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Visualizzazione dei post con l'etichetta Adriatico

Trivelle e cicciottelle

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Mettiamola così. Il mio titolo sulle trivelle ondivaghe dell’Adriatico, per scorrettezza e per bruttezza ha oscurato quello sulle olimpioniche cicciottelle che ha provocato il licenziamento del direttore di QS, Quotidiano Sportivo. Me ne dolgo profondamente con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane. Come ha scritto qualche giorno fa sul Corriere della Sera, Beppe Severgnini   riferendosi al titolo sulle “cicciottelle”: “quel titolo era sbagliato. Peggio: era brutto. Ma se licenziassero tutti i giornalisti che hanno fatto un brutto titolo, le redazioni sarebbero deserte.” Visto che sono il datore di lavoro di me stesso, e che scrivere Lettere Meridiane  non è nemmeno un lavoro, ma puro volontariato, non posso licenziarmi. Resta però l’errore. Una topica più che una bufala. Le trivelle andavano a sud, e non a nord. Dunque non arrivavano, come ho scritto erroneamente e, ma se ne andavano. Si trattava delle trivelle di Ombrina Mare, piattaforma realizzata lungo l’abruz...

[Foto che parlano] Il totem alla (in)civiltà dei consumi

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Ecco come noi umani trasformiamo il paesaggio, sembra dire questa foto, scattata sulla spiaggia di Marina di Chieuti. Passeggiando verso la foce del torrente Saccione che segna il confine tra la Puglia e il Molise, si ha l'esatta percezione di quello che viene scaricato nel mare incolpevole da una comunità che ormai si caratterizza più per le cose che getta via che non per il modo con cui le produce e le consuma. È un'immagine amaramente eloquente delle condizioni in cui abbiamo ridotto il mare: una gigantesca discarica di rifiuti a cielo aperto, in cui spadroneggia soprattutto la plastica delle bottiglie, che le onde poi riversano sull'arenile, restituendo alla "civiltà" i suoi simboli, la sua immondizia. In fondo, quelle orride bottiglie vuote di plastica sono un'espressione simbolica di una civiltà che si autodefinisce civiltà sei consumi, ma che invece è soprattutto civiltà dei rifiuti. Siamo in uno dei tratti del litorale adriatico a più alto pregi...

Trivelle vicine al Gargano: si scaverà a Pelagosa

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Esorcizzato almeno temporaneamente il pericolo delle trivellazioni petrolifere al largo delle Tremiti, presto le attività di ricerca potrebbero interessare un pezzo di Adriatico assai vicino all’arcipelago diomedeo, quello che circonda l’isola di Pelagosa, in territorio croato. Come dà notizia il sempre attento Domenico Sergio Antonacci nel suo blog Amara Terra Mia ( qui il post ), il governo croato ha inserito anche l’isola tra i blocchi messi all’asta per l’esplorazione e  lo sfruttamento di idrocarburi nel territorio croato. Le concessioni verranno aggiudicate entro il prossimo mese di novembre: l’ipotesi delle trivellazioni petrolifere vicino alle nostre coste adriatiche diventa a questo punto sempre meno remota. Anzi quasi certa. Pelagosa, o più precisamente l’arcipelago di Pelagosa, sorge ad appena sessanta chilometri dalla costa garganica, ed è un autentico paradiso naturalistico. Faceva parte una volta della provincia di Foggia. Ho raccontato in questo post l’incredibil...

Aeroporto Lisa, banco di prova della buona politica

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Mi scrive Maria Luisa d’Ippolito, capo delegazione del Fai (Fondo Ambiente Italia) di Foggia: Salve, alla luce dei fatti degli anni trascorsi e delle novità introdotte da Passera, fra le tante domande che mi pongo e ti pongo: quale sarà il ruolo futuro di AdP, anche alla luce della convenzione e del Decreto interministeriale, per me introvabili ( ? ! ) nei vari siti istituzionali consultabili , ma che notoriamente riguarda tutti gli aeroporti pugliesi? La recente ricerca di soci lanciata dalla Regione Puglia è il segno chiaro che, messi in sicurezza gli aeroporti di Bari e Brindisi sui quali ha impegnato un mare di risorse, ora l'Ente sta tirando totalmente i remi in barca e freme per liberarsi del peso e degli oneri dei due scali posizionati in territori di scarso interesse politico, con tante grane e poche virtù ? Gradirei una tua nota in merito.  Mluisa d'Ippolito * * * Gli interrogativi che poni sono seri. Non siamo ancora in grado di capire quale potrà essere il c...

Irredentismo Dauno: l'incredibile storia delle Isole Pelagose

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"Palagruža" di Kyknos - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons -  Chi leggendo il titolo di questo post ha fatto un salto sulla sedia, si rassicuri. Stiamo scherzando, o quasi. Quella che stiamo per raccontarvi non è una storia di rivendicazioni territoriali, ma piuttosto una storia dimenticata, che di tanto in tanto affiora all’attenzione dell’opinione pubblica per poi tornare nell’oblio. Isole Pelagose: un piccolo arcipelago oggi in terra, anzi in mare, croato, ma che faceva parte una volta della provincia di Foggia. L'accesso era fino a qualche anno fa vietato dalla Croazia, ma oggi è consentito: qui informazioni su come visitarle. Oggi disabitate, le isolette segnano idealmente il confine tra il mare italiano e quello della ex Iugoslavia: le isolette sono situate giusto in mezzo all’Adriatico a 46 km dall’Isola di Pianosa che appartiene amministrativamente alle Tremiti, ed alla stessa distanza da quella di Cas...

Tremiti / Per un pugno di royalties

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Archiviata la grandiosa manifestazione popolare di Manfredonia, per i futuro delle Tremiti e dell'Adriatico si apre l'ore della riflessione. Lo abbiamo detto più volte: è impensabile vincere questa battaglia di civiltà da soli: sia le indagini alla ricerca di idrocarburi, sia l'eventuale coltivazione dei pozzi sono un affare che riguarda tutte le comunità, e tutti gli Stati che si affacciano sull'Adriatico. La vicenda delle Tremiti è un capitolo importante di una storia più ampia e complessa: la storia dell'assedio che le società petrolifere stanno stringendo nei confronti dell'Adriatico. Se si vuol compiere un salto di qualità nelle iniziative che si stanno promuovendo per scongiurare che le trivelle petrolifere vadano a scavare troppo vicino a Tremiti, bisogna partire da questo dato.