mercoledì 31 ottobre 2018

Foggia dall'alto, bella ed austera

Foggia dall’alto rivela una insospettabile bellezza, e perfino un’austera grandezza. Forte del suo immancabile drone e del brevetto recentemente conseguito, Fabrizio De Lillo e il suo sguardo alato salgono più in alto del solito, per regalare al suo sempre più nutrito ed affezionato pubblico, immagini insolite dei luoghi simbolici della città - piazza Cavour, via Lanza, piazza Giordano - e dei suoi monumenti più significativi: la Cattedrale, il Teatro, la Villa Comunale.
È una Foggia che non t’aspetti, che non diresti. Con tanti colori e tanta bellezza.
I campi lunghissimi e le panoramiche a trecentosessanta gradi abilmente confezionati da Fabrizio, ci invitano a riscoprire una dimensione della città che spesso ci sfugge: la sua grandezza, croce e delizia, in una realtà urbana che è affetta al tempo stesso dai mali tipici delle aree metropolitane e di quel provincialismo duro ad eradicarsi, nonostante la tradizionale funzione di cerniera e di frontiera della città, avamposto meridionale verso il Centro Nord.
Lo sguardo che vola di Fabrizio non è però sommario, o frettoloso: talvolta si posa e scopre deliziosi dettagli invisibili ad altezza d’uomo: come le pietre parlanti della Cattedrale o il fregio che adorna il comignolo del teatro comunale, regalando una ineffabile suggestione.
Il messaggio, la morale, l'invito: riconquistare la grandezza perduta. Come? La via è quella suggerita dalle immagine del bel video di De Lillo ma anche dal titolo, sospeso tra senso di sfida (che soltanto i giovani sanno esprimere così) e provocazione: “See high - Foggia dall’alto”. “See high”, vedere in alto, guardare in alto. Foggia e i foggiani hanno bisogno di guardare alto e in alto, per ritrovare se stessi, ed il loro futuro.
Ecco il filmato di Fabrizio De Lillo. Guardatelo, amatelo, condividetelo.

martedì 30 ottobre 2018

Foggia, maglia nera per le piste ciclabili

Maglia nera, o quasi per quanto riguarda le piste ciclabili, va un un po’ meglio Foggia negli altri indicatori che riguardano l’ecosistema urbano. La città si classifica al 72° posto della graduatoria della XXV edizione del rapporto Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia, perdendo due posizioni rispetto allo scorso anno e totalizzando un punteggio di 47,96%.
Il punteggio è espresso in termini percentuali in quanto tiene conto del massimo possibile di ciascun indicatore. In sostanza, l’ipotetico punteggio di 100 spetterebbe a un capoluogo in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale per ognuno degli indicatori considerati.
Con riferimento alla Puglia, Foggia si piazza al terzo posto, dietro Lecce (63° posto con 50,05%) e Brindisi 868°, 48,39%) e davanti a Bari (80°, 44,84%) e Taranto (82°, 44,14%).
La performance migliore viene marcata dal capoluogo dauno per quanto riguarda i consumi idrici: con 120,2 litri di acqua consumata al giorno per abitante si piazza all’8° posto della classifica. La perfomance peggiore, come già anticipato, riguarda invece le piste ciclabili: siamo al 100° posto e un punteggio pari a zero.
Posizioni buone il capoluogo le spunta in generale sui parametri che riguardano la qualità dell’acqua. Oltre a quello dei consumi idrici, i dati sono positivi anche per quanto riguarda le perdite in rete (20,2° dell’acqua immessa, 14° posto) e la capacità di depurazione (28° posto, 98,3%).
Così così i dati che si riferiscono alla qualità dell’aria: 20° posto in classifica per quanto riguarda il biossido di azoto (23 ug/mc), 41° nell'indicatore che misura la presenza di polveri sottili (22 ug/mc) e 95° per quello relativo alla concentrazione di ozono (dato non rilevato).
Poche luci e molte ombre giungono dai dati che riguardano la mobilità urbana. Il peggiore è quello, già ricordato, che riguarda le piste ciclabili. Il migliore è invece quello che si riferisce al parco auto (14° posto, 57 auto per 100 abitanti ). A seguire gli altri indicatori: 45° posto per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico (24 km-vettura per abitante), 69° per il numero di passeggeri che usufruiscono del trasporto pubblico (24 passeggeri/abitanti), un preoccupante 91° posto per gli incidenti mortali (1,79 morti per 10.000 abitanti).
Situazione mediocre anche per quanto riguarda il verde: il solo parametro che colloca Foggia in una posizione medio alta della graduatoria è quello degli alberi (39° posto, 16,2 alberi per 100 abitanti). 66° posto per tutti gli altri tre indicatori che riguardano: le isole pedonali (0,19 mq/ab), le  energie rinnovabili (1,99 kw/ab) e l’uso efficiente del suolo (5,50).
Decisamente in chiaroscuro gli indicatori che si riferiscono alla gestione dei rifiuti: se per rifiuti prodotti Foggia si piazza al 54° posto della classifica, con 513 kg/ab, per quanto riguarda la raccolta differenziata siamo in zona retrocessione, o quasi, con appena il 26,57%.

Daunia, antologia del mondo (di Giuseppe D'Addetta)

Giuseppe D’Addetta è stato tra gli intellettuali dauni e garganici più attenti alla valorizzazione del territorio provinciale e del promontorio, e tra i più abili a raccontarne le millenarie radici. Nato a Carpino nel 1899, ha scritto molti libri sulla Montagna del Sole, ed è stato tra i primi ad intuirne il potenziale, battendosi tenacemente per superare i localismi e i campanilismi.
D'Addetta non disdegnava tuttavia di estendere il suo sguardo e la sua prosa, intensa e forbita, a tutta la provincia di Foggia, come testimonia questo splendido articolo, che ho trovato su uno dei primi numeri de La Tribuna di Foggia, settimanale di ispirazione democristiana che si pubblicava negli anni Cinquanta.
È una delle più riuscite ed esaurienti narrazioni che ho mai letto della Daunia e dei suoi diversi territorio, il Tavoliere, il Subappennino e il Gargano, e mi piace condividere questa prosa così bella, con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane. D'Addetta ci fa scoprire la Capitanata come unicum, "compendio di tutti i panorami della grande Penisola incantata", come recita il "sommario" dell'articolo intitolato, Daunia Nostra, e pubblicato nel numero del settimana uscito in edicola il 13 ottobre del 1951.
D’Addetta fu molto attivo come scrittore e come giornalista. Fondatore del periodico Rinascita Garganica, ebbe il merito di rilanciare la pubblicazione de Il Gargano Nuovo.
Dello scrittore giornalista di Carpino, Lettere Meridiane ha già pubblicato Ogni cent’anni, che racconta la leggenda di Pizzomunno (che nella novella viene chiamato con il nome più antico di Pizzimunno) e Vesta.
Una storia di rara delicatezza, resa ancora più struggente dalla notevole capacità letteraria di Giuseppe D’Addetta, che si spense a San Menaio, nel 1980. Buona lettura.
(g.i.)
* * *
DAUNIA NOSTRA
Compendio di tutti i panorami della grande Penisola incantata

La sterminata pianura del Tavoliere con le caratteristiche masserie e i paesi accovacciati intorno ai campanili aguzzi - L'ampia balconata del Subappennino con i suoi insigni monumenti - Il massiccio ciclopico del Gargano azzurro, verde, odoroso, misterioso e profondo
È una terra tormentata nei millenni questa nostra terra dauna e l'aspetto che ora presenta è certo il risultato di emersioni e colmate che di un ampio spazio di mare hanno fatto l’immensa pianura del Tavoliere di Puglia.

