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Foggia una giungla? Ma no...

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Foggia una giungla? Ma no. Almeno gli animali riescono a stabilire tra di loro una convivenza serena e pacifica, come dimostra la foto, scattata questa mattina in via Nero Nadi, a fianco alla Chiesa dello Spirito Santo. L’immagine mostra alcuni volatili che razzolano tranquillamente, in un’aiuola che rappresenta una sorta di oasi per gli animali. La mano pietosa degli abitanti del rione vi porta infatti acqua e cibo per gatti. E i volatili ne approfittano. Nella vulgata comune, gazze e piccioni non si amano particolarmente. Dove ci sono le gazze non ci sono i piccioni, e viceversa, in una sorta di più o meno tacita spartizione del territorio. Nell’aiuola di via Nadi, però, la gazza condivide volentieri con i colombi, senza recare loro disturbo, l’acqua per dissetarsi e la ricerca di cibo. Una bella scena, a pochi metri da piazza della legalità, e dalla stele che ricorda il sacrificio di Francesco Marcone. Sarebbe bello se anche gli “umani” condividessero questo spirito di tollera...

Quella esasperata tendenza foggiana a contrapporsi e litigare (di Geppe Inserra)

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Se il pallone e quel che vi ruota attorno è lo specchio di una città (e quanto è vero, soprattutto a Foggia...), gli incidenti che hanno costretto l'arbitro a sospendere l'innocua amichevole che i satanelli stavano disputando nel ritiro di Castel di Sangro e la società a cancellare gli altri incontri precampionato in programma, non possono essere derubricati a semplici episodi di inciviltà e di teppismo sportivo. Se non altro dal punto di vista statistico: gli annali del calcio sono pieni zeppi di partite interrotte per incidenti esplosi tra tifosi di opposte fazioni, ma dev'essere stata la prima volta, o giù di lì, che a sfidarsi con mortaretti, petardi, e fumogeni sono stati tifosi che avrebbe dovuto essere accomunati dalla passione per la stessa squadra. La mia personale impressione è che il Foggia e l'amore per la squadra rossonera in questa brutta storia c'entrino poco. C'entra, invece, un modo d'essere, una certa mentalità foggiana che non appartien...

Foggia idiot city

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Una smart city si vede prima di tutto dai  semafori. Più sono intelligenti, più la città che li ospita può definirsi smart . Se le cose stanno così, a Foggia c'è poco di che stare allegri. Piuttosto che smart city , il capoluogo dauno potrebbe definirsi una " idiot city ". Altro che intelligenti, a Foggia i semafori sono proprio imbecilli.  Provate a percorrere viale Ofanto. Giustamente, la strada che una volta era la circonvallazione della città è particolarmente ricca di semafori. Nel tratto compreso tra viale Michelangelo e via Bari, ce n'è uno ad ogni incrocio. Nell'epoca ultratecnologica in cui abbiamo la fortuna di vivere, uno si aspetterebbe non dico quei semafori superintelligenti che, come spiegano i tecnici sono in grado di "ripartire la precedenza tra i flussi incrociati della viabilità in modo più rapido e redditizio", ma almeno semafori appena appena sincronizzati l'uno con l'altro.  Che succede invece? Sei fermo su viale O...

Monti Dauni, il futuro nelle radici (di Lello Vecchiarino)

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La relazione-saggio di Lello Vecchiarino che Lettere Meridiane ha il piacere di pubblicare ha un valore storico importante. Quando era  a capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno , il bravo giornalista e scrittore lucerino è stato il primo teorizzare l’opportunità di non chiamare più il Subappennino con questo antico toponimo, che col suo prefisso “Sub” evoca un’idea di inferiorità… Vecchiarino fu un battistrada: si deve proprio a quella bella intuizione  se oggi le colline che dividono la provincia di Foggia dal Molise, dalla Campania e dalla  Basilicata vengono definite, più propriamente, Monti Dauni. Quella idea suscitò l’interesse e l’attenzione di molti ambienti culturali, anche foggiani, e di molti politici e intellettuali, tra cui Carmine Tavano , amministratore intelligente, uomo di buone letture, particolarmente attento ai temi della cultura. Non ricordo se Tavano, che è stato anche un apprezzato assessore alla cultura, fosse allora vic...

Libro cartaceo o e-book? Dipende...

