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La storia di Walimohammad Atai, profugo afgano, garganico d'adozione

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Walimohammad Atai Gli sbarchi, l'accoglienza, l'integrazione tra chi arriva in un posto e chi vi è nato, non sono soltanto una questione politica, o sociologica, come siamo abituati ormai a ritenere.  Dietro ogni volto c'è una persona. E dietro ogni persona c'è una storia da raccontare e da ascoltare, perché arricchisce il nostro patrimonio di conoscenze, la nostra esperienza del mondo. Quattro anni fa, quando ne aveva appena 17, Walimohammad   Atai  scappò dall'Afghanistan dov'era nato. Sul suo capo pendeva una condanna a morte dei talebani. È riuscito ad arrivare avventurosamente in Italia, e attualmente vive in Puglia, nella provincia di Foggia, a Rodi Garganico. Lavora in un centro SPRAR per i minori non accompagnati, e regala agli Amici e ai lettori di Lettere Meridiane la sua storia, di cui gli sono molto graton. Ricordate La Vita è bella di Benigni? Cosa sarà accaduto a Giosuè, il bambino che ne è protagonista, dopo essere scampato al campo d...

Donne, motore dell'integrazione (e di un mondo migliore)

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Storie esemplari che si intrecciano, vissuti positivi che indicano concrete situazioni in cui l’integrazione e l’incontro tra culture e fedi diverse è possibile. Grazie alle donne, grazie alla speciale sensibilità femminile. Coglie nel segno, la provocazione lanciata da Spi Cgil, Coordinamento Femminile Spi-Cgil e Auser di Foggia , che hanno dedicato la festa della donna ad una riflessione a più voci sull’immigrazione. Storie di donne emigrate a Foggia a confronto, sulla base dell’idea che il motore della integrazione possibile è colorato soprattutto di rosa, grazie alla speciale attitudine al dialogo delle donne. A coordinare la serata è stata Samantha Berardino , molto brava a privilegiare la narrazione rispetto all’opinione: ne è venuto fuori un confronto sincero, vero, ed una riflessione una volta tanto scevra da qualsiasi pregiudizio ideologico. A raccontare le loro storie sono  state Magdalena Jarczack sindacalista della Flai-Cgil che viene dalla Polonia, Ana Shani...

Zoro porta le telecamere di Gazebo al ghetto di Rignano, ed è polemica

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Nelle campagne del Tavoliere può anche succedere di lavorare, e di rimetterci. E' uno dei paradossi che vengono fuori dal bel servizio messo in onda dalla trasmissione della Rai, Gazebo, realizzato da Zoro, al secolo Diego Bianchi , blogger e conduttore televisivo. Il servizio ha scatenato vivaci polemiche tra i candidati alla presidenza della Regione Puglia che corrono per le primarie del centrosinistra (ne parlerò in una prossima lettera meridiana ). L'aspetto più apprezzabile del reportage è che ricostruisce con semplicità e senza i facili scandalismi di altre inchieste quanto accade nel famigerato Ghetto di Rignano. Zoro ha intervistato due immigrati extracomunitari dalla cui storie emerge nitida la volontà di scappare dal ghetto, la delusione per non aver trovato in Italia e nel Tavoliere la terra promessa che si aspettavano. A descrivere dettagliatamente la situazione è invece padre Arcangelo Maira , missionario scalabriniano, animatore di moltissime iniziative dire...

Foggia multiculturale: se a piazza Giordano si gioca a cricket

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Una Foggia multiculturale, bella e colorata che non t’aspetti. Si materializza d’improvvisa alla controra di una domenica di fine settembre. Piazza Giordano. Giusto alle spalle della statua bronzea due immigrati, probabilmente indiani, giocano a cricket. Ma dico, l’avete mai visti due che giocano a cricket, in pieno centro a Foggia, e nella piazza che è un po' il salotto buono della città? Tranquilli, la palla che si usa è morbida, e poi il lanciatore non la tira direttamente al battitore. La fa rimbalzare per terra. I due devono essere indiani. La passione per il cricket disegna complicate geografie nel mondo dello sport. È nato in Inghilterra ma si è poi diffuso a macchia di leopardo principalmente nei paesi del Commonwealth: Bangladesh, India, Sri Lanka, Pakistan, Galles, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Zimbabwe e nei Caraibi. Alla base c’è un solido aspetto culturale e morale: è la disciplina che più di tutte premia ed incoraggia il fair play, ed è bello vedere questi...

