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Visualizzazione dei post con l'etichetta Monte Sant'Angelo

Immagini che parlano: Monte Sant'Angelo, ombelico della questione meridionale

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Ci sono immagini che parlano da sole, come quella che illustra il post, e che reca la firma illustre di Luigi Comencini . È il fotogramma di un documentario che il padre della commedia all'italiana girò nel 1970 a Monte Sant'Angelo (prometto che ve ne parlerò diffusamente in una prossima lettera meridiana ). In una sola breve sequenza, Comencini riesce a descrivere che meglio non si potrebbe la questione meridionale, il dramma della povertà che incombeva (ed incombe) sul Mezzogiorno, costringendo i meridionali ad un destino di immigrazione. Siamo alle prime luci dell'alba. Alcuni uomini stanno caricando bagagli e masserizie a bordo di un pulmino che di lì a poco li porterà alla stazione di Foggia, da cui quegli uomini partiranno in treno alla volta della Germania. Alcuni vi lavorano già da tempo, e vi stanno facendo ritorno dopo qualche giorno trascorso presso le loro famiglie, per partecipare alle elezioni. Altri si accingono per la prima volta al viaggio, in cerca di u...

Per festeggiare San Michele in regalo l'Apparizione sul Gargano custodita nei Musei Vaticani

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In occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono della provincia di Foggia, Lettere Meridiane regala ad amici e lettori la splendida riproduzione digitale dell'opera che ricorda l'apparizione dell'arcangelo sul Gargano, custodita nella la Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani, voluta da pala Gregorio XIII per rappresentare la bellezza e la grandezza dell'Italia, vicino alla Cappella Sistina.  Si tratta di  S.Michael in Monte Gargano apparet , dipinta verso la fine del XVI secolo da  Cesare Nebbia , pittore umbro della scuola manierista, noto soprattutto per aver preso parte, durante il papato di Sisto V, alla dipintura ad affresco della Cappella Sistina e ai lavori di restauro della Scala Santa e della Cappella di San Lorenzo. La Galleria ospita, dipinte sulle pareti, carte geografiche, affreschi che riproducono episodi storici, e icino alle relative città o regioni, affreschi dei Santi Patroni: Sant’Ambrogio per Milano, la Madonna d...

Il Gargano tra ‘700 e ‘800: la Valle Carbonara e il suo prezioso grano (di Michele Eugenio Di Carlo)

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La Valle Carbonara, in uno scatto di Dirk Bakowies L'identità di un territorio, o se preferite il suo genius loci , è determinata da ciò che quella terra è stata nel passato, da ciò che ha fatto e prodotto, e che ha trasmesso. Ne fornisce una impareggiabile e molto efficace dimostrazione Michele Eugenio Di Carlo, che, per vocazione e inclinazione, quando parla delle produzioni agro-alimentari del Gargano, veramente riesce a dare il meglio di se stesso. Studioso, saggista, agronomo, "il racconto della terra e dei suoi prodotti" raggiunge in Di Carlo livelli veramente ragguardevoli. Ma anche particolarmente utili a leggere la realtà di oggi, a comprenderla meglio, e quindi ad immaginare il futuro con maggior consapevolezza. Dalle prossime settimane, un pastificio artigianale di Monte Sant'Angelo, Casa Prencipe di Domenico Prencipe, metterà in produzione una linea di pasta esclusiva dal grano di valle Carbonara. Dietro questa coraggiosa scelta c'è una storia ...

28 aprile 1898: Foggia si ribella chiedendo il pane

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Il 28 aprile 1898 Foggia fu teatro di una clamorosa rivolta popolare che anticipò, anche se in termini meno cruenti, quanto sarebbe successo a Milano di lì a poco. A Foggia i moti del pane ebbero luogo a fine aprile, Milano si incendiò dal 6 al 9 maggio, con l’insurrezione della popolazione affamata, e la durissima repressione dall’esercito guidato dal generale Bava Beccaris, che usando i cannoni fece fuoco sui rivoltosi, uccidendone a centinaia (le stime oscillano tra 88 e trecento vittime). Diversamente da quanto sarebbe accaduto nel 1905, durante lo sciopero dei ferrovieri, e nel 1946 con la manifestazione contro i contrabbandieri, quella volta non ci furono morti, ma la rivolta lasciò insanabili ferite nel tessuto civile e culturale della città. Durante la sommossa venne dato fuoco al Municipio e le fiamme distrussero l’archivio comunale e con esso la memoria storica della città. La fotografia che illustra il post è stata scattata all'indomani di quegli eventi, e mostra i m...

