Tremate, tremate, Masaniello è tornato (di Geppe Inserra)
Il Mezzogiorno è stato il grande assente, in una campagna elettorale in cui si è parlato poco delle grandi questioni nazionali, privilegiando la polemica da ballatoio e le offese da trivio. Non poteva essere diversamente, dal momento che l’intera questione meridionale da tempo non trova più spazio nell’agenda politica dei governi di ogni colore e cultura politica. A riportare al centro del confronto politico il Mezzogiorno e i suoi problemi, il persistente divario che spezza in due il Paese, ci hanno però pensato gli elettori. Dalle urne di domenica scorsa è emersa una geografia politica di segno nuovo, il cui senso è sfuggito alla maggioranza degli osservatori politici. Il risultato del voto certifica l’incontestabile avanzata dei Cinquestelle e della Lega. Ma la distribuzione territoriale dei consensi è tutt’altro che omogenea, anzi l’avanzata si concentra in modo quasi speculare in due aree in particolare: il movimento dei grilli spadroneggia nel Mezzogiorno, la Lega fa de...