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Visualizzazione dei post con l'etichetta società civile

La lotta alle mafie (ri)comincia adesso (di Michele Perrone)

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Don Ciotti mentre parla alla folla, in piazza Cavour La pagina facebook dell'associazione FoggiaInsieme si sta sempre più segnalando per la qualità dei temi affrontati, e per l'approccio: riflessioni approfondite, che rifuggono dalle facili polemiche che troppo spesso caratterizzano i dibattiti sul social network. L'intervento di Michele Perrone , animatore dell'associazione, noto avvocato foggiano, cattolico, con tanta esperienza politica alle spalle (ma ai tempi in cui si poteva scrivere la parola Politica con la "p" maiuscola) è tra le migliori cose che mi sia capitato di leggere sulla questione criminosa a Foggia e sulla recente giornata contro le mafie che ha visto a Foggia la partecipata giornata nazionale di Libera . Una giornata importante, che resterà scolpita negli annali della città. Ma che non può restare fine a se stessa. Proprio alla necessità di dare continuità all'impegno emerso durante la giornata foggiana di Libera si ispira l...

Il ritorno della società civile: rinasce FoggiaInsieme

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A Foggia si discute poco di futuro. Il dibattito sullo sviluppo della città arranca, le diverse forze politiche - come ha dimostrato la campagna elettorale giunta alle sue ultime battute - preferiscono litigare tra di loro più che confrontarsi sulle strategie da mettere in campo per far fronte alla devastante crisi che ha colpito la città. Per fortuna, pezzi sempre più importanti della società civile scendono in campo, per incalzare la politica a svolgere meglio il suo ruolo. Ci hanno provato associazioni di importanti, come la Coldiretti e la Confesercenti (che ha sottoposto ai candidati un'interessante e dettagliata piattaforma programmatica). E torna in campo un'associazione che raccoglie professionisti e intellettuali di diversa estrazione politica e culturale, come FoggiaInsieme , che ha aperto una bella pagina social su facebook (potete visitarla cliccando qui ). “Un po’ più invecchiati, un po’ più stanchi, un po’ più acciaccati - scrive l’avv. Michele Perrone , fonda...

Ciao Fabio. Sarà dura senza il tuo sorriso e il tuo entusiasmo (di Geppe Inserra)

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L’improvvisa morte di Fabio Carbone - un caro amico, un uomo generoso e buono, di quella bontà senza se e senza ma, sempre più rara al giorno d'oggi - ci rende tutti più poveri. Con lui scompare un sincero democratico e un grande protagonista di quel cristianesimo sociale che, non sempre apprezzato come meriterebbe, è stato in questi anni, a Foggia, un grande argine, uno degli ultimi baluardi contro la disgregazione sociale e civile che ipoteca il futuro della città. Grazie a lui le Acli sono diventate un importante punto di riferimento per la formazione dei giovani e per la crescita del lavoro. Quando alla Provincia ho diretto il settore Politiche del Lavoro - che si occupava della gestione dei Centri per l’impiego e delle politiche attive per l’occupazione-, ho trovato in Fabio un interlocutore sempre attento, e spesso anche un prezioso alleato. La partecipazione, la condivisione, il costante tentativo di mettere in rete istituzioni, associazioni, mondo della formazione e ...

Quei bombardamenti che non finiscono mai: Foggia, fuggi da Foggia

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Così Foggia ha saluto la nascita del Salvatore I bombardamenti non finiscono mai, a Foggia. Quel che non fecero le Fortezze Volanti alleate che nell’estate del 1943 rasero al suolo la città, ma non uccisero la speranza, stanno riuscendo a farlo i teppisti, i vandali, i balordi che fanno a pezzi i beni comuni, la memoria, l’identità, e quella città indifferente che ha altrettante responsabilità nello sfascio di Foggia, nel suo degrado. Non è affatto un caso che le ultime epiche gesta di questi nuovi barbari abbiano avuto come teatro e come bersaglio, la notte di San Silvestro luoghi simbolici di Foggia civile, come il Municipio, la casa di tutti, e di Foggia storica, come le stele che tempo fa erano state poste nella villa comunale proprio a ricordo dei bombardamenti e dei foggiani che si prodigarono per lenire le sofferenze della popolazione. Uccidendo migliaia di inermi cittadini, gli alleati fecero a pezzi la memoria viva e reale della città. Oltraggiando i suoi simboli, i vand...

