sabato 17 marzo 2018

"Aldo Moro, politica e martirio", l'opera di Anacleto Lupo in ebook

Per ricordare il quarantesimo anniversario del rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro e della sua scorta, Lettere Meridiane pubblica, in versione epub e in versione pdf, il dramma teatrale di Anacleto Lupo, Aldo Moro, politica e martirio, che venne rappresentato in anteprima nazionale a Lucera, il 27 marzo del 2008, in occasione del trentesimo anniversario della strage di via Fani e delle drammatiche settimane che vi fecero seguito, fino al ritrovamento del cadavere di Moro, in via Caetani.
Come sottolinea Geppe Inserra nella sua introduzione, "Anacleto Lupo offre una insolita ma affascinante lettura del calvario di Aldo Moro: nessun martire muore invano, quando il suo olocausto addita ai posteri la strada della speranza, e della fede. Gli ultimi 55 giorni di Moro sono raccontati da Lupo attraverso la lente della fede, che è anche il tratto essenziale delle sue più recenti opere letterarie, poetiche e teatrali.
In questo senso, il dramma si discosta sensibilmente dalle interpretazioni che teatro, cinema e letteratura hanno dato delle vicende che hanno portato alla morte di Moro. Le polemiche ed il mistero cedono il posto ad un racconto scandito da una dimensione più intima: Moro come uomo dalla fede profonda, che nella fede cerca, fino all’ultimo istante della sua vita, una difficile spiegazione, e che nel buio alla fine, scorge la luce."
Un evidente richiamo all'ultima struggente lettera che lo statista scrisse dal carcere brigatista e che si concludeva con queste parole “Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo.  Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo." Dal buio della prigione, Moro intravede la speranza della luce.
Prodotta dalla Provincia di Foggia e dall'Agenzia per la Cultura, in occasione della Settimana della Cultura 2008 e del trentennale del rapimento e dell’uccisione di Moro,  la rappresentazione lucerina rappresentò un riuscito omaggio alla memoria del grande statista, e allo scrittore e giornalista Lupo, che da anni si era trasferito con la sua famiglia nella cittadina sveva, dopo essere stato per decenni a capo della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno.
La messinscena venne apprezzata e calorosamenta applaudito dal pubblico (presenti tra gli altri l’ex segretario generale del Quirinale, Gaetano Gifuni, e l'allora sindaco di Lucera, Vincenzo Morlacco) venne realizzata nell’adattamento e per la regia di Sergio De Sandro Salvati, interpreti gli attori della Compagnia La Medusa di Foggia (Gino Caiafa, nella parte di Moro, Rosa D’Onofrio e Vincenzo Cripezzi).
Il pubblico apprezzò particolarmente l’approccio multimediale: la lettura scenica venne infatti accompagnata da inserti sonori e musicali, mentre sul fondale nero scorrevano le immagini dei servizi televisivi e degli articoli dell’epoca. Le canzoni, musicate da Michele Dell’Anno su testi di Lupo, vennero eseguite dallo stesso Dell’Anno (che si accompagnava con la fisarmonica) e da Giustina Ruggiero (vocalist), Marta Dell’Anno (viola), Rosario Nido (percussioni e tammorra), Nunzio Ferro (chitarra), Andrea Resce (contrabbasso).
Potete scaricare l'opera di Anacleto Lupo, ai seguenti link:





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