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Ho letto qualche tempo fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno , un articolo sul consumo di libri,  mediamente piuttosto basso nel Belpaese, ma addirittura disastrato nel Mezzogiorno e in Puglia. Per la serie  "ma che c'accocchia", per una buona metà l'articolo era una lunga filippica contro gli ebook, ribadendo la tesi trita e ritrita, che mai i libri digitali potranno sostituire la bellezza del libro di carta ecc.ecc. E' di solare evidenza che il buon vecchio libro "analogico "di carta e il suo corrispettivo digitale sono due cose assai diverse tra di loro. Varia la  loro natura di oggetto; varia il rapporto sensoriale con "la cosa", ma anche in questo caso la distinzione  è meno netta di quanto non appaia sulle prime. Entrambi gli oggetti si affidano alla vista per poter essere utilizzati, e sicuramente il libro di carta è più performante, sotto questo aspetto. Pensate a certi libri d'arte, a come la stampa tradizionale sia in grado di far ...

Messi e Pellè, le due facce del pallone

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A volte per capire il gioco del calcio ci vuole lo psicanalista più che l’esperto. Prendete Messi e Pellè, le due facce del pallone, che ripropongono una storia vista già tante volte, che sta diventando una regola. Ci sono campioni che con la maglia della Nazionale non vincono e non convincono, ci sono calciatori onesti - bravi ma non fuoriclasse - che quando difendono i colori del loro paese si trasformano, diventano autentici trascinatori. L’Argentina di Messi fallisce la terza finale di fila, per colpa di un rigore fallito proprio dal cinque volte Pallone d’Oro. L’Italia di Conti mette sotto prima il Belgio e poi la Spagna, grazie alle prodezze di Graziano Pellé, centravanti operaio per eccellenza, affiancato dal’oriundo Edèr, che nella sua squadra neanche gioca. Messi con la palla tra i piedi fa quello che vuole. Pellé ed Eder no, ma in campo danno l’anima. Il bello non è quanto tirano e quanto segnano, ma come corrono in campo, come inseguono ogni pallone, come tornano per aiuta...

Foggia. Dal ca(l)cio sui maccheroni, al prosciutto sugli occhi?

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di Maurizio De Tullio Se qualcuno avesse dubbi sulla vera natura del foggiano-tipo, proprio alla vigilia di un attesissimo Foggia-Pisa che deciderà le sorti della quarta promossa in serie B, può rivolgersi presso la Biblioteca Provinciale di Foggia e consultare il mio più recente aggiornamento della Bibliografia del Calcio di Capitanata (1963-2016), sorta di data-base che include ogni volume dedicato alle squadre di calcio di Capitanata o ai personaggi e alle storie che vi hanno ruotato. L'appassionato, il tifoso, il curioso, ai quali affiancare  senza perdere un attimo  lo psicoanalista, il sociologo e l'antropologo avranno di che commentare, scoprendo testi originali e, soprattutto, numeri da record del mondo. Da studiare, appunto. Chi poteva sapere, per esempio, che tra il 2010 e il 2016 sono stati scritti, sia pure a vario titolo e con obiettivi diversi, ben tredici, ripeto tredici, libri sulla squadra di calcio del Foggia? Una media di oltre due l'anno, cosa...

Tanti auguri a nonna Pina, centenaria foggiana

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Noi giornalisti, spesso, siamo presi nel raccontare vicende di cronaca, di beghe amministrative del comune o territorio d’appartenenza, a volte di eventi culturali e artistici. Qualche volta ci dedichiamo a cronache felici, forse perché oggigiorno ve ne sono poche. Ebbene, qualche giorno fa, il 31 gennaio 2016, a Foggia un evento felice ha interessato una parte della comunità. Nonna Giuseppina, per tutti Pina, ha compiuto i fatidici 100 anni. Portati con brio, autosufficienza, Nonna Giuseppina insieme ai suoi figli, nipoti, pronipoti e amici cari, ha festeggiato un secolo di vita. Un secolo, un traguardo che tutti vorremmo tagliare. Nonna Giuseppina non è la solita anziana signora rinchiusa in casa, in quell'abitazione che la protegge e la coccola fin dal 1947. Lei vive sola e le sue giornate le trascorre in libertà, rapportandosi con i suoi vicini e partecipando alla vita sociale del quartiere. La mattina, di buon ora, fa colazione, sbriga le faccende di casa, va in chiesa ...

