lunedì 3 agosto 2015

La maledizione di piazza Mercato



Cesare Rizzi invita a riflettere su piazza Mercato, quando è trascorso ormai un certo tempo dalla rimozione della struttura mercatale, ripetutamente vandalizzata. Un paio di anni or sono, gli Amici della Domenica si resero protagonisti di una bella iniziativa, tenacamente sostenuto dall'indimenticabile Savino Russo.
Photoshop alla mano rifacevano digitalmente strade e piazze cittadine. Rizzi parte proprio dalla immagine che riguarda Piazza Mercato per lanciare la sua provocazione, sulla bacheca del gruppo: “Questo si auspicava due anni fa.... Quando in piazza Mercato c'era il Bubbone di ferro. Molte battaglie di opinione si sono succedute... Il tempo è trascorso, il bubbone non c'è più e molte cose son cambiate. Mi piacerebbe raccogliere le vostre impressioni. Com'è oggi Piazza Mercato? Sono state soddisfatte le aspettative dei cittadini? Se no,  perché?”
La domanda posta da Cesare è parecchio stimolante, anche perché praticamente coincide con il brutto episodio di teppismo e vandalismo che ha riportato piazza Mercato agli onori della cronaca: l’aggressione ai titolari di un ristorante di via Liceo, praticamente all'ingresso della "famigerata" piazza.

Ero tra quanti, all’epoca, non condivisero la demolizione di quello che Cesare definisce, bubbone di ferro. Brutto, lo era senz’altro. I ripetuti atti vandalici di cui era stato bersaglio avevano peggiorato la situazione, rendendolo pericoloso per la pubblica incolumità. Ma era costato una bella cifra di danaro pubblico, era dun queun bene della collettività, e a mio giudizio andava recuperato, restaurato, rilanciato nella sua funzione originaria di contenitore culturale. Sospetto inoltre, che nella campagna di opinione e nella successiva decisione che ha portato alla demolizione della struttura, abbia giocato un ruolo non marginale la valutazione del valore estetico del bubbone di ferro. Ma il valore pubblico dev’essere sempre prevalente rispetto a quello estetico, diversamente si correrebbe il rischio di dover buttare giù mezza città…
Tutto ciò premesso, non mi pare che la demolizione del bubbone di ferro abbia schiuso nuovi orizzonti di sviluppo per piazza Mercato. L’episodio di violenza ed inciviltà che ha visto vittime i gestori del ristorante La botte, purtroppo lo conferma. Il problema resta quello di sempre, ed è lo stesso che ha innescato il degrado della struttura mercatale. Non basta creare contenitori culturali per produrre coesione, crescita civile: occorre riempirli di contenuti. Così come non basta la polizia a cacciare dalle piazze i teppisti e i delinquenti: se nelle piazze non ci vanno i cittadini, la criminalità avrà sempre il sopravvento.
Sono stato tra i pochissimi ad utilizzare gli spazi di piazza Mercato. Un anno svolgemmo lì il dopofestival della rassegna cinematografica indipendente promossa dalla Provincia, e la piazza si animò, si ravvivò. La struttura si dimostrò anzi ottimale per un certo tipo di eventi. 
Riempire gli spazi di cultura, significa sottrarli ai vandali. Ma purtroppo, non bastano le iniziative estemporanee, occorre metodo, e soprattutto, una diffusa capacità di collaborazione tra le forze culturali, le associazioni, gli intellettuali, le istituzioni, che mi pare sia mancata a piazza Mercato, così come mi pare manchi in tutto il centro storico.
Mi ha parecchio colpito il commento al post di Cesare, dello chef Francesco Panniello: “Il bubbone non c'è...Ma non decolla...la maledizione di Piazza Mercato”. Il bistrot La Botte sta tra piazza Mercato e via Liceo. All’altra estremità della piazza, sorgeva una volta il Bacardi, locale che fu teatro della peggior strage criminale che la storia cittadina ricordi. Effettivamente, è cambiato assai poco a Piazza Mercato, la cui maledizione può essere esorcizzata soltanto se e quando i foggiani si decideranno a riprendersi la piazza, il centro storico, la città di Foggia. E dovremmo farlo non più in ordine sparso. Tutti insieme. Proprio come nella foto degli Amici della Domenica.

1 commento :

Anonimo ha detto...

Quando Piazza Mercato era Piazza Mercato - a mia memoria - non accadevano atti di vandalismo. Perchè, nell'inconscio, era un "luogo di tutti". Appartaneva all'anima di quella parte della città, dove, tra l'altro, è nata e si è sviluppata Foggia.
Come mercato forse necessitava di maggior cura, ma averlo sradicato, imponendovi una struttura "culturale" (cosa c'è di 'culturale' in un atto di violenza quale fu quello perpetrato da Agostinacchio?) evidentemente innaturale in quel contesto mi fa venire a mente quel che accade quando un fiume, un torrente, una fiumara vengono sottratti al suo destino, attraverso la cementificazione o modificazione del suo corso. Accade che la natura si ritorce contro. E lo abbiamo visto anche sul Gargano un anno fa.
Io credo sia accaduto questo a Piazza Mercato.
Immaginate cosa succederebbe a Verona, Padova, Vicenza o Treviso se - di colpo - i sindaci decidessero di eliminare le rispettive "Piazza delle Erbe"!
Nessuno deve permettersi di vandalizzare opere pubbliche, ma quel che fu deciso a suo tempo a Foggia lo reputo molto più grave delle - deprecabili - vandalizzazioni che, a più riprese, hanno riguardato Piazza Mercato.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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