mercoledì 7 settembre 2016

Patto per la Puglia: la montagna ha partorito il topolino

Un dato è sicuro, incontrovertibile: il Patto per la Puglia che il premier Renzi e il governatore regionale pugliese Emiliano sottoscriveranno sabato prossimo a Bari non rappresenta per la provincia di Foggia una svolta epocale, e neanche quel salto di qualità nelle politiche del Governo a favore del Mezzogiorno, annunciato l’estate scorsa dal presidente del consiglio.
Ai proclami e alle solenni promesse non hanno fatto riscontro i fatti. Il Masterplan per il Mezzogiorno si è rivelato la classica montagna che ha partorito il topolino. E, nel caso della provincia di Foggia, neanche quello.
Ricorderete le roventi polemiche che accompagnarono la prima versione dell’elenco di opere di cui la giunta regionale aveva previsto l’inserimento nel Patto. Dei circa  800 milioni di euro destinati alle infrastrutture, alla Capitanata erano state devolute le briciole: 32 milioni e mezzo, neanche il 5 per cento: 30 milioni per le strade di Monti Dauni e poi soltanto il dissalatore alle Isole Tremiti.
Le vibrate proteste che (una volta tanto) si levarono da parte della classe dirigente provinciale e delle istituzioni portò ad una seduta della giunta regionale a Foggia e all’insediamento di un tavolo di concertazione alla Provincia, che formulò le proposte del “territorio”. 
Di quelle richieste, nella versione definitiva del Patto non c’è molto: soltanto la piattaforma logistica ferroviaria integrata retro portuale di Incoronata, per una spesa di 40 milioni. La sorpresa è rappresentata dai dieci milioni di euro che saranno spesi per il completamento del rifacimento degli Ospedali Riuniti di Foggia, progetto che non fa parte del pacchetto individuato e messo a punto dal tavolo tecnico di Palazzo Dogana.
Sommati ai 30 milioni e rotti previsti inizialmente, i fondi aggiuntivi portano la quota parte che verrà spesa in provincia di Foggia per quanto riguarda le infrastrutture a circa il 10 per cento del totale pugliese. Non è molto, tenuto conto della estensione territoriale della Capitanata, ma è certamente qualcosa di più rispetto al risibile 5 per cento prefigurato dalla prima stesura del piano.
Restano fuori gli altri progetti che erano stati inseriti dal tavolo di concertazione e in particolare quel  Treno Tram Lucera – Foggia – Manfredonia (progetto definitivo 50 milioni) che rappresentava il progetto nevralgico di Capitanata 2020.
Restano fuori anche le altre strade di cui era stato chiesto l’inserimento nel Patto per la Puglia: l’Orbitale di Foggia II Lotto (10 milioni); la tangenziale Est San Severo (progetto definitivo 20 milioni); la S.P. n. 109 Lucera-San Severo (progetto esecutivo 10 milioni); la S.P. n. 28 Pedegarganica (progetto esecutivo 6 milioni); la S.P. n. 77 Manfredonia-Cerignola (progetto definitivo 5 milioni); la S.P. n. 130 Lucera-Alberona (progetto esecutivo 6,5 milioni); S.P. n.141 Manfredonia-Zapponeta (progetto esecutivo 9 milioni).
Nulla di preciso si sa anche dell’altro pacchetto di opere (la Superstrada del  Gargano; la strada regionale n. 1, Pedesubappenninica, la S.S. n. 16 Foggia – San Severo, la Diga di Piano dei Limiti e il Porto di Manfredonia) di cui il tavolo della Provincia aveva chiesto l’inserimento in un fondo di rotazione, in modo che venisse finanziata la progettazione esecutiva (spesa prevista, 5 milioni di euro).
A scanso di equivoci, va ribadito che la Capitanata paga non solo la scarsa considerazione  in cui viene tenuta a Bari e a Roma ma anche la mancanza di un parco progetti pronto da essere cantierizzato rapidamente, quando se ne presenti l’occasione. (Parco progetti per cui sarebbe necessario, anzi precondizione essenziale, una visione unitarie e coesa del futuro, che manca del tutto.... ma questo è un altro discorso).
Il problema è che se non si trovano le risorse per finanziare la progettazione, si corre il rischio di innescare un corto circuito, che si risolve a danno dei territori più disagiati, vanificando la filosofia complessiva del Masterplan per il Sud, che dovrebbe essere quella di attenuare il divario tra le diverse aree del Paese, e non di appesantirlo.
Qualcosa potrebbe essere recuperata nella delibera Cipe che il governo pare si appresti  a varare, e che dovrebbe portare in Puglia ulteriori risorse per un miliardo e 300 milioni (il Patto prevede nel suo complesso una spesa di 2 miliardi). Pare che in tale sede potrebbero trovare finanziamento il Treno Tram e la circonvallazione di San Severo.
Qualcosa di più si potrebbe sapere già sabato, quando la firma del Patto per la Puglia si incrocerà con la giornata inaugurale della Fiera del Levante, che era una volta (una volta…) rappresentava il luogo e il momento in cui il Governo faceva il punto rispetto alle proprie strategie per il Mezzogiorno.


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