domenica 28 ottobre 2018

I pro e i contro della Lega

Anche nella seconda parte della striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, Madetù, la politica abbonda, e deborda.
Bene così: perché la satira si rivela sempre di più uno strumento utile a capire un agone politico dove si discuta e li litiga tanto, ma si combina poco in nome dei voti prossimi venturi.
Ad aggiudicarsi la copertina odierna il micidiale calembour sui leghisti pro-moscoviti ma anti-moscovici. Ma non è per niente male anche la battuta sulle ragioni del crollo della scala mobile della Metro di Roma. Leggete, sorridete, riflettete.
* * *
SACRIFICI
Salvini invita gli italiani ad acquistare titoli di Stato.
- In pratica è un invito agli italiani, in stile fascista, a sacrificare l'"Oro alla Patria"?
- Sacrificare "loro" alla Patria? Dai sondaggi purtroppo non sembra.
LA MANO E IL DITO (MEDIO)
Problemi conseguenti alla manovra economica del nostro Governo.
- Salvini ha detto che il popolo italiano ci darà una mano...
- Tranquillo Salvini. Ci basterà un dito medio.
SCALA MOBILE
- A un certo punto nella Metro di Roma la 'scala mobile' ha cominciato a correre...
- Tutta colpa dello spread e dei poteri forti.
SCIOPERO
Venerdì 26 ottobre sciopero generale dei trasporti.
Sospiro di sollievo della sindaca di Roma Raggi: "Per un giorno almeno gli autobus non bruceranno".
CHI DURA E CHI NO
Obsolescenza programmata nei cellulari.
- Molti si chiedono se sia vero che questi smartphone sono programmati per durare poco...
- Dipende. Se sono razzisti e populisti possono durare anche parecchio!
SALVINI A MOSCA
Il nostro Premier è misteriosamente voluto andare a Mosca.
- Molti hanno pensato che sia andato a "vendersi".
- E il presidente Putin, infatti, ha detto che la Russia vuole comprare 'titoli' italiani.
- Per cominciare...un Conte.
MAGHI E POTERI SPECIALI
Prime reazioni politiche dopo la tragica morte della sedicenne romana Desirée.
- Di Maio ha chiesto 'poteri speciali' per la sindaca Raggi.
- E lei ha subito chiamato qualche esperto consulente?
- Sì, Mago Silvan.
VOTI
La morte della ragazza romana accende le polemiche.
- Mi chiedo cosa comporta sapere se a drogarla, stuprarla e ucciderla sono stati degli stranieri?
- Cosa comporta non lo so. Cosa porta lo so: porta voti.
CONDANNE
La Corte Suprema di Strasburgo condanna l'Italia per la detenzione del capomafia Provenzano.
- Non doveva stare ancora al 41 bis...
- Lo dicevo io che se lo scioglievano nell'acido non se ne accorgevano!
CONDONI E ONESTA' (?!)
- I tempi della politica sono davvero cambiati...
- Già. I 5Stelle lo hanno interpretato alla grande: la mattina hanno approvato il condono fiscale e la sera a gridare in piazza "Onestà, onestà, onestà!".
FIGLI DI TROLLEY
Al palo in Parlamento i decreti su Genova e Ischia.
- Visti i deputati svignarsela coi valigioni con la scusa dello sciopero dei trasporti di venerdì...
- Che figli di trolley!
SOCIALISTI
Venerdì 26 ottobre i socialisti dauni si sono incontrati a Foggia in una vineria.
Prima pensavano a mangiare, ora a bere.
LEGHISTI PRO E CONTRO
- I leghisti sono a favore della Russia e contro l'Europa...
- Già: con i moscoviti e contro i Moscovici!
IL RITORNO DEL RE
Il 15% degli italiani, secondo un sondaggio del quotidiano "Libero", vorrebbe il ritorno della Monarchia.
- E il rampollo dei Savoia, Emanuele Filiberto, ci starebbe pensando...
- Dalla Repubblica al Re pubblico.
PRIMA TAJANI
Berlusconi e Forza Italia sempre più minoritari nel centrodestra.
- Con lo slogan "Prima gli italiani" Salvini ha fatto il vuoto...
- Tant'è che Berlusconi ha potuto rispondere solo con "Prima Tajani"!

Mio figlio, thriller "in tempo reale" di grande intensità

Un thriller di rara intensità, interpretato magnificamente da Guillame Canet e da Mélanie Laurent. Il consiglio delle settimana di Lettere Meridiane per i cinefili foggiani è Mio Figlio di Christian Carion, in programmazione nel week end alla Sala Farina (via Campanile, proiezioni alle 18.30 e alle 21.00). 84 minuti di pura tensione, frutto di una tecnica di regia assolutamente particolare ed innovativa.
La storia, di per sé, è semplice. Julien è sempre in viaggio per lavoro e la continua assenza da casa ha mandato in frantumi il suo matrimonio. Mentre si trova in Francia, riceve un'inquietante chiamata dalla sua ex moglie, Mathys: il loro bambino di sette anni è scomparso. Si mette allora sulle sue tracce, pronto a percorrere anche il più oscuro dei sentieri pur di salvare suo figlio.
A rendere del tutto originale il film, girato a tempo di record, in soli sei giorni, c’è la particolare tecnica di costruzione utilizzata da Carion: l’attore protagonista non conosceva la sceneggiatura, così come il personaggio che interpretava, da tempo lontano da casa, al suo ritorno apprende delle cose che non sapeva, e scopre gradualmente la verità. Ad aggiungere ancora più tensione c’è stata la scelta di affidare tutto al momento, attraverso riprese che venivano girate praticamente in tempo reale.
Il talento creativo  di Guillaume Canet ha fatto il resto, riuscendo a delineare alla perfezione il ritratto di un uomo fuori controllo, un padre spinto ai limiti estremi della violenza: è riuscito a dare vita a un thriller familiare come se ne sono visti pochi.
La scelta di affidarsi all’improvvisazione e alle riprese in tempo reale ha comportato non pochi problemi perché comunque il regista doveva dirigere l’attore protagonista. Si era pensato inizialmente a dotarlo di un auricolare ma, come ricorda Carion, “visto che avevamo dei microfoni wireless il tecnico del suono non ha potuto garantire che avrebbe funzionato. E Guillaume ha detto che non ce l’avrebbe fatta se qualcuno gli parlava nell’orecchio. Così ho deciso che sarei stato ovunque, tutto il tempo! Infatti quando Guillaume sta guidando, il direttore della fotografia è accanto a lui mentre il primo assistente operatore e il tecnico del suono sono dietro. Visto che non c’era spazio per me, io sono rimasto sul camion con un monitor che mi permetteva di seguire la scena.” In pratica, il regista ha parlato con Guillaume Canet solo durante le riprese: “quando eravamo pronti lo chiamavo. E lui mi ha detto: «è assolutamente assurdo per me perché so che siete tutti preparati ma non so a cosa e non so cosa sta per accadere in questo edificio!»
Il risultato è un gran film, da non perdere. Qualcuno ha parlato a proposito di “Mio Figlio” di un nuovo genere: è un film che non ha una storia da sostenere, e che in un certo senso gioca con i codici del thriller e con le regole del plot. Un  film dove la sorpresa e la tensione sono sempre dietro l’angolo.
Qui sotto il trailer.

sabato 27 ottobre 2018

La politica? Si fa coi piedi...

Con tutto quello che sta accadendo tra l'Italia e l'Unione Europea a proposito della manovra economica, anche questa settimana è la politica a farla da padrona nella striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, Madetù. Frizzante e scoppiettante come non mai, al punto tale che per scegliere la battuta di copertina questa settimana c'è l'imbarazzo della scelta (abbiamo rinviato a domani un paio sulla scala mobile crollata nellaMetro a Roma, state in campana).
Alla fine abbiamo optato per quella sull'eurodeputato leghista Angelo Coccia e sul quello che nelle sue intenzioni doveva essere un gesto di protesta, e che a noi è sembrato piuttosto un gesto da maleducato, che denota oltretutto scarso rispetto per le istituzioni.
Se, grazie a Madetù, non ci fosse da ridere, ci sarebbe veramente da piangere...
Buona lettura, e a domani con l'altra parte della "striscia".
* * *
STARNUTI
- Sul condono fiscale è dovuto intervenire Conte per fermare i due litiganti, Di Maio e Salvini.
- Per fare la voce grossa ha dovuto fare uno starnuto!
LA CACCIA FA MALE
- Dopo venti giorni un altro ragazzo di 20 anni ucciso per sbaglio a caccia...
- Più che 'battute di caccia' sono necrologi di caccia.
RONDE SPORTIVE
Ronda razzista a Brindisi picchia a sangue tre migranti. Hanno usato mazze da baseball.
- Ma perché lo fanno? E con mazze da baseball!
- Che volete? So' sportivi.
PIEDI
- L'eurodeputato della Lega, Ciocca, ha fatto un gesto eclatante.
- Dopo che Mosvovici ha letto il testo della Commissione Europea che bocciava la manovra italiana, ha preso una scarpa e ha calpestato il foglio...
- Nella Lega sono bravi a esprimersi anche coi piedi.
SACRIFICI
Salvini invita gli italiani ad acquistare titoli di Stato.
- In pratica è un invito agli italiani, in stile fascista, a sacrificare l'"Oro alla Patria"?
- Sacrificare "loro" alla Patria? Dai sondaggi purtroppo non sembra.
CAMBIAMENTI
È bene intendersi sulle parole.
"L'Europa boccia la manovra: dovete cambiarla!".
E infatti Di Maio e Salvini sono d'accordo nel cambiarla. L'Europa.
CROLLI
- Nella Metro di Roma crolla la 'scala mobile'...
- Sarà colpa dello Spread.
STIPENDI E CONDONI
- Il Premier Conte si è ridotto lo stipendio del 20%...
- Si chiama Condono Stipendiale.
METEORITI
Spettacolo nei cieli italiani.
- Avvistato un meteorite luminoso dopo il tramonto.
- Matteo Renzi?