Il sogno di Guglielmo Minervini per fare della Capitanata un avamposto di integrazione

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La pagina facebook di Guglielmo Minervini è una bella ed efficace dimostrazione di come il social network possa diventare veramente uno strumento di democrazia, di aggregazione, di costruzione del futuro. Anche perché l’assessore regionale alle politiche giovanili, trasparenza e legalità è un politico assai diverso dagli schemi consueti. Ai proclami, agli slogan, preferisce il dialogo, l’incontro. Alla vetrina, alle luci della ribalta, preferisce quella politica che - nella più nobile accezione della parola - costruisce la polis , il futuro. E poi, Minervini è un politico che sa sognare, com’è giusto si debba fare quando in gioco sta appunto il futuro, e si vuole un avvenire diverso e migliore. Sulla sua pagina, l'assessore ha raccontato un sogno grande e bello che riguarda la Capitanata. Un grande sogno che, se realizzato, può fare della provincia di Foggia un avamposto di civiltà e di solidarietà in Puglia e nel Mezzogiorno, un laboratorio di integrazione di altissimo pr...

Scivoli per la mente disponibile su YouTube

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Ho già parlato, in un precedente post , di Scivoli per la Mente , il bel mediometraggio di Luigi Starace, che documenta l'esperienza del progetto Stigma Mente, finanziato dall'Ares Puglia e presentato nella scorsa edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia. L'opera di Starace, animatore culturale e cinematografico di Manfredonia, racconta discussioni, confronti e riflessioni sul tema dello stigma, ovvero il pregiudizio nei confronti dei disagiati psichici e più in generale dei diversi, che grazie al progetto si sono svolti in 70 scuole pugliesi distribuite su trenta comuni, a partire dalla visione di alcuni film e dalla lettura di alcuni testi sul tema del disagio. Una significativa esperienza sia culturale che sociale e cinematografica, che è adesso disponibile alla visione del pubblico anche su You Tube: cliccare qui per andare al film.

Mario Salvatore ovvero quando la canzone napoletana è cultura

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Perché nell'immaginario di molti intellettuali meridionali la canzone napoletana sia considerata cultura di serie B è una questione su cui varrebbe la pena riflettere. Dalla riflessione scaturirebbero probabilmente svariate chiavi di lettura, utili a comprendere le ragioni del declino del pensiero meridionale. Basti pensare che assieme alla pizza, la musica partenopea è tra gli elementi più forti e più distintivi del made in Italy nel mondo, ed è un peccato che a non accorgersene sia spesso proprio la cultura meridionale, almeno quella ufficiale. È un discorso parecchio importante anche per la cultura foggiana, essendo la Capitanata, più degli altri territori pugliesi, profondamente legata a Napoli. Presentando le sue linee di politica culturale all'indomani della sua elezione a sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti annunciò che avrebbe parecchio insistito sulla valorizzazione di quelli che riteneva due elementi fondanti della tradizione culturale cittadina: la musica lirica e...

I primi otto anni dei Fratelli della Stazione

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C’è un senso profondo nei primi otto anni (ufficiali) dei Fratelli della Stazione, che coincidono con la festa dell’Amore e con giorni epocali della Chiesa Cattolica, di penitenza, di speranza, di riscoperta di dimensioni profonde riportate alla luce dal grande gesto di Benedetto XVI. C’è quella Foggia che non t’aspetti e che spesso dimentichiamo, enfatizzando più l’annuncio delle eventuali ronde dei commercianti del rione della Stazione, che non i tanti piccoli e grandi gesti di solidarietà che permettono alla città di sopravvivere, di aprirsi ad una dimensione multiculturale che deve fare quotidianamente i conti con la povertà diffusa e la disperazione.