domenica 11 marzo 2018

Parchi eolici: nuovo assalto al paesaggio. Evviva il liberismo selvaggio.

Che da anni sia in atto un sistematico scempio del paesaggio dauno, una volta vanto di tutti i pugliesi per i suoi orizzonti infiniti, lo abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Ormai non puoi volgere lo sguardo da nessuna parte, senza imbatterti in una selva di pale eoliche, che hanno sconvolto l’orizzonte.
L’assalto al territorio e al paesaggio prosegue senza soste, con la complicità di una legislazione che tutela i produttori di energia e penalizza tanto i “portatori di interessi diffusi” come possono essere i cittadini che risiedono in un certo territorio, e non vogliono vederlo deturpato, quanto i proprietari dei terreni in cui sorgeranno i parchi eolici.
Prima della lettera denuncia di cui sto per dirvi non lo sapevo, ma nel Bel (Bel?!) Paese può accadere perfino che qualcuno decida di costruire un parco senza nemmeno avvisare i proprietari delle aree in cui verranno installate le pale. Il fatto è che i parchi eolici vengono ritenuti opere di pubbliche utilità, per cui gli espropri seguono la procedura pubblica. Insomma, si ricorre ad espropri pubblici per tutelare interessi privati. È la legge (del capitale).
Resta tuttavia l’interesse collettivo di tutelare il bene paesaggio, per cui occorrerebbe che la procedura seguisse criteri di pubblicità e di trasparenza assai più larghi di quelli attuali, che rendono possibili storie quella quella raccontata nella documentata denuncia giunta a Lettere Meridiane a firma di Michele Dota, cittadino di Bovino, che racconta quello che definisce “il nuovo attacco onshore dell’eolico selvaggio”.
“Nel documento - precisa Dota - si illustra e documenta quello che sta accadendo nei Comuni di Bovino, Orsara di Puglia e Troia ad un semplice cittadino. La stesso attacco è portato ai territori di San Paolo di Civitate,  San Severo, Cerignola ove altri ignari cittadini  potrebbero scoprire troppo tardi ciò che si prospetta loro.
E gli Amministratori tacciono con assordante silenzio. Grandi Speranze!”
Il documento, che mettiamo a disposizione degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane nella sua versione integrale  (potete scaricarlo cliccando qui) si conclude con una bella citazione: “Il paesaggio è una risorsa che si traduce in ricchezza, esprime lo spirito e l'identità del luogo, è l'espressione del genius loci, cioè della storia della trasformazione continua dei segni e dei disegni che la società locale ha impresso su quel tratto di territorio. Esso non è in vendita poiché appartiene a chi nel territorio ci lavora e ci vive”.
Ma il paesaggio è stato espropriato dal liberismo selvaggio, solo ed incontrastato protagonista delle politiche nazionali degli ultimi decenni.
[P.S.: Cercando una fotografia per illustrare il post, ho inserito nel motore di ricerca la stringa “pale eoliche brutte”. Ne è venuta fuori una discreta serie di immagini, alcune delle quali artefatte, ovvero frutto di fotomontaggi. Ho fatto clic su quella che restituisce il più evidente scempio del territorio, per verificare a che area si riferisse l'immagine. Manco a dirlo, la didascalia è: Pale Eoliche nel Subappennino Dauno. La foto è stata scattata nel 2007 da Luigi Rignanese (nel frattempo, probabilmente, la situazione paesaggistica è perfino peggiorata) è compare nel forum di Acta Plantarum che documenta la flora spontanea in Italia. Trovate qui il relativo post].

1 commento :

Umberto Affatato ha detto...

Mi piace la campagna, mi piace andare per boschi, osservare la natura, e credo che I pannelli e le pale eoliche abbiano cambiato l'ecosistema della flora e della fauna!!!!

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