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Visualizzazione dei post con l'etichetta Matteo Renzi

Tremate, tremate, Masaniello è tornato (di Geppe Inserra)

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Il Mezzogiorno è stato il grande assente, in una campagna elettorale in cui si è parlato poco delle grandi questioni nazionali, privilegiando la polemica da ballatoio e le offese da trivio. Non poteva essere diversamente, dal momento che l’intera questione meridionale da tempo non trova più spazio nell’agenda politica dei governi di ogni colore e cultura politica. A riportare al centro del confronto politico il Mezzogiorno e i suoi problemi, il persistente divario che spezza in due il Paese, ci hanno però pensato gli elettori. Dalle urne di domenica scorsa è emersa una  geografia politica di segno nuovo, il cui senso è sfuggito alla maggioranza degli osservatori politici. Il risultato del voto certifica l’incontestabile avanzata dei Cinquestelle e della Lega. Ma la distribuzione territoriale dei consensi è tutt’altro che omogenea, anzi l’avanzata si concentra in modo quasi speculare in due aree in particolare: il movimento dei grilli spadroneggia nel Mezzogiorno, la Lega fa de...

Il Sud è alla frutta. Ma si parla solo della "questione settentrionale"

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Il divario tra il Nord e il Sud aumenta, segnale inquietante di un’Italia che ancora non è effettivamente "una". Della questione meridionale non parla ormai più nessuno. In compenso, esplode la questione settentrionale : due regioni, il Veneto e la Lombardia, chiedono maggiore autonomia, dopo aver convocato referendum consultivi che si sono conclusi con la schiacciante vittoria dei sì, una terza, l’Emilia Romagna, avvia una trattativa col Governo nella stessa direzione. Che ne sarà del Mezzogiorno? A questo interrogativo ha cercato di rispondere l’incontro dibattito promosso dal Movimento Democratico e Progressista della provincia di Foggia, e una volta tanto non si è trattato della solita passerella politica, condita da slogan che lasciano il tempo che trovano, ma di una riflessione seria, profonda. A fare la storia della questione meridionale ci ha pensato il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno , Giuseppe De Tomaso , che è partito da lontano: “L’unità d’Italia è s...

L'assordante silenzio dei cattolici del Pd (e del loro Gran Mogol)

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Mons. Nunzio Galantino , segretario generale della Cei, non si è lasciato pregare e alla prima occasione utile ha rotto l’ assordante silenzio dei cattolici sulle polemiche che stanno accompagnando il dibattito sullo Ius Soli , stigmatizzato dal Gran Mogol qualche giorno prima. (Per chi non ha mai letto Topolino : il Gran Mogol è il capo del gruppo di boy scout, le Giovani Marmotte , frequentato da Qui, Quo e Qua ; ogni riferimento a Matteo Renzi è tutt'altro che casuale). Parole dure e chiare, quelle pronunciate  dal presule di Cerignola, invitato da Repubblica a discutere sugli aspetti rivoluzionati del pontificato di Francesco: "Siamo preoccupati per come si sta affrontando questo problema, persino con gazzarre ignobili in Aula. Sono temi molto importanti. Ci sta che qualcuno sia contrario. Ma vedo che c'è chi ha cambiato idea. E ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo, perché vuol fare solo il proprio interesse. Tre italiani su 4 sono d...

La vittoria di Pirro di Matteo Renzi

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Matteo Renzi vince la prima fase delle primarie anche in provincia di Foggia, un po’ a sorpresa, perché questa volta per l’ex premier ed ex segretario, la sfida sembrava in salita. Per Renzi si erano schierati l’europarlamentare Elena Gentile, il sottosegretario Ivan Scalfarotto, l'ex segretario provinciale e consigliere regionale Dino Marino, e lo zoccolo duro dei renziani della prima ora (Giampiero Protano, Michele Salatto, Lorenzo Frattarolo) ma il grosso del partito stava con gli altri contendenti: il Pd di Manfredonia, con l’on. Michele Bordo in testa, spingeva per il ministro Orlando, il segretario provinciale ed assessore regionale Raffaele Piemontese e l’on. Colomba Mongiello sostenevano invece il governatore regionale Michele Emiliano. La sfida è stata combattuta: Matteo Renzi l'ha spuntata con il 36,35%; Orlando si è classificato secondo con il 33,35%, Emiliano subito a ridosso, con il 29,27. Mai come in questo caso, però, le percentuali lasciano il tempo che tro...

