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La stele federiciana che anche Foggia potrebbe avere (di Pasquale Episcopo)

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La Stele eretta a Göppingen, città gemellata con Foggia. Da notare lo stemma civico di Foggia, con le tre fiammelle sull'acqua. Imparare ad amare la propria città, la sua identità, le sue eccellenze, standone lontano. È quanto è successo a Pasquale Episcopo . Foggiano, ingegnere, ufficiale dell'Aeronautica in pensione, vive da qualche anno in Germania. Ha lasciato la sua città natale giovanissimo, quando si è trasferito a Pozzuoli per frequentare l'accademia militare. Poi i casi della vita lo hanno portato addirittura lontano dall'Italia. In Germania, dove si è ambientato molto bene e dove ha scoperto i profondi legami che uniscono Foggia a quella terra. Nel nome e nel segno di Federico II, l'imperatore svevo che elesse Foggia a sua dimora preferita e a città imperiale. Giornalista e insegnante, da qualche anno, Episcopo sta studiando ed approfondendo la vita e le opere del grande Imperatore e il suo rapporto con Foggia e la Capitanata. Su questo argomento, lo...

La memoria diventa museo. Per iniziativa della società civile.

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In punta di piedi, sommessamente, con la discrezione che lo contraddistingue, Alberto Mangano affida alla bacheca del suo profilo facebook una notizia radiosa, uno dei più importanti avvenimenti culturali degli ultimi decenni: l’imminente apertura del Museo della Memoria che ospiterà cimeli e reperti dell’estate del 1943 e dell’occupazione americana, impedendo così che cada l'oblio su una delle pagine più tragiche (e decisive) della storia foggiana degli ultimi secoli. Pazientemente raccolti dal Comitato per il Monumento alle Vittime dei bombardamenti , guidato dallo stesso Mangano, i cimeli sono già stati oggetto di diverse mostra temporanee che hanno suscitato un enorme interesse nella cittadinanza. Ma adesso saranno esposti in modo permanente, grazie al contratto di affidamento sottoscritto dal Comitato con l’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione gli ampi locali del pronao della Villa Comunale in cui trovava posto una volta la biglietteria dell’Ataf. Proprio...

La storia foggiana cancellata dai nomi delle strade

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L’ articolo sull’incredibile (e ripetuto) errore che priva la città di Foggia di una strada intitolata ad uno dei suoi più illustri figli, l’economica settecentesco Ferdinando Galiani , ha suscitato particolare interesse tra i lettori e gli amici di Lettere Meridiane , come sempre particolarmente attenti alle cose che riguardano la storia e l’identità di Foggia. Proseguendo nella pubblicazione di una serie di articoli che ho scritto nell’ormai lontano 1981 per la Gazzetta del Mezzogiorno , mi piace riproporre un pezzo che riguarda proprio la questione della malferma toponomastica foggiana. Uscì venerdì 4 Dicembre 1981, nell’ambito di una rubrica intitolata Foggia da salvare . I nomi delle strade sono un pezzo importante dell’identità di una città. Cambiarli senza serbare memoria della intitolazione precedente, significa perdere importanti tracce del passato. In coda all’articolo, i collegamenti agli articolo usciti precedente o il link al ritaglio originale della Gazzetta. Buona...

Quando Foggia divenne città imperiale (e culla di arte)

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Diversamente da quanto si pensa comunemente, la più importante testimonianza della presenza di Federico II a Foggia non è l’arco del palazzo eretto dall’imperatore, ma l’epigrafe che ne attesta la costruzione. Questi straordinari resti del Palazzo Imperiale si trovano oggi conservati sul muro laterale del Museo Comunale, in piazza Nigri. Se l’arco è stato studiato doviziosamente, non si può dire altrettanto dell’epigrafe, che recentemente è stata oggetto di un’approfondita indagine da parte dello studioso Francesco Gangemi , che ne ha riferito i risultati nel saggio Il palazzo di Federico II a Foggia: la testimonianza epigrafica , comparso ne Il potere dell’arte nel Medioevo, Studi in onore di Mario D’Onofrio . Lo studio è stato svolto nell’ambito di una ricerca in corso presso la Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma, realizzata con il sostegno della Fritz Thyssen Stiftung. L’approccio dello studioso è quello dello storico dell’arte, ma i risul...