Raffaele De Seneen racconta: "La mortadella dissacrata"

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Il caso del panino imbottito di danaro , per occultare la tangente, ha sollecitato la memoria e la nostalgia di Raffaele De Seneen , che ha scritto il racconto che segue, facendone omaggio ad Amici e lettori di Lettere Meridiane. Va detto che i ricordi del buon Raffaele hanno, a loro volta, fatto scattare la molla della nostalgia per altri sapori del passato, quali il panino del muratore ricordato da Giuseppe Trincucci , in un commento postato sulla bacheca del gruppo social Amici e Lettori di Lettere Meridiane, che riporto in calce al racconto di Raffaele. * * * Non ricordo che anno fosse, né ricordo quanti anni avessi, però, ho ben presente quando in fila con gli altri compagni di classe imboccavamo via Galiani, marciapiede lato Villa, per raggiungere l’omonima palestra (ex GIL) di fronte all’attuale IACP che oggi si chiama diversamente. Cento passi, più o meno cento metri, e qualcuno schizzava fuori dalla fila, attraversava la strada, dall’altra parte c’era un negozietto di...

La "partita". Quando il Foggia strabiliò il mago Herrera

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“Cielo coperto, terreno in ottime condizioni. Nessun incidente di rilievo. Angoli 5-4 per l'Inter. Spettatori 30.000 circa, per un incasso superiore a 32 milioni.” Già le note anticipano l’exploit, l’impresa. È il tabellino di quella che sarebbe diventata "la partita". La leggenda. Foggia-Inter, 3-2, 51 anni fa. Era il 31 gennaio del 1965. Il giorno dopo Foggia e il Foggia conquistano la copertina della Gazzetta del Mezzogiorno : "Tre gol ai campioni del mondo / Foggia capolavoro” titola in prima pagina il quotidiano regionale, che aggiunge nel sommario: “Partita memorabile. Esaltante la ripresa: reti di Lazzotti e Nocera, pareggio dell’Inter con Peirò e Suarez, e a 12’ dalla fine, il colpo decisivo del centravanti." L'Inter di Helenio Herrera era campione d'Europa e del Mondo. Il Foggia di Oronzo Pugliese era appena stato promosso dalla serie B, e per la prima volta nella sua storia affrontava i nerazzurri. Il racconto della sf...

Se i cani sono più educati dei loro padroni

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 “Per ragioni di igiene preghiamo i signori padroni di non fare urinare i propri cani davanti al nostro portone. Vi ringraziamo anticipatamente per il vostro senso civico. “ Avvisi del genere se ne vedono purtroppo tanti in giro per Foggia, città dove i proprietari di questi simpatici animali domestici non brillano per educazione e per rispetto verso il loro prossimo. Le strade ed i marciapiedi, tanto nelle strade più periferiche quanto in quelle del centro, sono spesso ricettacolo non solo di scie della urina animale stigmatizzata nel cartello, ma anche di escrementi solidi. Uno spettacolo tanto deprimente quanto rischioso per l'igiene pubblica, che . Nulla da dire, quindi, sul senso dell’avviso affisso davanti al portone di una strada di periferia. Quel che mi ha meravigliato, e molto, inducendomi a scattare la foto, è l’insolita posizione del cartello, che potete vedere scorrendo il post fino in fondo.

Amata disperata Foggia

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Grazie all’amico Michele Santoro , intellettuale e cultore di poesia, promotore e animatore del gruppo social Facebook poetico , per aver voluto ospitare nella sezione Nuovi autori del suo ben gruppo la lirica Avrei voluto amarti , pubblicata qualche giorno fa da Lettere Meridiane , che tanti consensi ha incontrato tra amici e lettori del blog. L’occasione è propizia anche per rivelare il nome dell’autore: si tratta di Maurizio De Tullio , che gli amici di Lettere Meridiane conoscono assai bene, per i suoi interventi, spesso critici, nei confronti della foggianità (o più precisamente di un certo modo di essere e di vivere dei foggiani), ma anche per la pazienza e la meticolosa alacrità con cui si dedica a custodire la memoria di tantissimi foggiani e dauni. L’apparente contraddizione insita in questi due aspetti della scrittura di De Tullio trova una significativa chiave di lettura proprio nella poesia Avrei voluto amarti , che più che  un non amore o un sentimento ostile...