La scomparsa del "re della fisarmonica", Peppino Principe

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Se n’è andato uno dei più grandi musicisti pugliesi. All’età di 91 anni, si è spento a Fermo, dove viveva da tempo, Peppino Principe . Originario di Monte Sant’Angelo, figlio d’arte (suo padre Michele, detto Sfrscint , collaborò con Alan Lomax nel viaggio garganico che l’etnomusicologo americano effettuò nel 1954), Principe viene ritenuto tra i più grandi fisarmonicisti di tutti i tempi. Ha lavorato per decenni alla Rai, fondando lo Zecchino d’Oro , ed è stato tra i pionieri del jazz made in Italy . Musicista di fama internazionale, ha venduto più di 20 milioni di dischi. Nel 1961 venne insignito dell’ Oscar Mondiale della Fisarmonica . Principe ha mantenuto un rapporto sempre saldo con la sua terra d’origine a i musicisti garganici: è stato tra i fondatori del Gruppo folkloristico Rapsodia del Gargano . Appresa la notizia della scomparsa dell’illustre concittadino, il sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d'Arienzo, ha fatto sapere che gli sarà dedicato l'Auditorium ci...

Parte da Monte Sant'Angelo il rilancio dell'ecologia sociale

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Camminare sul crinale d’una montagna è sicuramente pericoloso, se non sei un alpinista, però ti fa godere d’uno sguardo privilegiato: guardi dall’alto, che più in alto non si può, e a destra e a sinistra, sopra e sotto. Allo stesso modo, vivere border line , a stretto contatto con il disagio, è certamente scomodo e duro, però può allargarti la mente, svelandoti che il disagio certe volte può offrire - tanto a chi ne è vittima, quanto a chi si sforza di curarlo - preziose opportunità di cambiamento. Può accadere così che ritrovarsi in gruppo per fare in modo che persone colpite dall’alcolismo non bevano più, o per aiutare individui che soffrono di problemi psichici, si trasformi in qualcosa d’altro e più ampio: un sentirsi e fare comunità che aiuta tutti a vivere meglio, a migliorare la qualità della vita individuale e del gruppo. Ad essere stimolo di cambiamento e di crescita per l'intera collettività. Questo approccio accomuna due delle strategie terapeutiche più innovative e ...

Ecco gli "appunti" del viaggio garganico e pugliese di Lomax e Carpitella

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Il social network offre importanti possibilità (per alcuni versi ancora inesplorate) di raccogliere memoria che altrimenti andrebbe dispersa, di intrecciarla, e di scrivere dunque storie e storia, quella che gli addetti ai lavori chiamano public history , e che altrove è una vera e proprio disciplina scientifica. Si tratta, soprattutto, della storia che si nutre di fonti non convenzionali, come le fotografie o i ricordi. Miky Lauriola‎ e gli amici del gruppo Facebook   "Sei di Monte se ..." me ne hanno dato una bella efficace dimostrazione. Sincero cultore della memoria e delle radici del suo paese e del Gargano, Miky ha prontamente raccolto la “dritta” contenuta nella lettera meridiana sul viaggio garganico del grande etnografo statunitense Alan Lomax e l’etnomusicologo calabrese Diego Carpitella , ed è andato a spulciare nell’archivio fotografico di Lomax, dove ha scovato due fotografie di un musicista dal volto sorridente e solare, che imbraccia una finissima fisa...

Il Gargano del 1954 negli scatti di Alan Lomax

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Nell’agosto del 1954, il folklorista nordamericano Alan Lomax e l' etnomusicologo calabrese Diego Carpitella arrivarono sul Gargano allo scopo di raccogliere, documentare e conservare, incidendole su un voluminoso ma fedelissimo ed efficiente registratore analogico a nastro, le tracce della tradizione musicale garganica, attingendole dalla viva voce e dalla memoria degli abitanti. Non fu una facile impresa. Per riuscirci dovettero fare i conti con la diffidenza degli intervistati. Sembra che per fare in modo che gli interpellati si esibissero davanti al registratore si spacciassero per quelli della radio . I centri toccati dal tour garganico dei due ricercatori furono quattro in tutto: il 23 agosto 1954, Lomax e Carpitella fecero tappa a Sannicandro Garganico, Carpino e Cagnano Varano. Il 25 si spostarono a Monte Sant’Angelo. La documentazione sonora attinta direttamente dalle fonti ha dato luogo alla pubblicazione di alcuni dischi e cd. Sono invece andati perduti i diari de...

