giovedì 8 settembre 2016

Il bluff del Masterplan per il Sud: cantieri aperti solo nel 2018

Festinare nocet, dicevano i latini. Fare le cose di fretta fa male. Qualcuno dovrebbe ricordarlo al premier Matteo Renzi che è invece ossessionato dal desiderio di far presto. Col risultato di far male.
La riprova più clamorosa è il Masterplan per il Mezzogiorno annunciato con il consueto clangore di trombe come la panacea di tutti i mali del Sud, la svolta epocale ecc.ecc.
Nei diversi Patti regionali che costituiscono gli strumenti attuativi del Masterplan (quello per la Puglia sarà firmato sabato prossimo) sono stati privilegiati i progetti esecutivi, ovvero immediatamente cantierizzabili. Criterio sacrosanto, visti i tempi di crisi della finanza pubblica in cui ci dibattiamo.
Pochi maledetti e subito, recita un altro antico detto popolare.  Spendere rapidamente le risorse disponibili rimetterebbe in moto l'economia.
La Capitanata ha pagato un prezzo salatissimo al criterio della pronta cantierabilità, visto che non dispone di un parco di progetti esecutivi. E così sono rimasti fuori dal Patto per la Puglia opere nevralgiche come il Treno Tram, la Superstrada Garganica, la diga di Piano dei Limiti, la Pedesubappenninica e tutta una serie di interventi riguardanti la grande viabilità.
Peccato, però, che la rapida apertura dei cantieri sia destinata a rimanere un sogno. Alla vigilia della sottoscrizione del Patto per la Puglia si apprende che dei due miliardi previsti, fino al 2017 (avete letto bene, duemiladiciassette) saranno erogati di fatto soltanto 380 milioni. Se si sapeva di dover aspettare tanto, sarebbe stato opportuno probabilmente adottare un criterio diverso da quello della rapida cantierabilità delle opere.
Il capitolo dedicato alla prudenza è il più corposo ed interessante del dotto volume Proverbi La bellezza della vita nelle parole della tradizione di Vittorio Pupillo.
Dalla gatta frettolosa che fece i gattini ciechi, alla lumaca che dice mannaggia alla fretta, ai carciofi che vanno puliti foglia per foglia, c'è davvero una congerie di proverbi sul tema.
Pupillo inserisce tra questi anche uno che si addice particolarmente alla fattispecie di cui ci stiamo occupando: il campano fa ‘e ccose a ccazzo ‘e cane, chiosando: “Agire in maniera rapida e raffazzonata tal quale il cane che non indugia nel rapporto coitale, ma è sbrigativamente veloce. Riferito  all’agire umano, si tratta perciò di una pratica disdicevole atteso che la velocità spesso non è sinonimo di cosa ben fatta ed apprezzabile."
Chi glielo spiega ad Achille piè veloce Renzi che dovrebbe prestare più attenzione alla saggezza popolare?

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