Razzismo antifoggiano sulla pagina fb di quotidiano abruzzese

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Due foggiani vengono fermati nella loro camera di albergo a Pescara in quanto trovati in possesso di merce rubata poco prima in un negozio di generi alimentari, e tanto basta a scatenare una caccia (mediatica) al foggiano.  È accaduto sul social network, nella pagina facebook del quotidiano abruzzese Il Centro. Il furto è ovviamente un episodio assai riprovevole, ma sono perlomeno incivili gli epiteti razzisti verso la cittadinanza foggiana con cui il fatto è stato commentato, nello spazio social del quotidiano pescarese. "Questo è puro razzismo", commenta l’amico di Lettere Meridiane che mi ha segnalato l’accaduto e mi ha postato le schermate del suo cellulare (che illustrano questo post, per leggere i commenti cliccare sull'immagine).  Non si può non convenire con lui. Dal classico Fuggi da Foggia al "peggio degli zingari", ce n’è davvero per tutti i gusti. Ciò che colpisce è che la maggior parte dei commenti non si occupano minimamente del fatt...

Potenza: "Fermare la carneficina"

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Giuseppe Potenza , presidente provinciale Adiconsum, mi ha fatto pervenire questa interessante riflessione sui migranti. La pubblico volentieri, invitando lettori ed amici di Lettere Meridiane a leggerla, condividerla e commentarla. * * * Cari Amici, questa volta l'Adiconsum non c'entra. Scrivo a titolo personale e vorrei condividere con Voi una riflessione. Io oltre ad esercitare la professione di Avvocato, insegno da molti anni. Sapeste con quante generazioni di giovani ho condiviso i miei giorni. Ho un enorme FB qui, proprio nella mia mente. Ricordo tutto di loro, ma in particolare il loro sorriso.  Oggi, scambiando un post con un mio carissimo ex Allievo, a cui voglio un gran bene, mi sono soffermato sul fatto che la cosa che più mi colpisce nell'insegnamento è scoprire la specialità di ogni singolo individuo. Si è proprio vero, ogni essere umano è speciale. Quando crediamo che i nostri figli appartengano ad una generazione conformista, fatta di so...

Soppressa la diocesi di Lucera-Troia

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La notizia era nell’aria da tempo, ma è stata resa ufficiale soltanto adesso: la Diocesi di Lucera-Troia, la più piccola territorialmente e demograficamente parlando di quelle facenti capo alla provincia di Foggia, sarà soppressa. Tra i primi ad ufficializzare la notizia è stato lo studioso e storico lucerino Giuseppe Trincucci , con un amaro post affidato al suo profilo Facebook. Secondo quanto scrive Trincucci, la decisione della Santa Sede sarebbe stata ufficializzata in un incontro dei presbiteri e dei religiosi lucerini, e sarebbe stata accolta dal Vescovo, mons. Domenico Cornacchia, "in perfetto silenzio.” La diocesi di Lucera-Troia era stata istituita con decreto della congregazione dei Vescovi il 30 settembre 1986, e comprende  un territorio di 1337 km quadrati, con una popolazione di circa 77.000 abitanti. Ne fanno parte i comuni di Alberona, Biccari, Carlantino, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Castelluccio Valmaggiore, Celenza ...

Ecco Za Fo', la splendida canzone sul Foggia di Gianni Ruggiero

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Scrivere una canzone per la squadra del cuore non è una cosa semplice. C’è in agguato il rischio di indulgere allo stereotipo o peggio ancora al puro folclore. E tanti inni calcistici sono in effetti così. Mettendoci prima di tutto il cuore, il poeta e cantautore foggiano Gianni Ruggiero ha brillantemente esorcizzato questi pericoli, regalando ai tifosi rossoneri uno splendido brano, a metà tra l’inno e la canzone d’autore, venato di nostalgia, intriso di poesia autentica. Potito Chiummarulo , attento e solerte come sempre, ha curato il video ufficiale della canzone, con un sapiente montaggio che accompagna il brano con frammenti di video e di foto realizzati dallo stesso Chiummarulo. Il brano prende in prestito il titolo da quella che è quasi una parola d’ordine per i tifosi foggiani: Za Fo’ che sta per Forza Foggia e che nel capoluogo dauno non è soltanto un incitamento, ma una sorta di saluto, una dichiarazione d'amore, che accomuna tutti i cittadini, anche quelli che non...

