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Pepe ritira le dimissioni, ma resta il rebus del commissario

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Il Presidente della Provincia, Antonio Pepe, è tornato sui suoi passi, ritirando le dimissioni che aveva presentato la scorsa settimana. "In ragione delle numerose e trasversali sollecitazioni che mi sono state rivolte in questi giorni e del profondo rispetto che nutro nei confronti dell'assemblea consiliare e delle forze politiche di maggioranza e di minoranza - ha spiegato Pepe in apertura dei lavori di quella che sarà l'ultima seduta dell'assise provinciale - ho inteso ritirare le mie dimissioni, che avrebbero comunque prodotto efficacia il prossimo 4 maggio, dunque oltre la scadenza del mandato amministrativo." "Ho assunto questa decisione - ha proseguito il Presidente - anche per smentire le ricostruzioni, i retroscena e le illazioni che sono circolate circa le mie dimissioni, che comunque non avrebbero privato la Provincia di una guida, consentendomi di restare nella pienezza delle mie funzioni sino all'ultimo giorno. Ringrazio ciascun consiglier...

La svolta di Campo. Ma per curare il Pd non basta l'estetista. Ci vuole lo psicanalista.

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 Da diversi punti di vista, il colpo di mano del segretario provinciale del Pd, Paolo Campo, non fa una grinza. Azzera la segreteria provinciale e ne insedia una nuova di zecca, utilizzando nella scelta due criteri sui quali è difficile dissentire: il ricambio generazionale e la competenza. Nulla da eccepire anche per quanto riguarda i nomi: al di là dell’aspetto puramente anagrafico, si tratta di giovani che hanno tutti più o meno un certo radicamento nel partito e nella società, e una buona capacità di discernimento. Si veda per esempio la lucidissima analisi del voto di Ivano di Matto (il lucerino nominato da Campo, ma costretto alla rinuncia in quanto dipendente della Cgil, ed  incompatibile con la nomina ai sensi dello statuto del sindacato) all’indomani delle elezioni: “Il PD ha pagato due errori, relativamente, recenti. Il sostegno al governo tecnico (il fallimento del governo di centrodestra è diventato il fallimento di tutti i partiti). Non aver fatto votare gli e...