Ciro Mundi all'assemblea di ConSenso: "C'è bisogno di un nuovo soggetto politico nel centrosinistra"

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Di scissione non vogliono sentir parlare,  anche perché molti di loro la tessera del Pd non l’hanno mai avuta. E quelli che ce l’hanno avuta ed hanno deciso di non rinnovarla, respingono con fermezza l’attributo di scissionisti. “Non siamo noi ad essere andati via, semmai è Matteo Renzi che ha fatto a pezzi il centrosinistra.” Nell’assemblea costitutiva di ConSenso , l’associazione-movimento di centrosinistra coordinata in provincia di Foggia da Ciro Mundi , le primarie del Pd fanno discutere. C’è chi ritiene che si debba prendervi parte, e chi pensa di no. Ma il coordinatore taglia corto: “È una questione che non ci appassiona, e non ci riguarda, almeno come movimento. Le posizioni dei singoli aderenti sono un’altra cosa e vanno rispettate. L’addio al Pd di molti esponenti ha aperto di fatto nuove prospettive a sinistra, che rendono praticabile ed auspicabile la formazione di un nuovo soggetto politico. Noi siamo pronti.” ConSenso guarda con convinzione al quel mondo di cen...

Il problema non è Renzi, ma il Pd (di Geppe Inserra)

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Da renziano pentito, e nel momento in cui si sta per consumare l’ennesimo strappo nel tessuto connettivo della sinistra italiana, mi sento di poter assolvere l’ex premier, almeno in parte. La cosiddetta minoranza dem – ma lasciatemela chiamare più semplicemente sinistra -   sta per dire addio ad un partito in cui in fondo non ha mai abitato, perché il vulnus, il limite sta nell’atto di nascita stesso del Pd, in quello che il Pd poteva essere, in quello che il Pd non è mai stato . Renzi ha cercato di riempire il vuoto di valori, di tensione ideale del Pd. Lo ha fatto che peggio di così non si poteva: in modo del tutto personalistico, contrabbandando per riforme epocali orrendi guazzabugli senza capo né coda, strizzando l’occhio a Marchionne per litigare un giorno sì e l’altro pure con la gente che del centrosinistra è sempre stata l’anima: i docenti, i corpi intermedi, il mondo del lavoro. Ma non si possono pretendere da lui una memoria ed una coerenza a valori che non ha mai p...

Emiliano da Annunziata: "Il congresso subito. Renzi sta dilapidando il patrimonio del Pd"

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"Mi candiderò se sarà necessario. Credo che la priorità sia quella di trovare un unico candidato alternativo a Renzi alla guida del Pd. Se sarò io va bene, se sarà un altro lo sosterrò senza problemi, farò la campagna elettorale per lui andando ad attaccare anche i manifesti, se questo sarà utile." Intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In 1/2 ore, in onda su Rai3, Michele Emiliano spara ad alzo zero su Matteo Renzi e rilancia la richiesta del congresso, annunciando che se questa non sarà soddisfatta di potrebber arrivare perfino alla "carta bollata" e che nei prossimi giorni partirà una raccolta di firme per sollecitare il segretario ad aprire la fase congressuale. Il programma si apre con le immagini della manidestazione di protesta inscenata dai precari della ricerca che operano nell'Istat, davanti alla sede del Partito Democratico. La  prima domanda posta da Annunziata ad Emiliano riguarda l'assenza del governatore pugliese dalle due ma...

Perché ha perso Re Leopoldo

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Erano tantissimi - anche nelle file di quanti hanno votato "no" - gli elettori che guardavano con favore ad una riforma costituzionale che modificasse il bicameralismo perfetto e il ruolo del Senato, e che rivedesse i poteri delle Regioni, tagliando i costi della politica. La riforma Renzi-Boschi si prefiggeva proprio questi obiettivi, ma è stata subissata da una valanga di “no” che neanche i più ottimisti tra gli oppositori speravano. Che è accaduto? Il metodo innanzitutto, che, quando si parla di riforme, tanto più di riforme costituzionali, è importante tanto quanto la sostanza. E poi, la presunzione e l'insopportabile supponenza di re Leopoldo e della sua corte. La costante irrisione di tutti quanti non la pensano come lui, trasformati tout court in avversari, se non nemici, da combattere e da abbattere. L’esasperante interpretazione dell’uomo solo al comando della corsa che fa tutto da solo. E, dulcis in fundo, l’ostinato rifiuto a confrontarsi con le rappresenta...

