lo ha conservato perché parla di mio nonno, e mio omonimo, che faceva il barbiere ed aveva un rapporto speciale con il presidente del Foggia, Antonio Fesce. Te lo fotografo e te lo mando...
Lì per lì, sono stato colto di sorpresa. Il "figaro" Alberto Mangano lo ricordo bene, primo perché era un'autentica istituzione a Foggia, e poi perché, amico di mio padre, era il barbiere di famiglia.
Alberto ha mantenuto la parola, e quando ho riletto l'articolo, ho ricordato. Daunia Sport fu un coraggioso tentativo, inventato da quel grande editore e giornalista che è Matteo Tatarella, di dotare il panorama dell'informazione locale di un settimanale sportivo del martedì.
L'idea era quella di occuparci non soltanto del Foggia, ma anche del calcio minore e delle discipline che non trovavano grande spazio sui quotidiani, raccontando nello stesso tempo storie e personaggi come Alberto Mangano, tifosi del Foggia ma anche sinceramente tifosi di Foggia.
Prima della telefonata di suo nipote non sapevo che questo figaro d'altri tempi, abile conversatore ma soprattutto persona elegante ed equilibrata, fosse il nonno di Alberto Mangano. Adesso che lo, non me ne stupisco. Uomini di stile, affezionati alla loro terra, entrambi hanno dato molto alla identità di questa città, contribuendo a renderla un po' più gentile.
Ed eccovi l'articolo comparso su Daunia Sport. Era il 1980, il Foggia era appena risalito dalla serie C, in cui era precipitata dopo una doppia retrocessione, accompagnata da una pesante crisi finanziaria. Fesce era tornato alla guida della società, richiamato a furor di popolo, dopo un periodo in cui si era defilato.
Era davvero una Foggia d'altri tempi...
* * *
Quante generazioni calcistiche sono passate sotto il rasoio o il pettine di Alberto Mangano?
Beh, almeno due ci stanno tutte.
Dagli eroici tempi di Pugliese e Rosa Rosa a quelli attuali di Fesce: nel salone dei fratelli Mangano (ormai chiuso da qualche anno) è scorsa tutta un’epopea calcistica: gli anni migliori della squadra rossonera, la serie A, il declino, la delicata ricostruzione. E di tutti i protagonisti di questa storia affascinante, il cavaliere Alberto Mangano, figaro d’arte, nobile pettinature di due generazioni di foggiani, ha raccolto gioie, amarezze, speranze. Al punto tale che, quando l'età e gli eventi hanno costretto i due fratelli a chiudere il salone, Alberto ha voluto continuare, anche se solo per pochi eletti. Quelli con cui la consuetudine aveva instaurato un rapporto che va oltre e al di sopra di forbici e rasoi. Amicizia? Forse anche qualcosa di più. Davanti allo specchio del “figaro“ ci si sente riflettere la propria anima. E questo ancora di più, se l’artista in parola e Alberto Mangano: discreto raccoglitore di segrete confessioni, avrebbe potuto far mancare il suo conforto spirituale, lui, supertifoso dei colori rossoneri, al presidente Fesce?

Foggia una giungla? Ma no...

Foggia una giungla? Ma no. Almeno gli animali riescono a stabilire tra di loro una convivenza serena e pacifica, come dimostra la foto, scattata questa mattina in via Nero Nadi, a fianco alla Chiesa dello Spirito Santo. L’immagine mostra alcuni volatili che razzolano tranquillamente, in un’aiuola che rappresenta una sorta di oasi per gli animali. La mano pietosa degli abitanti del rione vi porta infatti acqua e cibo per gatti.
E i volatili ne approfittano. Nella vulgata comune, gazze e piccioni non si amano particolarmente. Dove ci sono le gazze non ci sono i piccioni, e viceversa, in una sorta di più o meno tacita spartizione del territorio.
Nell’aiuola di via Nadi, però, la gazza condivide volentieri con i colombi, senza recare loro disturbo, l’acqua per dissetarsi e la ricerca di cibo.
Una bella scena, a pochi metri da piazza della legalità, e dalla stele che ricorda il sacrificio di Francesco Marcone.
Sarebbe bello se anche gli “umani” condividessero questo spirito di tolleranza e di pacifica convivenza.

