domenica 25 settembre 2016

Cinema per sempre | Oggi in tv Mamma Roma e Million Dollar Baby

Lo sguardo in macchina di Anna Magnani nella sequenza conclusiva di Mamma Roma ha dato vita ad una delle inquadrature più belle della storia del cinema. Pier Paolo Pasolini racconta una storia estrema, la periferia romana tra prostituzione, malavita e disperati tentativi di venirne fuori. Al destino, però, raramente si può sfuggire. Anna Magnani è semplicemente superba. Pasolini - che era alla sue seconda prova dietro la macchina da presa dopo Accattone - dimostra come il cinema sia la nuova letteratura. Un film sublime. Stanotte alle 2.00 su Canale 5.
Coincidenze della programmazione, altro bel film da non perdere è Million Dollar Baby, capolavoro di Clint Eastwood che ha appreso al meglio la lezione del suo maestro, Sergio Leone. Come Mamma Roma, anche questa è una storia legata al mondo di emarginazione. Come Mamma Roma, Maggie cerca di riscattare la sua distanza dal mondo combattendo sul ring, e affezionandosi al suo coach, che è appunto Clint Eastwood, regista e attore protagonista. Ma il destino non si sovverte. Film potente e struggente, Oscar nel 2005 come miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior attore non protagonista. Incredibile da dirsi, il texano dagli occhi di ghiaccio è anche l’autore della bellissima colonna sonora. Stasera alle 23.00 su Raimovie.
[Cinema per sempre è una nuova rubrica di Lettere Meridiane: consigli quotidiani per godere al meglio della programmazione cinematografica in tv. Le Lettere Meridiane dedicate a Cinema per sempre non verranno distribuite sul consueto circuito di gruppi Facebook ma soltanto sul blog, sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane, sulla Pagina del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sul profilo dell’autore, Geppe Inserra, e sul gruppo Amici e Lettori di Lettere Meridiane. Per non perderne neanche una, diventate fans delle pagine e iscrivetevi ai gruppo, cliccando sui relativi collegamenti.]

Il Foggia è da serie B. Anzi di più.

La bizzarra classifica del campionato di serie B, se da un lato  aumenta nei  tifosi del Foggia il rimpianto per la promozione sfumata all’ultimo play off, dall’altro dice che la caratura tecnica dei satanelli è, già da oggi, all’altezza del campionato cadetto, e non solo.
Al comando del torneo c’è il Cittadella, strapazzato dal Foggia nella finale di Coppa Italia di Lega Pro (4-1 allo Zaccheria, 4-4 nella gara di ritorno). Inseguono Benevento e Pisa, con cui il Foggia ha lottato strenuamente, ad armi pari: con i sanniti nella regular season, con i toscani nella sfortunata finale dei play off, che fino ad allora i rossoneri avevano dominato.
Dopo sei turni, la zona promozione del campionato cadetto è saldamente nelle mani di tre squadre neopromosse.
Che significa tutto questo? In primo luogo, che i valori tra i diversi campionati si sono alquanto livellati. Una formazione di bassa classifica di serie A, vale quanto una di mezza classifica in serie B. Le squadre protagoniste della Lega Pro potrebbero tranquillamente militare nel torneo cadetto.
Allo stesso modo, le squadre cadette che arrancano nei bassifondi della classifica, non avrebbero vita facile neanche nella serie inferiore.
Se le cose stanno così, vuol dire che qualcosa non funziona nei meccanismi che disciplinano le promozioni e le retrocessioni. È la dura legge dei play off e dei play out che affida - come il Foggia ha dolorosamente imparato sulla propria pelle - ad una singola partita il risultato di un’intera stagione.
Una soluzione potrebbe essere l'aumento del numero delle squadre promosse (e di conseguenza di quelle retrocesse dalla categoria superiore), che forse garantirebbe una composizione dei tornei più coerente con gli effettivi valori, ma lo sport è così: ha le sue regole, e si vince e si perde in base a queste.
Il Foggia ha del resto una grande possibilità di evitare le forche caudine dei play off, e non deve farsela sfuggire: vincere il campionato, conquistando così la promozione diretta.
Ed è proprio la classifica della serie B, che autorizza fondate speranze e che deve far aumentare la fiducia nell'impresa.
Il Foggia non è squadra di Lega Pro. Ha tutte le carte in regola per militare in serie B. E non solo...