Parco San Felice, da simbolo di degrado a speranza di futuro

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Nello scorso week end, Parcocittà ha spento la sua prima candelina. Dodici mesi soltanto, ma sembrano esserne passati molti di più, tanto la struttura si è radicata nel tessuto sociale, civile e culturale del quartiere, della città. Solo qualche anno fa, Parco San Felice era assurto a simbolo dell'endemico degrado della periferia foggiana: il centro sociale sorto nell'ambito del piano Urban completamente vandalizzato, gli spazi verdi e il parco giochi sporchi. L'impressione prevalente era quella dell'abbandono, di un destino segnato. Grazie a Parcocittà, Parco San Felice è tornato ad essere nuovamente un attrattore, e non solo per una salutare passeggiata o per godere un po' d'aria fresca quando incombe la calura. Il centro sociale, recuperato e riqualificato, con l'annesso anfiteatro, è divenuto il principale aggregatore di iniziative culturali della città: convegni, concerti, proiezioni, mostre, infittiscono e impreziosiscono un cartellone di qualità. ...

Foggia bella che si ritrova, sognando Federico II

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La notizia è questa sala strapiena, entusiasta. Questa Foggia bella, questi foggiani che si ritrovano a riflettere sulle sue tante identità, mai vissute fino in fondo, forse proprio perché tante, e diverse, come si addice ad una città di frontiera, troppe volte oltraggiata dalla storia, che di simboli in cui rispecchiarsi e ritrovarsi ne ha lasciati ben pochi. Ieri pomeriggio, nella Sala Mazza del Museo Civico, la città ha vissuto un momento di rara intensità culturale e di consapevole partecipazione. Si ragionava dei resti del palazzo di Federico II e della possibilità - se non di ricostruire la reggia, d’incerta collocazione ed aspetto, e i cui lavori probabilmente non vennero mai portati a compimento -, almeno di valorizzare meglio quel che ne resta: non solo l’arco d’ingresso e l’iscrizione, ma anche le tante tracce sparse sui muri del centro storico e soprattutto negli ipogei, che si stanno rivelando uno scrigno inesauribile di informazioni sul passato medievale di Foggia e sul...

Il grande cuore del Gargano

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Su Rodi Garganico è tornato a splendere il sole, in tutti i sensi. Quel che ha fatto la cittadina garganica nell’emergenza determinata dal passaggio dal ciclone Ulrike merita di passare alla storia della Puglia, della Capitanata e del Gargano come una straordinaria pagina non solo di solidarietà, ma anche di civiltà, di efficienza ed intelligenza. Sulle prime sembrava dovesse ripetersi il dramma di due anni fa, quando l’alluvione mise letteralmente in ginocchio la Montagna del Sole. Ma questa volta le cose sono andate diversamente. Per la minore intensità della perturbazione, ma anche per l’eccellente quanto tempestiva risposta  della Protezione Civile, del Comune, degli organi di informazione e dei volontari che hanno affrontato l’emergenza con grande efficienza e con encomiabile generosità, consentendo che la situazione tornasse alla normalità  veramente a tempo di record. Eppure i numeri sono stati imponenti: 255 turisti costretti all'evacuazione dai campeggi di Lido d...

Gino Lisa, la sconfitta della società civile

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Si sia d’accordo o meno sulla utilità dell’allungamento della pista del Lisa (io trovo che l’opera sia urgente  e necessaria, soprattutto per rispondere alle istanze del turismo garganico), su un dato di fatto credo si possa essere tutti d’accordo: il movimento che da anni si batte, sia sulle piazze virtuali che su quelle reali, per restituire piena funzionalità all’aeroporto foggiano, rappresenta la pagina più bella scritta dalla società civile della città capoluogo e del resto della provincia. Di questo movimento, che a un certo punto si è formalmente costituito in comitato (il Comitato Vola Gino Lisa ) Marialuisa d’Ippolito è stata ed è una protagonista. Sempre attenta ai fermenti civili e culturali della città, dirigente regionale del FAI (il cui comitato provinciale ha guidato per molti anni, facendolo diventare un punto di riferimento), fondatrice e presidente dello stesso Comitato per l'aeroporto (carica che ha lasciato qualche mese fa, per ragioni di natura personale), ...