Foggia rinasce se torneremo ad amarla (di Franco Antonucci)

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Il bell'articolo di Francesco Caponigro sulla presunta "bruttezza" di Foggia ha suscitato un dibattito vivace ed appassionato tra gli amici e i lettori di Lettere Meridiane . Tra gli interventi più interessanti e intensi c'è quello di Franco Antonucci, come al solito attento e coinvolto osservatore delle cose che riguardano il capoluogo dauno, e le sue prospettive. Condivido del tutto sia la tesi di Caponigro, che quella di Antonucci (peraltro ripresa da diversi amici interventi nel dibattito, come Gino Longo) : se Foggia sia bella o brutta non è una questione meramente estetica, ma riguarda il modo di viversi, di concepirsi della città, il suo rapporto con i cittadini, sempre più spesso costretti, per citare Davide Leccese , ad abitarla, piuttosto che a viverla . Per uscire da questo circolo vizioso non c'è che un modo: imparare o tonare ad amarla. Ecco la belle riflessioni di Franco Antonucci. * * * Mi piace molto il concetto poetico di Francesco Caponigr...

Perché Foggia è "brutta", perché dobbiamo amarla

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La bellezza negata: il Portale di San Martino, nella foto di Romeo Brescia "Guardare non è guardare dall'alto, ma ad altezza d'occhi". Hanno proprio ragione gli angeli di Wim Wenders che, nel film Il cielo sopra Berlino , decidono di scendere nelle strade della città tedesca, per capirla meglio. La bella frase - non a caso - costituisce anche la headline  di Lettere Meridiane . Guarda Foggia ad altezza d'occhi, Francesco Caponigro , che invia le stimolanti riflessioni che seguono sulla "bruttezza" di Foggia. Al termine la mia risposta. Invito tutti gli amici e i lettori del blog a leggere, a riflettere, a dire la loro. * * * Gentile Direttore, sono un insegnante  in pensione di Roma, ma leggo con una certa continuità Lettere Meridiane . Qualche tempo fa  mi ha colpito  un articolo in cui si parlava di Foggia come di una  città particolarmente "brutta". Premetto che non possiedo particolari competenze in fatto di urbanistica, tuttavia l...

L'incanto dei tramonti foggiani, il desiderio di una nuova alba

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Tramonti di una Foggia che tramonta, ma che sembra ancora protendere le sue braccia verso ciò che è stata, un passato che occhieggia da chiaroscuri, riprese controluce e tramonti che allungano le ombre, ma forse anche innescano speranze. L’ultimo canto di Fabrizio De Lillo, il giovane videoblogger foggiano che con il suo drone racconta gli ultimi scampoli della bellezza di Foggia, è dedicato a due beni che più di altri rappresentano il passato e la bellezza perduta della città: la Masseria Pantano, ormai quasi inghiottita dal vorace abitato foggiano, all’estrema periferia, in direzione San Lorenzo, e Masseria Giardino. Storie diverse, ma con destini paralleli. Masseria Pantano è di proprietà privata,  nessuno ha interesse ha recuperarla, e quindi cade a pezzi. Masseria Giardino è di proprietà comunale. Una volta era il fiore all’occhiello dell’amministrazione municipale e si riusciva a provvedere alla manutenzione con i proventi delle attività agricole che vi si svolgevano. Il ...

Il Gargano ha bisogno dei Garganici, la Daunia ha bisogno dei Dauni

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Ringrazio l’amico Michele Eugenio Di Carlo per aver voluto condividere sulla mia bacheca facebook un post quanto mai significativo, modello di una mentalità, di una cultura che andrebbero coltivate e sostenute, e di cui, invece, qualche volta la nostra terra fa difetto. Purtroppo. Il post è stato scritto da Martina Russi che - come precisa, presentandolo, lo stesso Di Carlo, è “una giovane ragazza che rifiuta di lasciare la propria terra, il Gargano. Una ragazza che gestisce un ristorante-enoteca (Radici) a Vico del Gargano e che intende offrire prodotti locali di qualità. Avendo vissuto a Firenze, sa che i toscani non metterebbero mai in secondo piano i loro prodotti. Ed è fortemente determinata a fare la stessa cosa con i prodotti del Gargano e della Capitanata: metterli su un piano esclusivo e valorizzarli. Ha proprio ragione Martina, il Gargano ha bisogno di lei. Un esempio da imitare.” Ed ecco cosa scrive Martina Russi: È un po' che mi sento dire: "eh ma la tua c...