sabato 24 settembre 2016

In morte di Pit, canarino intellettuale (di Fausto Parisi)

Ho scovato nella collezione rilegata de Il Nuovo Risveglio regalatami dall’indimenticabile Gaetano Matrella, questo delizioso racconto di Fausto Parisi sulla morte di un canarino “intellettuale” che provoca dolore in quanti avevano gioito della sua presenza, del suo canto e dei suoi … suggerimenti librari.
Mi è piaciuto molto, e ho voluto ricopiarlo per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane. Buona lettura.
* * *
È morto un canarino. La notizia può forse interessare ben poche persone. Ne muoiono tanti ogni giorno! Poi uno più uno meno. non è un problema.
Invece la storia di Piet, cosi si chiamava il canarino, è del tutto particolare. Pit (così si pronuncia, perché di lontana origine inglese) era un canarino straordinariamente diverso. Viveva la sua vita in assoluta libertà. La gabbia era per lui semplicemente una casa. Sempre aperta.

Fiorella combattente: "Chi non lotta per qualcosa ha già perso"

C’è sempre tempo per lottare. Non bisogna mai arrendersi, anche se la vita ti regala soltanto lacrime infinite. A maggior ragione a sessant’anni.
Fiorella Mannoia rilancia. Dopo Le parole perdute, ecco un altro inno generazionale: Combattente, e non potrebbe esservi titolo migliore per rappresentare l’indole della grande interprete romana.
La canzone è trascinante come una ballata, e tenera come il tempo vissuto e finalmente compreso, quel tempo che smussa gli angoli e toglie asperità, quel tempo che ricuce le ferite e indebolisce i muscoli, ma non la voglia di guardare al futuro.
“Non sottovalutare la mia voglia di lottare, perché è rimasta uguale, non sottovalutare di me niente sono comunque sempre una combattente” canta Fiorella, il timbro struggente come sempre, la melodia che trascina e ti restituisce ottimismo e coraggio.
L'invito a non arrendersi è perentorio, universale, intergenerazionale: "perché è una regola che vale in tutto l’universo, chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso.”
Scritta da Cheope e Federica Abbate, la canzone anticipa il nuovo album in studio di Fiorella Mannoia, in uscita ad ottobre, che conterrà Perfetti Sconosciuti, vincitrice del David di Donatello come miglior canzone,  e altri brani inediti
Il brano, uscito oggi in rotazione radiofonica, è disponibile su Spotify. Più sotto il collegamento e il testo. Ascoltatelo, amatelo, condividetelo. E soprattutto non arrendetevi. Combattete.


Forse è vero
mi sono un po’ addolcita
la vita mi ha smussato gli angoli
mi ha tolto qualche asperità.

venerdì 23 settembre 2016

Quella sera di Aldo Moro alla sezione Dc del Quartiere Cep

Aldo Moro, di cui ricorre oggi il centesimo anniversario della nascita, ebbe una speciale predilezione per Foggia. Tra le molte virtù che punteggiarono la vita dello statista trucidato dalle  Brigate Rosse, vi fu anche quella di essere un pugliese integrale. Era nato a Maglie, cittadina della penisola salentina che si trova nella terraferma, giusto a metà tra Adriatico e Ionio, ma venne sempre eletto nella circoscrizione Bari-Foggia.
Nella composita mappa della Democrazia Cristiana di Capitanata, la corrente morotea ebbe sempre un peso importante, sovente determinando cambiamenti profondi nella vita politica cittadina (basti pensare alla istituzione delle aziende municipalizzate e degli organismi di decentramento).
Grazie a Moro e ai morotei, Foggia fu un laboratorio politico di prim'ordine, e sarebbe il caso di studiare un giorno o l'altro questa edificante pagina della storia cittadina, non conosciuta come meriterebbe.
La prima amministrazione di centrosinistra che governò Foggia, fu anche una delle prime d’Italia a sperimentare la collaborazione tra democristiani e socialisti. A guidarla c'era Carlo Forcella, fraterno amico di Moro, come Donato De Leonardis, Franco Galasso, Gaetano Matrella.
Quel laboratorio politico, quell'apertura ai socialisti, erano stati voluti ed ispirati direttamente da Moro, che allora, nel 1962, era segretario nazionale del partito scudocrociato.
Qualcuno dice che l'idea stessa del centrosinistra è nata a Foggia.