La politica deve tornare a pensare al futuro

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E chi l’avrebbe mai detto? Dopo una campagna referendaria sommessa, all’indomani del mancato raggiungimento del quorum, esplode il confronto sulla necessità, anzi l’urgenza, di tornare a ragionare di futuro, e di apprestare un modello di sviluppo in grado di sostenerlo. Sia Franco Antonucci che Michele Lauriola hanno rilanciato la necessità di un confronto che metta d’accordo le ragioni di chi sostiene la tutela dell’ambiente e del paesaggio, con quelle di chi sostiene la produzione e il lavoro (aspetti tutt’altro che antitetici… dal mio punto di vista). E non si fanno attendere i commenti, interessanti, degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane . Riferendosi al titolo, volutamente provocatorio, della lettera meridiana "Lo sviluppo? Non interessa più l'opinione pubblica” , Girolamo Arciuolo scrive quanto segue: Questo, Geppe, a mio avviso è uno dei problemi in assoluto più centrali. la Sinistra attuale ha smesso di pensare al futuro e al progresso e ha smesso ne...

Se Foggia reagisce, Foggia rinasce

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 Se Foggia reagisce, Foggia rinasce. E un bel passo nella direzione della reazione la città sembra averlo compiuto, questa mattina, in un Teatro Giordano gremito come se anziché una giornata di mobilitazione contro la mafia, fosse stato un concerto pop. Aprendo i lavori, Filippo Santigliano , capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno , e giornalista particolarmente attento, aveva ben chiarito il senso la sfida: “Non si può restare sugli spalti, adesso dobbiamo scendere in campo.” Foggia è scesa in campo. PELVI: IL SENSO RELIGIOSO DA SOLO NON BASTA L’evento promosso dalla Chiesa foggiana, dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Buon Samaritano ha colto nel segno, e non soltanto per la presenza massiccia e consapevole dello Stato che non s’arrende e che ci mette la faccia. È stata nuova, e confortante, la sensazione tangibile di essere una cosa sola, di voler veramente fare quadrato tutti assieme, per contrastare un fenomeno criminale che ha raggiunto liv...

Foggia e la nascita della Repubblica

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Il 2 giugno del 1946, quando il Paese tornò alle urne dopo l’oscura parentesi della dittatura, per scegliere tra  Monarchia e Repubblica, e per eleggere  l’Assemblea Costituente, la provincia di Foggia stabilì un record, rendendosi protagonista di un exploit che non si sarebbe mai più ripetuto.  Si votava allora su base circoscrizionale: gli elettori  foggiani votavano assieme a quelli baresi, mentre le province di Lecce, Brindisi e Taranto erano raggruppate nell’altra circoscrizione pugliese. A guidare le liste dei partiti maggiori, nella circoscrizione Bari-Foggia, c’erano tre dauni, a testimonianza di uno spessore e di un peso della classe dirigente e politica di allora, che facevano della Capitanata un faro e un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno.  I magnifici tre erano: per il Pci, il segretario generale della Cgil, Giuseppe Di Vittorio , di Cerignola, per la Dc Raffaele Pio Petrilli , lucerino (sarebbe divenuto sottosegretario nel gover...

Ciao Fra'

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di Nico Baratta «Eri e rimarrai un grande. Eri e rimarrai unico. Eri e rimarrai uno dei miei amici più cari. Il mio cuore è affranto ma gioisce perché sa che ora sei li, da Lui, e con Lui veglierai su di noi per guidarci. Giacomo ti abbraccio con immenso amore fraterno. Ciao Fra'». Con questo messaggio ho voluto salutare l’amico Fra’ Giacomo Teofilo, Frate Minore della fraternità di San Pasquale in Foggia, presidente dell’Associazione Onlus Le Crune di Foggia, ma soprattutto amico fraterno. Nel silenzio se n’è andato. Quel silenzio che solo pochi riuscivano a rendere messaggio di fratellanza e giustizia. La sua dipartita, avvenuta l’11 gennaio 2016, ha colto di sorpresa molte persone; solo poche lo hanno ringraziato per il suo instancabile ed energico volontario lavoro sociale nel volere una città più accessibile. Le istituzioni locali hanno taciuto, neanche un “R.I.P.” a testimonianza per la perdita di un concittadino che su quattroruote scuoteva gli animi dei più pietrifi...