Pugliapromozione ci ignora? Subissiamola di "non mi piace"

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Una simpatica famigliola composta da padre, madre e una ragazza giunge all’aeroporto (manco a dirlo, quello di Bari Palese) e trova ad accoglierla nientemeno che un direttore d’orchestra, che dà inizio ad una sinfonia che accompagna i tre turisti nel loro tour pugliese. Si comincia da Alberobello, per passare ai centri storici di Presicce, Locorotondo e Monopoli, dove la famiglia di turisti incontra artisti di strada, musicisti e acrobati, perché “in Puglia lo spettacolo è ovunque”. Ovunque, ma non in provincia di Foggia. Quel che vi abbiamo raccontato è il plot del nuovo spot turistico della Regione Puglia, realizzato da Pugliapromozione , sotto l’egida dell’assessora regionale all’industria turistica e culturale, Loredana Capone . I "credit" che escludono del tutto la Capitanata Con buona pace di quanti si affannano a sostenere che non è vero che i baresi e i salentini pensano soltanto alla promozione dei loro territori, la Capitanata è praticamente assente dallo s...

Pulsano e gli eremi colti dallo sguardo che vola di Fabrizio De Lillo

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Fabrizio Jamie De Lillo regala ai suoi sempre più numerosi fan una deliziosa chicca. Questa volta porta l’occhio del suo drone e della sua videocamera in uno dei luoghi più belli e suggestivi della Puglia e del Gargano: Santa Maria di Pulsano a Monte Sant'Angelo. Lo sguardo che vola di Fabrizio cattura immagini di stupefacente bellezza, finora esclusivo appannaggio degli uccelli. C’è poco da dire: guardatevi il video, gustatelo fino in fondo. Questa volta il giovane videoblogger foggiano si supera. Antica abbazia edificata sulle rovine di un tempio dedicato al culto di Calcante, Santa Maria di Pulsano sorge su uno degli “orridi” più spettacolari del Gargano, a strapiombo sul golfo di Manfredonia. Nelle rupi sotto il tempio, antichi eremiti scavarono delle grotte dove trascorrevano il loro tempo pregando. Insomma, un luogo d’incanto come pochi, dove il fascino della natura più primitiva e incontaminata incontra la spiritualità e la fede. Gli eremi sono stati riconosciuti qualc...

Viscardo di Manfredonia. La terza puntata.

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Lettere Meridiane pubblica, a puntate, il romanzo di Francesco Prudenzano , Viscardo di Manfredonia . Di seguito, la terza puntata, che corrisponde al terzo capitolo. Per non perdere neanche una puntata e restare sempre aggiornati sull'intrigante storia, trovate in questa pagina , l’elenco dei personaggi, i collegamenti ai diversi capitoli, il riassunto delle puntate precedenti. Buona lettura. * * * CAPITOLO III. La mensa è imbandita in una delle stanze che guardano da lontano l’Adriatico. Le pareti son ornate di paesaggi e marinelle di Salvator Rosa, giovane di buon tempo che allora saliva in gran fama come poeta e come pittore, per le sue satire c per le sue tele rappresentanti paesi e battaglie. Due grandi balconi davano su d’un giardino pensile, pieno ne’ viali di fiori variopinti e odorosissimi. Molte casse di agrumi erano qua e là disposte in bel disordine, e l'aria pregna di quelle fragranze accresceva a’commensali il diletto e la gioia. Due gabbioni alle due al...

Renzo e Lucia alle falde del Gargano

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Vi piacerebbe, cari amici e lettori di Lettere Meridiane , leggere una storia come quella dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni , ambientata però sul golfo di Manfredonia, e non tra Como e Milano? Se sì ditelo, e sarete serviti. La meritoria opera di digitalizzazione di Google (grazie di esserci, Big G ) ha reso da poco disponibili i due tomi di un romanzo storico poco conosciuto (a dirla tutta, praticamente sconosciuto), le cui vicende si dipanano appunto tra Gargano e Manfredonia. Renzo e Lucia di casa nostra vivono rispettivamente nel Castello di Manfredonia e in quello dirimpettaio di Monte Sant’Angelo. Viscardo di Manfredonia , questo il titolo del romanzo (che viene però definito racconto nel frontespizio dei due volumi che lo compongono), venne stampato a Napoli, presso la Tipografia dell’Ancora, ubicata nel largo S.Macellino, 2, nel 1854. Il successo arriso al romanzo dovette essere ragguardevole, se lo stesso anno ne venne pubblicata una seconda edizione, sempre a Na...