La banalità del male, i due pesi e le due misure dell'ideologia

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Maurizio De Tullio commenta, da par suo, alcuni recenti episodi di cronaca (purtroppo nera), inquadrabili nel difficile percorso dell'integrazione tra italiani e stranieri. In una società di fatto multirazziale come quella in cui viviamo, che episodi di violenza possano vedere protagonisti persone di diversa nazionalità, è purtroppo sempre più probabile. L'aspetto più interessante dell'articolo di De Tullio sta nella sua analisi delle reazioni e degli echi mediatici che questi episodi hanno suscitato, che confermano come a questi fenomeni si guardi ancora attraverso la lente, spesso deformante, dell'ideologia. Ecco il testo di Maurizio, che Lettere Meridiane ringrazia per i suoi contributi sempre lucidi ed apprezzabili. * * * Due uomini sono appena fuori da un bar, è sera. Uno è italiano, l’altro marocchino. Pochi attimi e uno dei due è a terra, esanime. È successo a Terni, dove qualche giorno fa un marocchino, dai precedenti complessi ma non violenti, i...

Foggia entusiasta e colorata in un bel video di Potito Chiummarulo

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Una Foggia sorridente e tutto sommato bella, solo un po' ingolfata, quella che viene fuori dal bel video che Potito Chiummarulo ha dedicato alla Fiera di Santa Caterina . La tradizionale manifestazione cittadina è tornata quest'anno al centro, nella sua storica sede di via Galliani, la stessa che ospitava ormai tanti ani fa anche il Mercato settimanale del venerdì. La novità è stata salutata con favore dai foggiani che hanno affollato la Fiera, forse troppo, visto che nelle ore di punta diventava difficile perfino nell'angusto spazio tra le due file di bancarelle. Il video di Potito esalta però i colori tipici della Fiera, la varietà della mercanzia esposta, la gratificazione di uno shopping ancora tutto affidato al rapporto umano e non ai freddi scaffali degli ipermercati. Guardatelo, amatelo, condividetelo.

Maurizio De Tullio ai Vigili Urbani foggiani: "Per ogni multa fatta… quante non fatte?"

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Prevedendo la facile ironia di quanti osserveranno che se parlo nei termini che leggerete è perché sono stato punto nel portafogli e nell’onore, dirò subito che si sbagliano. Chi mi conosce sa bene – e sul tema in questione “Lettere Meridiane” ha già ospitato più di un intervento del sottoscritto – che quando sbaglio ammetto l’errore e se c’è da pagare non mi sottraggo certo al dovere, né cerco scorciatoie. Vengo al problema. L’altro giorno ho parcheggiato l’auto in viale Michelangelo e l’ho fatto dove effettivamente non dovevo (art. 7 comma 2 del Codice della Strada: “sostava in località permanentemente vietata” ); ho ricevuto la giusta multa e pagherò entro i cinque giorni previsti dal Decreto Lupi per evitare di doverla pagare per intero. Bene. Riassumendo, il Vigile Urbano ha fatto il suo dovere, multandomi, ed io il mio, pagando quanto previsto. Ma qui cominciano anche le mie obiezioni, credo comuni a migliaia di altri foggiani. Prima esternazione: è vero che ho posteg...

La bellezza di Foggia soverchiata dall'inciviltà

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La bellezza c'è, basta saperla vedere , titolava la lettera meridiana in cui rispondevo ad alcune considerazioni di Gianni Pellegrini su questo blog. Sull'argomento mi scrivono due affezionati lettori, dalla penna fine e dall'intelligenza altrettanto spiccata come Vincenzo Concilio e Maurizio De Tullio . Ecco le loro riflessioni che partono da punti di vista differenti, ma tutto sommato non distanti. Li ringrazio veramente per il loro contributo. E affido il mio commento alla bella foto di Michele Sepalone . * * * GIUSTO GEPPE MA... ... fino a quando forze avverse e soverchianti non ci sottraggono lentamente i punti di congiunzione, rendendoli evanescenti, mentre tutto s’affievolisce, scompare a poco a poco: un suono, una luce, un angolo di una strada, un vecchio edificio, un’immagine, un profumo, divengono pallidi ricordi... Solo allora, se intanto non ci vengono meno le forze per le tante battaglie perdute e, le aspirazioni, i sogni e le "cose" ai qu...