Antonucci: "Alla ricerca della città profonda"

Franco Antonucci commenta da par suo la lettera meridiana sulla città guardata ad altezza d’occhi, proponendo una suggestione, quasi un gioco. Provare a riscrivere la mappa di Foggia alla luce dei ricordi, o della percezione della città che ne hanno i suoi abitanti. Intrigante, vero?
Leggete attentamente le interessanti considerazioni di Antonucci, e provate a giocare con Lettere Meridiane, rispondendo a una semplice domanda: qual è il “pezzo” di città (strada, luogo pubblico, monumento o anche semplicemente negozio) che evoca in voi ricordi, emozioni, suggestioni?
* * *
Il pezzo di Geppe Inserra (guardare la città “camminata” e guardata ad altezza d'uomo) riporta al passato (Sottozero, eccetera), per romantico piacere, ma anche per andare avanti. Non riprodurre solo tutto quello che c'era, ma anche per ripensare in termini di continuità. Forse con elementi ed attività urbane nuove., determinate dalle nostre nuove esigenze e sentimenti. Con la speranza di legare questi al concetto degli "spazi urbani". E conformare, così, una città diversa, più dinamica, contemporanea, più riconoscibile, più vivibile....
Mi è venuto al proposito in mente un classico dell'Urbanistica di qualche decennio fa : "L'immagine della città" di Kevin Lynch. L'Autore immagina di ricostruire la mappa della città in un modo insolito. Chiedendo alla gente informazioni per andare in luoghi particolari. Gli intervistati, oltre che dire "vai dritto, poi a destra, poi per via..., eccetera.", fornivano anche informazioni attraverso negozi, monumenti, distributori, eccetera, eccetera.
Così rendendo più visive le loro immagini personali della città.
Kevin Lynch riportava tutto su una mappa muta, fino a ricreare una seconda "città, più profonda. Quella percepita dai cittadini"...
Eustacchiofranco Antonucci

Il modello Briatore si addice al Gargano (di Rosa Totaro)

Baia delle Zagare, Mattinata
Rosa Totaro è un architetto. Manfredoniana ("ed orgogliosissima di esserlo", precisa), vive e lavora in Toscana, occupandosi di progettazione ed allestimento degli interni dei mega yacht. È un'esperta del settore del lusso che vive professionalmente, e da più di dieci anni. In un certo senso, il suo lavoro consiste nel "tradurre" e dar concretezza ai sogni dei ricchi.
Uno yacht è quanto di più superfluo ci possa essere: è un sogno, una sfida, a volte una sorta di competizione.
Si può essere più o meno critici nei confronti di questo mondo ma c'è una verità inconfutabile: il settore del lusso, dei mega yacht fa lavorare tanta gente, tanti italiani.
Leggendo tanti commenti negativi sulle affermazioni di Briatore nei confronti della Puglia a proposito dell'approccio dei pugliesi al turismo milionario, Rosa ha scritto riflessioni particolarmente interessanti: un po' perché consentono di capire meglio il punto di vista di Briatore, un po' perché quello del lusso è un capitolo che fino ad oggi manca nel turismo garganico. Ringrazio l'arch. Totaro per averle voluto condividere con i lettori e gli amici di Lettere Meridiane.
* * *
In questi giorni si leggono diversi articoli sulle critiche mosse da Flavio Briatore alla Puglia. Briatore può risultare simpatico o meno ma non ha detto cose del tutto sbagliate.
Premesso che io sono un architetto pugliese, manfredoniana per l’esattezza, che vive in Toscana e dedita da più di dieci anni all’arredamento di mega yacht. Vivo il mercato del lusso da tecnico, dall’interno. Ho lavorato per anni all’interno degli uffici tecnici dei cantieri navali, ora esercito la libera professione e seguo direttamente i progetti per i clienti.
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