Perché la Capitanata muore

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Le reazioni alla denuncia di Lettere Meridiane sulla Puglia monca , che emergeva dal servizio sulla BIT di Milano mandato in onda da Unomattina,  che ha totalmente escluso il Gargano e la Capitanata, possono suddividersi grossomodo in due diverse, e opposte, correnti di pensiero. Per utilizzare una metafora cara a Umberto Eco, agli apocalittici , che levano il loro grido di dolore e puntano il dito contro la Regione Puglia matrigna, si contrappongono gli integrati , quelli per cui la colpa è sempre e comunque nostra, e nella fattispecie degli imprenditori turistici garganici,  la cui presenza a importanti vetrice come la Bit è marginale. Hanno ragione gli uni e gli altri. E qui sta il bello, anzi il brutto: più che litigare e contrapporsi, sarebbe forse il caso di cercare una sintesi, di tentare di capire, semmai facendosi guidare dalla memoria e dalla storia, che sono sempre maestre di vita. Che le politiche di marketing territoriale messe in campo dalla Regione Puglia ...

Appunti per un rinascimento foggiano (di Franco Antonucci)

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Franco Antonucci ha spesso appassionato e deliziato gli amici e i lettori di Lettere Meridiane con la sue acute osservazioni, con il suo sguardo di prospettiva, con la sua capacità di volare alto e di disegnare per Foggia e la Capitanata orizzonti non convenzionali, e che dimostrano quanto essere possano e debbano volare alto. Questa volta l'amico Antonucci si supera, regalandoci un articolo-saggio che, partendo da una questione solo in apparenza estetica (Foggia è bella o brutta?) rilancia temi nevralgici del futuro, a cominciare dalla necessità di una nuova visione urbanistica, architettonica della città capoluogo e delle sue relazioni con il territorio provinciale, potenziale ed originale area vasta. Leggete con attenzione. Riflettere. E poi dite la vostra. (g.i.) * * *  I giudizi estetici sono sempre soggettivi, e soprattutto nel particolare caso dell’estetica urbana, i dubbi sono ancora più intricati ed opinabili. Giacché gli elementi di valutazione sono, in tale caso,...

I misteri e il fascino della Foggia sepolta

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Gli ipogei che punteggiano il centro storico di Foggia sono una scoperta relativamente recente. Trent’anni fa, se ne sospettava l’esistenza. O, più precisamente, se ne favoleggiava. C’è voluto poi il tenace impegno di appassionati come Luigi Colapietro , Franca Palese , Michele Pesant e, Angelo Colangelo (chiedo venia per eventuali omissioni) e le ricerche archeologiche di Giuliano Volpe per certificarne l’esistenza e per avviare le iniziative di recupero e di valorizzazione di un patrimonio, ancora non conosciuto quanto sarebbe il caso, dagli stessi foggiani, come ho scritto qualche giorno fa . Gli ipogei erano anche un chiodo fisso di un grande giornalista come Gaetano Matrella che, quando ero un giovane cronista della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno , mi fece da cicerone nella scoperta degli angoli e delle storie insolite e dimenticate del centro storico di Foggia. Quel viaggio dette vita ad una rubrica, “Foggia da salvare” che si occupò naturalmente anche ...

I foggiani che non conoscono Foggia: il caso degli Ipogei

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È accaduto ieri sera: mi ha chiamato un mio caro amico e, complimentandosi per la lettera meridiana sulla scoperta degli ipogei di Foggia ad opera del blog del Sole 24 Ore mi ha detto: “Ho girato il post ad una ventina di amici. Molti mi hanno chiamato manifestando il loro stupore per quella bellezza e chiedendomi dove si trovino gli ipogei. Non ci sono mai stati.” Ho chiesto al mio amico di quale remota parte del mondo fossero questi ignari lettori, ricevendo una risposta raggelante: “Ma sono di Foggia, nati e vissuti a Foggia. Professionisti che abitano in città, ma evidentemente non la conoscono.” Già. Abitano in città, ma non ci vivono, non la vivono, per usare una bella espressione di Davide Leccese . I foggiani non conoscono Foggia e chissà che non sia questa la chiave per comprendere il distacco, a volte perfino il disamore, che parte della comunità manifesta verso la città in cui abitiamo. Gli ipogei sono un luogo simbolico della damnatio memoriae che pesa come un maci...