venerdì 26 ottobre 2018

C'era una volta Foggia, con le strade belle e senza buche

C’era una volta che le strade di Foggia non erano piene di buche e non erano occupate dal traffico caotico come avviene oggi.
Guardare vecchie foto e vecchie cartoline è sempre istruttivo, perché ci fa capire da un lato come eravamo, e dall’altro come avremmo potuto essere.
La prima cosa che colpisce, della immagini di via della Repubblica e di via Bari che illustrano il post è l’ordine e la pulizia: poche auto, strade ampie, e marciapiedi larghi e confortevoli. Sul manto stradale non ci sono rappezzi, segno che le strade dovevano essere state asfaltate da poco e che il modesto volume di traffico che le attraversava non doveva porre grossi problemi di manutenzione. Colpisce poi l’imponenza degli edifici che occupano il “focus” delle due immagini: i palazzi Incis nella cartolina di via della Repubblica e il cosiddetto grattacielo Tonani (dal nome della concessionaria di automobili Fiat che ne occupava tutto il piano terra) in via Bari. Sono il segno evidente di una città che voleva crescere, però, già da allora, forzando quello che avrebbe potuto essere uno sviluppo urbanistico d’eccellenza.
I Palazzi Incis e probabilmente lo stesso grattacielo sorsero su aree demaniali, in quanto sia via Bari che via della Repubblica coincidevano con il tracciato degli antichi tratturi della Transumanza. La presenza di tante aree demaniali nel centro cittadino avrebbe potuto produrre una urbanistica d'eccellenza, ma le cose non andarono così.
I palazzi dell’Incis vennero realizzati durante il ventennio fascista nell’ambito del progetto della”grande Foggia”. Inizialmente, i tecnici del regime erano intenzionati a non edificare sul tratturo, ma ben presto arrivarono le deroghe. La prima fu il Palazzo dei Contadini, divenuto successivamente Camera del Lavoro ed oggi sede della Cgil, quindi i Palazzi dell’Incis e via via l’urbanizzazione di via Conte Appiano.
Resta tuttavia l’impressione di una città non soltanto dignitosa, ma anche orgogliosa. Il Palazzo Incis venne pesantemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, e dovette attendere per lunghi anni il restauro. Il grattacielo venne invece realizzato negli anni Sessanta, subito dopo la ricostruzione post bellico. A suo modo è il simbolo di una città che si avviava a valorizzare la sua vocazione terziaria.
E poi, cosa è successo? Forse la chiave per capire perché Foggia non è rimasta la città che era negli anni Sessanta, sta proprio nel suo sviluppo edilizio, che non è coinciso con uno sviluppo urbanistico a misura d’uomo.
Le due cartoline sono state colorizzate utilizzando la tecnica di intelligenza artificiale “profonda” di Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa (Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification). Per scaricarle ad alta risoluzione utilizzare i collegamenti alla fine del post.
Ricordo che Lettere Meridiane ha un sito flickr dove vengono raggruppate le foto colorizzate, con i relativi originali in bianco e nero. Lo trovate a questa pagina facebook:

 https://www.flickr.com/photos/155615368@N03/?


giovedì 25 ottobre 2018

Quando il popolo scese in piazza per il metano, e vinse (di Geppe Inserra)

Certe volte il social suscita coincidenze bizzarre, che somigliano a vere e proprie congiunzioni astrali. Mentre mi accingevo a pubblicare il video che potete guardare al termine dell’articolo, facebook mi ha notificato che Gianfilippo Mignogna mi aveva “taggato”. Leggo sempre con molta attenzione quanto scrive il sindaco di Biccari sul suo bel blog Melascrivo.it: è un’oasi di pensiero nel deserto mediatico che ci circonda e ci assedia, tra tweet e selfie, infarciti di paranza, ma poveri di contenuti.
Con la passione civile e la tensione culturale che lo contraddistinguono, Gianfilippo lancia un accorato grido di dolore, denunciando lo spopolamento progressivo dei piccoli comuni, ed informa di aver aderito all’appello promosso da Borghi Autentici, Legambiente e Uncem per attuare la legge salva-borghi, approvata dal Parlamento nel 2017, ma finora rimasta nel cassetto.
La questione riguarda direttamente (e drammaticamente) la Capitanata e non è un caso che nella foto che illustra la pagina web contenente l’appello (https://www.borghiautenticiditalia.it/appello-attuare-la-legge-salva-borghi, per sottoscriverlo inviare  una mail a associazione@borghiautenticiditalia.it) c’è un comune dauno, Casalvecchio di Puglia.
“La legge 158/2017 approvata sul finire della scorsa legislatura all’unanimità, che pone finalmente le condizioni per invertire la rotta e ridurre le maggiori disuguaglianze territoriali – si legge nella lettera aperta inviata al presidente del Consiglio, Conte, al vicepremier, Salvini e al ministro delle infrastruttura, Toninelli – ha oggi bisogno di un’urgente spinta politica, economica e sociale per determinare ricadute reali e inversioni di tendenza significative”.
Diversamente sarà la fine: lo spopolamento diventerà irreversibile, e per i borghi non ci sarà altra prospettiva che la desertificazione totale.
 “Bisogna darsi da fare. Tirarsi su. Uscire da quella specie di silenzio e di rassegnazione che troppo spesso si impossessa di queste Terre”, argomenta Mignogna, e sono assolutamente d’accordo con lui.  Biccari ha un particolare valore simbolico nella parabola dei piccoli comuni, ricchissimi di risorse (non solo culturali e paesaggistiche, ma anche energetiche), e vergognosamente depredati.
Negli anni Sessanta del secolo scorso, a Biccari e nei comuni di Candela, Ascoli Satriano, Deliceto, Bovino, Accadia, Sant’Agata di Puglia ed altri, vennero rinvenuti importanti giacimenti metaniferi. La popolazione scese in piazza per rivendicare l’utilizzazione in loco del prezioso gas naturale. Vennero occupati i pozzi. Il braccio di ferro con il governo durò mesi, fino alla storica “marcia dei trentamila” che il 23 maggio del 1969 portò la popolazione dei Monti Dauni a dar vita alla più grandiosa manifestazione che si sia mai vista nel capoluogo dauno, e forse nell'intera Puglia.
Il video che mi accingevo a pubblicare quando mi ha raggiunto il tag di Gianfilippo - ed ecco la strana ma positiva congiunzione astrale di cui dicevo all'inizio - racconta proprio quella storia, la sua dimensione epica.
Il popolo scese in piazza e vinse, diventando protagonista del suo destino. E non è assolutamente retorica. L'occupazione dei pozzi e la marcia dei trentamila crearono le premesse per l'industrializzazione della Capitanata.
È da lì che bisognerebbe ripartire. Dalla partecipazione. Dalla consapevolezza che il futuro non dev'essere subìto, ma costruito.
Lettere Meridiane dedica il video a quanti scendendo in piazza in quei giorni del 1969 contribuirono ad innescare un grande processo di crescita civile, sociale ed economica della Capitanata, ed a quanti, come Gianfilippo Mignogna, si battono per evitare che il degrado e il sottosviluppo abbiano la meglio.
Geppe Inserra


mercoledì 24 ottobre 2018

Susanna Camusso: "No al federalismo egoista, accrescerebbe il divario Nord-Sud"

Come spesso succede quando si parla del Mezzogiorno e del divario con il Nord, della notizia si è parlato poco. Tra le righe di qualche agenzia più attenta a questi temi (nella fattispecie, l’agenzia DIRE). Però per la prima volta un leader di primo piano del mondo politico e sindacale ha rotto l’assordante silenzio che sta circondando il percorso dell’autonomia differenziata, invocata da alcune Regioni settentrionali.
A parlarne, per esprimere la preoccupazione del sindacato, è stata la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. Nel suo intervento agli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, dopo aver rilevato che “il processo di federalismo differenziato sta andando avanti con tempi molto celeri”, la dirigente sindacale ha detto senza mezzi termini che "questo cambierà sostanzialmente la Costituzione, le risorse, gli investimenti e allargherà il divario”.
Qualche settimana fa, la Camusso aveva espresso le sue perplessità in un convegno organizzato dalla Cgil del Friuli Venezia Giulia, sostenendo che “il federalismo non può essere qualcosa che alimenta e allarga le diseguaglianze: i diritti e le tutele fondamentali, dalla salute alla scuola, devono essere gli stessi in tutto il Paese".
La segretaria è stata anche tra i firmatari dell’appello lanciato dall’economista Gianfranco Viesti e dallo scrittore Pino Aprile, sottoscritto da oltre 13.000 tra docenti, intellettuali, esponenti della società civile, europarlamentari e deputati, per sollecitare un approfondito esame in Parlamento delle proposte autonomistiche depositate dalle Regioni Veneto e Lombardia.
A preoccupare i firmatari dell’appello non è solo il merito delle proposte (le Regioni chiedono la delega di funzioni e servizi di nevralgica importanza come la sanità e l’istruzione), ma anche il metodo con cui si vorrebbero calcolare le risorse da trasferire dallo Stato alle Regioni, che vorrebbero di utilizzare non solo la “spesa storica” (già fortemente sbilanciata e penalizzante per il Sud) ma anche parte del residuo fiscale, ovvero delle tasse pagate dai cittadini lombardi e veneti, che verrebbero così sottratte alla fiscalità generale. Non a caso Viesti ha definito la proposta lombardo-veneta come "secessione dei ricchi".
La prospettiva è quella di ospedali, strutture e servizi sanitari, scuole a due velocità, con servizi erogati ai cittadini delle regioni meridionali sempre più precari e di bassa qualità.
Il peggio è che il processo sta andando avanti senza che vi sia stato fino ad oggi un adeguato e approfondito confronto nelle sedi istituzionali e politiche. Se non ci fosse stato l’appello di Viesti e Aprile (che potete sottoscrivere a questa pagina web) ad innalzare la soglia dell’attenzione, non se ne sarebbe parlato affatto.
La presa di posizione di Susanna Camusso è dunque importante perché pone anche nell’agenda sindacale il problema di una maggiore attenzione ai problemi del Mezzogiorno. Il “Laboratorio Sud” della Cgil, che celebrerà il suo prossimo congresso nazionale a Bari, avanza tra le altre, una proposta importante per affrontare la questione del divario: la destinazione al Mezzogiorno di una quota del 45% degli investimenti in conto capitale. L’esatto contrario di quanto vorrebbero le regioni ricche del Nord, a guida leghista.