Di pubblico dominio L'apparizione di San Michele sul Gargano di Cesare Nebbia

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Miracoli di Wikimedia Commons. Grazie al portate di Wikipedia che si occupa di raccogliere e rendere disponibili on line materiali multimediali non più protetti dal diritto d’autore, è divenuta di pubblico dominio una delle più belle rappresentazioni dell’apparizione di San Michele sul Gargano. Si tratta della tela S.Michael in Monte Gargano apparet , dipinta verso la fine del XVI secolo da Cesare Nebbia , pittore umbro della scuola manierista, noto soprattutto per aver preso parte, durante il papato di Sisto V, alla dipintura ad affresco della Cappella Sistina e ai lavori di restauro della Scala Santa e della Cappella di San Lorenzo. La tela, di notevolissimo valore artistica, è custodita presso i Museo Vaticani e quella che si trova su Wikimedia Commos è la sola riproduzione digitale esistente. Potete gustarla fin nei suoi minimi particolari su Wikimedia: a renderla disponibile e di pubblico dominio è stato un sacerdote, David Castor . La rappresentazione dell’apparizione dell’a...

Bacchelli: "Terrazzamenti, miracolo dei garganici"

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Ecco, per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane, la seconda ed ultima parte dello splendido reportage che Riccardo Bacchelli scrisse per La Stampa, a proposito di Monte Sant'Angelo, il suo Santuario e l'apparizione dell'Arcangelo Michele. Ringrazio tutti gli amici che hanno voluto congratularsi con Lettere Meridiane o ringraziare per la pubblicazione. Credetemi, per me è un piacere scovare, restaurare, copiare testi così belli, ed offrirli agli amici. Penso che nobiliti e dia senso all'essere amici solo virtualmente, riempendo questo rapporto della struggente concretezza delle parole, e della letteratura. Qui sotto i collegamenti agli altri reportage garganici di Bacchelli che Lettere Meridiane ha pubblicato nei mesi scorsi, e alla prima puntata di quello su Monte Sant'Angelo. Colloquio con uno che un giorno sarà forse sugli altari Le Isole delle Acque Verdi Il miracolo dell'Arcangelo Michele (Prima parte) (g.i.) * * * Il miracolo dell'Arcan...

Bacchelli racconta il miracolo dell'Arcangelo MIchele

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Quello che Lettere Meridiane regala oggi ad amici e lettori è forse il più bell’articolo, la più bella narrazione che mi sia capitato di leggere sul Gargano. A scriverlo fu Riccardo Bacchelli per La Stampa , nella primavera del 1924: un pezzo di grande letteratura e di grande giornalismo. Ciò che maggiormente colpisce dello scritto dell’autore de Il mulino del Po è il suo straordinario potere evocativo. Bacchelli non indulge mai alla descrizione fine a se stessa. Ogni paesaggio, ogni castello o chiesa racconta a sua volta una storia, evoca, talvolta inquita, più spesso trascina e commuove. Memorabili i passaggi dedicati al ruolo di Monte Sant’Angelo nelle Crociate, alle similitudini tra la Basilica di San Michele e Castel del Monte, alla malattia di Carlo d’Angiò ed infine ai terrazzamenti, colti come emblema dello specialissimo rapporto tra i garganici e la loro montagna, che hanno saputo amare, modellare, trasformare per trarne vita e nutrimento. Bacchelli venne inviato in Pu...

Bacchelli incontra padre Pio "uno che un giorno forse sarà Santo"

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Nella primavera del 1929, Riccardo Bacchelli venne inviato da La Stampa di Torino in provincia di Foggia allo scopo di raccontare il Gargano, che il direttore del quotidiano torinese vedeva come una terra insolita, ricca di fascino, di mistero e di religiosità. Lo scrittore bolognese aveva trentotto anni, e si stava segnalando all’attenzione del pubblico e della critica come uno degli autori più importanti dell’epoca. Il romanzo, anzi, il ciclo che gli avrebbe fatto occupare un posto di assoluto rilievo nella storia della letteratura del Novecento, Il mulino del Po , avrebbe visto la luce una decina d’anni dopo. Al Gargano Bacchelli dedicò tre reportage (uno dei quali già pubblicato da Lettere Meridiane nel post Quando Bacchelli venne alle Tremiti ) Oggi offriamo ai lettori quello che comparve su La Stampa del 29 marzo 1929, forse il più bello e ricco di valore letterario dei tre. Muovendo da San Marco in Lamis, Bacchelli racconta da par suo la religiosità popolare del Gargan...