Villone: "La riforma Renzi-Boschi rottama la Costituzione nata dalla Resistenza"

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Dissenso e democrazia sono le parole che più frequentemente risuonano nel Salone del Tribunale di Palazzo Dogana che ospita l’ennesimo appuntamento della campagna referendaria dei no. Una democrazia che, in nome della governabilità e della velocità, normalizza il dissenso, comprimendoli tra i tempi contingentati di approvazione delle leggi e clausole di supremazia dove vince sempre lo Stato centrale sulle autonomie e i territorio, può ancora dirsi una democrazia come quella nata dalla Resistenza? E si può forse capire meglio perché l’Anpi abbia fin dall'inizio detto no. È questione di sostanza e non soltanto di riforma. Massimo Villone , professore emerito di Diritto costituzionale all'Università degli Studi di Napoli non ha dubbi “La riforma Renzi-Boschi rottama la Costituzione nata dalla Resistenza. Riduce i poteri del parlamento, spostando gli assi a favore del governo, senza che ciò venga bilanciato da un incremento della democrazia diretta. E, come se non bastasse, la...

De Tullio: "Perché non condivido la delusione su Renzi"

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Maurizio De Tullio mi scrive la lettera che segue. Al termine la mia risposta. * * * Caro Geppe, rispondendo ad una tua rara e risentita ma garbata ‘sfuriata’ con me, non ho mai scritto che non hai il diritto di enunciare il tuo “No” al Referendum del 4 dicembre, tanto più se lo fai da un Blog, come LM , che è di tua proprietà e gestione. Qualche settimana fa mi ero fermamente arrabbiato (e lo sono tuttora) non avendo ricevuto alcun tuo segnale alle mie ripetute sollecitazioni a esprimerti in merito all’evidente anomalo agglomerato di commenti formatosi immediatamente dopo il tuo articolo sulla presunta “invasione” di trivelle nel mar Adriatico. Ricorderai, e spero lo ricordino i lettori di LM e soprattutto quelli della relativa pagina FB, che in due giorni ti erano arrivati quasi mille commenti “spontanei” da mezza Italia, TUTTI (esclusi solo 3 o 4…)  contro Renzi e il PD. Punto di partenza la politica delle trivelle, punto d’arrivo il “No” al referendum del 4 dicembre...

Malapolitica: scompaiono dalla finanziaria i 50 milioni per curare i bambini malati di Taranto

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I 50 milioni promessi dal ministro della salute Beatrice Lorenzin a Taranto per curare i bambini colpiti dalle conseguenza dell’inquinamento provocato dall’ILVA sono saltati. L’emendamento alla manovra finanziaria presentato  dal presidente (pugliese) della commissione bilancio della Camera, Francesco Boccia (e concordato con il viceministro del l’economia Morandi e il sottosegretario Beretta) non è stato inserito nel testo del provvedimento all’esame della Camera, in quanto “non autorizzato da Palazzo Chigi” . Lo ha detto lo stesso Boccia al Corriere della Sera (potete leggere qui tutto l'articolo ) . L’accordo prevedeva, invece, che il finanziamento pro-Taranto venisse inserito tra le priorità. È un clamoroso caso di malapolitica sul quale è superfluo qualsiasi commento. Un recente studio della Regione Puglia ha accertato che a Taranto, in modo particolare nei quartieri più prossimi all’Ilva, sono in aumento le patologie respiratorie, che colpiscono in modo particolarmente g...

Perché Renzi mi ha deluso

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Non sarò tra quanti domani sera ascolteranno il primo ministro al Teatro Giordano. Da tempo le sue parole non mi affascinano più. C’ero però il 7 ottobre di quattro anni fa, nella saletta dell’hotel Cicolella che ospitò la prima volta di Renzi a Foggia. Il rottamatore venne per lanciare la sua candidature alle primarie come candidato del centrosinistra, che lo avrebbero opposto a Bersani e a Vendola. La sala gremita, ma piccola, offriva tangibilmente l’idea di quelle che sarebbero state le forze in campo nella imminente campagna per le primarie. I renziani erano una sparuta, ma convinta e gioiosa minoranza, e persero le primarie e il congresso, non senza scontri durissimi con la maggioranza bersaniana. “Tanti giovani, tante donne, tante insegnanti ma pochi politici, e pochi dirigenti del Pd“, ebbi a scrivere quel giorno, e se volete leggervi il resoconto di quella domenica pomeriggio  che sembra ormai distante un secolo, cliccate qui . Domenica sera, il Teatro Giordano sarà ...

