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Quando al Giordano si esibì Mario Del Monaco

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Nel suo bell' articolo sui 190 anni di vita del teatro comunale Giordano , recentemente pubblicato da Lettere Meridiane, Enzo Ficarelli racconta e ricorda quelli che, a suo giudizio, sono stati gli artisti più significativi - attori, cantanti o musicisti - che hanno calcato il palcoscenico del teatro foggiano, dandogli lustro. Ficarelli cita gli attori  Anna Magnani, Salvo Randone, Nino Taranto, Walter Chiari, Paolo Panelli, Gino Bramieri, Raf Vallone, Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer , la compagnia dei fratelli De Filippo , il soprano Virginia Zeani e infine il maestro direttore d'orchestra Riccardo Muti cui è toccata la serata che ha riaperto il teatro dopo diversi anni di chiusura. L'elenco di Ficarelli è ovviamente incompleto, e del resto l'autore non aveva alcuna pretesa di  esaustività. Lo scopo - raggiunto - era quello testimoniare la grande importanza del Giordano nei circuiti teatrali di qualche anno fa. Purtroppo questa dimensione si è un po' r...

Il Canto di Natale di Franco Valentini Vista, genio foggiano incompreso e sfortunato (di Ciro Inicorbaf)

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Franco Valentini Vista Ciro Inicorbaf è l'incarnazione vivente dell'intellettuale organico che tanto piaceva ad Antonio Gramsci. Esempio luminoso di come l' homo faber possa intrecciarsi profondamente e positivamente con l' homo sapiens . Il far presepi, arte in cui Ciro eccelle, implica abilità sostanzialmente manuali. Ma per farli belli, per fare in modo che emozionino e parlino a chi li ammira, occorre una profonda coscienza dei significati che la rappresentazione della natività esprime, della scenografia e della cultura popolare in cui è immersa. È per questo occorrono ricerca, studio, passione, dedizione. È così che Inicorbaf è riuscito a scovare alcune chicche deliziose che riguardano la cultura natalizia a Foggia. Come quella che oggi regala ad amici e lettori di Lettere Meridiane , a nome dei quali lo ringrazio affettuosamente e sentitamente. È il Canto di Natale,  composto da un genio tanto straordinario quanto incompreso e sfortunato della nostra terra...