martedì 23 ottobre 2018

Domenico Maria Cimaglia, illuminista sovversivo, che sognò per primo la grande Capitanata


Michele Eugenio Di Carlo ha la rara capacità, pur quando racconta eventi lontani nel tempo, com'è giusto che faccia chi scrive di storia, di farti capire il presente. Quando si riportano alla luce fatti ed eventi locali, si corre sempre il rischio di indulgere a quella storia événementiel tanto criticata da March Bloch e Lucien Febvre. Di Carlo esorcizza questo rischio, conducendo per mano il lettore a vivere l'epoca che narra, a fargli respirare quell'atmosfera, fino a fargli scorgere il filo che annoda quei fatti remoti all'oggi. Il nocciolo sta nell'abilità con cui Michele maneggia i documenti, utilizzandoli quali descrittori di un humus, d'un modo d'essere e di pensare. Tanto per dire, devo al suo saggio “Contadini e braccianti nel Gargano dei briganti” una più puntuale comprensione di quella stagione drammatica che comportò, in nome dell'unità d'Italia, l'occupazione manu militari  del Mezzogiorno. 
Il suo ultimo lavoro, freschissimo di stampa, racconta un pezzo di straordinaria importanza della storia della Capitanata: il lungo cammino verso la fine della Regia Dogana delle Pecore e l'affrancamento del Tavoliere dal giogo demaniale, che ebbe tra i suoi epigono Domenico Maria Cimaglia, viestano, che Di Carlo definisce addirittura sovversivo, per l'ampiezza e l'originalità del suo disegno. È un libro da leggere perché, oltre che a ricordare questa importante figura di umanista e di illuminista, contiene stimoli di riflessione utili a comprendere le ragioni per cui il Tavoliere delle Puglie continua ad essere una risorsa straordinaria per tutto il Mezzogiorno, non valorizzata quanto si dovrebbe.
Per gentile concessione dell'autore, Lettere Meridiane pubblica ampi stralci della presentazione del volume, nella parte che riguarda la famiglia Cimaglia, di cui Domenico Maria è stato uno dei più brillanti esponenti. (g.i.)
* * *
Quando nel 1991 il Centro di Cultura «Niccolò Cimaglia» decise di pubblicare il Quaderno n. 8, «I Cimaglia del 700» [1], l'intento dichiarato era quello di trarre dall'oblio i brillanti membri della famiglia Cimaglia: i fratelli Niccolò e Orazio, e i figli di quest'ultimo, Natale Maria, Domenico, Vincenzo.
In realtà Niccolò non era stato affatto trascurato, anche perché celebrato quale vescovo della diocesi di Vieste da Vincenzo Giuliani [2], suo concittadino e contemporaneo. 
Niccolò Cimaglia era nato a Vieste nel marzo del 1712 da Natale e Geronima Chionchio. Una famiglia, quella dei Cimaglia, che lo storico garganico Tommaso Nardella fa risalire al 1422, quando Alfonso d'Aragona conquistò il Regno di Napoli, portandosi al seguito Pedro Cimaglia, il quale «si stabilì a Foggia con l'incarico reale di primo "credenziere della mena delle Pecore", dando inizio ad un rapporto dei Cimaglia con la Regia Dogana di Foggia che diventerà secolare. In seguito, un pronipote di Pedro, Liguoro Cimaglia, si imparenterà  con la famiglia dei baroni De Gennaro, titolari dei feudi di Boiano e di Bagnoli. Prima di ricomparire a Vieste nel Settecento, Nardella rileva l'esistenza di un Guglielmo Cimaglia, tra il 1521 e il 1526, al servizio di Carlo V nell'organizzazione e direzione dell'esercito, date «le sue indubbie  doti militari» [3].
 Niccolò, a 15 anni, sarebbe entrato nell'ordine dei Celestini. Compiuto il noviziato e ultimati gli studi, ventitreenne, fu ordinato sacerdote a Napoli, dove tra illustri letterati venne «destinato a leggere filosofia nel monasterio di S. Pietro a Majella», prima di tornare a Roma in qualità di lettore di teologia al monastero di S. Eusebio. 

Puglia spendacciona in farmaci? È una bufala

Il dott. Filippo Anelli
Ma è proprio vero che i pugliesi fanno spendere troppi soldi in medicine al Servizio Sanitario Nazionale e che i medici di base eccedono in prescrizioni, cadendo in quella che in gergo tecnico viene definita “inappropriatezza prescrittiva”?
Le disinvolte e tendenziose interpretazioni dei dati diffusi in questi giorni dall’AIFA (l’agenzia per i farmaci) circa l’overdose di consumi di antinfiammatori ed antibiotici che mettono a dura prova la sanità pugliese sono state decisamente contestate e respinte da Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Bari e dall’inizio dell’anno anche presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Da quando c’è lui al vertice della Fnomceo, la federazione che concentra gli ordini dei medici delle diverse province italiane, ha posto al centro dei suoi impegni la rivendicazione di una sanità più giusta, e di un Servizio Sanitario nazionale più attento ai problemi delle regioni più povere, ovvero il Mezzogiorno.
Anelli è stato ospite del TG Puglia di oggi, ed ha commentato sia i dati sui presunti eccessivi consumi farmaceutici dei pugliesi, sia la prospettiva dell’autonomia differenziata rivendicata da Veneto e Lombardia, che potrebbe portare al trasferimento a queste regioni di competenze nevralgiche, tra cui, appunto la sanità. Sarebbe la fine del Sistema Sanitario Nazionale, è stata la tesi sostenuta dal presidente.

domenica 21 ottobre 2018

La bell'Italia è diventata Bruttitalia...

Eccovi la ricca, seconda parte della striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, Madetù. Abbondano le freddure e le battute sulla politica, e non potrebbe essere diversamente visto il livello da avanspettacolo in cui è precipitato il confronto politico, in quello che era una volta il Bel Paese. La coperta spetta di diritto al calembour su Lodi, balzata agli onori della cronaca per la decisione della sindaca leghista di negare la mensa scolastica ai bambini stranieri. Buoni (amari) sorrisi e buona domenica.
* * *
LODIO
A Lodi continua il braccio di ferro della sindaca leghista con i genitori di bimbi stranieri.
Finora prevalgono il razzismo e la discriminazione.
"Benvenuti a Lodio".
OSTIA E LA MAFIA
Ostia e la mafia.
- Altre condanne per il Clan Spada...
- Chi di Spada ferisce, di Spada perisce.
DIMISSIONI?
- Per alcune ore era trapelata nella maggioranza di governo l'ipotesi delle dimissioni di Giuseppe Conte.
- Dall'Ordine degli Avvocati?
FEDEZ-FERRAGNI, IL SEQUEL
- Qualche giorno fa il piccolo Leone, il figlio della coppia più "social" del mondo, Fedez-Ferragni, ha subìto una piccola operazione.
- Deve aver perso qualche milione di follower!
POVERO LIGABUE
Flavio Bucci, il grande attore di origine foggiana, reso popolare per l'interpretazione di Ligabue negli anni '80, dichiara di non avere più soldi.
- Ha speso tutto in donne, vodka e droga, ha dichiarato...
- "Ligabue, Ligabue, fai una cosa e ne sbagli due!".
SALVINIADE / 1
Salvini ha detto, chiaro e tondo, che nel Consiglio dei Ministri Conte leggeva e Di Maio prendeva appunti...
- E lui?
- Salvini era al telefono con Putin e gli diceva: "Ok Vladimir, farò come mi hai suggerito...!".
SALVINIADE / 2
Salvini ha detto che lui non vuol passare per scemo... E Di Maio che non vuol passare per bugiardo.
Dio li fa e poi li...accoppa.
DI MAIO A PORTA A PORTA
- Di Maio è andato a Porta a Porta a dire che è stato fregato...
- Ingenuo! Io sono anni che sto scrivendo su questo Blog che qualcuno sta fregando gli italiani!
DUCESCO SALVINI
- Matteo Salvini continua a ripetere, ducescamente, "Me ne frego!"...
- L'ultima volta che Mussolini disse "Me ne frego!" rimase fregato!
SALVINIADE / 3
- Salvini e Di Maio ora cominciano a guardarsi in cagnesco...
- Solo che uno fa: "bau" e l'altro risponde: "bua"!
MENZOGNE
- La diatriba sul condono fiscale sta rendendo la querelle tra Salvini e Di Maio un caso patologico...
- Chi dei due de-mente?
CIRCO MASSIMO
 - Perché i 5Stelle hanno scelto a Roma il Circo Massimo per la loro convention?
- Perché i Grillini sono il massimo circo oggi in circolazione.
(CON)DONO AGLI EVASORI
- Il Decreto Fiscale della Lega è un regalo agli evasori?
- Se Salvini non vuol usare la parola regalo dica almeno che è stato fatto con-dono!
FOGGIA SCONFITTO
- Il Foggia era sceso a Cosenza a caccia di un risultato positivo.
- Invece ha preso una sonora batosta.
- Sono Stati arrestati dai... Ca(l)ciatori di Calabria.

