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Quest'Anno della Fede, così sottovalutato

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Ho seguito febbrilmente – come tutti, suppongo, credenti e non – la profluvie di immagini e di dichiarazioni che in queste ore le televisioni nazionali stanno mandando in onda sulla rinuncia del Papa. Naturalmente si sprecano i commenti sulla figura del Santo Padre, sul messaggio e sull'eredità del suo Pontificato che – credo, spero e prego – resteranno nella storia della Chiesa assai più di quanto non sembri oggi. Ma sono rimasto attonito, per non dire basito, per la sottovalutazione (anzi se vogliamo il silenzio…) rispetto a uno dei gesti più alti e “storici” (almeno quanto le sue dimissioni) compiuti da Benedetto XVI: l’indizione dell’Anno della Fede, che è in pieno svolgimento, anche se nessuno degli opinionisti e dei commentatori sembra averne colto la portata. L’Anno della Fede ha avuto inizio l’11 ottobre 2012, in non casuale concomitanza con il cinquantesimo anniversario del Concilio Ecumenico Vaticano II, che aprì uno straordinario cammino di rinnovamento e di riforma...

Quando le biblioteche fanno i miracoli

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Per capire fino in fondo quale livello di eccellenza abbia raggiunto la biblioteca provinciale La Magna Capitana (al centro di recenti polemiche per l’infiltrazione di umidità che ha danneggiato circa 400 libri e che ha comportato la necessità di ridurre l’orario di apertura al pubblico per qualche giorno) bisogna andare in periferia. Per esempio a Vico del Gargano, il comune del promontorio che vanta la più antica e radicata tradizione di cultura e di lettere. Attento come sempre alle cose della sua città,   Fuoriporta , periodico indipendente locale diretto da Michele Lauriola, di cui ho già avuto modo di parlare su Lettere Meridiane , dedicata alla biblioteca comunale di Vico e ai suoi rapporti con la Provinciale un bell’articolo di Tommaso Pio dell’Aquila Il titolo è particolarmente stimolane ( “I bambini insegnano a leggere agli adulti” ), e il testo non tradisce le attese.

Ma che posto sta diventando Foggia?

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Ma che posto sta diventando la nostra Foggia? Ci sono giorni - come oggi - che le pagine di cronaca dei quotidiani assomigliano ad un bollettino di guerra: la città sembra essere caduta nelle mani di rapinatori, pirati della strada, bombaroli, estorsori e truffatori. Ecco la home page di ieri Foggia Today, sito specializzato in cronaca e notizie locali:  Rapina 8mila euro in banca ma non gli bastano: "Solo questi ci sono?"; Pedone investito in Corso Cairoli: è caccia al pirata della strada; Furto con scasso in una villa di via Sprecacenere: colpo da 15mila euro; Bomba carta distrugge distributore di una tabaccheria di viale Europa; Bancarotta fraudolenta: blitz della GdF, arrestato imprenditore foggiano. Stiamo imparando a convivere con la paura e l’insicurezza quotidiana. È come se stesse subentrando una sorta di rassegnazione. Meno male che la cronaca è specchio delle realtà, e dunque riflette sia gli eventi negativi che quelli positivi. La stessa home pag...

Quando il generale Eisenhower disse: "Prendiamo Foggia"

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Il generale Mark Clark, stratega dello sbarco di Salerno Ricorre quest'anno il settantesimo anniversario dei bombardamenti che rasero al suolo Foggia e provocarono la morte di decine di migliaia di persone. Quei tragici eventi furono sostanzialmente determinati dalla posizione strategica che il capoluogo dauno occupava nello scacchiere dell'Italia Meridionale, e non solo. Una posizione strategica che faceva gola agli Alleati, ma che, dopo d'allora, è stata misconosciuta dalle istituzioni nazionali. Foggia era, con Napoli, così importante da indurre gli Alleati ad una tattica militare parecchio rischiosa. Ho trovato una interessante conferma a questa tesi in un vecchio libro di mio padre, che mi piace far conoscere anche ai lettori di Lettere Meridiane. Si tratta della Storia della Seconda Guerra Mondiale di Amedeo Tosti (Rizzoli, Milano), un'opera in due volumi particolarmente completa e dettagliata. Ecco cosa scrive Tosti, a pagina 240 del se...

Cultura e campagna elettorale / Come ne parlano Finocchiaro e Volpe

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Giustamente, nel fondo di apertura del Corriere della Sera di ieri, Gian Antonio Stella lamenta come la cultura, il confronto sul patrimonio culturale del Paese che si va depauperando, pur essendo un'essenziale risorsa di futuro, siano temi esclusi dalla campagna elettorale. Il grido di dolore dell'editorialista del Corriere è un tantino tautologico, perché la sua tesi è fondata fino a un certo punto. È vero che la cultura non sembra essere in cima ai pensieri dei leader della coalizioni. Ma è altrettanto vero che altrove se ne discute, e come, e sono semmai i grandi organi d'informazione a non dare il giusto risalto ad una campagna elettorale che in periferia sembra più vivace delle altre volte. Ho ascoltato un intervento sorprendente - per calore e per consapevolezza - di Anna Finocchiaro sul tema, affrontato da una prospettiva nuova e quanto mai stimolante. La presidente del gruppo Pd al Senato ha invitato a tenere conto della grande risorsa rappresenta...

Evviva la carta / Perché i giornali locali sono necessari

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Uno dopo l'altro i periodici locali della provincia di Foggia stanno chiudendo. Se ne vanno i bei giornali di una volta, di carta, che quando li sfogliavi sentivi la fragranza dell'inchiostro fresco, che lasciava presagire la fragranza delle notizie. Fresche di stampa, appunto. Di questo passo un giorno sarà impossibile sfogliarli, se non in qualche emeroteca. Che peccato, perché leggere un giornale locale è diverso dal navigare su un sito un sito, o su un blog. Nel web cerchi qualcosa e il motore di ricerca ti conduce subito a destinazione. Leggi la notizia che ti premurava, al massimo la confronti con qualche altra fonte, e la cosa finisce lì Si perdono le relazioni - gli esperti direbbero i metadati - che solo un giornale è in grado di offrire. Un giornale è in grado di raccontare un sacco di cose, al di là delle notizie che vi sono stampate.  Vi suggerisco un esperimento. Se vi trovate in una città per la prima volta, comprate il giornale locale. Leggetelo tutto, ...

Perchè siamo ultimi? E' anche una questione di fisiologico baricentrismo

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Perché siamo ultimi? Il dibattito sulle ragioni che hanno portato la Capitanata a perdere progressivamente terreno nelle classifiche dello sviluppo e della qualità della vita costituisce uno dei leit motiv di Lettere Meridionale . E' un dato positivo, perché lo sviluppo non si ottiene mai per grazia ricevuta, ed è necessario riflettere, ragionarci, costruirlo. Quanto è accaduto in questi giorni in materia di trasporti (mi riferisco al declassamento dell’aeroporto Lisa pensato dal Ministro Passera, ed al contemporaneo accordo di programma concluso dalla regione Puglia con Rete Ferroviaria Italiana che permetterà l’avvio concreto del treno tram)  potrebbe avere ripercussioni decisive sul futuro dell’economia provinciale, ma a dir la verità, al di là dei soliti comunicati stampa e delle solite, generiche note di protesta, non sembra che si sia aperta quella discussione che i due fatti avrebbero meritato. Il dato da cui partire è che, ci piaccia o no, il sistema provinciale de...