martedì 1 novembre 2016

Deturpato il mascherone di piazza XX settembre a Foggia

Se non ci fosse l’etichetta Telecom, potresti scambiarla perfino per una scultura moderna. Un inno alla bruttezza. Un simbolo della tecnologia che si contrappone al bello, e lo sommerge, l’oscura.
Invece è soltanto l’ennesimo, incredibile episodio di abbrutimento di una città che conserva poche tracce di bellezza, per l’asprezza della sua storia punteggiata da guerre, terremoti, distruzioni, ma anche per l’incuria e il disinteresse dei suoi cittadini.
Ci può anche stare che l’operaio della Telecom o dell’impresa appaltatrice che ha installato la centralina in piazza XX settembre non sia un laureato in storia dell’arte. Ma non ci sta che un simile scempio possa avvenire in pieno centro, sotto gli occhi di migliaia di passanti, vigili urbani, ecc.. Possibile che nessuno si sia reso conto, mentre si procedeva nella posa in opera del manufatto, che la centralina andava a sovrapporsi, occultandolo parzialmente, al mascherone che faceva bella mostra di sè, sulla facciata di Palazzo Barone-Perrone (noto anche come il Palazzo dell’Ina)?
Possibile. Ormai siamo così abituati alla bruttezza che non ci facciamo neanche più caso. Non so dirvi quando quella centralina è stata installata, se sta lì da qualche settimana o da qualche anno. Ci sarò passato centinaia di volte, non me ne ero mai accorto. Forse anche perché quel tratto di piazza, tra scritte sui muri, cartelli imbrattati e annunci pubblicitari, è così degradato che si preferisce voltare lo sguardo da un’altra parte. Me ne sono reso conto soltanto grazie alla segnalazione dell’amico Giovanni Cataleta, acuto osservatore delle cose foggiane, che qualche sera fa ha voluto portarmi con lui nel luogo del misfatto, perché constatassi di persona quanto era accaduto.
Chi ha rilasciato il permesso si è accorto che quella centralina avrebbe deturpato la facciata dello storico palazzo settecentesco? E visto che l’antico palazzo dovrebbe essere sottoposto a vincolo, cos’ha da dire la Soprintendenza  ai Beni Culturali su questo ennesimo scempio che viene perpetrato nella piazza principale della città capoluogo?
Si spera in ogni caso che Telecom si accorga del danno estetico che ha procurato e corra ai ripari, collocando la centralina in un luogo più idoneo a salvaguardare l’estetica della piazza.

4 commenti :

Michele Pietrocola ha detto...

Mio DIO.....MA come si fa?! L'operaio Non ha allertato un suo caposquadra? L'ha Fatto e non è successo nulla? Chi Ha deciso il punto preciso dove installarla? Non Hanno fatto nessun sopralluogo? Davvero Senza parole.

Mary ha detto...

Seeee.... La verità è che tutti se ne fregano altamente di tutto, chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane, chi butta pacchetti di sigarette vuoti dai finestrini delle auto, chi brucia le file ai semafori e chi brucia i cassonetti della spazzatura. A chi vuoi che importi di uno stupido e vecchio mascherone appiccicato al muro? È pure brutto....meglio la fibra!!!

Marialuisa d'Ippolito ha detto...

Buongiorno; abbiamo preso "coscienza" di questa istallazione tramite Lettere Meridiane, ritenendola decisamente poco opportuna e in grado di deturpare l'estetica del palazzo, insieme alle scritte murali fatte con vernice spray, quasi a completare la bruttura.
Questa mattina pertanto, abbiamo scritto di intervenire, attraverso nostra lettera su carta intestata della nostra Fondazione, alla direzione generale di TELECOM, settore infrastrutture e continueremo a chiedere contatto per confrontarci con l'azienda telefonica affinchè la centralina trovi sede più idonea e meno visibile.
Sarà nostra premura tenere informata Lettere Meridiane e quanti si siano interessati della questione.
Buona giornata.

Nico Palatella
Capo Delegazione Provinciale Foggia
FAI, Fondo Ambiente Italiano

Anonimo ha detto...

Dubito che quando un Ente (in questo caso una compagnia telefonica) ritiene necessario installare una centralina come quella di cui si parla, faccia il proprio intervento in assoluta libertà: minimo avrà dovuto chiedere dei permessi e se questi sono arrivati (come, purtroppo, immagino) ritengo che le colpe vadano equamente ripartite.
Domanda: possibile che nessuno, anche semplicemente a livello 'condominiale' (mettiamola così, vah), abbia dato il proprio assenso? Se così non fosse, saremmo di fronte ad un caso ignobile di abuso da parte di Telecom e per questo perseguito a livello giudiziario.
E i signori dell'INA Assicurazioni, possibile non abbiano nulla da dichiarare a loro discolpa?
Su tutto trovo risibile, per l'ennesima volta, che i giornalisti non facciano il loro mestiere: interpellando Telecom, l'INA, il Comune, la Soprintende ai Beni Culturali, chi vive e lavora in quel palazzo. Purtroppo sono molto impegnato in queste ore, ma in mezz'ora o poco più avrei già chiarito come stanno le cose.
Mandare una lettera "su carta intestata del FAI" può anche fare un certo effetto (lo fa a livello promozionale...), ma per chi ha tempo - e fra i tanti che passano le ore dietro una tastiera qualcuno con qualche antenna pseudogiornalistica lo intravedo - sarebbe bastato veramente poco per venire agevolmente a capo del problema.
Ma noi foggiani siamo fatti così. Come quella volta che mentre l'antico ponte romano sul Celone stava lentamente cadendo giù dal lavoro delle ruspe, un anonimo internauta trovò più intelligente scattare una foto, inserirla su FB e attivare il solito moto di protesta. Il valore civico si misura sul campo, non solo sulle tastiere: chiama prima i Carabinieri, li fai venire sul posto dove il ponte sta cadendo a pezzi e poi veicoli il tutto sull'amato Social. Invece nel frattempo che le polemiche si moltiplicavano sul web, gli operai avevano finito il lavoro di demolizione. Con buona pace delle lacrime di coccodrillo che inondano le nostre coscienze.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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