mercoledì 19 agosto 2015

Ripulito il Giardino della Memoria: quando l'informazione serve


Il Giardino della Memoria dopo l'intervento di pulizia e ripristino

La comunicazione e l’informazione dovrebbero essere uno strumento di cambiamento. Nel senso che, segnalando e denunciando le cose che non vanno, dovrebbero favorire le iniziative e gli interventi necessari a risolverli. Più spesso, l’informazione viene utilizzata come strumento per accrescere i consensi (verso chi quella informazione fornisce, o verso gli interessi di cui è portatore), ed in questo caso, è funzionale piuttosto alla conservazione.
Un efficace esempio di come una buona informazione e una buona comunicazione possano essere un enzima di cambiamento (positivo) giunge in questi giorni da una vicenda che ha visto protagonista il giornalista free lance Nico Baratta, che in un servizio supportato da una ricca documentazione fotografica, ha denunciato la situazione di dissesto in cui versava Piazza Vittime di Viale Giotto “un luogo sacro, di raccoglimento, a prescindere dalla fede o dal culto”, scriveva Baratta il 16 agosto.
“Quella piazza è allo sbando. E dire che ogni giorno residenti, e non, mantenevano pulito il “Giardino della Memoria”, quel luogo dove un tempo c’era quel palazzo che l’11 novembre del 1999 si è accartocciato in soli 19 secondi, uccidendo nella notte 67 foggiani su 71 che stavano dormendo. In quel giardino “dormono per sempre” alcuni nostri concittadini, mai ritrovati. Non curarlo è come non aver memoria delle vittime, della tragedia, di chi si è adoperato con le nude mani e le unghie spezzate per salvare vite umane.

Da alcuni anni per quel luogo si è fatto molto. Ora, pare, che nessuno se ne occupi più. In quella piazza, da quanto mi è stato riferito da alcuni residenti –che ritengo corresponsabili dell’abbandono del luogo-, si bivacca. Le prove tangibili sono i rifiuti che giacciono inermi nel “Giardino della Memoria”, intorno al cippo e alla scultura. Forse sarà il periodo festivo che ha aumentato la sporcizia. Alcuni residenti mi dicono che quella spazzatura è da molti giorni che è li e chi dovrebbe pulire sono giorni che non si vedono.”
La pubblicazione della denuncia di Baratta e dell’ampio reportage fotografico che la documentava in maniera ineccepibile ha però prodotto il miracolo. Sul social network è esploso lo sdegno, ma anche la presa di coscienza. Soltanto 24 ore dopo, come lo stesso Baratta ha precisato in un ulteriore post, “una squadra di persone, inviate dall’Amministrazione Comunale, ha pulito Piazza Vittime di Viale Giotto e il Giardino della Memoria. Infatti l’Assessore Comunale Francesco Morese ha provveduto tempestivamente a ridare decoro a quel luogo che merita rispetto.”
L'evidente degrado del Giardino, prima dell'intervento
Tra i tanti commenti che sono stati pubblicati sul web e sul social network, a seguito della denuncia di Baratta, uno particolarmente significativo di una residente della piazza: “Come abitante del quartiere mi sento presa in causa dal suo articolo perché lo scempio che si sta consumando in quello che dovrebbe essere un giardino alla memoria lo vivo quotidianamente di persona. Subiamo passivamente il vandalismo altrui, ma non perché non abbiamo cercato di porvi rimedio, ma perché purtroppo dopo aver contattato tutte le istituzioni del caso, ormai non sappiamo più cosa fare, se non vedere che l'ignoranza e l'inciviltà altrui sconsacri un luogo a noi caro. Mi auguro che si parli della condizione in cui viviamo e che non si venga a rimettere a lucido la pizza solo in occasione della ricorrenza annuale del triste evento che ha colpito tutta la nostra città, che pare però essersi dimenticata del passato”.
“Il messaggio è chiaro – ha commentato a sua volta Nico Baratta - ma, se mi posso permettere, non completo poiché quel luogo, come tutti quelli della nostra città, ci appartengono e perciò vanno controllati, difesi, senza immolarsi, ma contribuendo a far conoscere a chi di competenza i problemi. Foggia non vuole eroi, solo gente responsabile e civile, che ami la sua –nostra- città e che, anche con una semplice telefonata alle Forze dell’Ordine, cerchi di conferirle decoro, sicurezza, legalità.”
Bravo Baratta. Un bell’esempio di informazione civile e di servizio, un buona prassi che andrebbe imitata e diffusa.

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