sabato 20 ottobre 2018

Il Verdetto, quando un caso di coscienza diventa una storia straordinaria

"Quando una corte formula una delibera in merito all’educazione e allo sviluppo di un minore, il benessere del minore stesso deve essere considerato come prevalente e prioritario”. Così recita il Codice dei minori (The Children Act) che in Gran Bretagna disciplina ruoli e funzioni di enti locali, tribunali, famiglie ed agenzie per tutelare e promuovere il benessere dei minori.
È questa la norma che Fiona Maye, stimata giudice dell'Alta Corte britannica, è chiamata ad interpretare, nel film Il verdetto, tratto dal romanzo La ballata di Adam Henry di Ian Mc Ewan, e diretto da Richard Eyre. Un film di rara intensità, possente e struggente come si conviene ad una storia che entra nel più profondo della coscienza. La pellicola è in programma nel week end e fino a mercoledì, a Laltrocinema Cicolella (via Duomo) a Foggia, con proiezioni alle 18.00, alle 20.00 e alla 22.00.
Interpretata da una straordinaria Emma Thompson, la giudice Male si imbatte in un caso particolare, ed in un momento difficile della sua vita. Il suo matrimonio con Jack (Stanley Tucci) vacilla e proprio in questo delicato momento di crisi personale, Fiona deve deliberare in merito al caso di Adam (Fionn Whitehead), un giovane brillante che, per motivi religiosi, rifiuta la trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita. Adam ha quasi diciott’anni, ma legalmente è ancora minorenne. La scelta che si impone a Fiona è tra lasciarlo morire o obbligarlo a vivere, sottoponendosi a quella trasfusione che potrebbe salvargli la vita.
In deroga all’ortodossia professionale, Fiona sceglie di andare a far visita ad Adam in ospedale e quell’incontro avrà un profondo impatto su entrambi, suscitando nuove e potenti emozioni nel ragazzo e sentimenti rimasti a lungo sepolti nella donna.

Quando la realtà supera la satira

Certe volte penso che la manovra fiscale, i siparietti che quotidianamente alimentano le vicende del governo e la scena politica, non siano altro che una gigantesca fake new, inventata a bella posta per offrire idee e spunti a Madetù e a quanti altri producono satira. In effetti non c'è stata una stagione così ricca per la satira. Il governo giallo-verde sta oscurando perfino l'era berlusconiana.
La copertina la dedichiamo però a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, e alla tenerissima battuta con cui il nostro disegnatore satirico in versione solo testo commenta il provvedimento che lo ha scarcerato, imponendogli l'obbligo di dimora lontano dalla sua cittadina.
Per il resto, che dirvi, cari amici e lettori di Lettere Meridiane? Leggete, sorridete, ma soprattutto riflettete. L'altra parte della striscia verrà pubblicata domani.
* * *
COLPI DI FULMINE
Il jet di Harry - il figlio di Lady Diana - e di sua moglie Meghan colpito da un fulmine.
- Le cronache dicono che la coppia reale abbia provato molto spavento...
- Eppure si erano conosciuti con un colpo di fulmine!
BELLEZZE FOGGIANE
Domenica 14 ottobre si è svolta la Giornata nazionale del FAI.
- Quale bellezza ha messo a disposizione Foggia per l'Italia?
- Manila Nazzaro.
TONINELLI
Firmato il Decreto Genova per la ricostruzione del ponte.
- Il ministro Toninelli ha detto che è stato scritto col cuore...
- Ma non pensavo che nel cuore battessero i co...oni!
LODI
La sindaca leghista di Lodi continua a pretendere che le famiglie straniere, non comunitarie, paghino la retta più alta per i loro bambini nelle scuole di base della sua città nonostante la dichiarazione ISEE.
- Da tutta Italia è allora partita una gara di solidarietà per aiutare le famiglie straniere colpite dal provvedimento razzista.
- E Salvini come ha reagito?
- Ha espresso Lodi alla sua sindaca.
PORTATE... A CARO PREZZO
Presentata la manovra economica più in dettaglio.
- Hanno detto che è di portata storica...
- Una portata il cui conto però non lo pagano loro!
ACIDI E GIORNALISTI
Sempre più nel mirino la stampa e i giornalisti liberi.
- Il clou è avvenuto giorni fa, in Turchia, dove è stato ucciso nell'acido il giornalista saudita Kashoggi.
- Prima l'acido si usava in tipografia per far leggere quello che scrivevano i giornalisti.
Oggi per non far leggere quello che scrivono.
RIACE / 1
Il giudice ha disposto per il Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, non più gli arresti domiciliari ma di risiedere in un altro paese.
Lucano, un Sindaco fuori dal Comune.
RIACE / 2
- Il Sindaco di Riace costretto a vivere fuori dal paese.
- Fosse stato Sindaco Berlusconi avrebbe costruito Riace 2.
LITE MUSSOLINI-FRIEDMAN
- Durante il programma "L'aria che tira", su la7, Alessandra Mussolini ha dato del "povero stronzo" ad Alan Friedman...
- Non si possono usare certe parole in televisione. Mica la Mussolini conosce il reddito di Friedman!
GUANTAMANO
- La prigione americana di Guantanamo resterà aperta per altri 25 anni...
- Ovvio. Trump fa investimenti solo a lungo termine.

Matteo Pazienza, Ulisse alla rovescia


L’altra faccia dell’emigrazione è quella di chi torna nel luogo da cui è partito, con il bagaglio professionale ed esperenziale arricchito dall’esperienza vissuta. E non solo. Stare fuori, stare lontano dal proprio luogo è anche un modo per guardarlo da una prospettiva, una distanza diversa. Più obiettiva.
Sono questi il punto di vista, e la storia, da cui parte “Ritorno dal Sud” (Andrea Pacilli editore) di Matteo Pazienza, architetto di Foggia con una lunga attività professionale all’estero: un diario intimo di una esperienza di vita vissuta tra una città del Nord Europa e la sua città natale, attraverso il quale analizza con spunti spesso severi ma profondamente realistici, e in ogni caso scevri da indulgenze di maniera, le differenze e le diversità non solo strutturali ma anche culturali e comportamentali tra quelle due realtà. Il ritorno è amaro e sorprendente: dove l'autore vorrebbe recuperare l'identità, trova un cambiamento che ha stravolto tutto, al punto tale da legittimare la domanda se abbia ancora senso impegnarsi per il Sud.
Il libro verrà presentato stasera a Manfredonia, nel corso di una serata organizzata dal Centro studi “Cristanziano Serricchio” (17,30) nell’auditorium presso il Palazzo dei Celestini, intitolato al poeta, scrittore e drammaturgo manfredoniano, nell’ambito delle manifestazioni d’autunno previste dal Centro studi Serricchio presieduto dalla professoressa Nunzia Quitadamo. La serata ha un tema particolare e nello stesso tempo intrigante: “Tra vecchi sogni e nuove realtà, un libro e dei quadri”. Oltre alla presentazione del libro di Matteo Pazienza in programma c’è anche una mostra di pittura dell’artista foggiano Vittorio Marchesiello.
Hanno patrocinato l’iniziativa l’APS Panoplia di Foggia, gli Amici del Museo di Foggia, l’Associazione Capitanata futura, la Città di Manfredonia.
A parlare del libro sarà lo scrittore manfredoniano Paolo Cascavilla.
La mostra d'arte, dal significativo tema “Colori per frammenti di storia”, propone una ventina di opere di Vittorio Marchesiello: quadri che riassumono efficacemente il suo particolare interesse, oltre che per la natura, per la storia e l’archeologia dauna alle quali ha dedicato numerose pubblicazioni di collezioni d’arte e romanzi a sfondo storico-artistico. Tra le opere esposte alcune suggestive interpretazioni delle Stele Daunie. Allestita nello stesso auditorium, la mostra rimarrà aperta fino al 25 ottobre con orari 10-13 e 17-20, e sarà presentata dal giornalista Nino Abate.
La serata avrà una sua particolare colonna sonora offerta da Roberto Carreca che smesso per l’occasione i panni di architetto (è tra l’altro autore di “Spazi e tempi dello sviluppo urbano”), per indossare quelli di cantante e chitarrista: eseguirà brani celebri della tradizione musicale napoletana.

venerdì 19 ottobre 2018

Capri espiatori (di Marcello Colopi)

Il blog Lettere Meridiane è nato allo scopo di restituire ossigeno al pensiero, ed alla sua espressione libera, che stanno diventando merce sempre più rara nella società dominata dal social, dall’invettiva, dal tweet che affida all’insulto una comunicazione che si sta sempre più impoverendo.
Per questo mi piace in modo particolare l’articolo di questa settimana di Marcello Colopi, sociologo, ma anche apprezzato regista e attore. Colopi scandaglia le paure su cui si sta costruendo la nuova politica di governo del Paese. Si potrà concordare o meno con le sue tesi, quel che è certo è che sono sviluppate con grande rigore scientifico. Chi dissente, dovrebbe avere l’onestà e il coraggio di farlo con altrettanta passione, ed altrettanta razionalità. Buona lettura. (g.i.)
* * *
L’origine del termine "Capro espiatorio" è da far risalire alla cultura ebraica . Il caprone, offerto in sacrificio a Dio, veniva ucciso, ma solo dopo che il Sommo Sacerdote gli aveva passato e trasmesso tutti i peccati di cui la comunità si era macchiata: questo era il “capro espiatorio”, incolpato di tutte le colpe degli altri che si sacrifica per la loro salvezza.
Nel 1982, l'antropologo francese René Girard scrisse un saggio che recava come titolo proprio il “Capro espriatorio” (ed.Adelphi). In questo saggio, Girard ci spiega il meccanismo della persecuzione e del sacrificio. È un lavoro sotto alcuni aspetti illuminante e drammaticamente attuale, perché la nostra storia ha prodotto ininterrottamente capri espiatori. Perché oggi questo saggio è illuminante? In sostanza Girard  ci dice che, con il sacrifico del capro espiatorio, nella società contemporanea gli individui e le società si liberano di colpa e colpevolezza, scaricandola violentemente su un outsider. 

