venerdì 4 ottobre 2013

Uniamoci contro la vergogna

Uniamoci, uniamoci tutti contro la vergogna denunciata da Papa Francesco. L'appello giunge dai Fratelli della Stazione associazione foggiana che da anni opera per l'integrazione degli immigrati. 
I Fratelli della Stazione non ci stanno, non intendono assistere in silenzio all'ennesima tragedia del mare e lanciano un appello a "tutti coloro che pensano - come Papa Francesco - che è una vergogna" a unirsi, "a partire - come l'associazione annuncia sul proprio stato facebook- da una semplice Messa in memoria delle vittime di Lampedusa." L'appuntamento è per domenica 6 ottobre ore 20.00 alla chiesa della Madonna della Croce, sul viale della Stazione, nel pieno del quartiere multietnico di Foggia.
"Singoli, associazioni laiche e cattoliche, gruppi ecclesiali, istituzioni civili e politiche: l'invito è rivolto a tutti, senza distinzioni - aggiunge l'associazione - .  E se qualcuno vuol aiutarci nell'organizzazione, in qualunque modo, ci contatti. Uniamoci. È una vergogna".
Si è mosso anche il GADD (Gruppo Amici della Domenica), che ha presentato una una formale richiesta di petizione al Parlamento europeo.
"Noi sottoscritti cittadini - si legge nel testo - chiediamo al Parlamento e alle Istituzioni europee, a seguito dell'immane tragedia di Lampedusa e delle altre ricorrenti stragi di migranti, che l'Unione intervenga con energia ed immediatezza.

Chiedono in particolare una strategia congiunta per una politica di severa repressione e contrasto, anche con la collaborazione dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, delle organizzazioni criminali che sfruttano il bisogno e la disperazione dei migranti, insieme ad azioni di sostegno concreto per l'Italia e gli altri Paesi del confine meridionale d'Europa perché siano posti in condizione, nel rispetto delle strategie di accoglienza e di rifugio stabilite dal Trattato di Dublino e recentemente ribadite dall'Aula di Strasburgo, di esercitare compiti che coniughino nel modo migliore le indispensabili attività di vigilanza, assistenza e soccorso, oltre a quelle di accoglienza per i richiedenti asilo, prevedendo la creazione di appositi "corridoi umanitari".
Si tratta di un'emergenza gravissima di fronte alla quale l'Unione non può e non deve mostrarsi distratta o poco sollecita, atteso che la vigenza del Trattato di Schengen e il sempre più marcato processo di integrazione europea rendono inconcepibile considerare la pressione migratoria una questione interna dei singoli Stati nazionali.

Chiediamo che l'Unione Europea confermi con i fatti di essere degna del premio Nobel per la Pace recentemente ricevuto."

Nessun commento :

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...