Il prof. Barbieri: "La riforma costituzionale eternizza i privilegi delle Regioni a statuto speciale"

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Mi scrive il prof. Marco Barbieri (insegna Diritto del Lavoro all’Università di Foggia) a proposito della lettera meridiana Le tre Italie di Matteo Renzi , in cui avevo criticato la riforma costituzionale monca, che abolisce il Senato elettivo, le Province e il Cnel, ma lascia in piedi la mostruosa, lapalissiana, aberrante e anacronistica ingiustizia, costituita dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome. “Mi sarà permesso osservare - scrive il docente -  che la nuova Costituzione di Renzi non si limita a conservare i privilegi delle Regioni a Statuto speciale, ma li eternizza. Infatti, mentre con la Costituzione attuale una legge costituzionale può rivedere gli statuti delle Regioni a Statuto speciale, con la Renzi-Boschi (art. 39, co. 13) le nuove norme costituzionali non si applicherebbero alle Regioni a statuto speciale se non con il loro consenso: che mi pare difficile aspettarsi.” In buona sostanza, mentre con la Costituzione attuale è il Parlamento itali...

Le tre Italie di Matteo Renzi (di Geppe Inserra)

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Che differenza c'è tra un foggiano, un barese e un valdostano? Non è l'inizio di una barzelletta, ma un interrogativo maledettamente serio. In una democrazia normale, la risposta dovrebbe essere: nessuna, visto che i tre appartengono al medesimo Stato. Ma non è così in Italia, e - anche se non se ne parla molto - la riforma costituzionale su cui i cittadini sono chiamati a dire la loro nel referendum del 4 dicembre, lungi dal correggere gli squilibri, li accentua. Tornando alla domanda iniziale, tra i tre a stare meglio, in quanto cittadino d’una Regione a statuto speciale, è sicuramente il valdostano. Uno dei punti cardine della riforma costituzionale è il riequilibrio dei poteri tra Stato e Regioni. Queste ultime vengono infatti “alleggerite”, a vantaggio dello Stato, che si riprende tutti, o quasi, i poteri. Ma il discorso vale soltanto per le Regioni a statuto ordinario, non per quelle a statuto speciale. Tanto per fare un esempio, la riforma prevede che consiglieri e as...

Referendum | Si presenta il comitato del centrosinistra per il no

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Anche in Capitanata sale la febbre referendaria. Ieri nella sala consiliare di Palazzo Dogana è sceso in campo il comitato del centrosinistra per il No. Sarà coordinato da Ciro Mundi , primario neurologo agli OO.RR., esponente di spicco della sinistra foggiana, già vicesindaco e dirigente del Pds-Ds. Con Mundi, al tavolo della presidenza, il magistrato ed ex deputato, Francesco Bonito , e Antonella Caruso , docente e giornalista. “Non siamo il comitato di D’Alema, perché è lo stesso D’Alema che sollecita condivisioni più ampie. Il nostro è un no politico, non riconducibile a posizioni personali o a dialettiche interne al Pd - ha precisato Mundi - Non votiamo no per votare contro Renzi o contro il Pd. Il premier ha impostato il referendum come un plebiscito, come si sei trattasse della sfida all’O.K. Corral, utilizzando termini sproporzionati come usare il lanciafiamme, parole che mortificano profondamente i principi fondamentali del vivere civile. La nostra campagna referendaria sar...

Il bluff del Masterplan per il Sud: cantieri aperti solo nel 2018

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Festinare nocet , dicevano i latini. Fare le cose di fretta fa male. Qualcuno dovrebbe ricordarlo al premier Matteo Renzi che è invece ossessionato dal desiderio di far presto. Col risultato di far male. La riprova più clamorosa è il Masterplan per il Mezzogiorno annunciato con il consueto clangore di trombe come la panacea di tutti i mali del Sud, la svolta epocale ecc.ecc. Nei diversi Patti regionali che costituiscono gli strumenti attuativi del Masterplan (quello per la Puglia sarà firmato sabato prossimo) sono stati privilegiati i progetti esecutivi, ovvero immediatamente cantierizzabili. Criterio sacrosanto, visti i tempi di crisi della finanza pubblica in cui ci dibattiamo. Pochi maledetti e subito, recita un altro antico detto popolare.  Spendere rapidamente le risorse disponibili rimetterebbe in moto l'economia. La Capitanata ha pagato un prezzo salatissimo al criterio della pronta cantierabilità, visto che non dispone di un parco di progetti esecutivi. E così sono ...