Masterplan per il Sud: la Capitanata vuole contare

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  Piaccia o meno, l’intervento pubblico nel Mezzogiorno sarà nei prossimi anni, e forse decenni, orientato e pilotato dal Masterplan che il Governo ha licenziato nelle sue linee guida nelle scorse settimane. Spetterà alle Regioni e, come si usa dire, ai territori riempire di contenuti questo strumento, che convoglierà verso investimenti in infrastrutture, tutte le risorse finanziarie disponibili, di origine nazionale e comunitaria. Renzi è stato di parola, ma non basta ancora: il Masterplan certifica la volontà del Governo di cambiare passo e marcia, rispetto al Mezzogiorno, che però si aspetta una svolta reale. Affermare che “le risorse ci sono” come vanno ripetendo da mesi autorevoli esponenti dell’esecutivo, è dire una mezza verità.  È vero che c'è un a cospicua disponibilità di risorse finanziarie, soprattutto comunitarie, che non vengono spese con la tempestività e con la qualità che sarebbe necessario. Ma bisogna sostenere  con altrettanta chiarezza che sp...

Lo sviluppo desertificato. Il masterplan ultima spiaggia.

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Da qualche ora è on line Opencantieri , sito voluto dal ministro delle Infrastrutture Delrio per dare conto di quel che si muove sul suolo nazionale in termini di opere pubbliche. Daniela Eronia , giornalista foggiana particolarmente attenta ai tremi dell'economia e dello sviluppo, commenta sul Mattino di Foggia : "La provincia di Foggia non ha proprio nulla da mappare. Sembra sia stessa messa sulla cartina un’enorme “X”. È anche inutile accanirsi, cercando conforto nei titoli “corridoi strategici, nodi logistici, ambiti urbani, sistema idrici”. Nei corridoi strategici, gli assi portanti della mobilità sostenibile europea e il più importante investimento infrastrutturale in corso nel vecchio continente, la provincia di Foggia e’ saltata a pie’ pari." Non si può non condividere la preoccupazione di Daniela. Anche se Opencantieri , ovviamente, fa il punto sui cantieri aperti, non esistono lavori già appaltati per quanto riguarda lee opere citate da Eronia come particolar...

No pasaran. Il viaggiatore è tornato...

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Una volta tanto non hanno vinto loro, i vandali, i balordi che fanno a pezzi la città e danno ragione a quanti vorrebbero scappare via. Questa volta ha vinto una città che si è mostrata finalmente civitas . La statua del viaggiatore è tornata al suo posto, in piazzale Vittorio Veneto, dopo il restauro promosso dal Rotary Club di Foggia. che l'anno scorso aveva già curato la posa in opera della bella opera d'arte, davanti alla stazione ferroviaria.. Il presidente Giulio Treggiari è stato di parola. “ No pasaran ”, aveva detto quando il Rotary aveva deciso di farsi carico del restauro della statua, prima presa di mira dai vandali, quindi utilizzata come cestino portarifiuti. “Non vinceranno i vandali, la restauriamo e poi ritornerà al suo posto.” E così è stato. Da un paio di giorni, l’opera è stata ricollocata nel piazzale, e la speranza è che questa volta sarà il fiore all’occhiello di una piazza che si sta rifacendo il look e che sembra destinata a diventare ancora p...

Anna Maria Ortese sul Gargano: grandi pagine dimenticate

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Anna Maria Ortese Tra i numerosi viaggiatori che hanno visitato e raccontato il Gargano un posto di spicco merita Anna Maria Ortese . Grandissima scrittrice e giornalista del secolo scorso, non ha avuto il posto che avrebbe meritato nella storia della letteratura italiana. E a dirla tutta, anche le sue pagine sul Gargano non sono tra le più note. Per la sua prosa, Massimo Bontempelli coniò il termine realismo magico . Altri hanno parlato di prosa visionaria . A mio modesto avviso, sono una espressione di giornalismo al massimo livello. I suoi reportage garganici restano tra le pagine più belle che siano state scritte sul Gargano, e forse anche tra le più vere. Antonio Motta , finissimo intellettuale e scrittore di San Marco in Lamis, tra i maggiori conoscitori di Leonardo Sciascia è tra i pochi ad aver letto e studiano anche le opere di Ortese. In una intervista rilasciata a Michele Fumagallo su Arte & Carte sottolinea la grande attualità di quel reportage-racconto: “La manc...

Foggia, chi parte, chi resta.

