giovedì 14 febbraio 2013

I primi otto anni dei Fratelli della Stazione


C’è un senso profondo nei primi otto anni (ufficiali) dei Fratelli della Stazione, che coincidono con la festa dell’Amore e con giorni epocali della Chiesa Cattolica, di penitenza, di speranza, di riscoperta di dimensioni profonde riportate alla luce dal grande gesto di Benedetto XVI. C’è quella Foggia che non t’aspetti e che spesso dimentichiamo, enfatizzando più l’annuncio delle eventuali ronde dei commercianti del rione della Stazione, che non i tanti piccoli e grandi gesti di solidarietà che permettono alla città di sopravvivere, di aprirsi ad una dimensione multiculturale che deve fare quotidianamente i conti con la povertà diffusa e la disperazione.

Il senso profondo è che in una città che riesce ad esprimere solidarietà (anzi, diciamola pure la parola vera, caduta un po’ in disuso: una città che riesce a fare e dare carità…) la speranza continua ad avere diritto di cittadinanza, diventa sentimento cui aggrapparsi per cercare di costruire un futuro diverso, migliore.
I Fratelli della Stazione hanno affidato allo “stato” di Facebook la celebrazione virtuale dei loro primi otto anni e le loro parole sono quasi una poesia: “8 anni dalla fondazione ufficiale dell’Associazione, perché i Fratelli della Stazione sono nati ben prima, verso la fine degli anni 90. 8 anni di volti scavati dalla miseria e rinforzati dalla dignità. 8 anni di sogni, progetti, speranze. 8 anni di mani tese, di latte e biscotti, di coperte, di sorrisi donati e ricevuti. 8 anni di voglia di andare avanti, malgrado tutto, nonostante sembriamo a volte lottare contro i mulini a vento, ma la voglia non è svanita. 8 anni di una città bistrattata e criticata dai suoi stessi abitanti, ma che è capace di stringersi attorno ai suoi poveri come poche. 8 anni sono un punto di partenza, il bello deve ancora venire…”
Già. 8 anni sono tanti, tantissimi in una realtà in cui molte cose durano soltanto lo spazio d’un mattino, e domina l’effimero. Una ragione in più per festeggiarli, per condividere assieme ai Fratelli della Stazione il senso profondo di un impegno che non s’arrende, premiato da quei sorrisi dati e ricevuti, più che da riconoscimenti ufficiali. Grazie per ricordarci che la solidarietà e la speranza esistono e resistono.

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