domenica 8 aprile 2018

Subappennino tradito e scippato

Quando la notizia ha cominciato a circolare sui gruppi social e nelle reazione (le prime testate a parlarne sono state Teleradioerre con una nota di Saverio SerlengaIl mattino di Foggia diretto da Antonio Blasotta) sono stati in molti a pensare si trattasse di uno scherzo, di una fake new, di una notizia falsa messa in giro ad arte per gettare discredito sul governo regionale pugliese guidato da Michele Emiliano.
Poi, le conferme. Per dirla in breve, con la delibera n.444 adottata il 20 marzo scorso su proposta dell’allora assessore Michele Mazzarano (poi dimessosi per un servizio di Striscia La Notizia che adombrava nei suoi confronti il sospetto di voto di scambio), la giunta regionale pugliese ha distribuito un bel po’ di finanziamenti - 23 milioni di euro - per realizzare opere pubbliche a San Severo, Apricena, Massafra, Nardò e a Grottaglie.
E fin qui, nulla di scandaloso: il problema è che i finanziamenti ripartiti tra i diversi comuni provengono dalle royalties incassate dalla Regione, per l’estrazione di idrocarburi nel Subappennino, area alla quale non sono andate neanche le briciole dell'ingente finanziamento.
L’aspetto più paradossale della vicenda è che mentre la viabilità nei Monti Dauni è un autentico disastro, che mette a repentaglio lo stesso diritto alla mobilità dei cittadini, con comuni che restano spesso e volentieri restano isolati, la giunta Emiliano si è concessa il lusso di finanziare la realizzazione di strade nella Puglia meridionale, con i soldi del Subappennino Dauno.
E non è tutto. Mentre attorno all’Aeroporto Lisa si continua a sfogliare la margherita e non esiste ancora una precisa road map degli interventi che dovrebbero portare alla sua riqualificazione, una tranche dei 23 milioni è finita all’aeroporto di Grottaglie.
Non si è fatta attendere la reazione dei sindaci dei comuni subappeninici (Deliceto,  Biccari, Candela, Ascoli Satriano, Sant'Agata di Puglia, Volturino e Alberona) nel cui territorio insistono i pozzi metaniferi che producono le royalties. I primi cittadini hanno chiesto la revoca della delibera che è stata adottata dall’esecutivo regionale senza che vi fosse neanche un’informazione preventiva.
Pare che i due assessori regionali foggiani, Raffaele Piemontese e  Leonardo Di Gioia abbiano preso le distanze dal provvedimento di Giunta.
Gianfilippo Mignogna, sindaco di Biccari, che assieme a Deliceto è il comune maggiormente esposto alla coltivazione dei pozzi metaniferi ha scritto sul suo profilo Facebook: "È da un po' che dico di starci attenti. Ai Monti Dauni gli impatti ambientali, agli altri i soldi. Così non va. Non può più andare. L'ultima delibera della Regione Puglia certifica lo sfruttamento e l'umiliazione della nostra Terra con royalties per 23 milioni di euro prodotte nei nostri comuni e destinate, ad esempio, all'aeroporto di... Grottaglie. In ogni caso nessuna opera strategica per un più vasto territorio. Nessuna idea di sviluppo e di futuro. Solo contentini qua e là sulla pelle dei Monti Dauni trivellati da pozzi e solcati metanodotti. Noi ci opponiamo."
Mignogna ha anche pubblicato sul suo bel blog Melascrivo una riflessione (che potete leggere interamente cliccando qui) in cui la scelta della giunta regionale viene definita “ingiusta e immorale”.
“La scelta della Regione di finanziare strade, aeroporti ed infrastrutture in altri Comuni pugliesi con le risorse generate dai Monti Dauni, nonostante le gravi emergenze irrisolte dei piccoli comuni del nostro territorio, è ingiusta ed immorale - scrive il sindaco di Biccari-. Ci auguriamo, perciò, che venga immediatamente revocata.”

1 commento :

Moldaunia ha detto...

SUBAPPENNINO TRADITO E SCIPPATO_______________________________
La reazione dei Sindaci di: Ascoli, Biccari, Candela, Deliceto e Sant'Agata di Puglia sarà credibile ollorquando avranno il coraggio di aprire le porte dei loro Comuni ad un confronto pubblico sul progetto MOLDAUNIA, richiesta avanzata ripetutamente dal Movimento MOLDAUNIA. Allo stato quindi, le loro recriminazioni hanno solo il sapore e la funzione di un paravento ipocrita, dietro il quale celare le responsabilità personali dei vari amministratori locali, corresponsabili della situazione di degrado in cui versano i Comuni del Subappennino e di tutta la Capitanata.

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