Cinema e Psiche, il ritorno (stasera a Manfredonia)

Nadia Kibout ne "il Canto delle Sirene" di Donato Robustella
Tra le cose che ricordo con più affetto e nostalgia, del Festival del Cinema Indipendente di Foggia c'è La mente al Cinema, una sezione riservata a film che si occupavano dello stigma e del disagio psichico. In perfetta consonanza di idee con Antonello Bellomo, docente di psichiatria all'Università di Foggia, ma anche appassionato cinefilo, Mara Mundi, scrittrice, pedagogista, allora segretaria factotum del Festival, e Luigi Starace, poliedrico operatore culturale e multimediale di Manfredonia, pensavamo (e pensiamo) che tra cinema indipendente e disagio esista un rapporto profondo, direi quasi inevitabile.
Non sono forse gli autori indipendenti caratterizzati da quello stigma che segna anche quanti hanno problemi con la psiche? E non è forse la grande sfida della nostra epoca il superamento dello stigma di ogni ordine e grado (non solo psichico, ma anche etnico, culturale, economico, linguistico e via dicendo)?
A dirvela tutta, il resto dello staff organizzativo del Festival mi prendeva un po' per matto, per questa mia passione per un cinema così particolare ed estremo. Ed io ne ero contento: dopotutto ero il direttore artistico, e l'amicizia profonda e squisita che mi legava a Billa Consiglio, assessore alla cultura ma soprattutto donna sensibile e attenta, creava un clima di fiducia anche attorno alle scelte più difficili e particolari.
Sono stati anni intensi e belli. Fu proprio Cinema e Psiche a far nascere un rapporto proficuo e prolifico tra il Festival e l'Università di Foggia, grazie alla sensibilità dell'allora Rettore, Giuliano Volpe.

giovedì 18 ottobre 2018

Superba Genova, risorgi! (di Alfonso Foschi)


Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane conoscono bene ed apprezzano Alfonso Foschi, docente di San Severo che da tempo è emigrato a Genova, e che dalla cittadina ligure spesso ci delizia con elzeviri o racconti pieni di intelligenza e di tensione ideale. Egli è un esempio vivente di emigrazione che diventa integrazione riuscita e di perfetto melting pot in cui coesistono e convivono le radici daune e l’approdo ligure. 
Egli stesso ha raccontato il suo modo di vivere e intendere l’emigrazione, in una Storia di Natale che vi suggerisco caldamente di leggere.
All’indomani del crollo del Ponte che ha sconvolto l’estate italiana, abbiamo voluto rendere omaggio all’amico Alfonso e alla sua città di adozione, pubblicando i suoi ricordi di com’erano Genova e il suo porto, prima della Grande Crisi. 
Quell’omaggio era anche una sommessa richiesta acché Foschi scrivesse qualcosa di più approfondito sulla città che definisce “madre adottiva”, fermo restando che San Severo resta la sua “madre naturale”. Ne è uscita quasi una dichiarazione d’amore, che è anche un inno a quella coesione nazionale che sta vivendo tempi problematici. Ecco quanto ha scritto. (g.i.)
* * *
Caro Geppe, 
ancora grazie per le tue belle espressioni d’affetto e di vicinanza nei confronti di Genova “ferita” e della stessa mia persona (Genova è anche Alfonso Foschi …).
È vero: il mio cuore è diviso a metà tra S.Severo, mia Madre naturale (dal cordone ombelicale mai reciso) e Genova, mia Madre adottiva sin da bambino, quando la Città mostrava ancora le ferite del Dopoguerra.
Consenti anche a me, tramite Lettere Meridiane, di esprimere i miei sentimenti di gratitudine e di ammirazione per una Città dalla Storia straordinaria.
 Questa è l’Italia che mi piace e che fa ben sperare per il futuro : Nord e Sud solidali, piuttosto che invocanti l’Uno i “fuochi” del Vesuvio, l’Altro le “nebbie “ padane.

 “Vedrai una Città regale, addossata ad una collina alpestre, SUPERBA per uomini e per mura il cui solo aspetto la indica Signora del Mare : GENOVA."
 Così F. Petrarca ( 1304 -1374 ). E Genova restò Superba… fino alla “ferita del Morandi “.
 Secoli e secoli prima lo storico Diodoro Siculo ( 90 – 20 a. C. ) così descrive i Liguri : “Abitano una terra aspra e povera , perciò sono costretti a enormi fatiche per ricavarne a stento pochi frutti. Ne deriva che sono di corporatura asciutta e vigorosa grazie al continuo esercizio fisico. Non conoscono gli agi e le comodità e perciò si distinguono per agilità e prodezza nei combattimenti. Un Ligure, per quanto magro, riesce a uccidere in duello il più grande e grosso dei Galli”.

Quando Di Vittorio disse no alla sanità regionalizzata: "penalizzerebbe il Sud"

Ci sono idee e pensieri che non muoiono mai e che, come avviene per i classici nella letteratura, restano sempre utili a riflettere sull’oggi, a trarre indicazioni e suggestioni per l’avvenire. Sono le idee e i pensieri degli uomini e delle donne che hanno scritto la storia, come Giuseppe Di Vittorio, il grande sindacalista di Cerignola che guidò la Cgil e la Federazione Sindacale Mondiale.
Come accadeva nel secolo scorso, spesso i dirigenti sindacali facevano anche politica attiva. In questa veste, Di Vittorio è stato uno dei Padri Costituenti. Fu infatti deputato per il Pci nell’Assemblea Costituente, e non fece mai mancare il suo contributo di proposta e, quando si rendeva necessario, anche di critica.
L’8 luglio del 1947, Di Vittorio svolse nell’assemblea riunita in seduta plenaria un intervento che non esito a definire profetico, pensando alla famigerata autonomia differenziata invocata in questi mesi dalle regioni Veneto e Lombardia. Se verrà trasformata in legge, trasferirà loro funzioni nevralgiche quali la sanità, sottraendo alle regioni meridionali risorse preziose, con un’irrimediabile accentuazione del divario. Ringrazio per la preziosa segnalazione Michele Galante, presidente dell’Anpi della provincia di Foggia, scrittore e cultore di storia contemporanea.
Quel lontano giorno di settantuno anni fa, l’assemblea costituente doveva pronunciarsi proprio sulla possibilità di attribuire alle Regioni la delega in materia sanitaria. Era all’ordine del giorno un emendamento che proponeva di aggiungere, all’ elenco dei compiti riconosciuti alle Regioni, anche “igiene e sanità pubblica”.

mercoledì 17 ottobre 2018

L'Italia è finita, il Sud verso la resistenza (di Michele Eugenio Di Carlo)


“L'Italia è finita” è il titolo che Pino Aprile ha dato al suo ultimo libro in via di pubblicazione.
Da lunedì 22 ottobre, l’Italia non esisterà più e questo crimine sta avvenendo nel silenzio generale, nonostante fior di economisti, docenti universitari, storici, scrittori, giornalisti, imprenditori, intellettuali, abbiano promosso un’iniziativa popolare contro il regionalismo differenziato.
Il 22 ottobre la ministra leghista Erica Stefani, su mandato del governatore veneto Luca Zaia e con il consenso pieno non solo della Lega, ma dell’intero arco dei partiti che contano nelle regioni del nord, presenterà un disegno di legge sull’autonomia del Veneto, sostenuta – non vi potevano essere dubbi – dal vicepremier Matteo Salvini. 
Il fatto stesso che al Veneto – ma in seguito alla Lombardia ed all’Emilia Romagna – si permetta di avere rapporti con lo Stato come fosse un altro Stato, mettendo in secondo piano il Parlamento, attesta in maniera chiara che l’Italia, mai davvero nata, è davvero finita.
E che i partiti al governo non scherzino affatto, sostenuti fino a prova contraria dall’opposizione, lo ricorda l’attivista meridionalista salentino Crocifisso Aloisi, quando ci comunica quanto scritto a pagina 112 del DEF 2018: “Autonomia differenziata. Una priorità è costituita dall’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione concernente l’attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario. Sulla questione è già stato avviato un percorso con tre Regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) nel 2017 e nei primi mesi del 2018. Si tratta, quindi, di portare a compimento l’attuazione di disposizioni così rilevanti per il sistema delle autonomie territoriali del nostro Paese.”
Eppure Gianfranco Viesti, noto docente di economia dell’Università di Bari, nonché primo promotore della petizione popolare contro la cosiddetta “secessione dei  ricchi” (se non l'avete sottoscritta, potete farlo cliccando qui), il 3 maggio di quest’anno, presso la Casa della Cultura di Milano aveva fornito seri elementi di riflessione e tesi per favorire una discussione non più rinviabile e che oggi scopriamo essere stata addirittura del tutto ignorata, evidentemente non gradita agli ambienti che contano e che decidono.