Siamo figli di Federico II o dei briganti?

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Il reportage di Giorgio Bocca su Foggia, che ho ripubblicato qualche giorno fa sulla pagina facebook di Lettere Meridiane , ha sempre suscitato reazioni vivaci da parte degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane. Generalmente di protesta, quando non di vera e propria indignazione. All'indomani,  della prima pubblicazione aveva già raccolto in una lettera meridiana ( L'articolo di Bocca fa arrabbiare i foggiani ) le reazioni di quanti l'avevano letto. Mi erano purtroppo sfuggite, forse perché l'autore le aveva postate qualche mese dopo la pubblicazione del reportage, le riflessioni, forse provocatorie, ma sicuramente stimolanti, di Girolamo Arciuolo , che meritano di essere lette . Eccole. Buona lettura. Che ne pensate? Aspetto i vostri commenti. * * * Geniale. Tutto vero. Tutto ancora vero e forse ancora più cialtronesco. Sono ritornato a essere Foggiano per caso, dopo anni passati al Nord: Bologna prima e Milano dopo e dopo essermi fatto anche i miei ...

Piovene racconta Troia, Lucera e il Gargano

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Il reportage radiofonico implica e richiede una scrittura più letteraria rispetto a quello televisivo. Sul piccolo schermo si ha modo di far parlare le immagini. In radio no: sono le parole che devono evocare atmosfere, raccontare storie, svelare e far vedere. Sotto questo profilo, il monumentale Viaggio in Italia che Guido Piovene scrisse per la radio negli anni Cinquanta, è un capolavoro, un testo che fa scuola. Piovene passò anche per la Capitanata, ed era facile immaginare che nel racconto di una provincia così ricca ed affascinante, lo scrittore veneto riuscisse a dare il meglio di se stesso. La puntata, che andò in onda il 6 novembre del 1956, è tra le cose più efficaci e belle che mi sia mai capitato di leggere ed ascoltare sulla nostra terra. Lettere Meridiane ne sta curando la trascrizione. Potete leggere quelle precedenti cliccando sotto, qui titoli ed i relativi collegamenti: Foggia "tra i Borboni e il West" di Guido Piovene  (su Foggia) Quando la Capitan...

L'antica Siponto torna alla luce a Roma

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L'antica Siponto secondo Antoniazzo, sullo sfondo, Monte Sant'Angelo Siponto, Manfredonia, Monte Sant'Angelo e il Gargano sono sempre più i protagonisti eccellenti della primavera culturale 2016. Dopo l'exploit di visitatori fatto registrare dalla originalissima ricostruzione artistica dell’antica basilica sipontina, ottenuta da Edoardo Tresoldi attraverso un sapiente gioco di reti metalliche e luci, la Montagna Sacra ed i suoi miti si sono messi in mostra, a sorpresa, anche a Roma, grazie alla riapertura al pubblico della Cappella Bessarione , “uno dei luoghi più importanti per la storia della pittura del ‘400 a Roma - come si legge nei siti web specializzati - con affreschi eseguiti da Antoniazzo Romano e Melozzo da Forlì .”  Il bello è che uno di questi affreschi, di straordinaria fattura ed espressività, rappresenta il Miracolo del toro sul Monte Gargano , con suggestive immagini di Siponto e di Monte Sant’Angelo. La coincidenza “curiosa e illuminante” d...

Settimana santa, il portale turistico regionale ignora la Capitanata

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E ci risiamo. Viaggiare in Puglia , il portale turistico regionale dimentica quasi del tutto la provincia di Foggia nella promozione degli eventi connessi alla Settimana Santa 2016.  Ecco quanto si legge nella parte del sito che promuove la Pasqua in Puglia : Ritrovarsi immersi nella folla, magari in piena notte, tra rumori di catene trascinate, uomini a piedi nudi o donne in lacrime. Vivere la Pasqua in Puglia significa lasciarsi trasportare attraverso tradizioni millenarie, fatte di pathos, fede e sofferenza. Dai celebri Perdoni di Taranto alla Passione Vivente ambientata nello spettacolare scenario della gravina di Ginosa, passando attraverso riti intensi come la processione dei Misteri ad Andria, la Desolata di Canosa di Puglia o i Crociferi di Noicattaro. Ma la Pasqua del tacco d'Italia è anche enogastronomia: dalla scarcella per i baresi alla cuddhura per i salentini, passando attraverso i mostaccioli tarantini. Lasciatevi prendere per la gola dai nostri dolci...