Quando i muri parlano: la Foggia bella e creativa di Teresa d'Agnessa
Un invito a guardare la città con occhi diversi. Anzi, per dirla con Henry David Thoreau , a vedere, più che guardare, perché “non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.” È una Foggia insolita, colorata, piena di luce e perfino di poesia quella spulciata, raccontata e sublimata dall’obiettivo di Teresa d’Agnessa , in mostra a Foggia, in quel di Parcocittà fino al 19 giugno. Fotografa di viaggi, di mondi e culture esotiche, questa volta d’Agnessa racconta Foggia e i suoi muri che parlano, catturando la creatività che prorompe sommessa e copre di bellezza ciò che per definizione è brutto: non solo muri ma anche manufatti tecnologici, gli orrendi cabinet della fibra ottica spuntati come funghi, le paline pubblicitarie. L’occhio di Teresa è attento e si posa sicuro su queste recondite bellezze: dai delicati disegni disseminati da Blub per le strade del centro qualche anno fa, alle liriche anonime “postate” dal Movimento per l’emancipazione della poes...