martedì 16 ottobre 2018

Immagini che parlano: Monte Sant'Angelo, ombelico della questione meridionale

Ci sono immagini che parlano da sole, come quella che illustra il post, e che reca la firma illustre di Luigi Comencini. È il fotogramma di un documentario che il padre della commedia all'italiana girò nel 1970 a Monte Sant'Angelo (prometto che ve ne parlerò diffusamente in una prossima lettera meridiana). In una sola breve sequenza, Comencini riesce a descrivere che meglio non si potrebbe la questione meridionale, il dramma della povertà che incombeva (ed incombe) sul Mezzogiorno, costringendo i meridionali ad un destino di immigrazione.
Siamo alle prime luci dell'alba. Alcuni uomini stanno caricando bagagli e masserizie a bordo di un pulmino che di lì a poco li porterà alla stazione di Foggia, da cui quegli uomini partiranno in treno alla volta della Germania. Alcuni vi lavorano già da tempo, e vi stanno facendo ritorno dopo qualche giorno trascorso presso le loro famiglie, per partecipare alle elezioni. Altri si accingono per la prima volta al viaggio, in cerca di una fortuna migliore.
Il futuro di quei montanari sarà lontano da Monte Sant'Angelo. Sulla sinistra, attraversa la strada in groppa al suo mulo un contadino, che osserva la scena per un attimo, poi riprende il suo cammino. Un'agricoltura arretrata, la totale assenza di fabbriche rendono il presente difficile, drammatico.
Non c'è altra scelta che andare via, lasciandosi alle spalle radici ed affetti.
Cinquant'anni dopo è cambiata la scena, non si vedono più contadini in groppa a muli, ma la sostanza è la stessa.
In calce al post il fotogramma originale, in bianco e nero. L'immagine di apertura è stata colorizzata utilizzando la tecnica di intelligenza artificiale “profonda” di Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa (Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification).


lunedì 15 ottobre 2018

Gianni Forte (Spi Cgil) contro l'autonomia differenziata: "le Regioni del Sud destinate a diventare la ruota di scorta di quelle settentrionali"

Da sinistra a destra: Gianni Forte, segr. reg. Spi Cgil; Franco Persiano
segr. Spi Cgil Foggia; Maurizio Carmeno, segr. Cgil Foggia
Il mondo sindacale è fortemente preoccupato per la brutta china imboccata dalla cosiddetta autonomia differenziata propugnato dal Veneto e da altre regioni del centro nord, che aspirano ad ampliare il ventaglio di competenze e funzioni a danno dei cittadini del Sud. Se il progetto andrà in porto, i nuovi compiti verranno finanziati non soltanto trasferendo la spesa storica alle regioni destinatario delle nuove funzioni, ma anche parte del residuo fiscale (le tasse versate dai cittadini di quella regione) che verrà quindi sottratto alla fiscalità generale.
Il grido d’allarme del sindacato è stato levato da Gianni Forte, segretario generale dello Spi Cgil di Puglia (la Cgil pugliese ha sottoscritto la petizione elaborata dall’economista Gianfranco Viesti e dallo scrittore Pino Aprile per dire “no” a quella che è stata definita “secessione dei ricchi”). Il dirigente sindacale è intervenuto a Foggia al congresso provinciale del sindacato pensionati della Cgil. Gran parte delle conclusioni svolte da Forte sono state dedicate proprio al regionalismo differenziato e al concreto rischio di una secessione che questo incarna.
“Il Mezzogiorno - ha detto Forte - deve avere un rilievo diverso nel paese, e non è affatto scontato in questa fase. Il regionalismo differenziato che potrebbe prendere corpo nei prossimi giorni destabilizzerà il sistema, e questo sta avvenendo in un silenzio assoluto e assordante.
Vi ricordate quando la Lega, che allora si chiamava Lega Nord, faceva i raduni a Pontida e predicava la secessione, la rottura dell’unità del Paese?  Oggi non lo dice più, perché la Lega è diventata un partito nazionale, abbiamo sue sedi perfino nei nostri comuni pugliesi, pero lo fa. Mentre prima lo diceva, adesso lo fa."
Anche la Regione Puglia sta pensando di accodarsi sulla strada intrapresa dal Veneto e dalla Lombardia. E secondo Forte sarebbe una scelta pericolosa. "Il progetto perseguito da alcune regioni - ahimè sembra anche dalla nostra e forse il nostro Governatore avrebbe fatto meglio a non scimmiottare questo modello - penalizzerà fortemente il Mezzogiorno. La questione non è ottenere che la Regione possa decidere sull’ambiente, sul petrolio, sull’Ilva, il problema è che le Regioni meridionali avrebbero meno risorse a disposizione per garantire i servizi essenziali. Nel momento in cui la scuola diventerà regionalizzata, prevedendo addirittura che da una regione all’altra si possano adottare programmi diversi, e quando sulla sanità, che vede la Puglia già penalizzata per quanto riguarda i riparto del Fondo Sanitario Nazionale, (con gli stessi abitanti dell’Emilia Romagna alla Puglia spettano ben 800 milioni di meno… e ha migliaia di addetti alla sanità in mano ) verranno riconosciute risorse aggiuntive alle Regioni già ricche, l’intera coesione nazionale è destinata ad entrare in crisi. È su questo che le regioni del Sud dovrebbero fare le loro battaglie.

domenica 14 ottobre 2018

Pentastellati al profumo di rose...

È domenica, e per una volta tanto il buon Madetù si diverte e non si limita soltanto ad incazzarsi. Conquista la copertina della seconda ed ultima parte della striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, il delizioso calembour sulle tante rose che affollano l'organigramma pentastellato di casa nostra. Per il resto le consuete punture politiche con qualche sconfinamento nell'attualità.
La satira ha senso se punzecchia lo status quo. Buona domenica e buona lettura.
* * *
GABBIANI E GAMBIANI
Al CARA di Borgo Mezzanone 50 migranti aggrediscono e picchiano due agenti.
- Volevano liberare un gambiano.
- Il gambiano Livingstone.
* * *
CAMBIA-E-MENO
I 5Stelle vogliono combattere la povertà.
- Ma col Reddito di Cittadinanza ti controllano finanche il frigorifero e se sbagli finisci in galera per sei anni!
- È il Governo del Cambia-e-meno".
* * *
ACQUA CARA
Polemiche per il costo delle bottiglie d'acqua firmate dalla blogger Chiara Ferragni.
- Costano addirittura 8 euro l'una perché sono liquidi a tiratura limitata...
- Contengono forse i liquidi di quando ebbe la sua rottura delle acque?
* * *
LA CARRIERA DI SALVINI
Le tappe fondamentali della carriera politica di Salvini:
2013 - Elezioni Politiche: "Prima il Nord!".
2018 - Elezioni Politiche: "Prima gli italiani!".
2019 - Elezioni Europee: "Prima gli europei!".
2020 - Elezioni presidenziali all'ONU: "Prima il mondo!".
2021 - T.S.O.
* * *
MOVIMENTO 5 STELI
Molti sostengono che per la guida del Comune di Foggia i 5 Stelle siano una incognita.
- Per ora ci sono ROSA Barone e ROSA Menga, in attesa di ROSA ROSA...
- È un Movimento 5 Steli.
* * *
BOMBE
Bomba-carta fatta esplodere nella sede della Lega in un paese del Trentino.
- Queste cose non si fanno...
- Di questi tempi funzionano meglio le bombe-web!
* * *
PROVE
La fidanzata del noto giovane filosofo Diego Fusaro ha dichiarato sconsolata: "Lui legge sempre Hegel e io invece a stirare camicie!".
"Come ti capisco" - avrà detto Elisabetta Isoardi, la fidanzata di Salvini.
"Lui sempre a fare le prove del Duce e io a fare la Prova del Cuoco!".
* * *
POPOLO SOVRANO?
- Salvini e Di Maio dicono che la Costituzione italiana precisa che il popolo è sovrano...
- Ma non dice che qualcuno del popolo possa credersi sovrano.
* * *
TELEFONINI
Un signore, convinto che il suo telefonino sia difettoso, si reca da un tecnico e gli spiega il problema.
- Guardi, quando uso Whatsapp e comincio a scrivere "Salv..." mi compare, evidenziata in azzurro, la parola "fascista". È un difetto del telefonino?
- No, anzi. Il suo telefonino è più intelligente delle persone.