Patto per la Puglia: la montagna ha partorito il topolino

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Un dato è sicuro, incontrovertibile: il Patto per la Puglia che il premier Renzi e il governatore regionale pugliese Emiliano sottoscriveranno sabato prossimo a Bari non rappresenta per la provincia di Foggia una svolta epocale, e neanche quel salto di qualità nelle politiche del Governo a favore del Mezzogiorno, annunciato l’estate scorsa dal presidente del consiglio. Ai proclami e alle solenni promesse non hanno fatto riscontro i fatti. Il Masterplan per il Mezzogiorno si è rivelato la classica montagna che ha partorito il topolino. E, nel caso della provincia di Foggia, neanche quello. Ricorderete le roventi polemiche che accompagnarono la prima versione dell’elenco di opere di cui la giunta regionale aveva previsto l’inserimento nel Patto. Dei circa  800 milioni di euro destinati alle infrastrutture, alla Capitanata erano state devolute le briciole: 32 milioni e mezzo, neanche il 5 per cento: 30 milioni per le strade di Monti Dauni e poi soltanto il dissalatore alle I...

Patti per il Sud, uno spezzatino senza anima né amalgama

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"Uno spezzatino senza amalgama che suddivide in sedicesimi la programmazione degli interventi di modernizzazione competitiva del Mezzogiorno". Così Isaia Sales , uno degli ultimi meridionalisti, ha definito qualche giorno fa sulle colonne de Il Mattino ,  i Patti per il Sud varati dal governo Renzi chiosando così il suo giudizio sulla misura che avrebbe dovuto rilanciare le politiche nazionali per il Sud :"inefficaci". Impossibile non essere d'accordo con la severa valutazione dello studioso, tanto più che mancano le risorse che avrebbero potuto mettere le ali ai Patti. Manca soprattutto un'anima comune. E non è stato esorcizzato il rischio che le diverse visioni regionali facciano venire meno una idea unitaria e nazionale di Mezzogiorno. Il rischio - e il paradosso - è che la frammentazione regionale e la priorità attribuita alle aree metropolitane inneschino nuovi divari, come si sta ad esempio registrando proprio in Puglia ai danni della provincia di...

Il Masterplan cola a picco. Come il Sud.

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In principio era il Masterplan , annunciato esattamente un anno fa dal premier come l'inizio di una nuova era per il Sud e come una terapia da cavallo per ridurre il divario che separa il Mezzogiorno dalle aree centro-settentrionali. Man mano che lo strumento prendeva forma e contenuto, si è capito che la sostanza sarebbe stata poca: nella migliore delle ipotesi, ai Patti per il Sud che ne rappresentano lo strumento attuativo (15 in tutto, uno per Regione e area metropolitana) sarebbe toccata la dotazione finanziaria già disponibile per il Mezzogiorno, senza investimenti aggiuntivi. Adesso che i Patti sono stati quasi tutti sottoscritti o comunque concordati, è possibile fare un po' di conti. L'amara sorpresa è che il governo ha fatto il classico gioco delle tre carte, che da sempre viene utilizzato quando si tratta di Mezzogiorno. Con il risultato che, non soltanto la dotazione finanziaria complessiva a favore degli investimenti infrastrutturali non è aumentata, ma...

Il centrodestra vince a San Giovanni Rotondo e a Torremaggiore

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Il vento renziano sembra essersi esaurito anche in Capitanata. Il ballottaggio di ieri completa i risultati del test amministrativo 2016, che in provincia di Foggia coinvolgeva dieci comuni e 82.763 elettori. Il Pd ha perduto entrambi gli spareggi che nel turno di ballottaggio lo vedevano opposto al centrodestra. Festeggia l’Udc che era la sola compagine politica a presentarsi con il proprio simbolo nelle coalizioni che si opponevano ai candidati del Pd,  e che c’entra una importante vittoria sia a San Giovanni Rotondo che a Torremaggiore. Per il centrosinistra resta la soddisfazione di San Marco in Lamis, che però per la prima volta non votava con il doppio turno e che quindi aveva visto conclusa la competizione elettorale già due settimane fa con la vittoria di Michele Merla . Ma vediamo come sono andate le cose a San Giovanni Rotondo e a Torremaggiore. Nella cittadina di San Pio ha vinto Costanzo Cascavilla distanziando il suo rivale Leonardo Maruzzi di soli 246 voti, p...