All'Auser di Foggia si fa storytelling: da venerdì il corso

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Ridare luce e visibilità al passato, raccontando la memoria. È questo l’obiettivo de “L’immagine militante” , laboratorio di linguaggio e produzione multimediale dell’ Auser di Foggia, sotto l’egida dell’Università della Libera Età “Silvestro Fiore” e del sindacato pensionati Spi Cgil di Capitanata. Coordinato da Geppe Inserra , già direttore artistico del Festival del Cinema Indipendente , il laboratorio si articola in momenti di formazione all’uso delle tecniche e degli strumenti multimediali ed attività di produzione vera e propria orientata alla narrazione, allo storytelling , per usare un termine molto alla moda oggi. “In fondo - osserva Geppe Inserra - lo storytelling non è altro che il racconto della memoria, di ciò che ci portiamo dentro, attraverso la fusione di diversi strumenti di comunicazione: la parola, l’immagine fotografica, il filmato, la musica. Nel laboratorio cerchiamo di fare in modo che, raccontando se stessi, i partecipanti raccontino l’identità, la memori...

Ricostruzione del palazzo regale di Federico II, la disponibilità di Tresoldi

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Prende corpo e mette le ali il sogno di ridare vita al palazzo regale che Federico II fece costruire a Foggia, affidando il progetto artistico ad Edoardo Tresoldi , autore della spettacolare ricostruzione della basilica paleocristiana di Siponto. Interpellato dalla Gazzetta del Mezzogiorno , l’artista ha manifestato la sua disponibilità a studiare l’idea, dichiarandosi onorato “dell’interesse spontaneo nato tra i foggiani…” “Ho bisogno di studiare e pensare a lungo se il mio linguaggio possa integrarsi con il genius loci ” puntualizza Tresoldi, dicendosi “molto legato a Manfredonia ed a tutta la Puglia.” L’artista è molto rispettoso dell’identità dei luoghi e dei beni su cui opera: “La forza del lavoro della Basilica di Siponto - dice ancora nella mail inviata alla redazione foggiana del quotidiano regionale - era data dalla sua specificità, dal racconto che abbiamo potuto creare e sviluppare sulla storia del sito. Ultimamente sto ricevendo diverse proposte per ricostruire e re-in...

Pulita la chiesa di San Tommaso, ma i lavori di recupero slittano a tempo indeterminato

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Quel che è giusto, è giusto, e va detto. Ricordate la denuncia di Lettere Meridiane sull'avvilente situazione di sporcizia e di degrado che abbruttiva la facciata della Chiesa di San Tommaso? Dietro la recinzione che circonda il perimetro della più antica chiesa cittadina si era accumulata tanta sporcizia e persino rifiuti. L'Amiu ha provveduto alla pulizia e preso in carico l'area che adesso, come mostrano le foto, si presenta senz'altro più decorosa. Certo, resta l'amarezza per quella recinzione, destinata a restare lì per chissà quanto tempo. L’area che circonda il tempio è stata messa in sicurezza: da tempo l’edificio è inagibile, e sono necessari lavori di consolidamento e di restauro, per il quale la Chiesa aveva anche ottenuto un cospicuo finanziamento: un milione e 150.000 euro. Era stato predisposto un progetto ma, al momento di mandarlo a Bari con il relativo carteggio, sembra che i sacerdoti responsabili dell’appalto non se la siano sentita di sot...

I simboli nascosti e pieni di fascino della Cripta della Cattedrale di Foggia

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Foggia è una città che nel corso della sua storia plurisecolare ha dovuto fare spesso i conto con la  damnatio memoriae . Guerre, terremoti, saccheggi ed altri accidenti hanno rarefatto e talvolta distrutto i segni della memoria, e le tracce dell'identità, quei simboli che portano chi vive in un luogo a farlo con maggiore consapevolezza, se non con orgoglio. È tutto perduto? No. L'oltraggio del tempo e l'inclemenza della storia hanno cancellato molte tracce, ma non tutte. Dobbiamo abituarci a ritrovarle nel dettagli, che spesso racchiudono suggestioni, emozioni da riconquistare, una bellezza da riscoprire. Come la Cripta della Cattedrale. Ringrazio di cuore Enzo Ficarelli per il suo splendido contributo su un particolare poco noto della bella lapide incastonata sulla porta d'ingresso della cripta, che racconta e svela il significato teologico della Cripta stessa. Un dettaglio pieno di magia, di fascino e se volete di mistero, che dovrebbe spingerci tutti a guardar...