Accadia, la "Provvidenza" della Puglia e della Capitanata

Il bellissimo film di Pippo Mezzapesa, Il bene mio (se ancora non l'avete visto, avete tempo fino a mercoledì 17 ottobre prossimo, a Laltrocinema, proiezioni ore 20.00 e ore 22.00), racconta la storia di Elia, ultimo ed ostinato abitante di Provvidenza, cittadina divenuta un paese fantasma a seguito di un terremoto, che ha indotto i superstiti a trasferirsi in un posto vicino, e a dar vita ad una nuova cittadina.
Attaccato ai suoi ricordi e al sacro valore della memoria, Elia, stupendamente interpretato da uno sfavillante Sergio Rubini, decide di restare a Provvidenza nonostante il fortuito e fortunato incontro con una donna immigrata che vorrebbe portarlo con sé in Francia e le intimazioni di sfratto del Sindaco, che è anche suo cognato. Lo fa per difendere la memoria, il filo profondo che ci lega al passato, e che scandisce la nostra identità.
Il film è stato girato a Gravina in Puglia e Poggiorsini, ma la location principale, ovvero il paese fantasma evocato da Mezzapesa, è il borgo antico di Apice, in provincia di Benevento, la cui storia è singolarmente speculare a quella di Provvidenza. Come ne Il bene mio, il borgo venne danneggiato da un terremoto, nel 1962, e la popolazione fu forzosamente evacuata in un nuovo sito, vicino al paese originario. Come nel film, ci fu chi decise di continuare a vivere nella vecchia Apice. Tra questi, il sindaco del paese, Luigi Bocchino.
C'è però una Provvidenza anche in Puglia, e precisamente in Capitanata. È Accadia, con il suo Rione Fossi (noto anche come Fossa dei Greci) che possiede una peculiarità che lo rende molto simile ad un'altra celeberrima città meridionale: Matera. Come succede ai Sassi di Matera, anche le abitazioni dei Fossi di Accadia sono parzialmente scavate nella terra e nella roccia. Sono state abitate ininterrottamente per migliaia di anni, fino a quando il 23 luglio del 1930, un fortissimo terremoto che ebbe come epicentro l'Irpinia e il Vulture, non le danneggiò avviando il progressivo spopolamento della Fossa dei Greci. La popolazione rimasta senza tetto venne trasferita in un nuovo rione di casette antisismiche, sorto a qualche centinaio di metri.
Il posto conserva tuttavia un fascino profondo, quasi magico, come potete vedere nel filmato che Lettere Meridiane ha realizzato per raccontare la storia poco nota di un lembo di Puglia dove veramente il tempo pare essersi fermato e dove ancora oggi regna la bellezza.
Pasquale Murgante, prima come presidente dell'Archeoclub e quindi come sindaco, si sta tenacemente battendo da anni per recuperare e riqualificare il rione. Alcuni lotti sono già stati realizzati, ma manca il colpo d'ala, il salto di qualità, ovvero un progetto complessivo di restauro e di riuso.
Il video è dedicato al sindaco Murgante e a quanti, come lui, non si arrendono, e non cessano di sperare che i Fossi di Accadia possano tornare in vita.

Chi si ricorda dell'Ateneo Convitto Daunia?

Le cartoline sono preziosi pezzi di memoria, soprattutto quando, come dicono i collezionisti, sono “viaggiate” ovvero hanno svolto fino in fondo la loro missione: sono state spedite da un mittente, e ricevute da un destinatario. A volte rivelano la storia minore di un paese, di una città, che altrimenti andrebbero perdute.
È il caso della cartolina che immortala l’Ateneo Convitto Daunia, del quale sinceramente non avevo mai sentito parlare, prima di trovare la cartolina in vendita su Ebay. Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane lo trovano nella versione originale, in bianco e nero, ed in quella colorizzata e elaborata come disegno al tratto, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale che già altre volte abbiamo utilizzato per dare colore ad antiche fotografie (l’intera collezione è disponibile sul sito flickr di Lettere Meridiane, a questo indirizzo web). Per scaricare l'una o l'altra immagine, cliccare sulla foto e quindi fare clic con il tasto destro del mouse seguendo le istruzioni successive.
L'esemplare messo in vendita su Ebay è "viaggiato", ed è proprio questa circostanza ad offrire preziose indicazioni sulla natura del "Convitto". Doveva trattarsi di una cartolina pubblicitaria che propagandava l'ateneo, che altro non era che una scuola privata, che articolava la sua offerta formativa in scuola media e ginnasio parificati e in corsi accelerati per sostenere l'esame di Stato.
La cartolina venne spedita a luglio del 1953, dall'economa della scuola all'Ufficio Immigrazione del Comune di Bologna, città d'origine della donna, che si era trasferita a Foggia per ragioni di lavoro.
L'economa sollecitava l'ufficio del Comune felsineo a spedirle con urgenza la sua pratica, verosimilmente allo scopo di regolarizzare la sua posizione presso il Comune di Foggia o presso il Datore di lavoro. Probabilmente, l'economa era stata in precedenza dipendente proprio del Comune di Bologna perché nella cartolina saluta "chi si ricorda ancora di me".
Il convitto era anche dotato di un telefono, che aveva come numero il 1990. Come si vede nell'immagine, l'edificio era sobrio, non molto grande, ed è verosimile supporre che a frequentarlo non fossero moltissimi studenti.
Come ho già detto, non ne avevo mai sentito parlare. E voi, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, lo ricordate? A che altezza di via Bari sorgeva? Quanti anni ha operato? Se ricordate qualcosa commentate il post.


sabato 13 ottobre 2018

La politica raccontata dalla satira

Madetù scatenato con la politica e con i politici, e non poteva essere diversamente, visti gli accadimenti di questi ultimi giorni. Si potrebbe dire che sfottere i politici equivale un po' a sparare sulla croce rossa, ma la satira svolge sempre un ruolo prezioso. Aiuta a riflettere. Come conferma in maniera esemplare la battuta sulla "manovra del popolo" che conquista la copertina: la satira è utile e necessaria, anche quando, più che sorrisi, suscita indignazione. Eccovi la prima parte della striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo. Il resto domani. Buona lettura.
* * *
 LA MANOVRA DEL POPOLO
Per scoprire cosa è la "manovra del popolo", seguire le seguenti istruzioni:
1. aprire la mano sinistra;
2. abbassare indice e tenerlo fermo col pollice;
3. abbassare annullare e mignolo;
4. agitare ripetutamente il dito medio.
È come un famoso "Vaffa" ma è a forma di boomerang.
* * *
POSTA DEL CAPITANO
Salvini non parla coi giornalisti e nemmeno attraverso le agenzie.
- Usa preferibilmente i post su Twitter e Facebook, e sempre col suo sorriso smagliante...
- "Posta del Capitano".
* * *
CHIUSURE
La Germania ci manderà indietro 40 migranti.
- E Salvini dichiara subito che, dopo i porti, chiuderà anche gli aeroporti. Ma è una pazzia!
- E visto che ci sta, chiuda anche i manicomi.
- Ma ci lasciamo dentro un solo paziente...
* * *
CONGRATULAZIONI
Ha giurato Kavanaugh, nuovo giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti.
- Questo, nonostante le gravi accuse di molestie sessuali.
- Trump si è subito congratulato con lui...
- "Bravo maschione!" gli ha detto.
* * *
GRIDO DI DOLORE
- Non è vero che i foggiani siano insensibili al grido di dolore di chi soffre...
- Io, per esempio, ho sentito due ragazzi che chiaramente dicevano su FB: "Mamm e cume chiagne!"
* * *
BOSCHI
Maria Elena Boschi si è fatta fotografare per la rivista maschile "Maxim".
- Ha fatto bene. Almeno l'hanno vista sotto un'altra veste...
- Veramente, data la rivista, la volevano vedere...senza veste!
* * *
LA MARCIA DI SALVINI
- Anche quest'anno si è svolta la Marcia per la Pace Perugia-Assisi.
- Anche Salvini sta pensando di organizzare una marcia...
- Più che del ramoscello d'ulivo, sarà all'insegna dell'olio. Di ricino.

L'Italia che si sta chiudendo (di Marcello Colopi)


Marcello Colopi, sociologo, attore e regista, vive sul campo e in prima persona i problemi legati all'accoglienza degli immigrati, in un contesto difficile e particolare quel è quello di Cerignola dove opera come responsabile dello sportello immigrazione “Stefano Fumarulo” e come presidente della consulta delle politiche migratorie del Comune. Le riflessioni che seguono sono scritte dunque da un punto di vista "di parte", ma proprio per questo ancora più interessante, perché al di sopra degli stereotipi che solitamente accompagnano le discussioni sul tema. 
Sulla questione degli immigrati, dell'accoglienza, dell'integrazione si possono avere opinioni diverse e divergenti. Ma è un obbligo morale informarsi sulle conseguenze che le scelte politiche provocano sui destini e sulle vite di tante donne e uomini. L'articolo di Colopi è un utilissimo contributo. (g.i.)
* * *
Lo ammetto: non volevo scrivere questa mia riflessione sul decreto Sicurezza del ministro Salvini, perché, in cuor mio, con molta ingenuità, fino all’ultimo ho sperato che il decreto non venisse licenziato. Invece il decreto è bello e pronto. 
In questa riflessione non tratterò l’argomento in modo tecnico (non ne ho le competenze, né le capacità) ma cercherò di spiegare cosa accadrà nelle vita di tanti ragazze e ragazzi che da tempo vivono nel nostro paese. La prima conseguenza certa del decreto è la cancellazione della protezione umanitaria. Tutti i migranti che ora hanno l’umanitaria non potranno più rinnovarla. Nonostante siano qui anche da diversi anni. Via, fuori dalle palle. Il primo risultato sarà quello di avere nel nostro territorio dei nuovi clandestini. 
Il secondo effetto riguarda direttamente il sistema di accoglienza. Oggi esistono gli SPRAR, l’unico sistema di accoglienza gestito direttamente dal Viminale. È un rapporto a due, tra Viminale e Comune, che bypassa le Prefetture. Il Comune affida il servizio a enti che rispondono a determinati requisiti. Lo SPRAR è un sistema di seconda accoglienza, arrivano ragazzi o persone che hanno già passato la prima accoglienza come i CAS (Centri accoglienza straordinaria) ed è finalizzato a veri e propri processi di integrazione.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...