sabato 5 ottobre 2013

La tragedia di Lampedusa nei versi di Gelormini, De Seneen e De Palma

Quando il social diventa poesia. L'ondata di emozione suscitata dalla tragedia di Lampedusa ha prodotto anche tanti versi: certe volte la prosa è inadeguata ad esprimere la commozione, il dolore, le lacrime.
Lettere Meridiane ne propone una selezione.

LAMPEDUSA

Soffocata
da lacrime disperate
si ravviva
la fiamma amorevole
dell’accoglienza.

Il silenzio
della preghiera
accarezza
gli sguardi perlacei
spenti dal gelo



Lampedusa,
pelago
senza confini,
faro di speranza
nel buio dannato
della vergogna.

Antonio V. Gelormini


Chi tòrne

Chi tòrne, chi rèste, chi pàrte,
chi arrìve sòpe a barcùne de càrte,
da n'atu mùnne, da n'ata spònde,
si 'u màre prìme nilli spònze e nell'affònne

(Chi torna, chi resta, chi parte,
chi arriva a bordo di una barca di carta
da un altro mondo, da un'altra sponda,
se prima il mare non l'inzuppa e non l'affonda)

Raffaele De Seneen

Dalle bella pagina facebook La poesia è un canto libero questa lirica di Matteo De Palma

Naufraghi sugli scogli,
ognuno narra
a sé solo - la storia
di una dolce casa
perduta,
sé solo ascolta
parlare forte
sul deserto pianto
del mare -

Triste orto abbandonato l'anima
si cinge di selvagge siepi
di amori:
morire è questo
ricoprirsi di rovi
nati in noi.

Matteo de Palma

2 commenti :

Ninì Russo ha detto...

... un carico di disperazione si acquieta nella morte.

Anonimo ha detto...

Non tutte le barche approdano a sponda.
Gianni Ruggiero

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