Foggia e la Capitanata si specchiano nel film di Luciano Emmer

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Che bella serata ieri a Parcocittà. All'insegna della bellezza e della nostalgia. In una sala attenta e gremita, abbiamo rivisto ventun'anni dopo la sua prima proiezione, Foggia non dirle mai addio, il travelogue che Luciano Emmer girò nel 1996 per conto della Provincia di Foggia, allora guidata da Antonio Pellegrino. Ho presentato decine di volte il docufilm di Emmer, maestro del cinema italiano e protagonista non secondario della grande stagione neorealista, ma ogni volta ne rimango conquistato, e scopro nuove suggestioni, trovo nuove emozioni. Prima della proiezione di ieri sera, che ho avuto il piacere di presentare, ho chiesto agli spettatori presenti quanti non avessero mai visto il film. Con mia sorpresa, erano la stragrande maggioranza. Ventun'anni sono tanti. E sono tantissimi i giovani che non hanno (ancora) potuto vederlo. Questo piccolo capolavoro andrebbe riscoperto, fatto girare nelle scuole, riproposto alle giovani generazioni come provocazione, come...

De Tullio: "Perché non sono d'accordo con il sogno di ricostruire il palazzo di Federico II"

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Maurizio De Tullio esprime il suo dissenso rispetto all'idea, lanciata da Giovanni Cataleta , e sostenuta da Lettere Meridiane con una petizione on line , di ricostruire il Palazzo di Federico II, sul modello di quanto è già stato fatto da Edoardo Tresoldi a Siponto, dove l'artista milanese ha fatto rivivere la basilica paleocristiana, con una suggestiva installazione metallica. Ecco quanto scrive De Tullio. Al termine alcune mie considerazioni. * * * Come tutti i sogni, anche quello di Gianni Cataleta, cioè di ricostruire a Foggia in fil di metallo il mitico Palatium di Federico II, ha diritto alla divulgazione e ad essere coltivato. Personalmente, però - e gliel'ho anticipato -, non mi trova molto d'accordo e tantomeno entusiasta, per cui non firmerò, per varie ragioni. Intanto non mi piace l'idea "di fare come a Siponto". Lì, all'artista-architetto Tresoldi fu commissionato dal MiBact (se non erro) un progetto, coperto da un finanziam...

Foggia imperiale: quando Federico II era di casa (di Savino Russo)

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Mette le ali il sogno di un sempre più folto gruppo di cittadini foggiani (il cui portavoce è Giovanni Cataleta ) e di Lettere Meridiane , di far rivivere il Palazzo imperiale di Federico II a Foggia utilizzando il format artistico già sperimentato con successo alla basilica paleocristiana di Siponto. Migliaia le letture, le condivisioni e i like all' articolo in cui abbiamo illustrato l'idea , mentre ha raccolto quasi mille firme in un solo giorno (se non avete ancora sottoscritto, potete farlo cliccando qui ) la petizione on line lanciata dal nostro blog per chiedere ad Edoardo Tresoldi , autore della straordinaria installazione sipontina, di prendere in esame la possibilità di firmare anche la resurrezione della domus fridericiana di Foggia. Ma com'era il Palazzo foggiano dell'imperatore svevo che venne definito stupor mundi ? Dove sorgeva esattamente, visto che oggi non restano che il grandioso arco d'ingresso e la lapide che l'adornava? Tra i docume...

Il sogno: ricostruire con l'arte il Palazzo imperiale di Federico II a Foggia

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Restituire a Foggia un pezzo - forse il più importante - della sua identità smarrita, del suo passato sepolto e stravolto da guerre, saccheggi, distruzioni, terremoti. Ritrovare la sua grande storia perduta, attraverso l’arte e la bellezza, ricostruendo il Palazzo di Federico II, del quale sono rimaste poche, ma significative tracce: lo splendido arco che ne adornava l’ingresso e la lapide con cui l’imperatore svevo professa il suo amore verso Foggia, proclamandola “regalis sedes inclita imperialis” (regale gloriosa sede imperiale) . L’esistenza del Palazzo è certificata da numerosi documenti storici e iconografici, ma da scarse tracce archeologiche. I resti dell’edificio, che dovette rappresentare una meraviglia dell’epoca fridericiana, giacciono ormai sepolti per sempre nelle viscere della città, riaffiorando qua e là nei tanti ipogei che punteggiano il centro antico di Foggia. Ma se il compito degli archeologi è improbo, potrebbe essere l’arte a riportare alla luce questa gemma ...