mercoledì 23 maggio 2018

Ricordi rossoneri | Quel giorno che il Foggia perse il derby con l'Incedit

Con l’Italia fuori dal Mondiale e il Foggia che ha bellamente completato il campionato, si preannuncia una stagione estiva avara di impegni e di notizie per i tifosi foggiani. Ma niente paura. Ci penserà Lettere Meridiane a riempire il vuoto, con la rubrica Ricordi Rossoneri che esordisce oggi. Racconteremo le storie piccole e grandi che hanno segnato il calcio foggiano e con esse la storia della città. Non solo i fatti agonistici in senso stretto, ma anche le vicende e i personaggi che hanno punteggiato il pianeta calcio. Perché, come sapete Foggia e il Foggia sono unite tra di loro da un legame speciale.
Cominciamo da una storia poco nota: il primo derby stracittadino giocato in serie C, che risale alla stagione 1947-48.
Il Foggia veniva dallo sfortunato torneo di serie B della stagione precedente, dov’era stato ammesso per meriti sportivi, e che aveva concluso all’ultimo posto del girone meridionale (26 punti, con dieci vittorie, 6 pareggi e 16 sconfitte), venendo retrocesso assieme a Taranto, Catanzaro, e Albatrastevere.
L’Incedit era la squadra di calcio del gruppo sportivo della Cartiera (Incedit è, infatti, un acronimo che sta per Industria Cellulosa d'Italia, e che è poi il nome della società che realizzò lo stabilimento). La compagine l'anno prima si era guadagnata la salvezza nel girone B della Lega Interregionale Meridionale di Serie C, in cui aveva giocato, venendo però retrocesso, anche il Lucera.
Così le due compagini foggiane si trovarono per la prima volta l’una di fronte all’altra nel campo sportivo del Rione Diaz, il 28 dicembre del 1947. Era un bell’impianto, quello fatto costruire dai dirigenti della Cartiera, circondato da un velodromo caduto purtroppo in rovina, assieme al campo di calcio.
I foggiani che il giorno di Pasquetta non potevano permettersi di comprare il biglietto per andare a Siponto in treno, erano soliti andare a piedi nel bel prato del campo di Rione Diaz, per la tradizionale gita fuori porta.

martedì 22 maggio 2018

Umorista umorale, Madetù cambia passo

Ricevo e pubblico molto volentieri a Maurizio De Tullio, in arte Madetù. Il nostro disegnatore satirico in versione "solo testo" decide di cambiare passo. La striscia di battute e calembour cambierà frequenza: non più quotidiana, ma settimanale. Una sola considerazione, circa il "favore del pubblico", che è sempre un po' un'araba fenice nel mondo virtuale del social. Giustamente Maurizio si attende reazioni "verbali" e non like, faccine, o semplicemente numeri. Ma stando alla nuda logica dei numeri e della statistiche, posso dirvi che Madetù il suo pubblico di affezionati lettori ce l'ha, eccome.
Ecco il testo della mail che Maurizio mi ha inviato. (g.i.)
* * *
Caro Geppe,
dopo quasi tre mesi (28 febbraio-21 maggio 2018), corrispondenti in dettaglio a 65 giorni di pubblicazioni effettive della rubrìca e a ben 503 tra battute, freddure, calembour e una barzelletta (quella su Grillo all'Inferno), la striscia quotidiana di Madetù si congeda dai lettori di "Lettere Meridiane".
Nessuno stupore: è fisiologico che accada qualcosa, che faccia riflettere, che induca a un cambio di passo.
Dirò allora innanzitutto "Grazie!" a Geppe Inserra per la consueta ospitalità, pazienza e professionale collaborazione (le copertine della rubrìca 'Riso alla Foggiana Text' sono tutte sue), così come è doveroso dirlo ai lettori, distribuiti tra amici, colleghi, alcuni conoscenti e qualche parente. Un centinaio di destinatari giornalieri del link serale di 'Riso alla Foggiana Text' al Blog "Lettere Meridiane".
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