lunedì 11 febbraio 2013

Quando le biblioteche fanno i miracoli


Per capire fino in fondo quale livello di eccellenza abbia raggiunto la biblioteca provinciale La Magna Capitana (al centro di recenti polemiche per l’infiltrazione di umidità che ha danneggiato circa 400 libri e che ha comportato la necessità di ridurre l’orario di apertura al pubblico per qualche giorno) bisogna andare in periferia. Per esempio a Vico del Gargano, il comune del promontorio che vanta la più antica e radicata tradizione di cultura e di lettere. Attento come sempre alle cose della sua città,  Fuoriporta, periodico indipendente locale diretto da Michele Lauriola, di cui ho già avuto modo di parlare su Lettere Meridiane, dedicata alla biblioteca comunale di Vico e ai suoi rapporti con la Provinciale un bell’articolo di Tommaso Pio dell’Aquila
Il titolo è particolarmente stimolane (“I bambini insegnano a leggere agli adulti”), e il testo non tradisce le attese.

“La nostra biblioteca – scrive l’autore - ha investito principalmente sulle giovani generazioni, come testimonia anche l’adesione al Progetto Nazionale Nati Per Leggere e tali sforzi hanno prodotto risultati che hanno superato le più rosee aspettative. Infatti si può dire, senza aver timore di cadere in errore, che i più assidui frequentatori della biblioteca sono proprio i ragazzini e le ragazzine, capaci di trasmettere l’entusiasmo della letteratura ai loro genitori. Nella nostra biblioteca succede, e capita spesso, che i genitori (mamme casalinghe nella maggior parte dei casi) si avvicinano alla lettura invogliati e incuriositi dal gusto che i loro figli provano per i libri. Nella nostra biblioteca accade di assistere anche al miracolo che sono i bambini che insegnano a leggere agli adulti.”
Dell’Aquila si sofferma poi sulla riuscita sinergia tra la biblioteca vichese e la Magna Capitana. Una delle scommesse vinte dalla Biblioteca Provinciale nel corso dei diversi lustri di vita è di essersi sempre concepita non solo come biblioteca ma come “polo bibliotecari0”, che fornisce una serie di servizi anche in periferia, alle biblioteche  comunali. Il Sistema Bibliotecario promosso dalla struttura provinciale fin dagli anni Settanta rappresenta forse il primo esempio e modello di rete in provincia di Foggia.
“Facendo parte del Sistema Bibliotecario della Provincia di Foggia – scrive ancora Dell’Aquila -, la nostra biblioteca può offrire alla comunità dell’intera provincia attività quali Internet Point, consultazione del catalogo informatico, consulenza e ricerche bibliografiche, sala multimediale; prestito interno ed esterno, prestito interbibliotecario ed intersistemico con tutte le biblioteche del circuito provinciale e del Sistema Bibliotecario Nazionale. Il servizio prestiti della nostra biblioteca permette agli studenti e agli appassionati di letteratura di reperire testi rintracciabili solo nelle grandi città o nei centri universitari. Se la nostra biblioteca non offrisse questo prezioso servizio, tanti universitari di Vico e dei paesi limitrofi, avrebbero grosse difficoltà a reperire libri custoditi da biblioteche specializzate e troppo costosi da poter comprare. Tali servigi sono accessibili a tutti e in maniera assolutamente gratuita dopo aver compilato un modulo di iscrizione per il rilascio della BIBLIOCARD che da diritto ad usufruire dei servizi di tutto il Polo Bibliotecario della Provincia di Foggia.”
Fa riflettere (ed è da condividere, parola per parola) la fine dell’articolo di Fuoriporta: “Quando mi dovevo riferire alla biblioteca – conclude Tommaso Pio dell’Aquila - ho usato molto l’aggettivo “nostra” per marcare che essa appartiene all’intera comunità vichese e non solo agli studenti e ai lettori. È un bene comune di Vico del Gargano, punto di riferimento di tutto il territorio, fulcro di sviluppo sociale e culturale. Bisogna investire su questa istituzione, principalmente con l’assunzione di personale qualificato che possa ereditare il lavoro svolto finora e portarlo avanti avendo a disposizione più tempo e attenzione da parte dell’amministrazione comunale. In un momento di crisi economica in troppi credono che i pochi soldi a disposizione non debbano essere investiti in cultura. Ma se la cultura non fa mangiare, avete provato con l’ignoranza?”
E invece proprio casi di successo come la biblioteca comunale di Vico del Gargano confermano che investire nella cultura, nella conoscenza si può e si deve.

1 commento :

Massimo Mazza ha detto...

Effettivamente Geppe la Biblioteca di Vico del Gargano è una bella realtà, come tante altre che fanno parte del Polo bibliotecario dauno e rappresentano tanti importanti satelliti della più dotata Biblioteca Provinciale "La Magna Capitana" del capoluogo, che quale capofila ha dato il via ad una importante collaborazione con una quarantina di biblioteche, comprese anche quelle universitarie. La struttura culturale di Vico può contare su ben 2500 libri antichi tra cinquecentine, seicentine e settecentine, catalogati e restaurati, come è avvenuto anche per le biblioteche-satelliti, in un progetto a vasto raggio promosso dalla Biblioteca-Madre, quella foggiana. Va dato atto agli operatori culturali di queste importanti realtà culturali che hanno reso possibile l'ambizioso progetto, fortemente voluto dal direttore foggiano e coordinatore del Polo, dott. Francesco Mercurio.

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