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L'emigrazione intellettuale colpisce le aree più deboli. Foggia, purtroppo, non fa eccezione. La città e la provincia hanno perduto via via intelligenze importanti, che hanno reso ancora più complicato decidere di stare a Foggia. Partendo dai casi e dalle storie di tre noti intellettuali e autori foggiani, Lettere Meridiane ha ospitato qualche mese fa una lunga e ricca discussione sull'argomento, vivacizzata anche da diversi racconti e testimonianze personali: di chi se n'è andato, di chi ha scelto invece di restare ed anche di chi è tornato. I diversi interventi sono stati adesso raggruppati in una pagina specifica, intitolata Chi parte e chi resta , che racconta una insolita storia collettiva cittadina. Sono pubblicate, in ordine cronologico, le riflessioni di Antonio Vigilante, Gianni Pellegrini, Salvatore Speranza, Antonio Fortarezza, Mara Cinquepalmi, Gianni Ruggiero, Daniela Marcone, Franco Salcuni e Gino Longo.  Per accedere alla pagina e alle lettere meri...

Gli intellettuali, Foggia e l'identità: un rapporto critico

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"Non mancano alla città intellettuali di pregio, e istituzioni che fanno il loro dovere" La giornalista conclude la sua analisi con una menzogna , quella che ho virgolettato. Non ricordo i nomi degli intellettuali di pregio che si siano occupati dello scempio denunciato, né di Istituzioni che fanno il loro dovere. Rivolga a costoro le sue accuse, la giornalista dell'Unità e del Manifesto. Aggiungo che mi sorprende che l'estensore del post, da sempre nelle stanze dell’Amministrazione provinciale quale funzionario con incarichi dirigenziali, nonché vecchio giornalista, nonché illustre iscritto o dirigente non so più di quale sinistra, con lunga memoria delle cose fatte e non fatte dalle Istituzioni, si permette di offendere i foggiani che non percepiscono ciò che piace a lui. Dove è cresciuto Geppe Inserra, se mi permette di chiederlo, e qual è la sua identità? Così Anna Maria Bisciotti commenta la lettera meridiana che ho pubblicato qualche giorno fa , a propos...

Ecco la Foggia che vuole vivere, e non solo sopravvivere

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Da un paio di giorni, Lettere Meridiane e le pagine di cronaca locale dei quotidiani sembrano bollettini di guerra, più che spazi di informazione. Raccontano fatti brutti, perfino tragici: le bombe che lacerano il centro cittadino, il crollo di via Ingino con l’ennesima vittima del lavoro. Verrebbe voglia di andarsene, anzi di scappare. A Foggia sembra fuggita la speranza , concludevo ieri, commentando quanto accaduto in via Ingino. Ma ecco la Foggia che non t’aspetti, che emerge prepotente e nitida dalle pieghe di eventi facebook che si affastellano e si concentrano. Mai la cronaca è stata così ricca di eventi civili e culturali quanto quella di oggi. Leggete, e guardate che roba. 1. Un altro teatro che riapre i battenti: è il glorioso Cinema Cicolella (che nell'occasione si trasforma in Cineteatro) di viale XIV maggio. La sala sorge proprio di fronte a quella chiesa della Madonna della Croce le cui campane hanno ripreso a squillare, da poche settimane. Un ulteriore segnal...

Le campane della Madonna della Croce hanno ripreso a suonare

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I gruppi  di facebook  sono alle prese con una diffusa crisi, sotto l’incalzare di quella che qualcuno ha definito la sindrome dei selfie e di un edonismo che sta distruggendo le potenzialità del social network come opportunità di comunicazione circolare e piazza civica. Mentre nella maggior parte dei gruppi storici si vanno rarefacendo i post e le discussioni, non mancano lodevoli eccezioni. Il gruppo Quartiere Ferrovia/Viale XXIV Maggio è uno degli ultimi nati, ma si segnala per la sua originalità e soprattutto per la pacatezza con cui riesce ad affrontare temi spinosi. La zona del capoluogo cui fa riferimento è tra le più problematiche. Da un certo punto di vista è ormai la zona internazionale della città: si sprecano i negozi cinesi ed africani che ormai coinvolgono anche Viale XXIV Maggio che era una volta il "corso" per eccellenza. Non mancano problemi di convivenza ed integrazione che talvolta sfociano in vera e propria tensione. Gli obiettivi del gruppo, che s...